due chiacchiere

Orientalia incontra Margherita

Marzerello pazzerello, esce il sole ma prendi l’ombrello. Così recitava una filastrocca molto in voga quand’ero piccolo. Già, siamo appena entrati nel mese che ci porterà verso la primavera, ma il meteo sembra di tutt’altro avviso. Per controbilanciare quest’imprevedibilità atmosferica, ho deciso di proporti oggi l’intervista doppia a due donne della blogosfera che invece, a mio parere, hanno fatto della pacatezza una specie di ragione di vita, almeno osservando i rispettivi diari. Ovviamente si accettano smentite al riguardo. Le due blogger in questione sono Margherita (lettera M, nel seguito) e Orientalia (indicato con la O). A giudicare dalle rispettive risposte, ancora una volta il mio istinto sembra avermi guidato bene nel fare questo accoppiamento 🙂 D’altro canto una sociologa ed una scrittrice non sono che garanzia di successo.

Descrivi la tua scrivania

OCi sono due pile di libri sul Giappone, Cina, India, Nepal, Storia delle Relazioni internazionali. Tra i libri sono infilate ricevute, fatture, lettere e così via. Le cose carine le metto via subito. Dietro alle pile un portaoggetti a tre piani, stracolmo di post-it, puntine, fermacarte e così via. Di lato a sinistra una borsa di paglia intecciata del commercio equosolidale, stupenda. A destra un portapenne con centinaia di biglietti da visita e un folder con delle foto per un’intervista. Quando il tutto rischia di cadere e fare disordine, dedico una giornata intera a mettere a posto. Con gran gioia.

MLa mia scrivania è coperta di ciarpame e libri. Alcuni oggetti rientrano in entrambe le categorie. Il ciarpame è composto prevalentemente da scartoffie, oggettistica di bassa lega che i miei genitori hanno deciso di affidarmi, qualche cd e dei nastri magnetici contenenti interviste mal riuscite. Quest’ultime rappresentano il mio primo tentativo di raccogliere informazioni come una vera sociologa in erba. I libri che popolano la mia scrivania stanno aspettando il giorno in cui troverò il tempo di collocarli in un luogo più adeguato.

Se ti dico “mellifluo”, che scena ti viene in mente?

OUna persona viscida e molliccia che fa il lumacone. Un uomo con il corpo di Veltroni e le battute simpatiche del Cavaliere. Da donna, roba da salire sulla palma più alta e tirare giù le noci di cocco, fino alla fine dei giorni.

MMi mancano le situazioni melliflue. Da minorenne mi trovavo spesso in situazioni melliflue. Adesso ho ventunanni. A volte mi sembra di averne novanta, ma senza la saggezza tipica dei nostri vecchi, persino di quelli che pensano che io sia una comunista drogata solo perché la mia facoltà è la sede di scienze politiche. Da minorenne bramavo di passare le serate fuori città. All’epoca uscivo con una compagnia di metallari più giovani di me di uno o due anni.

Twitter o facebook, e perché?

OFaceBook, sempre. Lo uso da anni. Sono nei network della mia università. E poi mi piace vedere i volti e gli amici degli amici.

MOdio Facebook con tutto il mio cuore. sembra tramutare persone sensate ed intelligenti in un branco primati megalomani. Non mi piace l’idea di scambiare frasi di circostanza con i miei ex compagni delle elementari. Quando li incrocio in biblioteca o in giro per la città fanno finta di non conoscermi. Twitter mi piace perché tutti esordiscono su questa piattaforma scrivendo cose come “si domanda perché ha aperto un account su Twitter” e “pensa che Twitter sia inutile”.

Come nasce la tua esperienza di blogger

OScrivevo, ma relativamente per pochi. Cose molto serie. Con il blog scrivo anche per molti, è una soddisfazione. Specie perché i molti non sono solo blogger.;) Ero sola, ora non lo sono più.

MHo aperto un blog senza rendermene conto quand’ero alle scuole medie. Mi piacevano alcuni “siti personali” di adolescenti statunitensi, in cui mi ero imbattuta per caso. Ho cominciato a considerarmi una blogger dal giorno in cui notai che, camminando per il centro di Vicenza, avevo scritto mentalmente un post molto divertente. A sedici anni speravo che la mia creatura potesse aiutarmi a fare amicizia con qualche berico interessante. Non ci sono ancora riuscita, ma posso dire di aver sperimentato parte della teoria baumaniana sulla modernità liquida.

Parlaci dell’ultimo libro che hai letto

O Sempre il mio, solo il mio, giorno dopo giorno. Fino a che non esce. Parla della politica di Mussolini in Oriente, di Gentile, di Andreotti, e di esplorazioni in India, Tibet, Nepal, Pakistan, Iran. E di rinascita, di buddhismo, di dharma. Di incontri. Di scoperte. E, appunto, di politica. E’ una specie di affresco da Mussolini ad Andreotti, con gli intellettuali italiani che fecero la storia dei rapporti culturali (ma anche diplomatici) fra Italia e Asia. E ha delle foto stupende.

MPosso dirtene addirittura tre: saggistica e libri da studiare per l’università, romanzi e letture amene, fumetti. Nella prima categoria compare “Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza” di Erving Goffman. Crudo, ma scorrevole ed illuminante. Nella seconda metterei “L’uomo che cadde sulla terra” di Walter Tevis. Mi piace la fantascienza disturbante, se consumata a piccole dosi. Nella terza, infine, trova posto “Ghost World” di Daniel Clowes. A sedici anni mi dissero che il mio stile narrativo gli ricordava il sarcasmo il Enid. Il complimento più commovente che abbia mai ricevuto.

Commenti

  1. Orientalia4all ha scritto:

    Grazie, sei carino!:)

  2. Margherita ha scritto:

    Grazie di tutto!

    Risposte al commento di Margherita

    1. camu ha scritto:

      Grazie ad entrambe 😉

Rispondi a camu

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