due chiacchiere

Avanti adagio con le punte

La prima partita è fatta: tanta attesa, fiumi di inchiostro sui giornali, tonnellate di interviste, opionionisti a iosa sul piccolo schermo. Poi novanta minuti di calci ad un pallone, e subito dopo si riprenderà: fiumi di inchiostro, tonnellate di interviste, e via dicendo. Ma era davvero questa la Nazionale che volevamo vedere ieri sera? Personalmente credo di no, a parte il buon vecchio Pirlo: possibile mai che sempre quelli del Milan devono metterci una pezza?

Nel corso del primo tempo il cronista avrà fatto il nome di Totti si e no un paio di volte, giusto quando batteva un calcio d’angolo per servire i compagni, sullo specchio della porta. Anche Toni, non me ne vogliano i tifosi miei amici, è riuscito a sprecare un paio di occasioni d’oro che a quest’ora ci avrebbero portato sul 4-0 per noi. Una traversa, un ingresso in ritardo, qualche colpo di testa non proprio centrato. La forza fisica e la velocità del Ghana, la tecnica e le individualità dell’Italia. Ecco le due costanti della sfida di Hannover. Con Perrotta al posto di Camoranesi, Marcello Lippi regala più potenza al centrocampo.

Quando al dodicesimo Toni fallisce un gol elementare, arrivando con due centimetri di ritardo dal pallone confezionato da Perrotta, allora i timori della vigilia che vedevano il bomber lontano da se stesso si amplificano. Ma il viola è un diesel; carbura lentamente. E speriamo di vederlo già “acceso” nella prossima sfida contro gli statunitensi, che già contro la Repubblica Ceca non hanno mostrato di essere particolarmente temibili. Santo Gilardino, aiutaci tu.

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