due chiacchiere

Dimenticare Berlino

Mi ero spaparanzato sul divano l’altra sera, pronto a guardare le mirabolanti azioni dei Campioni del Mondo, che avrebbero dovuto ribadire la superiorità tecnica e organizzativa della Nazionale italiana sulla Francia “in blu”, agguerrita e sicuramente non desiderosa di perdere di nuovo. Invece dopo pochi minuti già avevo capito che Parigi non era Berlino: d’altro canto anche sul fronte delle scommesse, la Francia era data come nettamente favorita, ed una vittoria dell’Italia veniva pagata tre volte e mezzo la puntata.

(da Gazzetta.it) Sfottono più gli italiani dei francesi allo Stade de France, mentre Francia e azzurri riscaldano i muscoli. Sono tanti i nostri tifosi che gridano il nome di Materazzi e cantano il tormentone dei campioni del mondo. I francesi si limitano a fischiare, ma il tam-tam del “volemose bene” non fa salire il tono sugli spalti.
Probabilmente sono più allibiti loro, soprattutto quando vedono srotolarsi un gigantesco “bianco-rosso-verde” dal terzo anello.

I francesi fanno rullare i tamburi. Attendono con molto senso britannico. Preferiscono optare per il dopo, perché sono convinti di fare a fette la Nazionale. Allora sì che si farà festa. Fa una strana sensazione vedere gli azzurri campioni laddove la Francia, che fu di Zidane, si abbatté sul Brasile nel 1998. Roberto Donadoni sogna una replica: vincere per non complicare ulteriormente il cammino europeo.

Alla fine il c.t. ha scelto la formazione che tutti avevano ipotizzato: Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Barzagli, Grosso, Semioli, Pirlo, Gattuso, Perrotta, Cassano Gilardino. Raymond Domenech conferma l’undici che ha battuto 3-0 la Georgia, con la sola eccezione di Govou al posto di Saha. Ora i tifosi di casa si fanno sentire. Cantano a squarciagola “Allez les Bleus”, mentre i nostri rincarano la dose con il “po po po po po po”, mentre spunta nella curva sud uno striscione: “Non dimenticate Berlino”. Lo speaker annuncia le formazioni. Quella dell’Italia non si sente. La rivincita è già cominciata.

Insomma, come siamo bravi a dimenticare in fretta l’orgoglio nazionale che aveva visto un’impennata in quelle “notti magiche” dello scorso luglio. Un popolo di individualisti, l’ho sempre sostenuto, ognuno pronto a pensare a se stesso: anche nel calcio. Dove già le polemiche infuriano per la direzione tecnica di Donadoni, e piovono critiche su un Cassano invisibile. Forse diverte più la sua imitazione a Viva Radio Due.

Lascia un commento