due chiacchiere

Archivio degli articoli in soggiorno e tv

Gli Amici mi tengono compagnia

Anche quest’anno mi sono lasciato incuriosire dalla trasmissione di Maria De Filippi, che ho riscoperto l’anno scorso a casa del suocero dopo tanti anni. Che si tratti di un format unico, in grado di offrire un’opportunità ai giovani che si mettono in gioco, lo dimostra il fatto che la seconda classificata dell’anno scorso era stata la stessa Angelina Mango che poche settimane fa è arrivata nientepopodimeno che sul palco dell’Eurovision Song Contest, dopo aver vinto il Festival di Sanremo, prima donna dopo tanti (troppi) anni. Nel Paese a stelle e strisce abbiamo un programma vagamente simile, sebbene sia una competizione esclusivamente canora, American Idol. Che però ha quel sapore troppo sdolcinato e strappalacrime tipico di queste trasmissioni americane, dove si fabbricano emozioni a tavolino per aumentare gli ascolti. Un approccio che dopo un po’ stanca per la sua evidente artificialità. Non mi pare si possa dire lo stesso per Amici. Leggi il resto di Gli Amici mi tengono compagnia

Neppure Mary Poppins si salva

Oramai non c’è neppure più gusto a commentare queste purghe staliniane letterarie a cui assistiamo da qualche anno. In cui i talebani del politically correct decidono di dover rivisitare questa o quella pubblicazione affinché non offenda la minoranza di turno. L’abbiamo visto con le mummie l’anno scorso, e con i libri di Roald Dahl (autore di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato), colpevole di usare parole come grasso e brutta per definire alcuni dei personaggi delle sue storie. Qualche mese fa è toccato a Mary Poppins, la simpatica bambinaia scesa dal cielo per insegnare ordine e disciplina ai figli di una benestante famiglia inglese, quella che cantava Supercalifragilistichespiralidoso insieme allo spazzacamini per le vie del paese, nella memorabile interpretazione di Julie Andrews. A quanto pare la scure del British Board of Film Classification è calata impietosa anche sul capolavoro Disney, e ne sconsiglia la visione ai minori di dodici anni perché, pensa un po’, conterrebbe un linguaggio discriminatorio nei confronti degli indigeni d’America. Mi viene da pensare che per fortuna il David di Michelangelo non si trova in Inghilterra o negli Stati Uniti, altrimenti avrebbero già scolpito i pantaloni sulla statua per coprire le sue fattezze attuali ed adattarla alle regole sociali di oggi. Leggi il resto di Neppure Mary Poppins si salva

Doc, Nelle tue mani: terza stagione

Un paio d’anni fa scoprivo, grazie a RaiPlay, la serie televisiva Doc, Nelle tue mani. Una bella rivisitazione tutta italiana del Dottor House che così tanto apprezzai all’epoca. Da poco è disponibile sulla piattaforma digitale la terza stagione di Doc, in cui ritroviamo il dottor Fanti e la sua (nuova) equipe dopo le peripezie del Covid. Approfittando del mio periodico appuntamento con la montagna di panni da stirare, ho iniziato a guardarlo in questi uggiosi fine settimana invernali. In questa stagione, gli autori sembrano volersi concentrare sulla possibilità che Andrea, il protagonista, possa riacquistare pezzi della sua memoria. Creando una situazione scomoda per la ex moglie Agnese (Sara Lazzaro), che invece sembra voler far di tutto per nascondere il motivo per il quale lei ed Andrea abbiano finito per separarsi. Tutti avevamo creduto finora che fosse per la morte del figlio, ma potrebbe non essere così. Leggi il resto di Doc, Nelle tue mani: terza stagione

Noi siamo leggenda

Diciotto anni fa andava in onda in America una nuova serie televisiva che avrebbe presto conquistato il pubblico di tutto il mondo: Heroes. Anch’io mi appassionai alle avventure messe in campo da Zachary Quinto, Hayden Panettiere e quel tontolone di Masi Oka nei panni di Hiro Nakamura. I loro personaggi erano gente comune che, per caso, scopre di avere poteri paranormali che presto li mettono nei guai, perché il diverso fa sempre paura. Pensavo a tutto questa quando l’altro giorno ho guardato il primo episodio di una serie tv fantasy disponibile su RaiPlay: Noi siamo leggenda. Perché sin dall’inizio mi è sembrato chiaro che il canovaccio delle due produzioni sia molto simile, sebbene al posto degli hamburger vi siano due gustosi bucatini all’amatriciana tra una scena e l’altra, mentre veniamo trasportati per le vie della Roma dei quartieri popolari. E sebbene gli attori della serie italiana probabilmente erano ancora nella culla, quando Hiro e soci andavano in onda. Leggi il resto di Noi siamo leggenda

