due chiacchiere

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Rivedersi in Trentino dopo 13 anni

Concludo oggi questa (lunga) serie di pensieri sparsi raccolti durante la mia recente visita in Italia. Un viaggio inusuale, che mi ha condotto dai piccoli borghi toscani alla capitale dello Stivale, passando dalle valli del Trentino. Qui ho avuto modo di riabbracciare i miei amici Trap e Fly dopo un’assenza di ben 13 anni e passa: l’ultima volta ci eravamo visti quando erano venuti a trovarci per stare con noi tra le colline del New Jersey nel 2012. I pochi giorni in compagnia sono volati in un lampo, ma d’altro canto il tempo sembra sempre scorrere troppo velocemente quando si sta bene insieme. Io mancavo dalle valli del Trentino da quasi vent’anni, ed anche rivedere quei posti è stato quello che io spesso chiamo un massaggio per l’anima. Leggi il resto di Rivedersi in Trentino dopo 13 anni

Saluti da Poggibonsi

Oggi è il grande giorno: dopo quarant’anni, fra qualche ora potrò sbarazzarmi dei miei occhiali da vista in maniera definitiva. Ieri ho fatto la visita pre-operatoria, ed ho avuto modo di scambiare due chiacchiere (e ti pareva) con il dottore che effettuerà l’intervento. Mi ha confermato di essere idoneo, e mi ha spiegato un po’ tutto il procedimento, e le due possibilità per chi, come me, soffre sia di miopia che di astigmatismo e presbiopia. In un caso, effettuano la correzione completa della miopia, facendo riacquistare al paziente una vista perfetta da lontano, ma con la necessità di usare occhiali da lettura per il cellulare. Nell’altro caso, lasciano un po’ di miopia in un occhio, e correggono l’altro: in questo modo, chiamato monovisione, il cervello si adeguerà ad usare un occhio per lontano, e l’altro per vicino. La vista da lontano non sarà perfetta, ma si evitano gli occhiali da lettura. Ed è quello che ho deciso di fare, specialmente considerato che passo svariate ore al computer per lavoro. Dopo la visita, ho deciso di fare due passi in centro, approfittando della bella giornata di sole. Leggi il resto di Saluti da Poggibonsi

Le altre foto della casa

Quando un paio di mesi fa ti parlavo della cosiddetta open house che la nostra agente immobiliare ha organizzato per mostrare la casa ai possibili acquirenti, Emanuele ha chiesto se fosse possibile vedere qualche altra foto, per farsi un’idea di dove abitavamo. Certo non potevo lasciare cascare quella richiesta nel vuoto, così ho messo insieme una piccola galleria qui di seguito, sperando di poter soddisfare la curiosità dei miei lettori 🙂 Non è nulla di tecnologico, anche perché sennò poi il talebano chi lo sente. Però è anche una scusa per conservare queste immagini a futura memoria dell’abitazione in cui abbiamo trascorso quasi dieci anni della nostra vita. Buona visione! Leggi il resto di Le altre foto della casa

Una sensazione di pace e tranquillità

Nell’esplorare il circondario del palazzo dove mi sono trasferito, ho scoperto un parco a circa dieci minuti di distanza, dove la mattina vado a fare due passi quando ho bisogno di ricaricare le batterie. E così, l’altra mattina, ho pensato di portarti con me alla scoperta di questa zona rurale del New Jersey, lontano dal caos e dal logorio della vita moderna. Un’oasi naturale dove il tempo sembra essersi fermato.

Ho donato anche in Italia

Come raccontavo qualche mese fa, da circa un anno e mezzo sono tornato ad essere donatore di sangue, da quando qui in America hanno rimosso la restrizione per noi che abbiamo vissuto in Europa durante il periodo della mucca pazza. Avevo già la prenotazione fatta per metà novembre, ma poi sono dovuto scappare in Italia per la situazione di mia madre, e quindi ho perso l’appuntamento. Ma mica potevo lasciar correre la cosa così, senza far nulla. Ed è lì che l’omino talebano seduto sulla mia spalla mi ha bisbigliato nell’orecchio l’idea d’informarmi se potessi donare al locale centro AVIS del mio paesello. Così mi sono recato nei loro uffici ed ho spiegato la situazione alla segretaria. La quale, naturalmente un po’ sorpresa per questa cosa insolita, è stata gentilissima nello spiegarmi cosa avrei dovuto fare. Leggi il resto di Ho donato anche in Italia

Dolci freschi, mercatino ed autovelox

Il post di oggi è una raccolta di appunti sparsi ispirati dal mio recente viaggio in Sicilia, un modo per ridare al blog quella funzione di diario personale, dove conservare ricordi e momenti speciali. Volevo raccontarti di un piccolo esperimento per portare in America un vassoio di mini cassate siciliane, cannoli ed altri dolci alla ricotta tipici della mia zona. Finora avevo sempre portato le classiche paste di mandorla, qualche formella di marmellata di mele cotogne, e dolcetti secchi vari. Ma stavolta ho ricevuto un’esplicita richiesta dalla figlia piccola, follemente innamorata di quelle deliziose cassate ricoperte di pasta di zucchero verde, di portargliene un po’. Una sfida alla quale non potevo sottrarmi, e che aveva nel tempo il suo principale nemico: dalla partenza alle 10.30 del mattino all’arrivo a casa qui negli States a mezzanotte (ora locale) sarebbero passate circa 20 ore. Come conservare la ricotta per così tanto tempo senza frigo? Leggi il resto di Dolci freschi, mercatino ed autovelox

Un incontro (quasi) casuale

Ora che sono rientrato all’ovile, ho deciso di scrivere alcuni post per riflettere sulla breve ed inattesa parentesi siciliana delle scorse settimane. Noi veterani della blogosfera ricordiamo con un pizzico di nostalgia i tempi dei Barcamp, quando orde di blogger famelici si riunivano in questa o quell’altra università per discutere del futuro della blogosfera, degli strumenti del mestiere e per creare nuove relazioni sociali in tre dimensioni. Erano tempi in cui ribollivano idee e si gettavano le basi del famoso (o famigerato) web due-punto-zero, che introduceva il concetto di bidirezionalità nelle interazioni tra tenutari di spazi web e visitatori, dando vita a quello che poi tutti finirono per chiamare user-generated content. Ora i blogger non s’incontrano più, ognuno nascosto dietro il proprio monitor a rincorrere i suoi guai, parafrasando una famosa canzone che fungeva da colonna sonora degli incontri dell’epoca. Leggi il resto di Un incontro (quasi) casuale

Domani ritorno all’ovile

Come dicevo qualche post fa, le condizioni di salute di mia madre si sono stabilizzate, grazie al cielo. Nella giungla della sanità meridionale che non funziona, siamo riusciti a trovare un’isola felice nel reparto ematologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa che, non per vantarmi (ma anche sì), fu voluto all’epoca nientepopodimeno che da mio zio (che era Direttore Generale dell’ASL) per rimpiazzare il fatiscente ospedale che c’era prima. Dunque, vista la situazione, un paio di settimane fa ho prenotato il biglietto di ritorno e domani sarò nuovamente tra le colline del New Jersey, sperando che mi facciano rientrare ora che il vento politico è cambiato. Come l’anno scorso, queste settimane sono state caratterizzate da un’accoglienza più che calorosa da parte di amici e parenti, e mi mancheranno le serate trascorse a chiacchierare del più e del meno. Leggi il resto di Domani ritorno all’ovile

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