due chiacchiere

Archivio degli articoli in politica

La foglia di fico è caduta

Non potevo ignorare i fatti del fine settimana che hanno visto protagonisti Americani ed Ebrei scontrarsi contro gli Iraniani ad un livello che non si vedeva da tanto tempo, e che temo possa aprire la porta a giustificazioni sempre più stravaganti per giustificare attacchi unilaterali da parte del Paese a stelle e strisce, senza alcuna approvazione preventiva da parte della Nato o di altri organi internazionali. Questi fatti mi hanno colpito emotivamente da vicino, perché lo sviluppatore che ha preso in mano le redini di Slimstat, abita e lavora in Iran, e con il tempo siamo diventati in qualche modo amici. Quindi sapere che quest’America che ho finito per odiare dal profondo del cuore negli ultimi paio d’anni, sta attaccando il suo Paese, mi fa stare davvero male. Ma voglio usare questo post anche per rispondere ad alcuni commenti lasciati da Emanuele in calce ad un mio recente post su Trump. Leggi il resto di La foglia di fico è caduta

Trump, il Venezuela e Palantir

Volevo scrivere questo post già l’anno scorso, quando l’opinione pubblica venne informata ad agosto di navi americane spedite verso il Venezuela. Perché sospettavo di intuire come sarebbe andata a finire, ed in effetti i fatti delle ultime settimane mi hanno dato pienamente ragione. La cosa più sconcertante, comunque, è stato il silenzio assordante da parte dei capi di stato occidentali, senza voler contare i piccoli mugugni di qualcuno. Mi sarei aspettato un atteggiamento più critico anche da parte della Meloni, se devo essere sincero. Ma se da un lato capisco questo senso di servilismo nei confronti dell’alleato a stelle e strisce (inimicarsi l’America potrebbe avere gravi conseguenze per l’economia, vedi dazi), dall’altro avrei gradito un po’ più di spina dorsale da un governo che si vanta di non piegarsi davanti a niente ed a nessuno. Leggi il resto di Trump, il Venezuela e Palantir

I capoccioni europei fanno solo piangere

Non potevo non cogliere l’occasione per usare subito il nuovo CamuMeloni, quando ho letto che qualche giorno fa Zelensky ha incontrato a Londra quelli che io oserei definire i big boys, i ragazzi che si sentono chissà chi, per dirla con parole nostre. Alla fine dell’incontro, come sempre, tanto fumo e poco arrosto. Ma senza voler entrare nel dettaglio dei contenuti, è stata una delle immagini in calce all’articolo (vedi qui sotto) che mi ha fatto riflettere. Non sembra generata con l’intelligenza artificiale (ma di questi tempi, chi può mai saperlo per certo?) e mostra un linguaggio del corpo che la dice tutta sull’inettitudine di questi personaggi così pieni di sé che mandano avanti un carrozzone senza capire quali siano le vere priorità della gente. A parte la domanda spontanea su come mai non siano stati invitati gli altri capi di governo (e poi accusano la Meloni di volere le donne un passo indietro agli uomini, vabbè), quello che mi chiedo è per quanto ancora andrà avanti questa farsa? A me viene solo da piangere. Leggi il resto di I capoccioni europei fanno solo piangere

L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia

Qualcuno dei miei lettori probabilmente si sarà stupito della mancanza di post politici in questi giorni in cui mi trovo in Italia. Confesso che in effetti la mia permanenza romana, e la vicinanza fisica al nostro Presidente del Consiglio, mi avevano ispirato a scrivere due righe in merito. Lo spunto, in realtà, mi è venuto da un articolo apparso un paio di settimane fa non sul giornale di partito della Meloni, ma nientepopodimeno che sul Financial Times (il link aggira il paywall, ma non dirlo a nessuno 🤫). In cui si dice proprio quello che ho scritto nel titolo del post qui sopra, ovvero che l’Europa dovrebbe prendere esempio dall’Italia. Leggi il resto di L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia

E poi ci chiediamo perché la gente non vota

Con tutto quello che ho passato in questi ultimi mesi, tra salute, casa, relazioni sentimentali e lutti in famiglia, ammetto di aver prestato poca attenzione agli accadimenti della madrepatria. Ma visto che fra poco camminerò ancora una volta sul suolo italico, sto cercando di recuperare terreno, dando un’occhiata ai giornali per vedere che aria tira nel Belpaese. Così mi capita di leggere quest’articolo, in cui la Boldrini difende Landini sull’aver chiamato la Meloni “cortigiana”. Lo so, una minchiata, direbbero in Sicilia. Ma non era proprio la Boldrini ad indignarsi, nove anni fa, quando Salvini la paragonava ad una bambola gonfiabile? Leggi il resto di E poi ci chiediamo perché la gente non vota

Sembra solo questione di tempo oramai

L’incapacità della politica di trovare soluzioni per il conflitto in Ucraina è di una tristezza disarmante. Da un lato c’è Trump che prima prende per il culo Zelensky, e poi dice che il poveretto ha bisogno di una mano contro la Russia, per agitare lo spauracchio del comunismo e del socialismo che avanzano, e fare affari d’oro per mettere le sue mani unte sulle terre rare ucraine prima che ci arrivino i russi. Dall’altro c’è sempre Trump che propone un piano di pace tra Israele e Palestina, al quale però secondo me non crede neanche lui, che pensa soltanto a costruire resort di lusso a Gaza. Nel mezzo si intravede l’Europa, con la sua incapacità di fare valere le proprie ragioni. Leggi il resto di Sembra solo questione di tempo oramai

Davide è diventato Golia

L’accordo in medioriente campeggia a caratteri cubitali su tutte le prime pagine. Ma vogliamo parlare delle peripezie della Flottila? Un manipolo di navi che hanno sfidato i grandi capoccioni del mondo per far un gesto dimostrativo e portare l’attenzione della gente sul genocidio che si sta verificando a Gaza. In Italia avete persino fatto uno sciopero generale, che specialmente se piazzato di venerdì, non guasta mai. Ora, premesso che io sono assolutamente a favore di queste manifestazioni, e premesso anche che in questo frangente non sono d’accordo con la posizione leccaculista della Meloni nei confronti del Paese a stelle e striscie, ma mi chiedo: cui prodest? Dopo settimane di martellamento mediatico, ora i riflettori si sono spenti sulla Flottila, ed è già diventata notizia di ieri. Si, c’è un accordo sul tavolo, ma siamo sinceri: gli americani non smetteranno mai di supportare Israele, la loro posizione nel Medioriente è troppo strategica per lasciarsela sfuggire di mano. Leggi il resto di Davide è diventato Golia

Non c’è nessun grande piano

Leggo spesso di persone che articolano possibili complotti per spiegare in maniera logica e razionale quello che succede intorno a noi. Forse per la necessità di dare, come cantava una volta qualcuno, un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha. Sono convinto che, in realtà, dietro a ciò che accade nel mondo non c’è alcuna strategia segreta, nessun “piano” ben congegnato. Si, forse il Progetto 2025 di cui avevo parlato c’entra, ma gli avvenimenti messi in moto da certe azioni scellerate del presidente Arancione, sono ben più grandi di quello che CIA e Casa Bianca possono aver immaginato. Leggi il resto di Non c’è nessun grande piano

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