due chiacchiere

Archivio degli articoli in america

C’è un carrello più intelligente al supermercato

Dopo essermi trasferito nel nuovo appartamento in Pennsylvania, è cominciata la caccia al supermercato da usare per la spesa settimanale. Quello più vicino? Quello più economico? Quello più grande? I parametri per prendere una decisione erano tanti, ed in effetti alla fine sono riuscito ad individuarne due che fanno al caso mio: uno della catena newjerseyese Shoprite (immagino simile all’italiana Esselunga, da quello che ho avuto modo di vedere durante le mie ultime scorribande italiche), a circa 15 minuti da casa mia, e l’equivalente pennsylvanese (mamma mia, che neologismi brutti) Giant, a meno di 5 minuti da casa, quindi comodissimo quando manca qualcosa all’ultimo minuto. Lo Shoprite, in realtà, l’ho scelto perché è uno dei pochi ad aver introdotto i carrelli intelligenti. In Italia c’era una catena che ti consentiva di scansionare i prodotti con il lettore di codici a barre, ma questo carrello è dieci volte meglio. Leggi il resto di C’è un carrello più intelligente al supermercato

Una scuola a tutto tondo

Quando vengo in Italia, capita a volte che la discussione cada sulla scuola americana, parlando delle figlie che stanno entrambe al liceo. L’altro giorno, quando l’argomento è venuto di nuovo fuori mentre ero con dei parenti al telefono, volevo vedere se ne avevo mai discusso sul blog. Ho trovato questo articolo del 2008, in cui parlavo dei campus americani che avevo avuto modo di visitare durante un corso di formazione al quartier generale della Oracle (due palle pazzesche). Oggi vorrei concentrarmi più sulle scuole superiori, prendendo spunto da una recita scolastica a cui sono stato invitato dal figlio di Campanellino un paio di settimane fa. Anche un modo per parlare dell’America che mi piace, non di quella bombarola a cui ci siamo ahimé abituati. Leggi il resto di Una scuola a tutto tondo

La cena si tinge di giallo

Da quando mi sono trasferito nel Paese a stelle e strisce c’era un’esperienza che non avevo mai avuto modo di provare, fino alla scorsa settimana: la cena con delitto. In breve, ci sono delle compagnie teatrali che organizzano cene in collaborazione con ristoranti ed alberghi, durante le quali i commensali devono risolvere un delitto che avviene sotto i loro occhi, tra uno spaghetto ed una cotoletta di pollo. Se hai mai visto il film Signori, il delitto è servito, puoi immaginare di cosa si tratta a grandi linee. Un’idea originale che unisce cena e teatro in un mix misterioso e divertente. Chissà se in Italia esistono eventi simili? Leggi il resto di La cena si tinge di giallo

In aeroporto si fidano di me

Considerando i miei recenti post su Re Trump, mi dicono dalla regia che dovrei stare molto attento a viaggiare fuori dai confini nazionali americani, visto che di questi tempi il governo controlla i social della gente e potrebbe impedirmi di rientrare. Ogni volta che sento questa cosa mi viene da domandarmi: ma non era la Cina quella brutta e cattiva che spiava i propri cittadini adoperando pratiche peggio del Grande Fratello? Come mai ora che lo fa il Paese dell’Aquila Calva, tutti la prendiamo a ridere e scherzare, come se non fosse ancora peggio di quello che capita a casa di quel comunistaccio di Xi Jinping? Almeno lui dice chiaro e tondo come stanno le cose, mentre qui c’è sempre questa beata ignoranza ammantata di democrazia, quando però dietro le quinte ne succedono di cotte e di crude. Ma soprattutto, mi viene da dire magari mi costringessero a rimanere in Italia! non ne farei certo un dramma. Leggi il resto di In aeroporto si fidano di me

Farsi prendere la mano con le decorazioni natalizie

Le feste natalizie oramai volgono al termine anche in Italia, grazie alla Befana che, come ci ricorda il detto, se le porta tutte via. A proposito, Campanellino mi chiedeva l’altro giorno se sapessi da dove proviene la tradizione della vecchietta brutta che svolazza a cavallo di una scopa, e devo ammettere che mi ha colto alla sprovvista, non sapendo in effetti darle una risposta in merito. L’intelligenza artificiale ci ha spiegato che “la vecchietta rappresenta l’anno che finisce, mentre la scopa serve a spazzare via il passato, tramite il volo che richiama antichi riti di passaggio. Il carbone, spesso dolce, è invece un simbolo morale ma anche agricolo: ciò che resta dopo il raccolto.” Leggi il resto di Farsi prendere la mano con le decorazioni natalizie

Il mito della principessa nella cultura americana

L’idea del macho americano, armato fino ai denti, che si arrampica a mani nude sul grattacielo per salvare i poveri ostaggi mentre fa piazza pulita dei cattivi di turno, è entrata nei decenni nell’immaginario collettivo occidentale grazie alla propaganda portata avanti subdolamente dal Paese a stelle e strisce, come ha spiegato fin troppo bene Noam Chomsky nel suo libro La fabbrica del consenso (su cui sto scrivendo un post a parte). Uno degli effetti collaterali di quest’approccio è lo sbilanciamento culturale tra quello che la società si aspetta da un uomo, rispetto a quello che invece sono chiamate a fare le donne. Leggi il resto di Il mito della principessa nella cultura americana

Anche questa volta ho votato per Xi Jinping

Fra qualche settimana qui nel New Jersey si vota per eleggere il governatore, dopo che per otto anni il signor Murphy, un democratico, ha guidato il nostro stato senza infamia e senza gloria. Il suo livello di gradimento è sprofondato negli ultimi mesi, per via dell’inasprimento di alcune leggi e per non aver completato alcuni punti chiave del piano che aveva presentato agli elettori tanti anni fa. In TV, gli spot elettorali per promuovere i nuovi candidati, hanno raggiunto un livello intollerabile. Specialmente perché non elencano le capacità del proprio candidato, ma si limitano ad attaccare le pecche dell’altro. Un approccio che ho sempre detestato, perché di fatto nasconde le lacune del proprio candidato, ed incita ancora di più quella disgregazione sociale attaccando l’avversario piuttosto che dando il buon esempio su come si dovrebbe fare una buona campagna elettorale. Leggi il resto di Anche questa volta ho votato per Xi Jinping

La mia esperienza in sala operatoria

Non capita tutti i giorni che un dottore ti dica che vuole spaccarti il naso 😅 Ma questo è più o meno quello che il chirurgo plastico mi ha spiegato, dopo aver esaminato in lungo e largo il mio setto nasale deviato, che occludeva quasi completamente una delle due narici. Dopo un paio di visite pre-operatorie, durante le quali mi sono state fatte anche le tipiche foto con i segni di pennarello sulla faccia, ero pronto per l’intervento vero e proprio. Così oggi vorrei raccontarti come si è svolta la mia prima esperienza in sala operatoria dopo 18 anni di permanenza sul suolo americano. Leggi il resto di La mia esperienza in sala operatoria

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