due chiacchiere

Archivio degli articoli in biblioteca

Gli scioglilingua americani

E così anche novembre se n’è andato. Mentre cominciamo lentamente a prepararci per le festività natalizie, ho pensato di chiudere questa settimana proponendoti alcuni scioglilingua inglesi a tema. Un modo come un altro per allenare l’inglese, e passare un po’ di tempo divertendosi. Vediamo se riesci a ripeterli cinque volte a voce alta senza inciampare (dirli a mente non vale).

  • If two witches were watching two watches which witch would watch which watch?
  • Santa stacked six singing snowmen in his sleigh.
  • Harry hung holly on the hearth for the holidays.
  • How many deer would a reindeer reign if a reindeer could reign deer?
  • Reindeers ride round and round around a round-a-bout repeatedly ready for a reactive lift off.

E tu, ne conosci qualcuno in italiano che ti ha sempre dato del filo da torcere?

Due chiacchiere con il mobiliere

Qualche mese fa avevo pubblicato una serie di articoli in cui esploravo le parole inglesi tipiche di alcuni mestieri comuni, come il meccanico, l’idraulico o il bibliotecario (grazie per il suggerimento, Trap). Oggi vorrei espandere questa collezione andando a curiosare tra i termini tecnici che bisogna conoscere quando si vuole comprare un divano. In America, come in molti altri settori, anche per i mobilifici esistono alcune catene della grande distribuzione presenti su tutto il territorio nazionale, come la famigerata Raymour and Flanigan, o Suburban, Ikea ed Ashley Furniture. Quest’ultimo nome introduce la prima parola di oggi, un quasi falso amico: furniture, ovvero i mobili. Che comprende dining tables (il tavolo della sala da pranzo), chairs, sofas ed i loro cugini meno formali couches. Per la camera da letto abbiamo ottomans, chests (cassettiere basse), dressers (cassettiere con specchio) e nightstands. Non esiste in genere l’armadio, sostituito da uno sgabuzzino nelle camere da letto in cui conservare scarpe, vestiti ed altre cianfrusaglie. Due chiacchiere con il mobiliere: Leggi il resto »

La ragazza che sapeva troppo

Per più di 12 anni ho fatto il pendolare tra il ridente paesino nel New Jersey dove abitiamo e la metropoli caotica che è New York. Ogni santo giorno passavo un’oretta e mezza all’andata ed una e mezza al ritorno seduto su un autobus o un treno, cercando di inventarmi tutti i modi possibili per ingannare il tempo. C’è stato il periodo dei videogiochi, il periodo della scrittura dei post sul portatile, ed il periodo degli audiolibri scaricati su Audible. Mi piaceva la possibilità di poter chiudere gli occhi, stanchi dopo una giornata passata a fissare lo schermo, e tuffarmi con la fantasia nel mondo immaginario raccontato dalla voce narrante. Uno dei libri che mi è rimasto impresso è stato La ragazza che sapeva troppo. A parte il fatto che ancora mi chiedo chi li traduce i titoli in italiano (Paperino?), dato che l’originale è The Girl with all the gifts, mi ha colpito il fatto che la storia sia ispirata ad un evento naturale che esiste davvero: un fungo parassita in grado di prendere il controllo del cervello dell’organismo infetto per farlo gironzolare a spargere più spore. Per la serie gli alieni sono tra noi e neppure lo sappiamo 😅. La ragazza che sapeva troppo: Leggi il resto »

Il plurale di polpo in inglese

Oggi voglio proporti un post leggero, da gustare in questi giorni che passiamo aggrappati al ricordo del profumo di mare, sole ed allegria. Nel video qui di seguito, una delle redattrici del dizionario americano per antonomasia, il Merriam Webster, ci racconta la storia della parola octopus, polpo, e dei suoi vari plurali. Storia che ci ricorda la regola generale applicata alle parole straniere che entrano a far parte di una lingua. In italiano, ad esempio, le parole inglesi oramai fanno la parte del leone: killare, spoilerare, raidare, laggare, ecc, sono solo alcuni esempi di quello che sento dire a volte nei podcast tecnici italiani che ascolto, con buona pace delle mie budella che si contorcono ad ogni parola. Uso improprio a parte, killare dimostra proprio come la parola in questione venga assorbita all’interno della grammatica italiana e ne comincia a seguire le regole. Altro esempio? I plurali: se proprio devi dire che hai aggiunto delle feature alla tua applicazione, almeno abbi la decenza di non aggiungere la s finale, come si farebbe in inglese. Ascoltiamo dunque Corey e la sua lezione sui polpi. Il plurale di polpo in inglese: Leggi il resto »

