due chiacchiere

Archivio del giorno angolo pc

Creare un feed personalizzato in WordPress

Parafrasando quello che cantava Jovanotti secoli fa, sono un blogger fortunato. Perché i miei lettori ci tengono a condividere la loro sincera ed onesta opinione su come gestisco la baracca, aiutandomi a migliorare ogni giorno questo piccolo spazio sperduto nella rete. Come forse avevi notato, il feed di questo blog proponeva, oltre agli articoli freschi di stampa, anche altri “del giorno” tirati fuori dall’archivio (ne avevo parlato qui, per i più distratti). All’epoca avevo deciso di implementare quella funzione per rimpinguare le esili sembianze del feed, e per dare ai pochi lettori rimasti la possibilità di rinfrescarsi la memoria su quello che c’eravamo detti un decennio fa. Quando Emanuele mi ha detto di avere qualche dubbio su questa funzionalità, osservando che gonfiava il suo feed in maniera artificiale, non potevo certo ignorare il suo appello. Ho dato un’occhiata alle statistiche, ed in effetti ho notato che non portava più visitatori. Così mi sono messo al lavoro, ed ho deciso che la soluzione migliore era di lasciare in pace il feed principale, e di crearne uno a parte per l’archivio, per la gioia di grandi e piccini. Creare un feed personalizzato in WordPress: Leggi il resto »

Ho convertito tutte le immagini in webp

Piccola comunicazione di servizio. La gioia di avere accesso al terminale sul server che ospita questo sito è davvero incontenibile (beh, mi basta poco per essere felice), e così negli scorsi giorni mi sono adoperato per massaggiare un po’ la libreria multimediale di foto e video che ho collezionato in questi sedici anni. Invogliato da uno dei messaggi di Page Speed Insights, ho deciso di convertire tutto nel formato webp, visto che promette un risparmio anche considerevole sulla dimensione delle immagini, per la gioia sia di chi visita il sito, che si vede apparire le foto più velocemente, che di chi lo ospita, dato che l’intero archivio è stato ridotto di circa il 20% passando a questo formato. Ho provato ad installare uno dei vari plugin che promettono di automatizzare l’operazione (su un clone del sito, per non incasinare il database vero e proprio), ma non mi ha dato i risultati sperati. Così alla fine ho installato una libreria Linux sul mio computer, e le ho dato in pasto l’intero archivio con un paio di comandi. Poi mi è bastato mettere insieme un po’ di query SQL (il mio prof dell’università sarebbe fiero di me!) per aggiornare i riferimenti ai file nelle tabelle di WordPress e… voilà, il gioco è stato fatto. La comunicazione di servizio con cui ho cominciato era per dire che ti pregherei di comunicarmi se vedi qualche immagine rotta, così rimedio subito. Ho convertito tutte le immagini in webp: Leggi il resto »

Il codice si scrive da solo

La notizia non è fresca, ma con tutte le notizie sulla pandemia e sulla guerra, negli scorsi mesi è passata ampiamente inosservata: un servizio di intelligenza artificiale capace di scrivere righe di codice autonomamente, semplicemente leggendo una descrizione testuale di quello che vuoi che il codice faccia. Creato da OpenAI, un laboratorio di ricerca privato, e GitHub, il sito web di proprietà di Microsoft in cui i programmatori condividono il codice, Copilota può inventare funzioni e quant’altro nel giro di pochi secondi. Mi ricorda un po’ quello che fa Gmail quando sto scrivendo una email e mi suggerisce come finirla. Lo so, alcuni inorridiranno al pensare che io usi prodotti marchiati Microsoft e Google, ma oramai ho messo l’anima in pace, e sono pienamente consapevole di essere un prodotto e non un consumatore, nella società moderna governata da chi possiede più dati. Copilota comunque è bravo, quasi in modo inquietante. Il codice si scrive da solo: Leggi il resto »

Un backup più intelligente per WordPress

Si conclude oggi il cammino intrapreso più o meno un mese fa, durante il quale abbiamo esplorato vari strumenti per consolidare l’ambiente su cui costruire il tuo sito web. Dopo aver visto come versionare il codice ed organizzare un flusso di lavoro per la gestione dei dati e dei permessi, ho pensato che la proverbiale ciliegina sulla torta potesse essere un sistema per salvare copie di sicurezza intelligenti, che faccia leva sugli altri strumenti visti in precedenza. Già, perché a fare un dump del database siamo buoni tutti, ma poi come posso sapere in maniera semplice e veloce quale versione di un certo tema o plugin era attiva con quella versione dei dati che sto per ripristinare? Cosa succede se nel frattempo la struttura di questi dati è cambiata, ed il plugin cerca di leggere qualcosa che non esiste più? Non sarebbe bello poter avere un backup che non solo salva il database, ma annota anche tutte le versioni di temi e plugin attive in quel momento? Un backup più intelligente per WordPress: Leggi il resto »

