due chiacchiere

Due pere agli inglesini

La mia anima di tifoso del calcio viene fuori abbastanza raramente, come avrai potuto notare, se non altro perché non sono un appassionato “sfegatato” come altri che, ad esempio, seguono tutti i pomeriggi alla radio la trasmissione della propria squadra del cuore (ogni riferimento a fatti o persone è completamente voluto eh eh). Però quando la squadra per la quale sin da piccolo ho tifato compie un’impresa come quella di ieri sera, il piccolo sostenitore che è in me si sveglia e gioisce. Vero è che non ho una vera “cultura del calcio” come l’italiano medio, a stento conosco i nomi dei principali giocatori nel panorama nazionale ed internazionale, ma due a zero in campo straniero è un risultato di cui persino io capisco l’importanza.

(dal sito della Gazzetta) In una delle sue più disgraziate stagioni, il Milan è riuscito ancora una volta a conquistare una semifinale grazie a una prova superlativa; una prestazione orchestrale di alta scuola. Solo così, giocando per novanta minuti senza calcoli, il Milan potrà pensare di compiere un’altra impresa il 24 aprile a Manchester. Carlo Ancelotti, con gli occhi lucidi e spiritati, ha già in mente gli scenari: la velocità dei ragazzi di Ferguson, le progressioni di Cristiano Ronaldo, tutti micidiali quando ripartono e nell’uno contro uno. Ma pensa anche a Nesta e Maldini, all’integrazione perfetta di Oddo e Jankulovski. Vorrebbe fare un fermo immagine di Dida, ragno insuperabile come un tempo. Godersi Inzaghi, voluto e schierato a tutti i costi nel momento più drammatico del reparto offensivo rossonero. Rischio grosso, ma ripagato con il gol fondamentale del 2-0: quello che ha spaccato in due il Bayern.

Commenti

  1. Matteo ha detto:

    Sono tiepidamente interista. Ricordo ancora le discussioni, al tempo delle medie, sull’eticità del tifo contrario in sede di coppe europee…

  2. camu ha detto:

    Infatti ero tentato di fare un altro intervento per “deridere” i poveri romanisti che si sono beccati ben sette insaccocciate in rete, ma poi il mio spirito nazionalista mi ha fermato.

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