Sebbene il mio sentimento nei confronti del Paese a stelle e strisce sia mutato notevolmente nell’arco di questi 18 anni di permanenza, ci sono ancora certe cose che salverei ed importerei in Italia. Una di queste è l’onnipresenza di fontanelle per bere in praticamente tutti gli edifici pubblici, dagli aeroporti agli ospedali, dalle palestre alle scuole. Una cosa che, devo ammettere, mi manca quando torno in Sicilia, specialmente d’estate quando ti viene un po’ d’arsura e non vuoi comprare una bottiglietta d’acqua al bar. Dove abitavo io in Sicilia, ricordo ancora quand’ero piccolo, c’era una serie di fontane pubbliche in un paesino limitrofo, e noi andavamo a riempire i bidoni, perché si diceva che quella era acqua buona, che veniva direttamente da una sorgente non molto distante. Era un luogo dove la comunità si ritrovava, scambiava due chiacchiere, e nascevano a volte nuove amicizie. A quanto mi dicono, però, adesso quelle fontane non funzionano più. Tanto abbiamo i filtri a osmosi inversa a casa. Peccato. Leggi il resto di Fontanelle nei luoghi pubblici
Archivio degli articoli in america
Mi sembrava di essere Mosè
Un paio di settimane fa, zitti zitti, io e la figlia piccola abbiamo deciso di fare una piccola vacanza in quel di Virginia Beach, una specie di Riccione per chi abita a Milano. Doveva ovviamente venire anche la figlia grande, ma all’ultimo minuto le hanno offerto un lavoro stagionale come bagnina in uno stabilimento in riva al lago, non lontano da dove abitano con la mamma, e così ha dovuto rinunciare alle spiagge, al sole ed al mare della Virginia, pur di raggranellare qualche soldo alla sua veneranda età di 17 anni (che figlia giudiziosa!). La permanenza è stata tutto sommato piacevole: lungomare chilometrico, spiagge pulite e non troppo affollate, prezzi per il parcheggio da ladri (30 dollari per 8 ore) ed idem per i vari ristoranti sulla passeggiata. Ma non è di questo che vorrei parlarti oggi. Leggi il resto di Mi sembrava di essere Mosè
La fine di una civilizzazione
In queste settimane ci sono un sacco di celebrazioni, a partire da questa domenica, quando gli americani festeggiano i papà a stelle e strisce (già, qui non è il 19 marzo come in Italia). Qualche giorno fa è stato il compleanno del nostro amatissimo e stimatissimo presidente, e si finirà il 4 luglio con le celebrazioni per il 250-esimo compleanno di questa nazione. Compleanni per i quali, non so se ne hai sentito parlare, hanno allestito una mega struttura molto pacchiana di fronte alla Casa Bianca. All’interno di questa struttura si è tenuto un incontro di lotta tra campioni raffinatissimi ed eruditissimi (uno sembra aver detto “Michelle Obama è un uomo”, durante l’intervista sul ring). Insomma, una cosa che neppure Carlo Vanzina con i suoi cinepanettoni avrebbe saputo fare di meglio. L’altro giorno ho visto su Reddit questa foto qui sotto, così ho deciso di conservarla sul blog. Per i non anglofoni, una traduzione non letterale è: Nulla definisce meglio una civiltà morente di gladiatori che si scontrano per il piacere dell’imperatore. Non hanno tutti i torti. Leggi il resto di La fine di una civilizzazione
Come funziona la mia assicurazione sanitaria
In America, lo sanno anche i sassi, sostanzialmente soltanto i pensionati (tramite il governo) ed i lavoratori attivi (tramite il proprio datore di lavoro) hanno accesso ad un’assicurazione sanitaria. Assicurazione che in termini di franchigie, costi e benefici, può essere declinata in mille modi diversi. Oggi vorrei parlarti di alcuni di questi dettagli. Ci sono aziende che la offrono senza costi aggiuntivi detratti dallo stipendio, mentre altre, come nel caso dell’Università della California per cui lavoro, richiedono un “co-pagamento” del costo mensile, detratto direttamente dalla busta paga. In realtà ci sarebbe l’opzione gratuita, ma copre soltanto medici e strutture sanitarie all’interno della California. E dato che io mi trovo dall’altra parte della nazione, sono costretto a scegliere l’opzione a pagamento. Leggi il resto di Come funziona la mia assicurazione sanitaria