Uno script tiene d’occhio i log di Apache

Dopo aver imparato a versionare il codice sorgente del nostro sito, ed a gestire i permessi delle cartelle per evitare che il malintenzionato di turno trovi una vulnerabilità e si metta a caricare file per portare avanti i suoi loschi intenti, oggi vorrei condividere un semplice pezzo di codice che mi sono scritto per tener d’occhio questi vandali dell’ultima ora. Si, lo so che esistono già soluzioni ben più sofisticate come fail2ban, ma per me è stata l’occasione per spolverare le mie conoscenze da principiante di shell scripting ed imparare un paio di cose su quel misterioso comando che è sempre stato awk per me. Ti basterà aggiungere una riga al tuo crontab per invocare lo script ogni cinque minuti. Vediamo dunque di spacchettare le varie operazioni, per capire meglio come funziona questo pezzo di codice. Uno script tiene d’occhio i log di Apache: Leggi il resto »

Gestire i permessi delle cartelle di WordPress

La scorsa volta abbiamo visto come sottoporre il nostro codice ad un rigido regime di versionamento, che ci consente di poter tornare indietro nel tempo se qualcosa dovesse storto durante un aggiornamento. Questo sfortunatamente non basta ad evitare che malintenzionati di tutti i tipi provino a scassinare la porta sul retro per intrufolarsi dietro le quinte del tuo sito. A me ad esempio è capitato che un plugin avesse una vulnerabilità che consentiva a quei loschi figuri di scrivere file HTML nella cartella wp-content del sito. Per fortuna me ne sono accorto immediatamente, ed ho ripristinato in pochi minuti tutte le cartelle e la base di dati usando proprio i repo di GitHub di cui abbiamo parlato. Per scoraggiare tentativi simili, ho attivato l’autenticazione a due fattori per accedere al pannello di controllo, tramite il plugin iThemes Security Pro (soldi ben spesi), sebbene i tipi non fossero entrati da nessuna parte. Poi ho escogitato un sistema che rimuove i permessi di scrittura da tutti i file del sito esclusa la cartella uploads. Gestire i permessi delle cartelle di WordPress: Leggi il resto »

Versionare temi e plugin in WordPress

La scorsa volta abbiamo analizzato i passaggi per installare sul server dove girerà il nostro sito il cosiddetto boilerplate, ovvero la base standard su cui costruiremo il resto dell’architettura. Il filo conduttore, come dicevo, è rappresentato da Git, un sofisticato sistema che consente di tener traccia delle varie modifiche al codice, oramai ampiamente disponibile su vari servizi hosting di un certo livello. Se mi permetti una piccola marchetta, ti consiglio di provare SupportHost, che offre tutti gli strumenti di cui parlerò in questa guida. Il tassello del puzzle di oggi riguarda la gestione di temi e plugin. Supponiamo che tu abbia già un sito basato su WordPress: di sicuro avrai una manciata di plugin ed almeno un tema che vorrai cominciare a versionare. La prima cosa da fare è creare un profilo su una delle piattaforme Git esistenti sul mercato, ad esempio GitHub. Qui conserveremo tutto il nostro codice, anche se alcuni plugin e temi offrono accesso ai loro repository, credo sia più saggio crearne uno indipendente, in caso decidano di cambiare idea (come mi è capitato già un paio di volte). Versionare temi e plugin in WordPress: Leggi il resto »

Impariamo a versionare il nostro codice

Premetto che ho scritto il post di oggi in ginocchio sui ceci: l’inglesizzazione delle parole italiane mi ha sempre dato molto fastidio, specialmente nell’ambito informatico. Però non avevo altra scelta nel titolo (e qui di seguito) e sono costretto ad usare il neologismo versionare. Che fa riferimento alla possibilità di tener traccia della storia dei cambiamenti di un testo (o di un pezzo di codice) e poter riavvolgere questo nastro immaginario a nostro piacimento, saltando da una versione all’altra in maniera semplice e quasi divertente. Puoi già intuire come una funzionalità del genere sia la chiave di volta di quello che stiamo costruendo in queste lezioni. Immagina per un attimo di dover aggiornare un plugin di WordPress all’ultima versione disponibile. Nel Far West, i cowboy cliccheranno sull’apposito pulsantino nel pannello di controllo, pregando tutti i santi a disposizione affinché non si rompa nulla. Ma non sarebbe più facile se esistesse un sistema in grado di tenere traccia di quei cambiamenti per noi, e di consentirci di tornare indietro nel tempo digitando un paio di comandi, quando qualcosa va storto? Beh, questo sistema esiste da un pezzo, e si chiama Git. Impariamo a versionare il nostro codice: Leggi il resto »