due chiacchiere

Un candidato indipendente

Il tempo non mi basta mai, vorrei fare sempre un sacco di cose, ma finisco spesso con non concludere nulla di buono. Sul blog attualmente ho una specie di ingiunzione restrittiva della moglie: abbiamo fatto una scommessa, io avevo messo “in palio” due settimane senza toccare il computer di casa, e ho perso. Mai sfidare le mogli, con l’arroganza di sperare lontanamente di vincere. Per fortuna abbiamo pattuito delle deroghe “a recupero” in base alle quali posso usare il computer, ma mi tocca recuperare poi il giorno entro le due settimane seguenti, quindi la cosa ha un minimo di flessibilità. Comunque, non contento dei tanti impegni, ho deciso di aggiungerne uno del tutto insolito per chi mi conosce: mi sono candidato nelle liste sindacali, per le imminenti elezioni della rappresentanza presso il mio datore di lavoro.

Un piccolo contributo 

La politica, specialmente negli ultimi anni, non mi trova particolarmente appassionato: tant’è che anche su queste pagine ho imposto la regola ferrea di non parlarne. Però quando la responsabile del sindacato mi ha chiesto se volevo fare questa “esperienza”, ho colto l’offerta con un pizzico di soddisfazione: vuol dire che in questi anni, tutto sommato, sono riuscito a costruire al lavoro un’immagine di me positiva, costruttiva, pronta al dialogo. So che non potrò cambiare nulla, i giochi di potere sono già tutti decisi ai livelli alti, ma voglio provare a dare il mio piccolo contributo, per quel poco che potrà servire.

Tutti in campagna… elettorale

Per tradizione, dove lavoro io, non si fa una vera e propria campagna elettorale in grande stile: ci si limita a distribuire volantini con una bozza di programma, i nomi dei candidati, e qualche gingillo per “invogliare” i dipendenti a votare (penne, tappetini, lucine e via dicendo). Personalmente mi sono presentato come candidato indipendente: pur figurando all’interno di una lista ben precisa, il mio intento sarà quello di portare alle riunioni le richieste che raccoglierò durante i miei contatti quotidiani con i colleghi. Anche perché credo che i diritti vanno difesi a prescindere dal colore politico, che di fatto c’entra poco o nulla. O almeno dovrebbe. 

Commenti

  1. Matteo ha detto:

    E Forza CAMU, che siamo tantissimi….

    😉

  2. Trap ha detto:

    Largo al nuovo Epifani!

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