C’è un carrello più intelligente al supermercato
Dopo essermi trasferito nel nuovo appartamento in Pennsylvania, è cominciata la caccia al supermercato da usare per la spesa settimanale. Quello più vicino? Quello più economico? Quello più grande? I parametri per prendere una decisione erano tanti, ed in effetti alla fine sono riuscito ad individuarne due che fanno al caso mio: uno della catena newjerseyese Shoprite (immagino simile all’italiana Esselunga, da quello che ho avuto modo di vedere durante le mie ultime scorribande italiche), a circa 15 minuti da casa mia, e l’equivalente pennsylvanese (mamma mia, che neologismi brutti) Giant, a meno di 5 minuti da casa, quindi comodissimo quando manca qualcosa all’ultimo minuto. Lo Shoprite, in realtà, l’ho scelto perché è uno dei pochi ad aver introdotto i carrelli intelligenti. In Italia c’era una catena che ti consentiva di scansionare i prodotti con il lettore di codici a barre, ma questo carrello è dieci volte meglio. Leggi il resto di C’è un carrello più intelligente al supermercato
Una scuola a tutto tondo
Quando vengo in Italia, capita a volte che la discussione cada sulla scuola americana, parlando delle figlie che stanno entrambe al liceo. L’altro giorno, quando l’argomento è venuto di nuovo fuori mentre ero con dei parenti al telefono, volevo vedere se ne avevo mai discusso sul blog. Ho trovato questo articolo del 2008, in cui parlavo dei campus americani che avevo avuto modo di visitare durante un corso di formazione al quartier generale della Oracle (due palle pazzesche). Oggi vorrei concentrarmi più sulle scuole superiori, prendendo spunto da una recita scolastica a cui sono stato invitato dal figlio di Campanellino un paio di settimane fa. Anche un modo per parlare dell’America che mi piace, non di quella bombarola a cui ci siamo ahimé abituati. Leggi il resto di Una scuola a tutto tondo
La cena si tinge di giallo
Da quando mi sono trasferito nel Paese a stelle e strisce c’era un’esperienza che non avevo mai avuto modo di provare, fino alla scorsa settimana: la cena con delitto. In breve, ci sono delle compagnie teatrali che organizzano cene in collaborazione con ristoranti ed alberghi, durante le quali i commensali devono risolvere un delitto che avviene sotto i loro occhi, tra uno spaghetto ed una cotoletta di pollo. Se hai mai visto il film Signori, il delitto è servito, puoi immaginare di cosa si tratta a grandi linee. Un’idea originale che unisce cena e teatro in un mix misterioso e divertente. Chissà se in Italia esistono eventi simili? Leggi il resto di La cena si tinge di giallo
In aeroporto si fidano di me
Considerando i miei recenti post su Re Trump, mi dicono dalla regia che dovrei stare molto attento a viaggiare fuori dai confini nazionali americani, visto che di questi tempi il governo controlla i social della gente e potrebbe impedirmi di rientrare. Ogni volta che sento questa cosa mi viene da domandarmi: ma non era la Cina quella brutta e cattiva che spiava i propri cittadini adoperando pratiche peggio del Grande Fratello? Come mai ora che lo fa il Paese dell’Aquila Calva, tutti la prendiamo a ridere e scherzare, come se non fosse ancora peggio di quello che capita a casa di quel comunistaccio di Xi Jinping? Almeno lui dice chiaro e tondo come stanno le cose, mentre qui c’è sempre questa beata ignoranza ammantata di democrazia, quando però dietro le quinte ne succedono di cotte e di crude. Ma soprattutto, mi viene da dire magari mi costringessero a rimanere in Italia! non ne farei certo un dramma. Leggi il resto di In aeroporto si fidano di me