due chiacchiere

Archivio degli articoli in politica, pagina 5

L’Europa di Mario Draghi

Dunque pare che Mario Draghi voglia tornare in Europa. Dopo essere stato governatore della Banca Centrale Europea e Presidente del Consiglio, non sembra voler ancora tirare i remi in barca, anzi stando a sua moglie, non vede l’ora di rimettersi al lavoro. Qualche giorno fa è stato invitato a parlare alla Conferenza High-level sul pilastro europeo dei Diritti Sociali, ed ha presentato un bellissimo rapporto che, a parere di molti, rappresenta il suo manifesto semi-ufficiale per la candidatura a sostituire la Von der Leyen alla presidenza dell’Europa quest’autunno.

A me quest’uomo è sempre piaciuto, anche prima del celeberrimo Whatever it takes, in cui mostrò i muscoli per salvare la solidità finanziaria del Vecchio Continente. Super Mario mi fa sentire orgoglioso di essere italiano, a dirla tutta. Ed il suo recente discorso mi trova pienamente d’accordo: da euroscettico, ho sempre criticato non tanto l’idea di Europa, ma piuttosto il modo in cui quest’idea è stata implementata. E finché lo dice un povero rimbambito come me, passi. Ma se a criticare l’impalcatura europea è Draghi, che certo ne capisce un filino più del sottoscritto, allora vuol dire che così rimbambito poi non sono. Eccoti dunque il video dell’intervento (in inglese) per intero, accompagnato dalla traduzione in italiano. Leggi il resto di L’Europa di Mario Draghi

Project 2025: l’America distopica prende forma

Tra le tante cose che l’agenda setting di stampo americano sembra volerci tenere nascoste, ce n’è una che, a mio parere, è particolarmente inquietante. Si chiama Project 2025, ed è un vademecum di migliaia di pagine da mettere in atto in caso di una vittoria di Trump. Non un semplice elenco di ideali dichiarati, ma un dettagliato manuale strategico che indica esattamente come distruggere il governo federale così come lo conosciamo, per ricostruirlo da zero. Un classico esempio di indignazione telecomandata: per molto meno i media internazionali hanno bollato Giorgia Meloni come la fascista nostalgica che avrebbe riportato l’Italia ai tempi del Duce, quando invece si lasciava agire Netanyahu indisturbato mentre smantellava il sistema giudiziario israeliano, e mentre ci si volta dall’altra parte quando i repubblicani a stelle e strisce pubblicano questi documenti. Leggi il resto di Project 2025: l’America distopica prende forma

Il bacio paternalistico di Biden

Non so quanto questa notizia sia stata diffusa in Italia, ma qui in America il bacio paternalistico di Joe al nostro Presidente del Consiglio ha fatto il giro del web, commentato come l’ennesima gaffe pubblica dell’Addormentato nei confronti degli alleati. Alcuni sostengono che non ci sia nulla di malizioso in questo gesto apparentemente così tenero e pieno di benevolenza, ma non riesco a condividere questa visione edulcorata dei fatti. Una domanda mi è subito venuta in mente appena ho visto la foto: e se l’avesse fatto Trump? O Putin? Apriti cielo! Con il primo sarebbe subito stato bollato come un atto folle di un pervertito che corre dietro alle ragazzine per molestarle, e nel secondo come l’atto di un dittatore che si crede chissà chi. Però siccome lo fa il nonno d’America, allora non bisogna alzare un polverone per una faccenda così insignificante. E poi mi dicono che l’agenda setting non esiste. Per me la questione è molto più grave invece, perché mostra ancora una volta quest’atteggiamento di arroganza degli uomini, che pensano di poter fare quello che vogliono nei confronti della loro controparte femminile, e passarla liscia ogni volta. Leggi il resto di Il bacio paternalistico di Biden

Ma cosa è successo a Pisa?

Da giorni leggo notizie, commenti, critiche e polemiche su un fatto increscioso avvenuto a Pisa. La cosa ha attratto la mia attenzione in modo particolare dato che, in quella ridente cittadina toscana, io ho vissuto per circa 15 anni, come studente universitario prima, e con i miei primi lavori nell’informatica poi. Lì è dove sono diventato adulto (sebbene alla soglia dei cinquant’anni non mi senta proprio degno di quell’appellativo, ma questa è un’altra storia) ed ho conosciuto molti dei miei amici, lì è dove ho incontrato Sunshine e dove mi sono sposato. Ecco perché mi si drizzano le antenne ogni volta che questo luogo a cui sono particolarmente affezionato spunta sui giornali. E se già pensavi “ecco, camu dice dice, ma poi quando si tratta di parlare di qualcosa che possa rappresentare una critica al suo governo tanto amato, fa finta di nulla”, non hai capito di che pasta sono fatto. Se qualcuno ha sbagliato, non m’importa che sia di destra o di sinistra, dovrà pagarla. Voglio sperare che il governo non preferirà insabbiare la cosa e proteggere anche le mele marce, perché finirebbe solo per danneggiare la polizia stessa. Leggi il resto di Ma cosa è successo a Pisa?

