due chiacchiere

Archivio degli articoli in biblioteca

I fagioli freddi americani

Era da un pezzo che non pubblicavo un post sulle curiosità della lingua americana. Le recenti festività natalizie mi hanno dato l’occasione di fare due chiacchiere (e ti pareva!) con varie persone, e l’uso di locuzioni tipiche del Paese a stelle e strisce non è certo mancato. Si è parlato anche di pizza con il pollo, salsicce fatte con carne e broccoli o altre verdure (dentro la salsiccia, non come contorno), e cotechino, che qui ovviamente è una pietanza sconosciuta anche a molti italo-americani. Ma gli argomenti culinari verranno trattati in un post a parte, e possibilmente più lontano dalle feste, per non urtare la sensibilità degli italiani che lo leggeranno 😅 Oggi voglio condividere un breve elenco di locuzioni che ho collezionato in questi giorni. Leggi il resto di I fagioli freddi americani

La fabbrica del consenso

Correva l’anno 2023 quando un mio amico mi consigliò di leggere per la prima volta il libro La fabbrica del consenso: la politica ed i mass media, di Noam Chomsky. Un libro che avrei dovuto leggere vent’anni fa, quando iniziai a progettare la mia fuga verso gli Stati Uniti, poi concretizzatasi nel febbraio del 2008. Un libro che analizza, con dovizia di particolari, come il Paese a stelle e strisce abbia usato nei decenni del dopoguerra una subdola propaganda per giustificare le proprie azioni in giro per il mondo. Basta pensare ad esempio ai film d’azione che arrivano dagli States, e che sembrano politicamente neutri, solo divertimento, ma che in realtà trasmettono una visione del mondo coerente con i valori e gli interessi del sistema che li produce. Leggi il resto di La fabbrica del consenso

Sfatiamo il mito secondo cui i grassi fanno male

E così anche questo 2025 volge al termine. Il tempo sembra scorrere sempre più velocemente, probabilmente a causa del ritmo frenetico che scandisce le nostre vite, tra social, lavoro, famiglia, amici e quell’inevitabile sensazione di rincorrere una felicità ed una serenità che continuano ad allontanarsi. In questi giorno ho notato, leggendo vari blog che seguo, il tema ricorrente dell’aver mangiato più del necessario, durante queste feste. Un’incarnazione culinaria di quello che diceva all’epoca Lorenzo de’ Medici, “quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuole esser lieto, sia, di doman non c’è certezza”. Stiamo attraversando tempi sempre più complessi, dal punto di vista sociale, geopolitico ed economico, e pare che il cibo diventi il rifugio sicuro per stare un po’ meglio e dimenticare per un po’ il logorio della vita moderna. Leggi il resto di Sfatiamo il mito secondo cui i grassi fanno male

E se l’intelligenza artificiale ci governasse?

Ultimamente, l’avrai intuito, non ho avuto moltissimo tempo da dedicare alla lettura (o meglio, agli audiolibri). Prima di partire per l’Italia, la figlia piccola mi aveva suggerito un romanzo distopico per giovani adulti che la maestra le aveva assegnato come compito per casa: Falce. Così ho approfittato delle otto ore di volo per intraprendere questo viaggio in compagnia di Citra e Rowan, due ragazzi nati in un futuro in cui non esistono più fame, guerre, povertà e malattie. Un futuro in cui non si muore più, in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere i suoi incubi peggiori. Ad occuparsi di tutte le necessità della razza umana è il Thunderhead, un’immensa, onnisciente e onnipotente intelligenza artificiale che non sbaglia mai, e soprattutto non ha sentimenti, né rimorsi, né rimpianti. Leggi il resto di E se l’intelligenza artificiale ci governasse?

La patata, il volatile e la ramazza

Ho sempre ritenuto il proverbio “mogli e buoi dei paesi tuoi” alquanto suggestivo, nel suo modo pittoresco (e patriarcale?) di invitare la gente a sposarsi e trovare lavoro all’interno della propria cultura d’origine, e nell’ammonire coloro che non lo fanno ricordando loro che si troveranno di fronte a spiacevoli sorprese. Chissà, forse uno dei motivi per cui le cose tra me e Sunshine non sono andate bene è stata proprio quella fondamentale differenza nel modo in cui eravamo stati educati e cresciuti, io all’ombra di Fantozzi e del bunga bunga, lei tra le patatine del McDonald’s e Beverly Hills 90210. Proprio per questo l’omino talebano sulla spalla non vedeva di buon occhio la mia casuale ricerca tra i profili sulle app di incontri, ed in effetti in più occasioni il mio essere “diverso” dallo stereotipico masculo americano, ha lasciato deluse alcune altre ragazze con cui ero uscito a prendere un caffè. Leggi il resto di La patata, il volatile e la ramazza

Occhio a quelli con i piedi freddi

Dopo l’open house (o open day, come mi dicono si chiami in Italia) di qualche settimana fa, abbiamo ricevuto un paio di offerte d’acquisto della nostra casa. Ora gli avvocati di entrambe le parti stanno limando il contratto di vendita, aggiungendo e togliendo clausole in base ai desideri delle parti. L’altro giorno parlavo con la nostra agente immobiliare per mettere a punto la strategia da usare per contrattare con questa coppia di indiani che vuole acquistare il nostro immobile, e ad un certo punto lei mi fa “let’s hope that they don’t get cold feet“. No, non stava parlando della possibilità che queste persone sentissero freddo prima di andare a dormire la sera. Ma questa è la bellezza di certi modi di dire americani. Leggi il resto di Occhio a quelli con i piedi freddi

Una storia davvero contemporanea

In queste ultime settimane passate a tinteggiare ed armeggiare con attrezzi vari nel silenzio di una casa completamente vuota, a parte la signora Wilson di cui ti parlavo, sono stati i podcast ed un audiolibro a tenermi compagnia durante il giorno. Il libro era La storia, un bellissimo romanzo di Elsa Morante. Un racconto che, capitolo dopo capitolo, mi è sembrato quanto mai moderno e contemporaneo nel descrivere la tragedia che si è consumata negli anni della seconda guerra mondiale nei confronti degli ebrei. Una tragedia a cui oggi assistiamo passivamente, perpetrata nei confronti del popolo palestinese stavolta, nientepopodimeno che proprio da coloro che quasi un secolo fa si son trovati in quella condizione di miseria e di paura. Ida e Useppe, i due protagonisti principali, mi hanno fatto attraversare una serie di montagne russe di emozioni, con il loro atteggiamento così semplice e gentile. Leggi il resto di Una storia davvero contemporanea

Pronunciare le parole in inglese, che incubo

Beh, come avrai capito dai miei ultimi post, anch’io sono entrato nella modalità estiva qui sul blog. Basta parlare di bombe, genocidi e problemi vari. Tanto c’è davvero poco che possiamo fare per cambiare le cose in questo mondo di matti in cui siamo capitati. Ed allora rispolvero la mia rubrica dove condivido qualche curiosità della lingua inglese. Un recente commento di Valentina ad un mio vecchio post, mi ha fatto tornare in mente l’idea di usare qualche meme per spiegare certe particolarità di come parlano gli abitanti del Paese a stelle e strisce. Cose che secondo me neppure l’intelligenza artificiale riuscirà mai a capire in pieno. Leggi il resto di Pronunciare le parole in inglese, che incubo

Torna in cima alla pagina