due chiacchiere

Archivio degli articoli in soggiorno e tv, pagina 3

Quattro metà, che confusione

Fine settimana tranquillo, quello appena trascorso in casa camu. Sebbene le temperature inizino ad essere finalmente più miti, il prato inglese non si è ancora risvegliato dal letargo invernale, e quindi non è necessario tosarlo religiosamente ogni sette giorni. Quindi ne approfitto per dare una sfoltita alla pila di camicie da stirare, e per guardare qualche film in Italiano, dato che la sera in famiglia non sarebbe fattibile, per le limitate capacità linguistiche delle figlie. Tra l’offerta disponibile sui servizi di streaming, c’era questo Quattro metà, con Matilde Gioli, che interpreta la dottoressa Giulia a fianco di Luca Argentero in Doc, Nelle tue mani. A parte lei, devo ammettere che non conoscevo nessuno degli altri attori, ma questo non m’ha scoraggiato dal dare una possibilità a questa pellicola che, dalla trama, sembrava piuttosto stuzzicante. Prima di proseguire, il solito avviso ai naviganti: nel seguito farò riferimento a dettagli della trama, quindi ti prego di fermarti qui se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Quattro metà, che confusione

John Wick, un format senza esclusione di colpi

Fra qualche settimana uscirà nelle sale americane la quarta (ed ultima?) pellicola della serie che racconta le avventure del signor John Wick, con Keanu Reeves. Come ho già più volte detto su queste pagine, non sono un amante del genere sparatutto, ma mio cognato aveva caldamente consigliato la visione di questi film anni fa, e così decisi di dargli una possibilità. Ora, premetto che a me Keanu è sempre piaciuto, sin dagli esordi in Speed e Johnny Mnemonic alla trilogia di Matrix (il quarto lasciamolo perdere, va), dalla sua bella interpretazione in L’Avvocato del Diavolo accanto ad Al Pacino, al memorabile Piccolo Buddha che fece conoscere alle masse la storia di questo profeta orientale. Quindi sebbene il genere non fosse proprio il mio preferito, mi son detto che se c’era Reeves, doveva non essere tempo sprecato in fondo. Ed in effetti ne è valsa proprio la pena. Il solito avviso ai naviganti prima di continuare: nel seguito parlerò della trama del film, quindi ti prego di fermarti qui se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di John Wick, un format senza esclusione di colpi

Andrea Fanti ci racconta il dramma del Covid

Già l’anno scorso, proprio di questi tempi, avevo condiviso le mie impressioni sulla prima stagione della serie TV Doc, Nelle tue mani, con Luca Argentero. Per me che ho guardato House almeno 3 volte, è stata una piacevole sorpresa vedere che anche in Italia si è deciso di esplorare il filone del dramma sanitario in televisione. Mi ero fermato alla prima stagione perché mi avevano detto che la seconda era fortemente incentrata sui primi mesi di Covid in Italia, e a dirla tutta non ero psicologicamente pronto a rivivere quei momenti, quindi continuavo a rimandare. Poi sono arrivate le vacanze di Natale, accompagnate da un po’ di sano e meritato ozio, e così ho deciso che fosse giunto il tempo di vedere di cosa si trattasse. Prima di proseguire, il consueto avviso ai naviganti: nel seguito si parlerà della trama di questa stagione, quindi fermati qui se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Andrea Fanti ci racconta il dramma del Covid

Luca, l’Italia vista dalla Disney

Questi ultimi giorni dell’anno, con le scuole chiuse ed io che mi son preso qualche giorno di ferie, stanno trascorrendo molto tranquilli. La sera, dopo una giornata di relax o passata a far visita a qualche parente, ci spaparanziamo in soggiorno a guardare un film tutti insieme. Uno di quelli che abbiamo rivisto con piacere è stato Luca, un film d’animazione uscito l’anno scorso, diretto da un italiano emigrato negli Stati Uniti. Quello che personalmente ho molto apprezzato di questo lungometraggio è l’attenzione ai particolari più insignificanti, fino ad esempio alla verosimiglianza dei cartelli con i nomi delle vie agli incroci stradali. Stando ad un documentario che raccontava i dietro le quinte delle produzioni Pixar, a quanto pare hanno deciso di mandare un gruppo in Italia per raccogliere quante più informazioni possibili per rendere la narrazione reale e credibile, e dare uno spessore ad alcuni dei personaggi che ci vengono presentati in questa pellicola. Peccato che vi sia questa tendenza negli ultimi anni ad edulcorare le storie, perché bisogna per forza includere tutti e non scontentare nessuna minoranza (la Sirenetta nera, ne vogliamo parlare?). Prima di proseguire, il solito avviso ai naviganti: nel seguito parlerò della trama del film, quindi per favore fermati qui se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Luca, l’Italia vista dalla Disney

