Ci sono registi che, da appassionato del genere distopico, ho sempre apprezzato in maniera particolare per le opere d’arte che ci hanno regalato. Christopher Nolan, con Interstellar, Inception e Tenet, giusto per nominarne tre a caso, è certamente lì in cima alla classifica. Ma sul podio io metterei anche il meno conosciuto Sam Esmail, che con la serie televisiva Mr. Robot, secondo me ha saputo raccontare in maniera accurata una storia complessa ed appassionante, mai scontata o prevedibile, anzi. Un paio d’anni fa, è uscito il suo ultimo film, Il mondo dietro di te, ambientato in un futuro neppure molto lontano (visti i chiari di luna che stiamo vivendo in questi mesi), un inquietante viaggio nell’incertezza, un thriller psicologico che mescola paranoia, tecnologia e collasso sociale in una storia avvolgente e disturbante. Leggi il resto di Il mondo dietro di te
Archivio degli articoli in soggiorno e tv, pagina 2
Ma cosa ci dice il cervello
La mia giornata lavorativa comincia a mezzogiorno, grazie al fuso orario di tre ore che mi separa dal mio luogo di lavoro. Quindi ho spesso la mattina a disposizione per sbrigare commesse varie o per rassettare l’appartamento in cui mi sono trasferito da poco. A volte tiro fuori l’asse da stiro e faccio contento l’omino talebano seduto sulla mia spalla, che con il suo disturbo ossessivo compulsivo, odia grinze e pieghe varie sulle camicie. Per unire l’utile ed il dilettevole, accendo la televisione e mi guardo un film per passare il tempo mentre gli indumenti passano sotto il ferro caldo per essere stirati. L’altro giorno ce n’era uno di Paola Cortellesi che ha attirato la mia attenzione, da fan di quest’attrice: Ma cosa ci dice il cervello. Un film che mi ha colto di sorpresa per il cambio repentino di trama dopo le prime battute. Leggi il resto di Ma cosa ci dice il cervello
Mission Impossible: Dead Reckoning
La serie di film Mission Impossible mi è sempre piaciuta sin dai tempi dell’università, quando andai a vedere la prima puntata al cinema (chissà se c’è ancora il cinema a Pisa dietro la Superal a due passi da Corso Italia). L’iconica scena di Tom Cruise che si cala appeso ad un filo per rubare i dati da un computer supersicuro mentre sullo sfondo suona l’arcinota colonna sonora, fa oramai parte della cultura di massa. Così negli anni mi sono appassionato sempre di più alle avventure di Ethan Hunt, uno dei membri di quest’organizzazione parastatale chiamata ad impelagarsi in avventure proibitive che neppure gli agenti segreti più scafati sanno risolvere. Da poco è uscito l’ultimo episodio della saga, Dead Reckoning, prima parte. Che ho particolarmente apprezzato per due motivi (spoiler!): le scene girate in Italia, e la scelta del nemico di turno, l’intelligenza artificiale e la tecnologia che si rivolta contro l’umanità. Leggi il resto di Mission Impossible: Dead Reckoning
Vita da Carlo 2
Sono già passati più di due anni da quando il buon Nicola mi ha fatto scoprire una simpatica serie TV di uno dei miei attori italiani preferiti di tutti i tempi: Vita da Carlo. Da poco ho finito di guardare la seconda stagione, e sebbene non mi abbia appassionato come la prima, devo dire che qualche risata di gusto me la sono fatta, seguendo le avventure di Verdone, affiancato in quest’occasione nientepopodimeno che dal cantante Sangiovanni. Attraverso i vari episodi, devo ammettere di aver avuto l’impressione di sbirciare dietro le quinte della vita ansiosa (come dimenticare lo scherzo al cardiopalma che gli hanno fatto quelli di Scherzi a parte negli anni 90) di un uomo che cerca di accontentare tutti sforzandosi di mantenere quell’equilibrio mentale che gli equivoci e gli imprevisti mettono in pericolo.Prima di continuare il solito avviso: nel seguito svelerò dettagli della trama, quindi fermati qui se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Vita da Carlo 2
Stranizza d’amuri
