due chiacchiere

Fare il bagno dopo pranzo

Lo so che la stagione non è quella giusta: a parte pochi matti scatenati al sud, nessuno si sognerebbe di indossare un costume e fare un tuffo nella località balneare più vicina. Ma l’altro giorno, non so come, non so perché, con la moglie siamo finiti a parlare della famosa “leggenda metropolitana” secondo cui sarebbe molto pericoloso fare il bagno dopo mangiato. I veri ortodossi (ed io ne conosco alcuni) non osano neppure farsi la doccia dopo pranzo o dopo cena, sempre per via di questa diceria molto diffusa in Italia (ma non qui in America). Allora mi sono messo alla ricerca di maggiori informazioni in rete, ed ho trovato un interessante articolo in inglese. Che quindi ti propongo come lezione di oggi per il mio corso d’inglese.

Perhaps most of us can remember waiting an hour, half an hour or at least twenty minutes after having had lunch before we could get back into the swimming pool. In Cuba, children are told they must wait three hours to swim after eating. Parents and grandparents might explain the wait to swim after eating by regaling children with tales of how cramps could occur, causing drowning. Of course, water safety is of utmost important for all swimmers, but it’s unlikely that if you swim after eating, especially if you don’t swim very vigorously, that mysterious cramps will cause your demise.

The basic premise behind this caution is that food digestion requires greater blood flow to the stomach. Yet, exercise at the same time requires greater blood flow to the arms and legs. This may deprive the stomach of a certain amount of oxygen, causing a muscle cramp, sometimes called a stitch, to occur. Most doctors suggest that these cramps are mild, and provided a swimmer doesn’t freak out in the water, some floating will help minimize any cramping, if it even occurs. Eating a huge meal and then swimming a triathlon is definitely not recommended because of the amount of blood supply needed for the arms and legs, and it could result in cramping and vomiting, but is very unlikely to result in drowning.

A better caution would be to recommend people don’t vigorously swim after eating. But cavorting in water or swimming a little bit is unlikely to increase possibility of drowning. This is an urban legend or old wives tale that a number of mythbuster groups like Snopes have debunked thoroughly. In particular, Snopes’ research on this matter argues that there has never been an instance of drowning attributed to eating shortly beforehand.

Another myth similar to the idea that you should not swim after eating is that you also should not have a bath after eating. This will cause, according to some, poor digestion of food or possible drowning. One suggestion for the origin of this second myth is that eating slightly raises body temperature. If you take a really hot bath you might overheat and faint. Another is that bathing after eating could cause slight cramping of the stomach because some bloodflow gets diverted to the skin’s surface while you bathe.

Commenti

  1. CyberAngel ha detto:

    E quindi sarebbe una leggenda metropolitana eh… uhm, effettivamente queste cose le dicevano anche a me quando ero bambino, ma poi crescendo mi sono sempre buttato in acqua molto prima delle canoniche 2/3 ore e finora sono sopravvissuto… Ergo: tutti a pranzare direttamente in piscina!!!! 😉

  2. salvo ha detto:

    diciamo che secondo me c’è una via di mezzo tra “si muore” ed “è una leggenda metropolitana”…

  3. CyberAngel ha detto:

    Si muoricchia?!? 😛

  4. Andrea Pinti ha detto:

    Io da piccolo dovevo aspettare almeno 3 ore dopo il pranzo per potermi fare il bagno al mare o in piscina, era uno strazio, tre ore a guardare l’orologio.

  5. io dovevo aspettare due ore. due ore precise. se era un’ora e 59, sicuramente come mi fossi immersa mi sarei presa una bella congestione e sarei morta. mi era concesso solo immergere i piedi nell’acqua.
    concordo con salvo: c’è una via di mezzo. i crampi non sono altro che i morsi del mal di pancia, nè più nè meno che uscire fuori in inverno quando fa molto freddo subito dopo aver mangiato.

