due chiacchiere

Una indigestione di contenuti

Parte del problema nel gestire i contenuti di un sito aziendale di una certa dimensione, è proprio la sua stessa mole: troppa informazione, spesso stratificata in anni di aggiornamenti, cambiamenti, ridefinizioni, e via dicendo. Mai nessuno s’è posto il problema di rivedere intere sezioni del sito, per capire cosa è ancora utile, e cosa invece sarebbe meglio mandare in pensione. Un’esperienza che, ad esempio, sto vivendo proprio in questi mesi con il sito dell’università dove lavoro: una stima grossolana fatta a colpi di comandi di shell, riporta che ci sono circa 20 mila pagine, tutte “rigorosamente” statiche (niente CMS, niente PHP, neppure uno straccio di CGI, solo un hairball di pagine HTML all’antica) di cui più o meno la metà è stata aggiornata per l’ultima volta più di due anni fa. Tutta roba buttata sul sito per richiesta di qualche dirigente, ma che nessuno s’è mai preso la briga di leggere e rivedere. Il mio lavoro, tra le altre cose, consiste proprio nel districare questa matassa, proponendo ed implementando approcci più organici per il futuro. Una indigestione di contenuti: Leggi il resto »

La tecnologia non ti salverà

In principio fu Notepad: le pagine di un sito si scrivevano rigorosamente a mano, tag per tag, lettera per lettera. Poi arrivò Frontpage, precursore di una vasta gamma di sistemi “visuali” che sollevavano l’utente dalla necessità di conoscere il linguaggio HTML. Ma anche quello non bastava: l’avvento del commercio elettronico richiedeva di avere pagine “intelligenti” direttamente sul server, in grado di interagire con il visitatore. I primi sistemi rudimentali si sono pian piano evoluti, diventando delle vere e proprie piattaforme per la gestione dei contenuti: i cosiddetti CMS. Devo ammettere che praticamente tutte le realtà in cui ho lavorato avevano pretese straordinarie nei confronti di questi strumenti. Così quelli che non ne hanno ancora adottato uno, lo vogliono perché credono che risolverà tutti i loro problemi; mentre quelli che ce l’hanno si lamentano che non ha riisolto nulla! La tecnologia non ti salverà: Leggi il resto »

Dai valore alla tua redazione

Diciamolo chiaramente, chiunque di noi abbia lavorato all’interno di una redazione web, o comunque si sia occupato di gestire un grosso sito aziendale, prima o poi si è reso conto di essere “sottosfruttato”, che poteva rendere di più. Certo, nessuno corre dal capo a farglielo notare, anzi quatti quatti si sfrutta il ritmo un po’ blando di certe giornate di lavoro. Ma esiste un aspetto subdolo anche in situazioni come questa: la demotivazione. I componenti della redazione web vengono trattati come semplici “spacciatori di pixel” e passacarte tra l’ufficio marketing e gli altri uffici che richiedono di pubblicare qualcosa sul sito. Menti sopraffine ridotte a semplice manovalanza perché nessuno dei capoccia sa come tirar fuori il meglio da questo gruppo. Dai valore alla tua redazione: Leggi il resto »

L’approvazione del comitato

La gestione di un sito web affidata ad un gruppo di lavoro (o comitato, se preferisci) è la più alta espressione di come le grandi organizzazioni approcciano il problema. Quando non si sa che pesci prendere, si prendono i “capoccia” di vari uffici, ci si aggiunge il Direttore (o altra figura rappresentativa dell’intera organizzazione) e si crea un gruppo di lavoro. Come in ogni democrazia, in questa squadra di governo ogni componente rappresenta gli interessi del proprio ufficio, e senza dubbio esprimerà un parere su ogni dettaglio discusso: dal colore dello sfondo del menù di navigazione a quanti “suoi” link far apparire nella homepage. L’approvazione del comitato: Leggi il resto »

Un sito a sua immagine e somiglianza

Nella puntata odierna di questo cammino dantesco che abbiamo intrapreso qualche settimana fa per sviscerare i problemi dei siti aziendali, parlerò della sindrome del Direttore Generale (o Amministratore Delegato o qualsiasi sia la targhetta attaccata alla porta del Grande Capo). Io ne sono stato una “vittima” più volte, durante le mie esperienze lavorative italiane. Ed anche qui in America, lavorando per una grande organizzazione, non si può dire che le cose siano poi così diverse: quando si tratta di queste cose, tutto il mondo è paese. In pratica, se in alcuni casi si cerca di creare un sito che vada bene per tutti, in altri c’è il Direttore Generale che invece, pur non avendo alcuna competenza tecnica in materia, farà di tutto per costruire un sito a sua immagine e somiglianza. Mi pare che poco sia cambiato, in tal senso, dai tempi dei Faraoni. Un sito a sua immagine e somiglianza: Leggi il resto »

Accontentare tutti è impossibile

Nelle precedenti puntate abbiamo iniziato ad entrare nel dettaglio dei problemi che si incontrano quando un’organizzazione medio-grande si trova a gestire un sito web. Una delle prime domande che dovresti porre alla gente che viene nel tuo ufficio per richiedere la creazione di una nuova pagina, è “a chi è indirizzato il contenuto che vuoi pubblicare?” Quando io lo faccio, spesso rimango senza parole ad ascoltare l’indescrivibile lunghezza della loro risposta. Che spesso include una lista dettagliata di profili eterogenei di possibili visitatori. Allora, per cercare di restringere il campo, chiedo quale di questi gruppi sia più importante. La risposta è più o meno sempre la stessa: tutti sono importanti ed il contenuto dovrà tentare di soddisfare le esigenze di ognuno. Accontentare tutti è impossibile: Leggi il resto »

I contenuti invecchiano presto

Nelle scorse due puntate, abbiamo visto come il “male” che colpisce i siti di molte grandi organizzazioni è che i “capi” ne sottovalutano le potenzialità, e di conseguenza investono lo stretto indispensabile per gestirli. Va a finire così che, a causa della mancanza di uno staff dedicato alla cura del sito (la redazione web), i contenuti tendono a non essere aggiornati per lunghi periodi di tempo. Oramai anche le pietre sanno che alla base di una solida presenza in rete non stanno più i “trucchi” di un tempo (scrivere sesso replicato 100 volte nelle keywords non aiuta), ma i contenuti migliori e freschi. Io lo sperimento ogni giorno con il mio blog: la marcatura semantica e la bontà di quello che scrivo sono fattori che Google premia senza dubbio. I contenuti invecchiano presto: Leggi il resto »

Un lavoro a tempo pieno

Abbiamo visto la volta scorsa come le organizzazioni di una certa dimensione spesso sottovalutino la gestione del proprio sito web, demandandola a gruppi frammentati e con competenze limitate ad uno specifico campo d’azione. Come dicevo, la creazione di una redazione web è il primo passo per affrontare il problema nella maniera corretta. Ma questo non basta: la mia esperienza m’insegna che non solo la cura del sito è spesso affidata a marketing e sistemi informativi in maniera disaggregata, ma che questo è un compito secondario, che non ha mai precedenza rispetto alle altre mansioni di queste persone. Si tratta di una specie di “lavoro tappabuchi” a cui dedicarsi quando non si hanno altre cose da fare. Un lavoro a tempo pieno: Leggi il resto »