due chiacchiere

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Sedici anni sul suolo americano

Ed eccoci qua, arrivati al secondo appuntamento di questa nuova avventura di audio post che ho deciso di pubblicare sul blog. Ovviamente non potevo scegliere base diversa da quella che stai ascoltando (tipica musica country, nda), perché oggi ricorre il sedicesimo compleanno, il sedicesimo anniversario da quando sono qui negli Stati Uniti. Di acqua sotto i ponti, in questi sedici anni, ne è passata davvero parecchia. Dai primi tempi in cui lavoravo nel Bronx, poi a Manhattan, e adesso lavorando da casa per l’università della California. Abbiamo comprato casa, abbiamo messo su famiglia: di cose ne sono successe davvero tante in tutto questo periodo. E anche l’America certo è cambiata tantissimo in questi sedici anni. Quando sono arrivato io era il 2008, si parlava del Presidente Obama, si parlava di “yes we can”, si parlava di un sistema nazione che vedeva in quella persona una speranza per ricominciare dopo le guerre, l’Iraq, tutte le cose che ci avevano fatto perdere un po’ di fiducia nel mondo intorno a noi.

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Sincronizzare Google Foto sul NAS locale

Un paio di mesi fa ti avevo fatto l’elenco delle applicazioni che uso quotidianamente, dalla posta elettronica all’archiviazione delle foto scattate con i cellulari di famiglia. In calce a quel post si è sviluppata una piccola discussione con DelfinoCurioso sull’esistenza di un backup di quelle foto. Nella mia risposta, avevo accennato al meccanismo di sincronizzazione che ho messo in piedi per salvare tutto sul mio NAS casalingo (un vecchio PC con due dischi in RAID, su cui gira Ubuntu Server). Per i più curiosi, oggi vorrei spiegare un po’ più in dettaglio cosa utilizzo e come l’ho configurato. Tutto si basa sul software gratuito Rclone, che consente di collegarsi alle principali piattaforme cloud, da Dropbox ad Azure, da Amazon S3 a Google Drive appunto, ed effettuare varie operazioni sui file presenti in quelle cartelle. Leggi il resto : Sincronizzare Google Foto sul NAS locale

Selenium: automazione di test per il web

Finora su queste pagine mi sono sempre occupato di tecniche per sviluppare e progettare siti web, con cui ho a che fare quotidianamente. Da quando ho iniziato a lavorare per l’Università della California, ho approfondito un’altra branca di questo mondo affascinante: quello del controllo di qualità, o quality assurance come direbbero nel Paese a stelle e strisce. Già, perché costruire un’applicazione online è solo l’inizio: bisognerà poi mantenerla nel tempo, installando aggiornamenti alle piattaforme su cui è basata (dal server web ai linguaggi che utilizza), sistemando eventuali bug, ed aggiungendo nuove funzionalità. Ogni volta che si compie una di queste operazioni, bisognerebbe eseguire un test dell’intera applicazione per assicurarsi che tutto continui a funzionare correttamente. Nel nostro caso, abbiamo in organico due persone il cui compito è esclusivamente quello di conoscere tutti i nostri applicativi web a menadito, e di testare ogni aggiornamento in maniera scrupolosa. Ma non sarebbe bello se queste operazioni noiose si potessero automatizzare? Beh, a quanto pare si può. Leggi il resto : Selenium: automazione di test per il web

L’intervista a Vladimir Putin

Alle porte dell’Europa, due Paesi sono in guerra da due anni esatti, eppure in tutto questo tempo ho visto i giornali (e persino Sanremo l’anno scorso, ricordi?) raccontarci soltanto la versione di una delle due campane, etichettando senza possibilità d’appello le azioni dell’altra parte. Premesso che Putin non sarà certo uno stinco di santo, è anche vero che si contano sulle punte delle dita i giornalisti che si sono presi la briga di andare a suonare il citofono del Cremlino per fare un paio di domande all’inquilino della Piazza Rossa. Tra questi, recentemente si è cimentato nell’impresa il signor Tucker Carlson, noto nel Paese a stelle e strisce per essere uno sfegatato repubblicano (per anni ha condotto una trasmissione su Fox News, equivalente di Rete4 ai tempi di Emilio Fede), che ha deciso di fare le valigie ed è andato ad intervistare Putin qualche settimana fa. Intervista che io ho guardato per intero, senza il filtro distorto di coloro che si sono stracciati le vesti ed hanno invocato sanzioni per quest’atto spudorato di propaganda. Leggi il resto : L’intervista a Vladimir Putin