Come si fanno le matite

Oramai le scuole stanno riaprendo un po’ ovunque (qui le nostre ragazze sono già sui banchi da fine Agosto). Tempo di fare una visita in cartolibreria per approvvigionarsi di tutto l’occorrente per cominciare l’anno nella maniera migliore. Data questa premessa, l’appuntamento di oggi con la lingua inglese è un video in cui l’azienda Faber Castell mostra come nascono le loro matite in fabbrica. Sin dai primi mesi in cui abitavo in America, mi ero appassionato ad un programma TV, How It’s Made, in cui una voce narrante fuori campo mostrava i vari processi industriali per fabbricare dalle canoe ai paracaduti, dai microscopi ai giradischi. Un programma che solleticava il piccolo ingegnere che c’è in me (e che tanti guai ha causato da bambino, quando mi divertivo a smontare gli oggetti in giro per la casa), che guardo ancora con piacere di tanto in tanto. Ed ecco che il video di oggi unisce l’utile al dilettevole 😉 Come si fanno le matite: Leggi il resto »

Il frigorifero degli anni Sessanta

Visto che finalmente l’opprimente calura estiva inizia ad allentare la presa, dandoci la possibilità di respirare da entrambi i lati dell’oceano Atlantico, ho pensato di proporti oggi questo video in cui sono inciampato durante le mie scorribande quotidiane nei vicoli meno raccomandabili della rete (meglio noti come Reddit 😅). La signora in questa pubblicità spiega con accuratezza le varie caratteristiche di questa “dispensa fredda” (cold pantry) di quei tempi, e mi ha stupito che il nostro frigo moderno non ha neppure la metà delle funzioni di questo prodigio della tecnologia. Le mensole di vetro del nostro non scorrono mica, e non ci sono tutti questi comodi scomparti che tengono le verdure idratate ed il burro fresco. Riporto qui di seguito la trascrizione del video, così puoi allenarti a capire cosa dice la giovane ragazza. Se hai qualche dubbio specifico su una parola o una frase che non capisci, non ti rimane che lasciare un commento qui di seguito. Il frigorifero degli anni Sessanta: Leggi il resto »

Pronunciare la g in inglese

Un mio collega in ufficio sta cercando di imparare l’italiano tramite Duolingo, e si lamenta sempre di quanto siano difficili i verbi nella nostra lingua, specialmente le coniugazioni dei vari tempi con le varie persone. D’altro canto, questo è un concetto a cui gli americani non sono abituati, dato che in genere il verbo rimane lo stesso a prescindere dalla persona che compie l’azione. Ha anche difficoltà a ricordarsi quali oggetti sono maschili e quali sono femminili, ma su questo non saprei proprio come aiutarlo. Allora l’altro giorno la discussione è cascata sulla pronuncia, specialmente della G gutturale e palatale, che in inglese si dice rispettivamente hard G and soft G. Il che mi ha dato lo spunto per il post di oggi, in cui ti propongo un video che spiega le differenze ed alcune regole su quale usare e quando. Ora capisco perché la gente qui mi chiama sempre Gherlando 😒. Pronunciare la g in inglese: Leggi il resto »

Impariamo i tempi con la matematica

Oggi voglio proporti una lezione d’inglese leggera e divertente. Un insegnante africano s’è inventato un modo geniale per far ricordare ai suoi alunni come coniugare i complicati verbi irregolari americani sfruttando delle semplici operazioni algebriche, come mostrato nel video qui sotto. Ovviamente si tratta di una provocazione, perché la lingua a stelle e strisce è ben lontana dalla prevedibilità delle formule matematiche a cui siamo abituati. Ma bisogna ammettere che la sua spiegazione non fa una piega.

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