Sin dai tempi del liceo, devo ammetterlo, non sono mai stato un assiduo consumatore di spinelli e roba simile. Qualche canna ci potrà anche essere scappata, più per vedere l’effetto che fa, come cantava una volta Jannacci, ma nulla di serio. Il fumo non mi ha mai attratto più di tanto, e poi visti i costi delle sigarette, almeno qui in America, non proverei gusto a mandare letteralmente in fumo 15 dollari a pacchetto. Ma questo non vuol dire che io abbia il diritto di giudicare le scelte altrui in quest’ambito. Perché quando ci si infila nel tunnel delle critiche a questo o a quel vizio, non se ne esce mai vincitori. Ed è per questo che sono rimasto sorpreso dalla scelta del governo Meloni di inasprire le pene per la produzione e vendita della cosiddetta cannabis light, ovvero la canapa a basso contenuto di THC, l’ingrediente che fa “sballare” chi lo consuma. Leggi il resto di Il decreto sicurezza e la cannabis light
Archivio degli articoli in politica, pagina 2
Il riarmo mi fa venire il voltastomaco
L’altro giorno ero in macchina, andando in giro a sbrigare delle faccende, ed Alessandro Milan e Leonardo Manera mi tenevano compagnia con una puntata della loro trasmissione Uno, Nessuno, 100Milan. Messi da parte i toni evidentemente filo-americani del conduttore (sottolineati dalla selezione musicale spesso a stelle e strisce), a me piacciono i monologhi che il buon Manera prepara di tanto in tanto. Monologhi che portano gli ascoltatori a riflettere, a volte con un sorriso amaro, sui fatti a cui assistiamo in questi mesi. Quello che ho deciso di conservare oggi sul blog è stato particolarmente bello e profondo, e rispecchia esattamente quello che penso sulla questione del riarmo. Perché se da un lato si dice “si vis pacem, para bellum” per giustificare le ingenti spese occidentali in materia, poi non si può andare a bombardare l’Iran perché starebbe lavorando ad una presunta (ma mai verificata) bomba atomica da decenni. Ipocrisia a quintali. Leggi il resto di Il riarmo mi fa venire il voltastomaco
Il patto economico regionale asiatico
Mentre il mondo guarda TikTok, l’Asia riscrive le regole del commercio globale. Questo poteva essere il titolo del post che avevo in mente di scrivere da qualche settimana, ma per brevità ho deciso di usare quello che hai letto qui sopra. Tutti parlano di navi da guerra, intelligenza artificiale, bombe gettate a destra e manca come fossero caramelle, e soprattutto dazi. E mentre Trump getta il panico “daziando” l’occidente, dall’altra parte del mondo, senza che i nostri giornali dicessero molto a riguardo, nel 2022 è avvenuto il più grande riallineamento commerciale della storia moderna. Con buona pace di Trump, che è sempre convinto che qualsiasi cosa esca dalla sua mente sia più grande e più fantastica (big beautiful bill, sul serio?), e che tutto il resto, come cantava qualcuno una volta, sia noia. Leggi il resto di Il patto economico regionale asiatico
Tagli alle università americane
Una volta mi appassionavo a guardare telefilm distopici, giusto per divertirmi ad immaginare un futuro in cui nessuno di noi vorrebbe mai vivere. Beh, ora non c’è più gusto, visto che la realtà ha letteralmente superato la fantasia, sia nel Paese a stelle e strisce che in giro per il mondo. Mentre i potenti del mondo si sfidano per vedere chi ce l’ha più grosso (il missile), in pochi si stanno accorgendo di un lavoro più sotterraneo portato avanti dall’amministrazione Trump per sbriciolare quel poco di istruzione che ancora resiste in questa nazione. Io me ne sto accorgendo in prima persona, lavorando per un’università californiana: già a partire da luglio, quando si aprirà il nuovo anno accademico (anche dal punto di vista fiscale), dovremo stringere la cinghia, e rinunciare agli aumenti contrattuali previsti, perché Trump ha tagliato un sacco di fondi alla ricerca, che a quanto pare rappresentano una bella fetta degli introiti universitari, secondi solo alle rette pagate dagli studenti. Leggi il resto di Tagli alle università americane
Prove tecniche di guerra mondiale
Ho deciso di rompere il protocollo di pubblicazione a giorni alterni per dire la mia sui fatti delle ultime ore. Lo confesso, sono troppo amareggiato per come l’Arancione ci sta cacciando nei guai con il Medioriente. Lui che, tra le tante bugie, aveva detto di essere l’uomo della pace e che non avrebbe mai scatenato nuove guerre, non ci ha pensato due volte a premere il pulsante per bombardare uno Stato sovrano. Sulla base di cosa, poi? Delle tanto sbandierate armi atomiche che l’Iran sarebbe ad un passo dall’avere? (si, come l’antrace di Saddam). La cosa che mi sconforta di più di tutte? Che ancora sono passati solo sei mesi dall’insediamento, e di questo passo, altri tre anni e mezzo di Trump saranno davvero pesanti. Leggi il resto di Prove tecniche di guerra mondiale
Perché Trump è un cretino, o forse no?