Studio Ghibli, dove nascono i sogni

Mentre nel Paese a stelle e strisce la Disney prima e la Pixar adesso la fanno da padrone da più o meno un secolo, quando si tratta dell’animazione di un certo livello, in Italia, stando ai miei pochi ricordi di gioventù, negli anni ’70 ed ’80 era più popolare la vasta produzione dei manga giapponesi, che soddisfaceva tutti i gusti e tutte le età. Come dimenticare la sexy Lamù ed il suo sfigato fidanzato Ataru Moroboshi, o i due fuoriclasse Holly e Benji e il campo di calcio lungo un paio di chilometri, oppure ancora le serie sui ladri Lupin ed Occhi di Gatto. E vogliamo parlare degli occhioni dolci di Candy Candy e Heidy? Tutte produzioni che spesso raccontavano storie ben più profonde ed impegnate di quanto la Disney non riuscisse a fare con le sue principesse scialbe ed i rispettivi principi azzurri pronti a salvarle in un lieto fine sdolcinato e surreale. L’apice di questa differenza di fondo è rappresentato dai lungometraggi della casa Studio Ghibli, che conobbi ai tempi dell’università grazie ad un’amica appassionata del genere. Leggi il resto di Studio Ghibli, dove nascono i sogni

Sex Education ci racconta gli adolescenti inglesi

Un mio ex collega dell’università dove lavoravo prima era un grande appassionato di serie televisive nord-europee, specialmente quelle inglesi e scandinave. Così grazie a lui ho scoperto, ad esempio, The Killing, una vecchia serie danese sulla falsariga del più popolare (almeno in Italia) Ispettore Derrick o del cane più famoso della Germania, Rex. Oggi però voglio parlarti di un’altra produzione, questa volta inglese, decisamente più leggera e divertente delle storie della poliziotta Sarah Lund, in cui sbirciamo dietro le quinte della vita quotidiana di un gruppo di adolescenti delle campagne britanniche, con tutte le loro paure, incertezze e battaglie per ritagliarsi un angolino nella realtà sociale in cui sono immersi: Sex Education. Un racconto in cui l’equilibrio tra il serio ed il faceto viene raccontato con intelligenza, senza mai scadere nel volgare scontato e fine a se stesso. Certo, c’è qualche scena un po’ piccante, se così vogliamo dire, ma ogni dettaglio è raccontato con quel senso di scoperta in cui tutti possiamo riconoscere il nostro cammino interiore durante la nostra adolescenza. In Italia, da quanto leggo, le tre stagioni sono disponibili su Netflix sin dal 2019. La solita nota prima di continuare: nel seguito parlerò della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, puoi pure fermarti qui per oggi. Leggi il resto di Sex Education ci racconta gli adolescenti inglesi

L’immigrazione vista da un… Albanese

Quando non ho l’erba del prato da tosare nel fine settimana, o qualche elettrodomestico da aggiustare, c’è sempre una pila di camicie pronta ad aspettarmi per essere stirata. Non che Sunshine non se ne voglia occupare, ma l’accordo è che io stiro e lei porta le bimbe alle loro attività sportive. Così, arrivato il Sabato, preparo l’asse da stiro in salotto e prendo i proverbiali due piccioni con una fava portandomi avanti con la lista di film e documentari che ho in programma di guardare. A volte sbircio tra le proposte di RaiPlay, e l’altro giorno c’era un film di Antonio Albanese che mi ha incuriosito: Contromano. Sono un fan dell’attore pugliese dai tempi non sospetti in cui impersonava Alex Drastico ed Epifanio in trasmissioni di reti minori locali, ed ho sempre apprezzato il suo carattere poliedrico, in grado di calarsi perfettamente in ruoli sia comici che drammatici. E dunque, tra una camicia ed un pantalone, ho cominciato a guardare la storia del signor Mario Cavallaro. Il solito avviso prima di continuare: nel seguito parlerò della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, fermati pure qui per oggi. Leggi il resto di L’immigrazione vista da un… Albanese

Lo chiamavano Jeeg Robot

Mi piace quando un regista italiano prova a reinterpretare in chiave tricolore quei tipici film d’azione americani, pieni di pistole e capitomboli che neppure i ginnasti olimpici potrebbero mai effettuare con tanta disinvoltura. Il film Lo chiamavano Jeeg Robot è stato, in tal senso, una gradita sorpresa scovata grazie all’app di Mediaset qualche mese fa. Gabriele Mainetti e Claudio Santamaria sono riusciti a confezionare una storia che si segue con piacere e che convince lo spettatore. Tanto che persino su Rotten Tomatoes ha riscosso un meritato 77% come giudizio del pubblico, cosa che non capita spesso tra le produzioni straniere, a volte sottovalutate dagli spettatori americani che apprezzano solo i film sparatutto con i supereroi della Marvel (per carità, piacciono anche a me, ma ogni tanto è bello variare, no?). Solito avviso prima continuare: qui nel seguito parlerò della trama del film, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, puoi anche fermarti qui. Leggi il resto di Lo chiamavano Jeeg Robot

Torna in cima alla pagina