Don’t worry darling

Non riuscivo a credere alle mie orecchie quando, qualche settimana fa, la figlia grande mi raccontava la trama di questo film che qualcuno le aveva consigliato a scuola, Don’t worry darling. Prima di continuare, però, devo subito mettere l’avviso ai naviganti, perché nel seguito parlerò della trama del film con uno spoilerone gigante che svela il finale. Quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, per oggi puoi anche fermarti qui. E come diceva sempre Pozzetto, alias Artemio, “gallo avvisato, mezzo accoppato”. Dicevo del mio stupore nell’ascoltare la storia: ma non perché la consideravo innovativa nel panorama dei film distopici, anzi. Piuttosto perché echeggiava, in maniera sorprendentemente simile, il concetto di un racconto che una quindicina d’anni fa avevo iniziato a pubblicare proprio sulle pagine di questo blog. Concetto tra l’altro ripreso in un episodio di Black Mirror intitolato San Junipero. Così l’ho voluto guardare. Leggi il resto di Don’t worry darling

Lion, la strada verso casa

Qualche settimana fa, la professoressa di lettere della figlia grande ha fatto guardare loro il film Lion, la strada verso casa, e ne ha fatto l’analisi dei personaggi, dei loro sentimenti e via dicendo. Come compito per casa, una serie di domande sul perché questo o quel personaggio avesse detto qualcosa o compiuto una certa azione. Così lo abbiamo riguardato a casa insieme una sera, per aiutarla a spacchettare i vari messaggi inclusi in questa pellicola. Il film racconta la storia di Saroo, un bambino di cinque anni che abita in uno sperduto villaggio dell’India centrale. Un giorno convince il fratello maggiore Guddù a portarlo con se in città per guadagnare qualche soldo, ma essendo troppo stanco finisce per addormentarsi su una panchina, per poi salire sul treno sbagliato, che lo porterà fino a Calcutta, a 1600 chilometri di distanza da casa. Immagina un bambino di un villaggio di poche anime dell’entroterra siciliano che si ritrova catapultato da solo alla stazione centrale di Berlino. Saroo non parla la stessa lingua degli abitanti di quella metropoli, e trovandosi in un posto dove i mendicanti, anche in tenera età, abbondano, nessuno si preoccupa di aiutarlo. Leggi il resto di Lion, la strada verso casa

Last Christmas

Giunti alle porte del Natale anche per quest’anno, vorrei consigliarti oggi un film che abbiamo guardato qualche sera fa in famiglia: Last Christmas. La figlia piccola ha suggerito l’idea di una specie di calendario dell’avvento a film, dove ogni fine settimana scegliamo una pellicola natalizia da gustarci in salotto tutti insieme. Si va dai grandi classici tipo Mamma ho perso l’aereo e Qualcuno salvi il Natale, a commedie romantiche più moderne. Io ho provato a suggerire Una poltrona per due tra quelli da aggiungere all’elenco, visto che in Italia è sempre un grande classico che va in onda ogni vigilia di Natale, ma il resto della camufamiglia mi ha guardato come se avessi due teste e sei braccia… pazienza, non apprezzeranno mai il fascino di quel capolavoro, poveri loro!

Ad ogni modo, Last Christmas è una commedia sentimentale ambientata nella Londra di una decina d’anni fa, in cui incontriamo Kate e la sua vita strampalata fatta di un lavoro che non le piace più di tanto, una sfilza di amici a cui continua a causare guai, ed una famiglia di origine jugoslava scappata a Londra dopo la guerra nei Balcani. Prima di continuare, il solito annuncio ai naviganti: nel seguito parlerò della trama del film, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, per oggi puoi fermarti anche qui. Gallo avvisato, mezzo accoppato, come diceva un tempo Renato Pozzetto.

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Joan è terribile

E così dopo alcuni mesi passati a spulciare tra le offerte di RaiPlay per soddisfare le mie esigenze televisive del fine settimana, sono tornato dal mio spacciatore di serie TV di fiducia, il mio ex collega Josè, per sapere cosa mi potesse consigliare di buono. Così di punto in bianco mi fa “cosa t’è sembrato dell’ultima stagione di Black Mirror?” Io sono cascato quasi letteralmente dalle nuvole. Incredibile ma vero, non mi ero accorto che la sesta stagione era stata completata e resa disponibile su Netflix per la gioia di grandi e piccini. Ovviamente ho subito liberato la mia agenda del fine settimana, per appagare la mia sete di tecno-distopia (si può dire?) che mi portavo avanti dal lontano 2019, quando venne rilasciata la brevissima quinta stagione. Come avevo già scritto l’anno scorso, a me il concept di questa serie è sempre piaciuto, e specialmente in un’epoca in cui la tecnologia intorno a noi continua a rendere più sottile la linea di demarcazione tra realtà e finzione. Leggi il resto di Joan è terribile

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