Se pensavamo che la pandemia fosse stato il flagello peggiore che l’umanità si sia trovata ad affrontare in questo secolo, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, ci siamo tutti un po’ dovuti ricredere. In rete leggo i suoi sostenitori giustificare anche le più assurde mosse degli ultimi giorni: persone che vedono in quell’uomo più un messia da idolatrare a livelli patologici, che un politico sceso in campo per portare un vero cambiamento. L’altro giorno, come tutte le mattine mentre faccio colazione, ascoltavo il podcast di Uno, nessuno, 100Milan, ed hanno chiamato come ospite Stefano Feltri (no, non un parente del Vittorio che tutti conosciamo), giornalista ed economista che qualcosina di come funziona la finanza internazionale penso ci capisca. Ho voluto conservare sul blog un passaggio del suo intervento. Leggi il resto di Perché Trump è un cretino, o forse no?
Le tre i di Trump
Qualcuno forse ricorda i tempi d’oro di Silvio, quando lo vedevamo spesso da Bruno Vespa a perorare la sua causa sulla gestione della cosa pubblica. Ognuno ha la propria opinione su un uomo che, lo si voglia o no, ha influenzato il corso della storia italiana. Quindi non starò qui a dibattere i suoi pregi ed i suoi difetti, anche se penso che se fosse ancora vivo, lui una telefonatina al suo amico Putin l’avrebbe fatta di sicuro, per farlo ragionare un po’. Comunque sia, non è di questo che volevo parlarti oggi. Ho citato Berlusconi perché l’altro giorno pensavo a quando propose la patente della quattro i, un modo semplice per riassumere quali fossero le priorità dell’Italia. Ecco, sono convinto che anche Trump, ed il Progetto 2025 di cui avevo parlato circa un anno fa, abbiano come obiettivo tre i: istituzioni, istruzione, importazioni. Ma non per costruire un Paese migliore come voleva far Silvio, quanto piuttosto per distruggerlo. Leggi il resto di Le tre i di Trump
Guardare la luna, non il dito
La politica oramai è tristemente ridotta ad una gara di slogan e battute, ed ha perso da tempo l’occasione per affrontare le vere sfide. Forse, se il dibattito si fosse concentrato sui modi concreti per realizzare un’Europa più giusta e solidale, l’esito sarebbe stato diverso. Invece di cavalcare la polemica per ottenere un applauso momentaneo, sarebbe più utile puntare a una riflessione profonda sulle scelte da compiere. In questi giorni è stato tirato fuori il Manifesto di Ventotene, di cui, a onor del vero, non conoscevo l’esistenza. Redatto durante la Seconda Guerra Mondiale, questo documento sognava un’Europa unita, federale e democratica. Un continente capace di liberarsi dalle divisioni nazionali e orientato a garantire giustizia sociale ed economica. Un’Unione Europea che tutelasse le classi meno abbienti, contrastasse i monopoli e limitasse il potere finanziario incontrollato. Leggi il resto di Guardare la luna, non il dito