Lo so che pensavi che avrei glissato quatto quatto sugli avvenimenti politici italiani delle ultime settimane. Perché da buon fedele seguace di Giorgia, immagini che io voglia girarmi dall’altra parte per non vedere le peripezie che il nostro Presidente del Consiglio sta attraversando. Ed invece eccomi qui a parlare dell’esito del referendum sulla riforma della giustizia. Già sapevo che andava a finire così, perché in Italia quando si tratta di mettere mano alla Costituzione, tutti subito a strapparsi i capelli che la “Costituzione non si tocca”. Come se i padri fondatori che l’hanno scritta fossero onniscienti e potessero prevedere quello che sarebbe successo ottant’anni dopo aver scritto quel documento. Ora, non sto dicendo che ogni settimana dovremmo rivedere questo o quel passaggio della nostra Carta, ma forse l’Assemblea Costituente avrebbe fatto bene ad aggiungere un meccanismo decennale o persino ventennale di revisione ed aggiornamento. Una bicamerale obbligatoria in cui maggioranza ed opposizione lavorano insieme per il bene del Paese (utopia, dici?). Leggi il resto di Rimpasto di governo
Archivio degli articoli in politica
Lascio parlare Marco Travaglio
Oramai il solo pensiero di parlare dell’Arancione mi fa venire l’orticaria. Tant’è che mi astengo dal guardare le notizie in TV o sul web, tanto sia FoxNews (l’equivalente della nostra Rete4 ai tempi d’oro di Emilio Fede) che la CNN, china a novanta gradi nei confronti del partito democratico, forniscono soltanto la propria versione dei fatti, con buona pace della teoria dell’agenda setting. Allora oggi ho deciso di condividere un recente intervento di Marco Travaglio (non certo un uomo di destra, ma cresciuto all’ombra del grande Indro Montanelli). Perché dice esattamente quello che penso da tempo, parola per parola. Si, anche la parte dove critica e prende in giro il governo Meloni. Emanuele, tu questo post puoi saltarlo, che sennò poi ti faccio arrabbiare. No, scherzi a parte, critiche alla Von Der Leyen a parte, è l’ipocrisia generale di tutti a farmi inc…re, come diceva Gioele Dix una volta. Leggi il resto di Lascio parlare Marco Travaglio
La foglia di fico è caduta
Non potevo ignorare i fatti del fine settimana che hanno visto protagonisti Americani ed Ebrei scontrarsi contro gli Iraniani ad un livello che non si vedeva da tanto tempo, e che temo possa aprire la porta a giustificazioni sempre più stravaganti per giustificare attacchi unilaterali da parte del Paese a stelle e strisce, senza alcuna approvazione preventiva da parte della Nato o di altri organi internazionali. Questi fatti mi hanno colpito emotivamente da vicino, perché lo sviluppatore che ha preso in mano le redini di Slimstat, abita e lavora in Iran, e con il tempo siamo diventati in qualche modo amici. Quindi sapere che quest’America che ho finito per odiare dal profondo del cuore negli ultimi paio d’anni, sta attaccando il suo Paese, mi fa stare davvero male. Ma voglio usare questo post anche per rispondere ad alcuni commenti lasciati da Emanuele in calce ad un mio recente post su Trump. Leggi il resto di La foglia di fico è caduta
Trump, il Venezuela e Palantir
Volevo scrivere questo post già l’anno scorso, quando l’opinione pubblica venne informata ad agosto di navi americane spedite verso il Venezuela. Perché sospettavo di intuire come sarebbe andata a finire, ed in effetti i fatti delle ultime settimane mi hanno dato pienamente ragione. La cosa più sconcertante, comunque, è stato il silenzio assordante da parte dei capi di stato occidentali, senza voler contare i piccoli mugugni di qualcuno. Mi sarei aspettato un atteggiamento più critico anche da parte della Meloni, se devo essere sincero. Ma se da un lato capisco questo senso di servilismo nei confronti dell’alleato a stelle e strisce (inimicarsi l’America potrebbe avere gravi conseguenze per l’economia, vedi dazi), dall’altro avrei gradito un po’ più di spina dorsale da un governo che si vanta di non piegarsi davanti a niente ed a nessuno. Leggi il resto di Trump, il Venezuela e Palantir