Sformato alla carbonara

Il post di oggi potrebbe aggiungersi alla lista di eresie che negli ultimi mesi hanno alienano quei pochi lettori che ancora passavano da queste parti. In effetti non è la prima volta che propongo i miei esperimenti culinari estremi su queste pagine. Ma per i puristi del bucatino all’amatriciana, quella che sto per scrivere potrebbe essere una vera e propria bestemmia punibile con il ritiro della cittadinanza italiana. La ricetta che ho provato qualche settimana fa, in realtà, mi è stata suggerita nientepopodimeno che da Sunshine, sebbene io alla fine (con grande disappunto dei componenti della camufamiglia) abbia deciso di sostituire le zucchine tagliate a spaghetti usando l’apposito arnese, con spaghetti veri e propri. Ottenendo una specie di sformato “alla carbonara” come alternativa alla classica frittata. Leggi il resto : Sformato alla carbonara

Noi siamo leggenda

Diciotto anni fa andava in onda in America una nuova serie televisiva che avrebbe presto conquistato il pubblico di tutto il mondo: Heroes. Anch’io mi appassionai alle avventure messe in campo da Zachary Quinto, Hayden Panettiere e quel tontolone di Masi Oka nei panni di Hiro Nakamura. I loro personaggi erano gente comune che, per caso, scopre di avere poteri paranormali che presto li mettono nei guai, perché il diverso fa sempre paura. Pensavo a tutto questa quando l’altro giorno ho guardato il primo episodio di una serie tv fantasy disponibile su RaiPlay: Noi siamo leggenda. Perché sin dall’inizio mi è sembrato chiaro che il canovaccio delle due produzioni sia molto simile, sebbene al posto degli hamburger vi siano due gustosi bucatini all’amatriciana tra una scena e l’altra, mentre veniamo trasportati per le vie della Roma dei quartieri popolari. E sebbene gli attori della serie italiana probabilmente erano ancora nella culla, quando Hiro e soci andavano in onda. Leggi il resto : Noi siamo leggenda

I carrarmati del lavoro in rivolta contro l’Europa

Che io sia euroscettico da tempi non sospetti non è una novità. In questi giorni vedo di non essere l’unico a pensarla in questo modo. L’agricoltura in tutta Europa sta vivendo un momento di profonda disapprovazione nei confronti delle politiche ambientali promosse dall’Unione. I lavoratori di Francia, Germania, Polonia, Romania, Belgio, Spagna, Grecia e Italia si sono schierati contro queste misure, mostrando una frustrazione diffusa e unanime. Le tensioni non riguardano solo singoli provvedimenti, come quelli sui pesticidi, ma coinvolgono anche questioni strategiche più ampie. Il recente schieramento dei trattori tedeschi sotto l’Arco di Brandeburgo ha sollevato interrogativi sulla serietà delle azioni intraprese dai politici del Vecchio Continente. Persino mezzi di informazione tradizionalmente europeisti hanno criticato queste politiche, definendole dissennate. Molti ritengono che queste misure non siano semplici iniziative ambientali, ma strumenti per minare l’agricoltura tradizionale e consegnare il settore ai grandi gruppi. Leggi il resto : I carrarmati del lavoro in rivolta contro l’Europa

Una serata per brillare come le stelle

Uno dei primi post che scrissi dopo la ripresa delle trasmissioni su questo blog condivideva la mia esperienza con una comunità religiosa alla quale mi ero avvicinato già prima della pandemia. Come dicevo all’epoca, essendo nato e cresciuto in Sicilia, la religione è sempre stata una parte integrante della mia vita: dalle processioni a seguito del santo di turno, all’esperienze da chierichetto, e con in mezzo un paio di viaggi a Gerusalemme e Lourdes con mia nonna, l’educazione cattolica mi ha accompagnato sin dai primi vagiti e durante tutta l’adolescenza, con l’Azione Cattolica. Poi pian piano, come penso capiti a molti, mi son reso conto che il sermone del prete a ricordarci gli ammonimenti di San Paolo alla comunità di turno non mi bastava più. Uscendo dalla chiesa, sentivo che non mi rimaneva nulla in mano nulla di concreto da portare con me ed applicare nella vita quotidiana. Andare a messa era diventato un semplice rito, ma nulla di più. Poi nel 2019, alcuni amici ci invitarono ad ascoltare uno dei sermoni di questo pastore della chiesa cristiana che avevano iniziato a frequentare. Il contrasto tra la sua energia e quella del parroco cattolico della nostra chiesa era disarmante. Leggi il resto : Una serata per brillare come le stelle

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