Vista la mia partecipazione all’iniziativa di Giuseppe Marino, mi è stato suggerito di dare un’occhiata ad un altro esperimento letterario bandito da Gianni sul suo blog: il concorso Bisarca. Secondo te potevo lasciar cadere nel vuoto il gentile invito? Specialmente cosciente di poter portare una ventata di internazionalità (ma esiste, questa parola?), che non fa mai male. Il tema di quest’anno è l’acqua, in qualsiasi sua forma ed espressione. Così ho deciso di partecipare con un mio vecchio racconto di gioventù, dato che il pezzo non deve essere per forza inedito. Già m’immagino sul palcoscenico degli Oscar, a piangere e ringraziare tutti, in stile The Mask 😅. Perché non ti unisci al gruppo anche tu?
Archivio degli articoli in biblioteca, pagina 2
D’amore e di rabbia
Qualche mese fa, una mia amica mi ha suggerito la lettura di un romanzo ambientato nella Sicilia degli anni 20, D’amore e di rabbia, di Giusy Sciacca. In cui si racconta la storia di Amelia Di Stefano, donna catanese trasferita a Lentini come punizione per un errore commesso da giovane. Una storia in cui amore e politica s’intrecciano formando un qualcosa di delicato e piacevole, ed il ruolo della protagonista si dipana tra sotterfugi ed odio viscerale nei confronti di una situazione che la tiene prigioniera. “Che madre sarebbe stata lei. Se lo era chiesto più volte. Se lo domandava ogni volta che il ventre di una donna la turbava, perseguitandola quasi. Forse era anche per questo che nella disperazione aveva scelto di cimentarsi come maestra a Catania. Magari era solo un modo per redimersi, per perdonarsi e ritrovare negli occhi dei figli degli altri quelli che lei aveva messo al mondo”. Leggi il resto di D’amore e di rabbia
Quando i fiori sembrano sussurrare segreti
Non riesco a credere che siamo già quasi a metà maggio: il clima qui nel New Jersey si è finalmente fatto più mite, e neve e temperature gelide sono finalmente un lontano ricordo. Ho ripreso a far qualche passeggiata mattutina per esplorare il mio nuovo vicinato, e quella dose extra di vitamina D regalata dal sole tiepido di questi giorni, devo ammetterlo, fa proprio la differenza. E puntuale come ogni mese, sul suo blog, Giuseppe Marino propone ai lettori una nuova puntata del suo esperimento letterario-creativo intitolato Un racconto, tante voci. Al quale ho deciso di partecipare con un piccolo contributo che, confesso, mi è stato ispirato da uno dei recenti episodi di Black Mirror, Eulogy (discorso al funerale?). Un episodio che sa combinare in maniera sublime romanticismo e tecnologia. Leggi il resto di Quando i fiori sembrano sussurrare segreti
Il nostro prodotto fa schifo
Lo scorso fine settimana sono andato a trovare una coppia di amici che abita in una zona un po’ sperduta al confine tra il New Jersey e la Pennsylvania. Mentre percorrevo la superstrada 78 per arrivare a casa loro, ho notato un cartello pubblicitario che mi ha dato l’ispirazione (o sarebbe quasi da dire l’aspirazione) per il post di oggi. Il messaggio a caratteri cubitali recitava “Our products suck”, con la foto di un bell’aspirapolvere a fianco. Il gioco di parole fa leva sul doppio significato del verbo to suck: letteralmente vuol dire succhiare, ma spesso lo si usa nell’accezione di fare schifo. Di questa tecnica dei doppi significati nella pubblicità ne avevo già parlato l’estate scorsa, quando vidi un cartellone in Florida che parlava di mogli e gnocche. Leggi il resto di Il nostro prodotto fa schifo
Il lupo della steppa
Chi l’avrebbe mai detto che un appassionato come me del genere distopico, e di serie televisive come Black Mirror e Squid Game, avrebbe trovato tracce inaspettatamente simili in un libro pubblicato nel lontano 1927, Il lupo della steppa, di Hermann Hesse. Come ho detto in passato, sono sempre alla ricerca di suggerimenti su quale libri leggere, e così quando qualche mese fa sul suo blog, Giuseppe pubblicò una recensione di quest’opera, rimasi incuriosito da quella trama “che indaga l’animo umano in tutte le sue sfaccettature, proponendo una riflessione esistenziale intensa e, a tratti, dolorosa”. Così l’ho scaricato in formato audiolibro, ed ho intrapreso questo cammino insieme al protagonista, Harry Haller. Già dall’inizio si può assaporare un che di distopico, quando si scopre che la sua personalità pare scissa in due indistricabili parti così intrecciate, ostili e confuse, una certa parte più mondana, borghese, sociale e, l’altra, più selvaggia, solitaria, animalesca. Leggi il resto di Il lupo della steppa
Una manciata di modi di dire in inglese
Guardare i film americani in lingua originale è un ottimo modo per allenarsi ad usare espressioni gergali che ti possono aiutare a sembrare un madrelingua. Ricordo ancora la mia frustrazione quando guardai La pazza storia del mondo in inglese, e non riuscii a capire metà delle battute. Ma visto che a me la comicità puerile (ma allo stesso tempo geniale) di Mel Brooks è sempre piaciuta tanto, non ho avuto difficoltà a riguardarlo un altro paio di volte per cercare di afferrare almeno alcuni dei dialoghi tra la vergine vestale ed il falso eunuco che sta scappando dai soldati romani. Lo stesso m’è capitato con Una pallottola spuntata ed altri film comici dell’epoca. E così, ispirato da quelle difficoltà, voglio proporti oggi alcuni modi di dire che potresti incontrare lungo il cammino per espandere le tue conoscenze cinematografiche internazionali. Leggi il resto di Una manciata di modi di dire in inglese
La promessa del tramonto
Come forse ricorderai, un paio di mesi fa ho partecipato ad una bella iniziativa virtuale lanciata da Giuseppe Marino sul suo blog: Un racconto, tante voci. Ogni mese viene fornita una traccia sulla quale i lettori decidono di costruire una storia come meglio credono. Da poco è stata annunciata la traccia suggerita per marzo (sembra quasi di essere agli esami di maturità), e così dopo aver saltato l’appuntamento del mese scorso, rieccomi adesso a cimentarmi in questa piacevole impresa. Sono certo che anche stavolta sarò in ottima compagnia, quando verranno pubblicati i lavori dei partecipanti sul blog di Giuseppe. Ero tentato di continuare il mio filone distopico, ma alla fine ho preferito andare sul classico, e lasciare che la mia fantasia si materializzasse in una storia ispirata dalla mia situazione sentimentale attuale. Leggi il resto di La promessa del tramonto
Altri falsi amici della lingua inglese
Ho già affrontato questo tema in passato, ma più passa il tempo, e più mi accorgo di quanti “falsi amici” vi siano nella lingua inglese. Ovvero parole americane che assomigliano a quelle italiane, ma che in realtà hanno un significato completamente diverso. Oggi voglio proporti una raccolta che potrà tornarti utile durante il tuo prossimo viaggio all’estero, non solo verso il continente americano, ma ovunque si parli l’inglese. Perché se qualcuno ti dice che sei stato brave nell’attraversare quel ponte sospeso tra le montagne del Nepal, non sta notando la tua agilità e bravura nel superare un’impresa di fronte alla quale molti si sono arresi, ma piuttosto sta osservando il tuo coraggio. Non è terrific? Leggi il resto di Altri falsi amici della lingua inglese