due chiacchiere

Basta con le seghe mentali

Se sei una persona con una certa carica nevrotica e potresti identificarti con termini quale schizzata, lunatica, permalosa, pensierosa, paranoica, suscettibile, drammatica o ossessiva, questo è il libro che fa per te: Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita. Giulio Cesare Giacobbe, l’autore, prende in giro, con una leggera comicità, tutte le persone che hanno il cervello sempre impegnato da opprimenti pensieri. Introduce l’argomento in maniera scherzosa: “Se una sta chiusa in casa tutto il giorno a macerarsi il cervello pensando a come sarà difficile la vita per lei e come farà a trovarsi un lavoro e poi come farà con il matrimonio che già non sa neppure se è adatta al matrimonio, lei, e poi i figli oddio i figli sì li vorrebbe ma ce la farà poi a tirarli su come si deve e se poi si drogano o diventano delinquenti?” .

Dicesi sega mentale pensare a cose che non hanno attinenza con la realtà: il libro diventa un vero e proprio “manuale” perché suggerisce come realizzare la soluzione al problema facendoti seguire delle fasi pratiche. Il trucco è quello di essere presente mentalmente in tutte le cose che fai, di assorbire tutto, di cogliere ogni momento. È proprio quello che fanno i bambini. Proprio come loro, se impari ad osservare la realtà circostante puoi diventare consapevole delle tue azioni ed accettare la vita per quella che è.

Il giorno del matrimonio

Queste definizioni sono affiancate da tanti esempi, che rendono la lettura facile e scorrevole. Interessante l’approccio ipertestuale: nel bel mezzo della lettura l’autore ti fa saltare un capitolo a seconda del tipo di mania di cui soffri, sollecitando poi una soluzione al problema. Un’applicazione pratica di quanto descritto l’ho trovata pensando al giorno del mio matrimonio. Ho delle immagini di tutta la giornata: ricordo qualche discorso, ma per fortuna ci sono le foto. La moglie poi, voleva gustarsi tutto, ogni particolare, ricordare bene come era addobbata la chiesa, il ristorante, il profumo dei fiori, il sapore della torta, ogni sguardo e ogni sorriso. Ma era troppo preoccupata a pensare a tutto quello che “avrebbe dovuto fare” ed ha finito per dimenticare di essere presente mentre le faceva!

Commenti

  1. Federico Neri ha scritto:

    Letto!!! Stupendo!

  2. Trapanator ha scritto:

    Anche la Betti ne soffre!! 🙂

  3. vale ha scritto:

    Messo nella mia wishlist, grazie!
    Dello stesso autore ho letto “come diventare un buddha in 5 settimana – manuale semiserio di autorealizzazione personale” (non assicuro l’esattezza del titolo…).
    Non sono diventata un buddha o meglio, un’illuminata, ma un po’ di serenità me l’ha portata. Conto di rileggerlo, magari ” a fè e disfè” (a provare e riprovare…)…

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