  6. camu ha detto:

    Mi fa piacere di non essere il solo che da piccolo doveva aspettare le “almeno 2 ore” prima di farsi il bagno dopo pranzo. Concordo anche io sulla via di mezzo, come d’altro canto precisa lo stesso articolo inglese che ho riportato: il problema non è il toccare l’acqua in sé (come l’altra leggenda metropolitana delle mestruazioni e del bagno) ma il dirottare sangue utile alla digestione verso altri muscoli. Tipo quelli delle gambe o braccia quando si nuota intensamente. Personalmente ho già provato più volte a bagnarmi anche dopo tipo mezz’ora, e grazie al cielo sono ancora qui 🙂

  7. Criel ha detto:

    Il mio malessere a 6 o 7 anni dopo pranzo e dopo aver solo messo i piedi a mollo non lo dimenticherò mai, ma lì forse c’erano in ballo anche altri fattori. Al mare, infatti, c’è anche l’effetto del calore dovuto al sole e molti malesseri possono essere dovuti a cause diverse: sbalzi di temperatura, disidratazione (in spiaggia non si beve mai abbastanza), pasti pesanti, cibo mal conservato, attività fisica eccessiva…
    Le conseguenze possono essere serie e c’è chi ci rimette la pelle per davvero. Un po’ di prudenza non guasta, vi assicuro, soprattutto per bambini, anziani e per chi ha problemi cardio-vascolari. Moltissimi di noi, oltre tutto, non sanno (e non possono sapere) di avere una patologia cardiovascolare. Si può essere ipertesi già da adolescenti o da giovani adulti ed è una condizione molto molto diffusa. Fare il bagno (e lo spavaldo) non è il mezzo migliore per scoprirlo.
    Ovviamente, come in tutte le cose, ci vuole solo un po’ di buon senso. Niente bagno per un bel pezzo dopo lasagne e peperonata ma aspettare tre ore dopo un bicchiere di latte e 2 fette biscottare è puro masochismo. Una doccia o un bagno caldo a casa danno meno problemi a patto di non bollirsi come un’aragosta.

    Spero di non aver annoiato con questa vagonata di saggezza medica…

  8. Lure ha detto:

    Credo che Criel abbai espresso esattamente il problema.

    Conosco per certo un caso di Morte dovuta ad attività fisica dopo un pasto. La qual cosa non va interpretata in modo assoluto come, ‘si muore di sicuro’, ma come ‘usare la materia grigia !’ e nel dubbio, ‘adoperare prudenza’.

    Si chiama ‘Centi’, l’aula dedicata nella caserma al ragazzo di 20 anni. Pranzo, corsa, collasso.

    Non lo interpretate come terrorismo, ma usare ‘prudenza’ e il ‘cervello’ significa dire .. ‘la peperonata era eccezionale .. mi sento pieno .. va bene .. dò retta alla nonna il bagno lo faccio fra un po.’

    Saluti
    Uno dei tanti Lurker 🙂

  9. camu ha detto:

    @Lure: sono contento che questo mia intervento abbia contribuito a far venire fuori un “lurker” dall’oscurità, benvenuto! Comunque, ribadisco, lo stesso articolo in inglese ci tiene a precisare analoghe raccomandazioni: eating a huge meal and then swimming a triathlon is definitely not recommended because of the amount of blood supply needed for the arms and legs, and it could result in cramping and vomiting 🙂 Insomma, d’accordissimo sul buon senso: mangiare un tacchino ripieno, poi una peperonata, ed tre o quattro babbà, e poi mettersi a fare intensa attività fisica, non è certo molto intelligente. Ma da qui a mangiare due biscotti (come hanno già detto qui sopra) e poi dover aspettare 3 ore per farsi il bagno o semplicemente una doccia, ce ne corre 🙂

  10. Lure ha detto:

    @camu: Grazie del Benvenuto 🙂
    L’articolo è certamente condivisibile, sono i commenti che mi hanno fatto venire allo scoperto ‘acc .. ;)’. Nell’era digitale si ha spesso l’impressione che anche gli argomenti vengano trattati e semplificati in modo ‘0/1’, spegnendo pericolosamente la materia grigia fra le orecchie.

    Un ultima cosa, permettimi di fare i complimenti per il Blog (Si legge una punta di invidia ? :D), e … chissà magari considerando che ho parente di mia moglie nel New Jersey …

  11. camu ha detto:

    @Lure: in merito al blog, mi dispiace che susciti invidia 🙂 Sto cercando di rimediare, con una serie di articoli che spiegano come ho costruito il mio tema e tutto il “dietro le quinte” che lo fa funzionare…

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