due chiacchiere

È già ieri, con Antonio Albanese

Ieri sera in “quarta” serata, ovvero praticamente dopo mezzanotte, hanno trasmesso un bel film di Antonio Albanese, È già ieri: la storia di un uomo che rivive all’infinito lo stesso giorno ogni mattina. Ho scoperto, grazie ai miei colleghi al lavoro, che in realtà si tratta di una rivisitazione di un film americano con Bill Murray, Ricomincio da capo. Del quale la versione italiana non sarebbe altro che una brutta copia storpiata. Sarà che non ho visto l’altro, sarà che dopo gli ultimi film in cui Murray dice solo tre parole in croce, l’ho un po’ rivalutato in negativo, sarà che alle Canarie (dove si svolge la trama) ci sono stato da poco, ma a me l’interpretazione di Albanese è piaciuta molto.

A me… mi piace

Anzi, se proprio dovessi fare un’ipotetica scaletta dei film più belli in assoluto che ho visto negli ultimi anni, questo rientrerebbe certamente fra i primi dieci. Il tempo che sfugge e che non siamo mai in grado di utilizzare appieno, tante sono le aspirazioni o gli impegni che ci assillano e ci assalgono quotidianamente: questo il tema “tra le righe” del film che Albanese ripropone riprendendo le linee principali della storia americana e lasciando ampio spazio ad una comicità a tratti surreale, che in coppia con Fabio De Luigi, rende a volte irresistibile.

L’idea di rivalutare la propria vita, di far cambiare il proprio carattere quando tutto intorno rimane sempre uguale, mi ha affascinato sin dalla prima volta in cui vidi questa pellicola, nel 2005. L’analisi del protagonista porta lo spettatore a riflettere sui tanti errori della vita quotidiana, e sull’ineluttabilità del tempo: il vecchietto che muore comunque, qualsiasi cosa venga fatta, ne è l’esempio più lampante. Spero proprio che l’ultimo lavoro di Albanese sui precari, Giorni e nuvole, esca presto al cinema.

Commenti

  1. Antonio L. ha detto:

    Posso essere d’accordo sul fatto che Bill Murray nelle sue ultime “performances” si sia un pò adagiato sugli allori del suo successo planetario, ma concedimi di dirti che è una grave lacuna non aver visto il film originale “ricomincio daccapo” ovvero in lingua originale “groundhog day” cioè il giorno della marmotta. Murray all’epoca era al suo meglio e recitava nella maniera stupenda che gli ha dato il meritato successo nel quale come detto sopra ahimé si è poi cullato. I tuoi colleghi hanno torto, “è già ieri” non è la brutta copia storpiata, è comunque un bel film che mi è piaciuto e mi ha fatto molto ridere, pur essendo un remake, a dimostrazione che non sempre una storia ha bisogno di megaproduzioni per essere ben resa sullo schermo, anzi. Aveva ragione chi disse che il cinema americano narra piccole storie con mezzi enormi, quello europeo grandi storie con mezzi minuscoli. Questo film fa capire come pur meritando il successo avuto, l’originale avrebbe potuto benissimo essere fatto anche qui da noi ed essere altrettanto bello, profondo e divertente come dimostrano Albanese, De Luigi ed il regista (che non è lo stesso Albanese, attenzione, ma il medesimo di “se fossi in te” purtroppo ora non ne ricordo il nome). Quindi, prendendo in prestito il titolo della precedente opera del regista, se fossi in te vedrei anche l’originale, che è un film da dvdteca un piccolo mito alcune battute del quale sono entrate a far parte del parlare quotidiano con gli amici un pò come quelle di “febbre da cavallo” ed altri film “mitici”, tipo quella in cui Murray con la bocca completamente riempita da un immenso maritozzo alla panna chiede “COSA?” al cameramen e a Rita che gli stanno parlando dei rischi dell’alimentazione sregolata. Per concludere, ottimi film entrambi, visioni diverse (americana ed europea) dello stesso ottimo soggetto cinematografico, dal quale è difficile trarre un brutto film.

  2. camu ha detto:

    Ciao Antonio, in effetti concordo pienamente con il tuo intervento. Dopo aver scritto questa mia recensione, ho visto anche l’originale americano, ed in effetti il Bill Murray che ho visto, mi è piaciuto proprio. Il “taglio” è un po’ diverso tra le due interpretazioni, Albanese non è Murray, il tipo di comicità è diverso e la narrazione ne risente, seguendo lo spirito del protagonista. Mi sono piaciuti entrambi, ma rimango dell’idea che la versione Italiana non è certo da sottovalutare rispetto a quella dei cugini americani 🙂

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