due chiacchiere

Match point, vince il cattivo?

Finalmente un film dove non trionfa il buonismo del classico “e vissero tutti felici e contenti” americano. La trama raccontata da Woody Allen in Match Point è tutt’altro che scontata. La moglie ed io l’abbiamo rivisto un paio di sere fa. Ma non preoccuparti, non ti svelerò come va a finire la storia, proprio perché penso valga la pena di guardare questo film fino in fondo, fino all’ultima battuta. Per rendersi conto di come un anello può cambiare completamente la vita di una persona. Si, perché andando oltre l’intera storia d’amore e di passione, secondo me quello che il regista voleva mettere a fuoco è proprio questo: un piccolo “errore” nei gesti che facciamo ogni giorno, può diventare il perno di una esistenza completamente diversa.

Ovviamente il dibattito tra la moglie e me, si è subito acceso nel commentare lo spessore morale del protagonista: deciso alla scalata sociale per cambiare la propia vita, diventa amico di uno dei suo allievi e si innamora della fidanzata. Nulla di male, sono cose che possono succedere: ma il modo in cui le gestiscono gli inglesi è davvero affascinante. La loro freddezza nei rapporti interpersonali, la lucidità nello scegliere tra amore e denaro, la mancanza di quella passione che contraddistingue noi “mediterranei”, sono tutti spunti per un acceso dibattito sul divano.

Match Point è un grande film, non c’è che dire. Una pellicola che vive di negazioni, di realismo, una storia che non accetta ipocrisie. Fortuna ed egoismo talvolta vanno a braccetto, inutile negarlo. Cos’è davvero la buona sorte? Quanta sfortuna c’è in una pallina da tennis che dopo aver corso sul nastro va a cadere nel tuo campo? Potrebbe essere vero quello che diceva Sofocle: la sorte migliore per gli uomini sarebbe non essere mai nati.

Commenti

  1. Disgrafia ha scritto:

    Ah che piacere sentir parlare “bene” di Match Point!
    Ultimamente non ho fatto altro che sentire detrattori di questo film e dire che a me è piaciuto così tanto!

  2. camu ha scritto:

    Forse agli altri non è piaciuto il finale 🙂 Che effettivamente può mettere un po’ a disagio, facendo sorgere inquietanti interrogativi…

  3. Pino ha scritto:

    Bellissimo!
    Geniale il particolare del lancio troppo corto dell’anello, che rimbalzando sulla balaustra del Tamigi come la pallina da tennis all’inzizio, trae tutti in inganno, facendoci pensare che si tratti di un evento sfortunato per il protagonista e che presto i suoi altarini saranno scoperti. Sarà invece la sua fortuna.

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