due chiacchiere

Responsabilità dei blog

Riprendo un articolo di qualche giorno fa su Punto Informatico, in cui si parlava degli aspetti legali derivanti dalla gestione di un sito personale, tipo blog. In effetti il tema è più che mai attuale: il “potere” di scrivere quello che si pensa, da sempre, è stato posto sotto controllo per evitare l’innescarsi di un circolo vizioso in cui chi scrive è criticato da qualcuno, che a sua volta è criticato da chi scrive. D’altro canto, i giornalisti che diffondono le proprie idee per mezzo della carta stampata, ad esempio, devono rispettare ben precise regole, per non far circolare notizie false e tendenziose su qualcuno o su qualcosa. Forse anche per i siti personali è arrivato il momento di ricorrere a strumenti simili?

(da Punto Informatico) Tentiamo dunque di dare un’interpretazione che tenga conto dei diversi aspetti giuridici che interagiscono nella blogsfera:

  • Responsabilità penale. È sempre “personale”, pertanto ognuno è responsabile personalmente di quanto scrive. Anche nel caso di blog collettivi è il singolo autore a rispondere dei propri scritti, non già la Web Community di cui fa parte. Ciò vale anche per i commenti inseriti dai terzi? Poiché la responsabilità penale è, appunto, personale, non può essere direttamente perseguito il proprietario di un blog per un commento inserito da un visitatore. Il proprietario sarà, caso mai, responsabile della negligenza di controllo ovvero per la mancata rimozione del commento
  • Responsabilità per negligenza. Nel caso di post su blog collettivi o di commenti che ledono diritti o immagine e dignità di terzi, il proprietario del blog può essere giudicato per il mancato controllo (negligenza) e la mancata rimozione di tale testo
  • Efficacia delle note sulla responsabilità. È ormai consuetudine deresponsabilizzare i blogger con l’ausilio di disclaimer. Questi sono utili al lettore per comprendere agevolmente l’ambito delle responsabilità, eventualmente esterne al sito. Dichiarare di “non essere responsabili” non serve: la legge vige indipendentemente dai nostri tentativi di dissuadere i lettori dall’agire in giudizio. E se, per esempio, declinassimo ogni responsabilità per i commenti inseriti dovremmo ricordare l’inefficacia parziale di questa clausola poiché il “direttore del blog” è responsabile per il mancato controllo e rimozione dei commenti offensivi o lesivi di diritto altrui

Insomma, ce n’è abbastanza per riflettere prima di aprire il proprio angolo personale sulla rete. Raccontare una cosa negativa o disprezzare un amico, potrebbe costarti molto caro. A prescindere che tu lo faccia in buona fede, e senza la volontà di calunnia. Un sito web, spesso pochi ce ne rendiamo conto, è un luogo “più pubblico” di quello che si tende a pensare. Per questo motivo, forse, è bene valutare cosa scrivere. L’alternativa? Il buon vecchio diario di carta, da tenere chiuso con il lucchetto nel cassetto della propria cameretta.

Commenti

  1. giocatore ha scritto:

    Portami le arance in cella, mi raccomando 😉

  2. Trapanator ha scritto:

    … chi controlla i controllori?

  3. camu ha scritto:

    beh, finché i controllori non hanno un blog, non c’è bisogno di controllarli. comunque credo che un bel controllo da parte dei “controllati” non guasterebbe… come in un Paese veramente democratico, basta rispettare tutti le regole e controllarsi a vicenda, per essere ligi al dovere 🙂

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