due chiacchiere

Archivio degli articoli in politica

Nessuno può cacciarlo via a pedate nel deretano

Ci risiamo, Trump torna all’attacco di Giorgia Meloni sul suo esclusivissimo social network, suggerendo stavolta che ci vorrebbe una misura cautelare di allontanamento (di chi? perché? in seguito a cosa?), insieme ad una foto che ritrae l’uomo arancione e Giorgia quasi come se lei volesse flirtare con lui. Parto dall’angolo sessista: come mai Trump attacca l’unica donna Presidente del consiglio, e si guarda bene dal riservare lo stesso trattamento nei confronti che so, di Macron, Pedro Sanchez o Merz, giusto per nominarne alcuni? Mi ricorda quando Biden baciò Giorgia sulla testa, cosa che certo non si sarebbe mai permesso di fare con nessuno degli altri leader del Vecchio Continente. La cosa più irritante, comunque, è che proprio questi leader stiano zitti e guardino dall’altra parte, invece che rispondere a tono a Trump. Ho cercato in rete, e non ho trovato granché su prese di posizione per difendere l’Europa comune. Europa comune solo quando conviene a loro. Leggi il resto di Nessuno può cacciarlo via a pedate nel deretano

Finalmente, Giorgia, finalmente

Non potevo non commentare gli screzi fra l’Arancione e Giorgia Meloni avvenuti negli scorsi giorni tramite social. Non bastava quello che è successo in Parlamento, quando quel raffinatissimo signore che è Francesco Silvestri, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha attaccato Giorgia sulla sua postura internazionale. “Lei non ha rialzato la schiena, lei ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”, ha detto riferendosi ai rapporti con Trump e Netanyahu. Ma non eravamo tutti contro il patriarcato, contro i femminicidi, e per il rispetto delle donne e bla bla bla? Peccato che poi i fatti non sempre corrispondano alle parole. Ora ci s’è messo pure Trump, che in un post sul suo social Truth, afferma non solo che Meloni lo abbia implorato ripetutamente di fare una foto insieme, ma anche che Giorgia sta facendo un pessimo lavoro in Italia. Senti chi parla! Leggi il resto di Finalmente, Giorgia, finalmente

Il salario minimo in California non ha funzionato

Visto che fra un paio di giorni in Italia si festeggiano i lavoratori (e le conquiste raggiunte nei decenni), vorrei commentare oggi un articolo pubblicato da uno dei campus dell’università per cui lavoro (beh, un minimo di sano orgoglio per il lavoro che fanno i ricercatori dell’Università della California ci sta pure, no?), in cui si fa il punto sugli effetti economici delle norme sul salario minimo introdotte in California circa due anni fa. Precisiamo che si tratta di un salario minimo di 20 dollari l’ora per i lavoratori della ristorazione veloce, non per tutti. Ma rappresenta un valido campione della popolazione in età lavorativa, quindi gli effetti potrebbero benissimo essere applicati ad altri settori. La misura è stata presentata come una svolta storica a favore dei lavoratori a basso reddito. Due anni dopo, si nota come gli effetti esistono, ma non sono tutti lineari o uniformemente positivi. Leggi il resto di Il salario minimo in California non ha funzionato

Rimpasto di governo

Lo so che pensavi che avrei glissato quatto quatto sugli avvenimenti politici italiani delle ultime settimane. Perché da buon fedele seguace di Giorgia, immagini che io voglia girarmi dall’altra parte per non vedere le peripezie che il nostro Presidente del Consiglio sta attraversando. Ed invece eccomi qui a parlare dell’esito del referendum sulla riforma della giustizia. Già sapevo che andava a finire così, perché in Italia quando si tratta di mettere mano alla Costituzione, tutti subito a strapparsi i capelli che la “Costituzione non si tocca”. Come se i padri fondatori che l’hanno scritta fossero onniscienti e potessero prevedere quello che sarebbe successo ottant’anni dopo aver scritto quel documento. Ora, non sto dicendo che ogni settimana dovremmo rivedere questo o quel passaggio della nostra Carta, ma forse l’Assemblea Costituente avrebbe fatto bene ad aggiungere un meccanismo decennale o persino ventennale di revisione ed aggiornamento. Una bicamerale obbligatoria in cui maggioranza ed opposizione lavorano insieme per il bene del Paese (utopia, dici?). Leggi il resto di Rimpasto di governo

