due chiacchiere

Archivio del giorno ripostiglio

Il mio primo pupazzo di neve

Mister Snowman, l’abbiamo chiamato 🙂 Praticamente da quando sono nato sognavo di costruire un pupazzo di neve. Occasione che non avevo mai avuto essendo cresciuto e vissuto in zone dove al massimo pioveva. Le nevicate di quest’anno che hanno martoriato New York, però, m’hanno dato modo di recuperare il tempo perduto e di cancellare un’altra cosa dalla mia bucket list personale. Per fortuna la moglie ha più esperienza di me in questo genere di cose, e m’ha consigliato l’approccio giusto: rotolare una pallina nella neve facendola crescere, non “scolpire” una montagnetta di neve, come facevo io 🙂 Non si finisce mai d’imparare… Il mio primo pupazzo di neve: Leggi il resto »

Senza mutande in metropolitana

Certe cose possono succedere solo a New York. Quei matti di ImprovEverywhere l’hanno rifatto anche quest’anno: organizzare il “no pants day” in giro per la capitale del mondo e, stando alla voce che parla all’inizio del video, in altre 50 città in giro per il globo. In Italia mi pare non ne abbiano proprio parlato, ci sono altri tipi di “no pants day” più importanti di cui discutere, in questi giorni 🙂 Senza mutande in metropolitana: Leggi il resto »

Un ringraziamento in famiglia

Incredibile, sembra ieri che con amici e parenti abbiamo festeggiato il Giorno del Ringraziamento, che siamo già praticamente a metà gennaio. Queste festività sono proprio volate in un baleno, e persino l’albero di natale, che noi in genere addobbiamo subito dopo quella ricorrenza, è già tornato nel suo scatolone giù nello scantinato assieme a tutte le decorazioni. Con colpevole ritardo, ecco alcuni scatti di quel giorno di festa. In ordine di apparizione: il tacchino pronto per essere infornato (la mia mano nella foto può darti il senso delle proporzioni), la crostata di zucca ed i vini che ci siamo “scolati” durante la serata. Un ringraziamento in famiglia: Leggi il resto »

La cenetta del capodanno

Con leggero ritardo sulla tabella di marcia, ecco alcune foto per il mio ripostiglio che immortalano la gustosa cenetta di capodanno preparata dalla moglie: risotto con carciofi e frutti di mare, bistecca alla “fiorentina”, patate ripiene con pancetta e formaggio 🙂 E la colazione del primo dell’anno, a base di pancake, sciroppo d’acero ed altre leccornie. Se quello che si mangia a capodanno si mangia tutto l’anno, sarà un anno sensazionale. E poi stando al nostro stagista ispanico, un proverbio molto in voga a Portorico dice che tutte le cose buone iniziano sempre da una buona cena 🙂 Perfetto, direi. La cenetta del capodanno: Leggi il resto »

Tutta la nevicata in 40 secondi

Peccato non aver avuto la prontezza di riflessi di allestire un timelapse come ha fatto questo mio “vicino di casa” per immortalare la nevicata di un paio di giorni fa. Nel nostro caso abbiamo avuto una media di 35 centimetri di neve (con punte di 60, dove il vento l’accumulava di più) e la mia schiena ancora mi sta presentando il conto per la gran spalata di ieri 🙂 Nel filmato se ne registrano addirittura 90 centimetri.

Kyoto: l’antica capitale giapponese

In ideogrammi giapponesi, la parola Kyoto è composta da due simboli: kyo e to. Forse non ci hai mai fatto caso, ma invertendo questi due simboli, si ottiene Tokyo, ovvero la nuova capitale. Già, perché ai tempi dei samurai e degli imperatori, nel loro equivalente del nostro medioevo (periodo Edo, se non ricordo male) la capitale del Giappone era proprio Kyoto. Qui si possono ammirare la Pagoda d’Oro, i vecchi giardini imperiali, i giardini zen fatti solo di pietre e magnifici templi rigorosamente con la porta d’ingresso arancione, per tenere lontani gli spiriti cattivi.

Volendo fare un paragone, è come se in Italia andassimo a visitare Firenze o altre città fortemente marcate dall’impronta medievale che le contraddistingue. Un tuffo nel passato a base di sciabole, kimono e geishe. Quattro anni fa, più o meno di questi tempi, la moglie ed io prendevamo l’aereo che ci riportava a casa dopo due settimane di magia in questo Paese strabiliante.

Raccogliti le tue zucche

Come anche altri miei colleghi blogger espatriati in America hanno già ricordato, qui in America in questo periodo dell’anno si scatena la “febbre” per le zucche: da usare nelle torte, da esporre come decorazione sull’uscio di casa, come bersaglio di improvvisate gare di “spacca la zucca” e via dicendo. Anche noi non potevamo sottrarci a quest’usanza, e così lo scorso fine settimana ci siamo fatti quasi 50 chilometri in macchina per raggiungere una fattoria al confine con la Pennsylvania dove, in un campo sterminato, ognuno può raccogliersi le proprie zucche, e poi pagarle all’uscita in base al peso. Raccogliti le tue zucche: Leggi il resto »

Abbiamo i fantasmi in casa

Halloween, non c’è dubbio, è una tradizione radicata fortemente nella cultura americana (non come la versione annacquata e commerciale che sta prendendo piede in Italia), e tutti in un modo o in un altro vi prendono parte. Così all’università dove lavoro io, i professori attaccano fantasmini o cappelli da strega fuori dalla loro porta, nel paesello dove abitiamo spuntano scheletri dai prati di fronte alle case della gente, dietro le finestre oscuri mostri scrutano i passanti, sulle scalinate le zucche e gli spaventapasseri accolgono gli ospiti, e via dicendo. L’altra mattina, tornando a casa, la moglie ha trovato un sacchetto di carta sull’uscio, con un foglio attaccato sopra: you have been ghosted. Le poche righe spiegano, in breve, che un vicino rigorosamente anonimo ci ha “prescelto”, lasciando nel sacchetto dolcetti e giochini vari. Il nostro compito è di non interrompere la catena, attaccando un fantasmino alla nostra porta d’ingresso (per segnalare che siamo già stati ghosted) e fare a nostra volta lo stesso con un altro vicino: lasciare un pacchetto, suonare il campanello e scappare 🙂 Non è da amare solo solo per queste cose, l’America? Abbiamo i fantasmi in casa: Leggi il resto »