due chiacchiere

Arriva la grande partitona?

Non troppo tempo fa (altrimenti mi sento già vecchietto) c’era una pubblicità in cui, ad un certo punto, arrivava una ragazza che esclamava “partitona?”. Ora gli incontri invece che farli direttamente in spiaggia, è meglio guardarli in televisione, con il caldo che fa. Incredibile ma vero, la nostra nazionale di calcio è arrivata tra le prima quattro squadre al mondo. Se avessi dovuto scommetterci qualcosa, non so quanto mi sarei sbilanciato. Eppure ci siamo: la mitica partita Italia contro Germania, che rievoca atavici ricordi in entrambe le popolazioni, latini contro sàssoni.

In America il 4 luglio si festeggia il giorno dell’indipendenza, chissà che anche per noi non possa essere il giorno del riscatto: la dimostrazione che il calcio nostrano non è solo “moggiòpoli” e incontri truccati. Ma anzi che sotto questa patina sporca si nasconde la voglia di giocare, di vincere, di partecipare ad un sentimento comune. Molti sondaggi dicono che gli Italiani riscoprono il loro patriottismo soltanto una volta ogni quattro anni, in occasione dei Mondiali di calcio.

Forse è vero, il nostro retaggio storico e culturale del periodo fascista, ci impedisce di vivere con pienezza il sentimento per l’Italia. Perché alcuni confondono patriottismo con nazionalismo. Tutti “ismi” che spesso portano in sè l’estremizzazione di un concetto, ma che nel caso dell’amor patrio, è un sentimento sano da conservare e tenere vivo, non solo durante la partita o il rigore di Totti.

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