Lascio parlare Marco Travaglio

Oramai il solo pensiero di parlare dell’Arancione mi fa venire l’orticaria. Tant’è che mi astengo dal guardare le notizie in TV o sul web, tanto sia FoxNews (l’equivalente della nostra Rete4 ai tempi d’oro di Emilio Fede) che la CNN, china a novanta gradi nei confronti del partito democratico, forniscono soltanto la propria versione dei fatti, con buona pace della teoria dell’agenda setting. Allora oggi ho deciso di condividere un recente intervento di Marco Travaglio (non certo un uomo di destra, ma cresciuto all’ombra del grande Indro Montanelli). Perché dice esattamente quello che penso da tempo, parola per parola. Si, anche la parte dove critica e prende in giro il governo Meloni. Emanuele, tu questo post puoi saltarlo, che sennò poi ti faccio arrabbiare. No, scherzi a parte, critiche alla Von Der Leyen a parte, è l’ipocrisia generale di tutti a farmi inc…re, come diceva Gioele Dix una volta. Leggi il resto di Lascio parlare Marco Travaglio

La foglia di fico è caduta

Non potevo ignorare i fatti del fine settimana che hanno visto protagonisti Americani ed Ebrei scontrarsi contro gli Iraniani ad un livello che non si vedeva da tanto tempo, e che temo possa aprire la porta a giustificazioni sempre più stravaganti per giustificare attacchi unilaterali da parte del Paese a stelle e strisce, senza alcuna approvazione preventiva da parte della Nato o di altri organi internazionali. Questi fatti mi hanno colpito emotivamente da vicino, perché lo sviluppatore che ha preso in mano le redini di Slimstat, abita e lavora in Iran, e con il tempo siamo diventati in qualche modo amici. Quindi sapere che quest’America che ho finito per odiare dal profondo del cuore negli ultimi paio d’anni, sta attaccando il suo Paese, mi fa stare davvero male. Ma voglio usare questo post anche per rispondere ad alcuni commenti lasciati da Emanuele in calce ad un mio recente post su Trump. Leggi il resto di La foglia di fico è caduta

Trump, il Venezuela e Palantir

Volevo scrivere questo post già l’anno scorso, quando l’opinione pubblica venne informata ad agosto di navi americane spedite verso il Venezuela. Perché sospettavo di intuire come sarebbe andata a finire, ed in effetti i fatti delle ultime settimane mi hanno dato pienamente ragione. La cosa più sconcertante, comunque, è stato il silenzio assordante da parte dei capi di stato occidentali, senza voler contare i piccoli mugugni di qualcuno. Mi sarei aspettato un atteggiamento più critico anche da parte della Meloni, se devo essere sincero. Ma se da un lato capisco questo senso di servilismo nei confronti dell’alleato a stelle e strisce (inimicarsi l’America potrebbe avere gravi conseguenze per l’economia, vedi dazi), dall’altro avrei gradito un po’ più di spina dorsale da un governo che si vanta di non piegarsi davanti a niente ed a nessuno. Leggi il resto di Trump, il Venezuela e Palantir

I capoccioni europei fanno solo piangere

Non potevo non cogliere l’occasione per usare subito il nuovo CamuMeloni, quando ho letto che qualche giorno fa Zelensky ha incontrato a Londra quelli che io oserei definire i big boys, i ragazzi che si sentono chissà chi, per dirla con parole nostre. Alla fine dell’incontro, come sempre, tanto fumo e poco arrosto. Ma senza voler entrare nel dettaglio dei contenuti, è stata una delle immagini in calce all’articolo (vedi qui sotto) che mi ha fatto riflettere. Non sembra generata con l’intelligenza artificiale (ma di questi tempi, chi può mai saperlo per certo?) e mostra un linguaggio del corpo che la dice tutta sull’inettitudine di questi personaggi così pieni di sé che mandano avanti un carrozzone senza capire quali siano le vere priorità della gente. A parte la domanda spontanea su come mai non siano stati invitati gli altri capi di governo (e poi accusano la Meloni di volere le donne un passo indietro agli uomini, vabbè), quello che mi chiedo è per quanto ancora andrà avanti questa farsa? A me viene solo da piangere. Leggi il resto di I capoccioni europei fanno solo piangere

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