due chiacchiere

Archivio del mese di Maggio 2022

Due chiacchiere con il bibliotecario americano

Il mio caro amico Trap mi aveva suggerito tempo fa un’idea per continuare questa mini serie in cui stiamo esplorando categorie di parole inglesi associate ai vari mestieri. Ed ecco accendersi la lampadina mentre con le bimbe andavamo alla biblioteca comunale per prendere alcuni libri che avevamo ordinato. La prima cosa che mi è venuta in mente pensando a come approcciare l’argomento, è stata la differenza tra library and bookstore or bookshop (in inglese britannico). Da notare lo sgambetto che il falso amico library cerca di tirarti: in italiano corrisponde alla biblioteca, non alla libreria! La differenza è che nella prima i libri si possono prendere in prestito, nella seconda si possono acquistare. Anche qui come nel Belpaese, ogni comune ha la sua biblioteca (public library, not public bookshop), all’interno della quale troverai alcuni banchetti con dei computer per effettuare le ricerche nel catalogo provinciale (online catalog). Qui nel New Jersey, le biblioteche sono collegate tra loro, quindi se cerchi un libro che hanno in un comune a cento chilometri da casa tua, puoi ordinarlo comodamente da casa e sarà disponibile alla tua biblioteca nel giro di qualche giorno. Leggi il resto : Due chiacchiere con il bibliotecario americano

In viaggio a Washington, D.C.

Come forse ricorderai, durante le vacanze di Pasqua, l’allegra famiglia Camu ha deciso di passare qualche giorno fuori porta in quel di Washington, DC. Quattro giorni in cui abbiamo visitato i monumenti della capitale, ma anche esplorato i quartieri meno frequentati dai turisti. Come ad esempio Georgetown, una zona a pochi minuti di metropolitana dal centro, dove potersi rilassare passeggiando per i vicoletti d’ispirazione europea, tra i quali si nascondono piccoli tesori come la pizzeria Il Canale. Sunshine è sempre molto brava ad organizzare i viaggi fuori porta, e grazie a lei abbiamo potuto addentare la deliziosa pizza fatta dal signor Farruggio e dai suoi pizzaioli. Ecco dunque un riassunto di quello che abbiamo fatto. Leggi il resto : In viaggio a Washington, D.C.

Olive Garden, la cena italiana vista dagli americani

Tre settimane fa ti ho dato un elenco dei bar commerciali dove poter fare una buona colazione prima di affrontare la lunga e faticosa giornata da turista nel Paese a stelle e strisce. Dopo aver macinato chilometri a piedi gironzolando per le vie dei luoghi che stai visitando, non c’è nulla di meglio che mettere le gambe sotto un tavolino… italiano. Almeno stando a quello che gli esperti del marketing di Olive Garden vogliono far credere agli americani che vanno a mangiare in questa catena di ristoranti. A partire dalla facciata: tutti i ristoranti sono costruiti seguendo le stesse identiche linee architettoniche, dalla California al Maine, come mostra la foto qui sotto. Nata nei primi anni ottanta in Florida, oggi conta quasi mille location sparse su tutto il territorio nazionale, ed offre praticamente lo stesso menù ovunque, inclusi i famosi bastoncini di pane (non grissini) cosparsi di burro ed aglio, di cui puoi mangiarne quanti ne vuoi. Leggi il resto : Olive Garden, la cena italiana vista dagli americani

Il magone e l’impotenza

L’isolamento causato dalla pandemia deve aver proprio scatenato i tanti pazzi di cui leggiamo sui giornali americani in questi mesi, dal tizio che ha sparato all’impazzata nella metropolitana di New York un mesetto fa, all’ultimo caso di cronaca in cui sono morti 19 bambini delle elementari in Texas. Dal massacro nella scuola superiore a Columbine, il Paese a stelle e strisce sembra non avere avuto più pace, mentre annaspa nella fatica quotidiana di trovare una soluzione che non arriverà mai. Perché il diritto alle armi è scolpito nella Costituzione americana, ed il minimo accenno a cambiare quel sacrosanto paragrafo fa andare i Repubblicani su tutte le furie, e fa salire il sangue alla testa ai bifolchi che ancora vivono di retaggi del Far West, e non vogliono assolutamente che il governo tocchi le loro pistole. La politica ovviamente non vuole far nulla, perché è più facile rastrellare voti lamentandosi del problema, che risolverlo una volta per tutte. Ed intanto migliaia di innocenti continuano a perdere la vita per la stupida ottusità di un popolo di immaturi bambinoni viziati. Leggi il resto : Il magone e l’impotenza