Il debutto alla regia di Beppe Fiorello con questa pellicola, trae ispirazione da un tragico episodio di cronaca che colse di sorpresa l’Italia dei primi anni 80: il delitto di Giarre, un duplice omicidio in cui persero la vita Giorgio Agatino Giammona, venticinque anni, e Antonio Galatola, detto Toni, dieci anni più giovane. A quanto pare i due erano fidanzati, ed erano stati il bersaglio di un bullismo ottuso e conservatore da parte della comunità in cui vivevano. Già, le cose erano molto, ma molto diverse, quarant’anni fa in Sicilia. Il contesto di omofobia ed omertà in cui avvenne il delitto provocò un’ondata di indignazione in tutta Italia. Il nipote di Toni, minorenne e quindi non imputabile, si dichiarò colpevole, sostenendo di essere stato costretto a sparare dai due ragazzi. Tuttavia, pochi giorni dopo, ritrattò la sua confessione, affermando di aver subito pressioni dai carabinieri. Leggi il resto di Stranizza d’amuri
Cento domeniche
“Negli ultimi anni decine di miliardi di euro sono andati in fumo nei crac bancari. Pochi privilegiati sono riusciti a mettere al riparo i loro soldi. Centinaia di migliaia di persone non ci sono riuscite. Questo film è dedicato a loro.” Queste sono le frasi che appaiono nei titoli di coda del film Cento Domeniche, che vede Antonio Albanese vestire i panni di un papà di provincia che da sempre sogna di accompagnare all’altare la propria unica figlia. Un uomo che ha sempre tenuto la testa bassa, che ha lavorato per 40 anni per mettere da parte i risparmi per coronare quel sogno. A me Albanese è sempre piaciuto come attore, sia nei ruoli prettamente comici che in quelli dove tira fuori l’unicità del suo modo agrodolce di raccontare una storia. Ma io già lo seguivo ai tempi di Mai Dire Gol, quando si esibiva nei suoi personaggi che ancora oggi sono nella memoria di noi tutti (o almeno di quelli che hanno superato la quarantina come me 😅). Solito annuncio ai naviganti prima di proseguire: nel seguito citerò dettagli della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, fermati pure qui per oggi. Leggi il resto di Cento domeniche
I migliori ed i peggiori giorni
Il solito appuntamento settimanale con l’asse da stiro è in genere accompagnato o dall’ascolto di un audiolibro, come Meno Dodici, oppure dalla visione di un film in tv. La mole di cose che vorrei guardare cresce ogni giorno a dismisura, e da questa pila enorme ho estratto l’altro giorno I migliori giorni, un film di Edoardo Leo, attore che ho molto apprezzato in pellicole come Smetto quando voglio e Perfetti sconosciuti. Il format diverso, un’antologia di quattro mini storie indipendenti tra loro, è quello che ha stuzzicato la mia curiosità. D’altro canto, era dai tempi di Bianco, Rosso e Verdone che non si vedeva qualcuno usare quest’approccio narrativo. Non mi hanno scoraggiato neppure le recensioni un po’ tiepide e per nulla entusiaste che ho letto velocemente prima di premere il tasto play sul telecomando. Il verdetto finale? Forse quelle recensioni hanno ragione, ma proprio come nel film elettorale di Verdone, ho apprezzato il racconto della quotidianità dei protagonisti, in cui tutti noi possiamo rispecchiarci. Leggi il resto di I migliori ed i peggiori giorni
Il principe di Roma
Devo ammettere che, quando ho guardato Il principe di Roma con Marco Giallini qualche settimana fa, non ho né letto le recensioni, né guardato il trailer. In questi giorni d’afa estiva volevo solo rilassarmi spaparanzato sul divano e godermi una pellicola in italiano in santa pace. Così ho chiesto a San Google di darmi qualche consiglio, e questo film di Edoardo Falcone era tra quelli suggeriti. Che io abbia un debole per Giallini non è un segreto: da Perfetti Sconosciuti a Rocco Schiavone, ho sempre apprezzato tutti i suoi personaggi, principalmente per quel lato bonario che si cela sotto la scorza ruvida che lui riesce ad interpretare così bene. E così ho premuto il tasto play e mi sono lasciato trasportare nell’Italia dei primi del 1800, quell’Italia già raccontata nei Leoni di Sicilia, che tanto avevo apprezzato all’epoca. Solo che stavolta ci troviamo a Roma (altro mio grande amore!), dove vive l’avido Bartolomeo. Leggi il resto di Il principe di Roma