due chiacchiere

Due chiacchiere con il medico americano

Qualche settimana fa sono andato a trovare il mio medico di base (physician, or primary care doctor) per il solito controllo annuale (annual check up). Come forse saprai, la sanità americana è organizzata in maniera alquanto diversa rispetto alla sua controparte italiana. La differenza più evidente è legata al sistema di assicurazioni sanitarie (health insurances) pagate dal datore di lavoro, e non dallo stato. Ogni assicurazione ha il proprio network di medici, ed un medico può far parte di più di un gruppo. In genere, quando ti serve consultare uno specialista, ti colleghi al sito della compagnia che offre il servizio, ed effettui una ricerca in base alla provincia ed alla specialità richiesta. Capita a volte che qualcuno ti raccomandi un bravissimo dottore, ma che questo sia out of network per la tua assicurazione: in questo caso, un po’ come i medici non coperti dalla famigerata mutua, dovrai pagare il consulto di tasca tua. Se invece il medico is in network, pagherai soltanto il copay (l’equivalente del ticket italiano). Lo stesso vale per gli esami medici, dalle semplici ecografie (diagnostic ultrasound) alle risonanze magnetiche (MRI), passando per la gastroscopia (endoscopy). Controlla inoltre che il tuo sia un family plan, che copre tutti i membri della famiglia, e non soltanto l’impiegato.

La visita dal medico di base segue spesso un protocollo standard: prima ti visita l’infermiera (nurse practitioner), che ti misurerà la pressione (blood pressure), oltre a peso ed altezza, ovviamente in piedi, pollici e libbre. L’infermiera ti farà alcune domande per aggiornare la tua storia medica, tipo se stai prendendo medicine specifiche, se hai avuto problemi di salute rilevanti, e via dicendo. Aggiornata la tua cartella clinica, uscirà dalla stanzetta ed andrà a chiamare la dottoressa. La quale effettuerà il solito controllo palpandoti a destra e sinistra, cercando noduli per la tiroide o un possibile ingrossamento del fegato (liver problems), o ancora qualche problema respiratorio (dica trentatre!). Poi ti prescriverà le analisi del sangue, che almeno qui nel New Jersey, vengono fatte nell’ufficio del medico, spesso fornito di un laboratorio analisi. Nei rari casi in cui non è così, potrai andare nei laboratori della catena Quest Diagnostics per farti ciucciare qualche decilitro di sangue.

Una dottoressa misura la pressione ad un paziente sorridente

Le analisi includono in genere i soliti sospetti: l’emocromo (complete blood count), il colesterolo (cholesterol levels, low density lipoprotein, high density lipoprotein), i valori del fegato e via dicendo. Se servono esami specifici, ti verrà data una ricetta medica (prescription) da portare al medico che effettuerà il test. Se invece la dottoressa decide che tu debba prendere delle medicine, la ricetta sarà inviata direttamente alla farmacia, che ti chiamerà quando il medicinale è pronto per essere ritirato. Mi son sempre chiesto perché in Italia non introducono un sistema analogo per le comunicazioni tra medici e farmacie, che eviterebbe sia le truffe, che la difficile impresa di decodificare la grafia medica (come facciano i farmacisti sarà per me sempre un mistero).

Le assicurazioni sanitarie coprono anche i ricoveri in ospedale e le visite al pronto soccorso (emergency room), ma spesso prima di mettersi sotto i ferri del chirurgo (surgeon), visti i costi degli interventi, vorranno essere inviate tutta la documentazione per confermare che, in effetti, l’intervento sia necessario (pre-approval request). Nei rari casi in cui si rifiutano di pagare, si può fare ricorso (appeal) all’assessorato alla sanità del proprio stato, ed attendere fiduciosi un verdetto, che in genere arriva nel giro di qualche settimana. Per questo a volte quando guardo le serie tv mediche americane, mi viene da sorridere notando come tutta la burocrazia sia sempre lasciata fuori dal quadro della situazione, e la gente venga tranquillamente operata per interventi davvero complessi. Ma di questo parlerò in un post a parte fra qualche giorno.

Commenti

  1. Trap ha scritto:

    Come si chiede il certificato di malattia “online”? 😀

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    1. camu ha scritto:

      Su questo gli italiani sono molto, ma molto più avanti mi sa 😁

  2. Emanuele ha scritto:

    In realtà anche qui le ricette mediche adesso sono digitali e in farmacia basta comunicare il codice per permettere al farmacista di leggerla e capire cosa prendere. Il codice si chiama NRE (Numero Ricetta Elettronica) e vale su tutto il territorio nazionale (non è un servizio legato alla regione di appartenenza).
    Infine, durante il COVID, tante farmacie hanno predisposto un indirizzo mail al quale inoltrare la tua ricetta in modo da trovare il tuo “ordine” già pronto (e ridurre il tempo di permanenza) o avvalerti dei servizi di consegna a domicilio (per gli anziani) organizzati localmente.
    Ciao,
    Emanuele

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    1. camu ha scritto:

      Davvero interessante, non ne ero al corrente. Insomma, a poco a poco si sta arrivando a quello che avevo immaginato tanti anni fa.

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