Il tuo nome, una storia che lascia il segno

Che noi italiani nati negli anni settanta siamo stati svezzati con latte ed animazione giapponese, non è una novità. Da Candy Candy a Jeeg Robot, da Akira a Dragonball, da Lupin III all’indimenticabile Lamù, noi veri intenditori non ce ne perdevamo uno. Poi, come per tutte le cose, i tempi sono cambiati e le (non tanto) sottili allusioni sessuali di Gigi la Trottola sono via via scemate, considerate fuori moda e non al passo con i canoni sociali che si aggiornavano. A me, comunque,  l’attrazione verso la cultura giapponese è sempre rimasta, anche se negli anni ho smesso di essere un avido lettore di manga (fumetti giapponesi) come lo ero ai tempi dell’università. Così un paio d’anni fa, mentre chiacchieravo con un collega della mia passione per le animazioni firmate dal buon Miyazaki e dal suo Studio Ghibli, mi suggerì di guardare Il tuo nome. Se anche tu apprezzi la delicatezza e la ricchezza dei lungometraggi giapponesi, devi assolutamente guardare quest’opera di Makoto Shinkai. Leggi il resto : Il tuo nome, una storia che lascia il segno

Impariamo a versionare il nostro codice

Premetto che ho scritto il post di oggi in ginocchio sui ceci: l’inglesizzazione delle parole italiane mi ha sempre dato molto fastidio, specialmente nell’ambito informatico. Però non avevo altra scelta nel titolo (e qui di seguito) e sono costretto ad usare il neologismo versionare. Che fa riferimento alla possibilità di tener traccia della storia dei cambiamenti di un testo (o di un pezzo di codice) e poter riavvolgere questo nastro immaginario a nostro piacimento, saltando da una versione all’altra in maniera semplice e quasi divertente. Puoi già intuire come una funzionalità del genere sia la chiave di volta di quello che stiamo costruendo in queste lezioni. Immagina per un attimo di dover aggiornare un plugin di WordPress all’ultima versione disponibile. Nel Far West, i cowboy cliccheranno sull’apposito pulsantino nel pannello di controllo, pregando tutti i santi a disposizione affinché non si rompa nulla. Ma non sarebbe più facile se esistesse un sistema in grado di tenere traccia di quei cambiamenti per noi, e di consentirci di tornare indietro nel tempo digitando un paio di comandi, quando qualcosa va storto? Beh, questo sistema esiste da un pezzo, e si chiama Git. Leggi il resto : Impariamo a versionare il nostro codice

Vorrei riprendere le interviste doppie

Negli anni d’oro della blogosfera italiana, mi divertivo ad intervistare blogger su e giù per lo Stivale. In circa due anni, ho avuto modo di ospitare nel mio salottino virtuale più di centosettanta colleghi che hanno risposto alle mie domande sempre in modo originale e divertente. L’idea all’epoca mi era venuta scimmiottando quello che facevano in tv alle Iene, e raccolse un discreto successo di critica e di pubblico. Ora sto facendo pulizia tra i vecchi collegamenti, dando una strigliata virtuale ai contenuti e ricucendo le toppe accumulate negli anni di abbandono, e spesso il plugin che trova i link rotti, elenca articoli conservati proprio nel cassetto delle interviste doppie. Allora, mentre cancello link a destra e a manca, mi chiedevo se in questo desolato panorama blogosferico contemporaneo avrebbe senso riprendere quell’iniziativa, per dare visibilità a coloro che ancora oggi insistono imperterriti nel portare avanti quest’arte perduta. Ho già un elenco di possibili candidati, scrupolosamente conservato in una cassaforte guardata a vista da energumeni minacciosi pronti a tutto pur di difendere l’agognato tesoro. Che ne dici?

Biscottini per il te delle cinque

Sai quando a volte apri lo sportello della credenza alla ricerca di un dolcetto sfizioso ma non troppo impegnativo? E non hai voglia di prepare teglie e teglie di biscotti perché l’estate è oramai alle porte e non vuoi crearti una tentazione per sgarrare? Ecco, la ricetta che ti propongo oggi è quello che fa al caso tuo, visto che è misurata per preparare esattamente quattro biscotti, da poter accompagnare al te pomeridiano che sorseggi mentre la brezza della primavera ti accarezza i capelli in veranda. In America li chiamano biscotti snickerdoodle: morbidi, leggermente gommosi, gustosi ma non troppo dolci, ricoperti da un invitante velo di cannella e zucchero che riscalda il cuore. E la parte migliore è che si preparano in una mezz’oretta. Leggi il resto : Biscottini per il te delle cinque

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