I capoccioni europei fanno solo piangere
Non potevo non cogliere l’occasione per usare subito il nuovo CamuMeloni, quando ho letto che qualche giorno fa Zelensky ha incontrato a Londra quelli che io oserei definire i big boys, i ragazzi che si sentono chissà chi, per dirla con parole nostre. Alla fine dell’incontro, come sempre, tanto fumo e poco arrosto. Ma senza voler entrare nel dettaglio dei contenuti, è stata una delle immagini in calce all’articolo (vedi qui sotto) che mi ha fatto riflettere. Non sembra generata con l’intelligenza artificiale (ma di questi tempi, chi può mai saperlo per certo?) e mostra un linguaggio del corpo che la dice tutta sull’inettitudine di questi personaggi così pieni di sé che mandano avanti un carrozzone senza capire quali siano le vere priorità della gente. A parte la domanda spontanea su come mai non siano stati invitati gli altri capi di governo (e poi accusano la Meloni di volere le donne un passo indietro agli uomini, vabbè), quello che mi chiedo è per quanto ancora andrà avanti questa farsa? A me viene solo da piangere. Leggi il resto di I capoccioni europei fanno solo piangere
L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia
Qualcuno dei miei lettori probabilmente si sarà stupito della mancanza di post politici in questi giorni in cui mi trovo in Italia. Confesso che in effetti la mia permanenza romana, e la vicinanza fisica al nostro Presidente del Consiglio, mi avevano ispirato a scrivere due righe in merito. Lo spunto, in realtà, mi è venuto da un articolo apparso un paio di settimane fa non sul giornale di partito della Meloni, ma nientepopodimeno che sul Financial Times (il link aggira il paywall, ma non dirlo a nessuno 🤫). In cui si dice proprio quello che ho scritto nel titolo del post qui sopra, ovvero che l’Europa dovrebbe prendere esempio dall’Italia. Leggi il resto di L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia
E poi ci chiediamo perché la gente non vota
Con tutto quello che ho passato in questi ultimi mesi, tra salute, casa, relazioni sentimentali e lutti in famiglia, ammetto di aver prestato poca attenzione agli accadimenti della madrepatria. Ma visto che fra poco camminerò ancora una volta sul suolo italico, sto cercando di recuperare terreno, dando un’occhiata ai giornali per vedere che aria tira nel Belpaese. Così mi capita di leggere quest’articolo, in cui la Boldrini difende Landini sull’aver chiamato la Meloni “cortigiana”. Lo so, una minchiata, direbbero in Sicilia. Ma non era proprio la Boldrini ad indignarsi, nove anni fa, quando Salvini la paragonava ad una bambola gonfiabile? Leggi il resto di E poi ci chiediamo perché la gente non vota
Sembra solo questione di tempo oramai
L’incapacità della politica di trovare soluzioni per il conflitto in Ucraina è di una tristezza disarmante. Da un lato c’è Trump che prima prende per il culo Zelensky, e poi dice che il poveretto ha bisogno di una mano contro la Russia, per agitare lo spauracchio del comunismo e del socialismo che avanzano, e fare affari d’oro per mettere le sue mani unte sulle terre rare ucraine prima che ci arrivino i russi. Dall’altro c’è sempre Trump che propone un piano di pace tra Israele e Palestina, al quale però secondo me non crede neanche lui, che pensa soltanto a costruire resort di lusso a Gaza. Nel mezzo si intravede l’Europa, con la sua incapacità di fare valere le proprie ragioni. Leggi il resto di Sembra solo questione di tempo oramai