due chiacchiere

Isola d’Elba: i Caraibi in Toscana

Chi l’ha detto che bisogna farsi ore di volo per potersi crogiolare al sole su sabbie finissime e bagnarsi in acque cristalline? Spesso noi italiani non ci rendiamo conto di avere “il meglio” praticamente sotto il naso. Un paio d’anni fa, ci siamo organizzati con la nostra comitiva per trascorrere un fine settimana all’Isola d’Elba. Credo rimarrà nella storia del gruppo come la più bella vacanza che abbiamo mai fatto tutti insieme. Non solo per la bellezza dei luoghi, ma anche per il buon cibo e l’organizzazione delle strutture.

Sabato. I traghetti salpano da Piombino la mattina presto, e consentono di portare, per una cinquantina d’euro, anche la macchina. Sull’isola è possibile noleggiare uno scooter per andare in giro, ma se hai la famiglia al seguito, con tanto di ombrelloni e borsa frigo con le bibite in fresco, quei soldi per imbarcare l’auto sono davvero ben spesi. Prenota quindi in una delle locande (chiamarli alberghi mi sembra un po’ eccessivo) sulla costa occidentale dell’isola e vai subito a posare le valigie. Spogliati degli “abiti civili” e, dopo aver indossato un costume ed una maglietta, dirigiti alla volta di Fetovaia, dove pianterai il tuo ombrellone a pochi passi dall’acqua limpida e profumata. Il bar alle tue spalle, nel caso tu non abbia le tue provviste alimentari, sarà un ottimo punto di riferimento. L’immancabile  pallone e l’acqua bassa per decine di metri, faranno il resto. Cena a Campo nell’Elba, alla pizzeria Vesuvio.

Una vista della spiaggia di Fetovaia dalla collina

Domenica. Dopo essere corsi ai ripari ieri sera spalmandoti chili di crema doposole (giocare a palla avvelenata non t’ha fatto notare che sei stato per un paio d’ore sotto il sole cocente) ed aver fatto una buona colazione con cornetto e cappuccio, oggi puoi scegliere tra la cultura ed il relax. Nel primo caso andrai a visitare la zona di Marciana. Nel Santuario della Madonna del Monte (XVI sec.), situato a 627 metri sul livello del mare, Napoleone trascorse un breve periodo con la contessa Maria Walewska nel 1814. Degni di nota sono anche il Museo Archeologico e gli Archivi Storici e Culturali. Se preferisci il relax, la spiaggia di Marciana Marina è tutto quello che ti ci vuole. In entrambi i casi, non dimenticare che i traghetti salpano fino ad un certo orario, vedi di non perdere uno degli ultimi (per il quale, immancabilmente, si formeranno code chilometriche).

Commenti

  1. Trap ha scritto:

    eeeh addirittura i caraibi

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