I carrarmati del lavoro in rivolta contro l’Europa

Che io sia euroscettico da tempi non sospetti non è una novità. In questi giorni vedo di non essere l’unico a pensarla in questo modo. L’agricoltura in tutta Europa sta vivendo un momento di profonda disapprovazione nei confronti delle politiche ambientali promosse dall’Unione. I lavoratori di Francia, Germania, Polonia, Romania, Belgio, Spagna, Grecia e Italia si sono schierati contro queste misure, mostrando una frustrazione diffusa e unanime. Le tensioni non riguardano solo singoli provvedimenti, come quelli sui pesticidi, ma coinvolgono anche questioni strategiche più ampie. Il recente schieramento dei trattori tedeschi sotto l’Arco di Brandeburgo ha sollevato interrogativi sulla serietà delle azioni intraprese dai politici del Vecchio Continente. Persino mezzi di informazione tradizionalmente europeisti hanno criticato queste politiche, definendole dissennate. Molti ritengono che queste misure non siano semplici iniziative ambientali, ma strumenti per minare l’agricoltura tradizionale e consegnare il settore ai grandi gruppi. Leggi il resto di I carrarmati del lavoro in rivolta contro l’Europa

Arancione o Addormentato, non importa

La scorsa settimana si è svolta in Iowa (ma ‘ndo cavolo si trova sto Iowa, qualcuno lo sa, senza chiedere a Gugulù?) la prima tornata di elezioni primarie degli Stati Uniti, che si concluderà, se non erro, a Giugno, incoronando i due candidati alla presidenza del Paese dell’aquila calva. Si votava soltanto per il partito repubblicano, ed ovviamente Trump è stato proclamato il vincitore assoluto. Leggendo i vari editoriali sull’argomento, ho notato quasi un senso di stupore tra gli autori, come se in un certo senso nessuno si aspettasse che questo sarebbe stato il risultato di questo esercizio di facciata. C’è chi dà la colpa al meteo, particolarmente rigido, che avrebbe scoraggiato molti elettori a presentarsi alla riunione (già, il voto tramite caucus è un retaggio dell’America del Far West, ma questa è una storia che merita un post a parte), c’è chi critica le scelte degli avversari di Trump di concentrarsi su questioni che non suscitano l’interesse degli elettori. La verità, secondo me, è che il copione è stato già scritto dai capi del partito, e noi elettori non siamo altro che pedine nelle loro mani. Però poi vengono a scassarmi i cabbasisi perché le elezioni in Russia sono pilotate. Leggi il resto di Arancione o Addormentato, non importa

Anche Mario Draghi è critico sull’Europa

Il mio euroscetticismo non è mai stato un segreto, già da tempi non sospetti, con buona pace di alcuni miei lettori che storcono il naso quando mi esprimo in tal senso. Per carità, lo so benissimo che l’unione fa la forza, come ci ricorda un vecchio adagio. Il problema è che quest’unione è appiccicata con la colla vinilica, e tiene insieme realtà strutturalmente e culturalmente profondamente diverse tra loro, che fanno e faranno sempre fatica a trovare un equilibrio comune in grado di migliorare le condizioni di vita di tutti. La mia critica spazia dalla gestione frammentata dell’immigrazione clandestina, in cui il Belpaese finisce sempre per prenderla in quel posto, alla politica economica tutt’altro che uniforme, in cui i vari Stati membri anzi continuano a farsi concorrenza sottobanco. Bisogna lavorare ancora molto per costruire un’Europa unita come la volevano i nostri padri, e forse non ci si arriverà mai. Leggi il resto di Anche Mario Draghi è critico sull’Europa

Le sembra che io stia un passo indietro?

Vabbè no scusate, sarò puerile con questo mini intervento di oggi, ma come si può non amare questa donna? I suoi modi schietti (e vabbè, ha dato del tu ad un deputato, e che sarà mai…), le sue risposte genuine e non affettate e farcite di politichese, la sua gestualità così spontanea… E vogliamo parlare di come ha messo a tacere quell’altra deputata che davvero si stava arrampicando sugli specchi con la sua critica del tutto campata in aria? La Meloni non solo non vuole che le donne non facciano un passo indietro, ma dall’elenco dei ministri su cui si è imposta nei confronti degli altri partiti della coalizione, ha già dal primo giorno mostrato di avere il coraggio di dire no ai masculi che la affiancano. Quindi, almeno oggi, non venite a rompermi i cabbasisi, perché più che mai mi sento orgoglioso di essere italiano 😍.

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