due chiacchiere

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Il dominio senza biscotti non conviene

Una delle cose che avevo implementato sul mio blog dopo essere passato a SupportHost era l’attivazione di un dominio separato cookieless da cui servire immagini, video, fogli di stile ed altri componenti statici della pagina. Devo ammettere che sebbene WordPress non abbia battuto ciglio e si sia lasciato configurare nel giro di un paio di minuti (aggiungendo un’apposita riga al wp-config.php), ho notato che il browser storceva un po’ il naso per via delle implicazioni sulla sicurezza relative all’uso di due domini diversi. Quelli che queste cose le hanno studiate, le chiamano CORS, ovvero cross-origin resource sharing: in pratica bisogna far sapere al browser che è autorizzato a caricare un file da un dominio, ed usarlo poi in una risorsa presente su un altro dominio. Cercando una soluzione a questo problema, sono inciampato in un articolo in cui si analizzano le implicazioni sulla performance di quest’approccio. Il dominio senza biscotti non conviene: Leggi il resto »

Pancake giapponesi alla nutella

E dopo l’amaro delle criptovalute, oggi ci rifacciamo con qualcosa di dolce. Ho sempre avuto una passione per il Giappone e tutto quello che questa nazione produce, sin dai tempi in cui mio zio mi portò dal suo viaggio in oriente un piccolo Gundam che nascondeva nella pancia un videogioco LCD in cui il robot doveva proteggere la terra dagli alieni invasori. Sunshine ed io siamo stati nella terra del Sol Levante per il nostro viaggio di nozze, ed ancora oggi ricordo con piacere tutte le esperienze culinarie che abbiamo fatto durante le nostre tre settimane di permanenza. Così oggi vorrei condividere una ricetta che abbiamo sperimentato qualche giorno fa, una variante dei classici pancake americani inzuppati di sciroppo d’acero che qui trovi praticamente ovunque. La ricetta originale richiede di farcire questo tramezzino dolce con confettura di fagioli rossi giapponesi, che si prepara in un giorno e mezzo. Se non hai voglia di aspettare, una confettura di fragole è un decente compromesso. Pancake giapponesi alla nutella: Leggi il resto »

Queste criptovalute non fanno per me

Correva l’anno 2015 quando scrivevo delle mie avventure con le criptovalute per la prima volta. Giusto per curiosità, avevo comprato un Bitcoin alla strabiliante cifra di 200 dollari, e dopo averlo tenuto per più di due anni, decisi di venderlo a poco più di 800 dollari, pensando di aver fatto un affare d’oro all’epoca. Peccato che poi nel 2021 la moneta virtuale sia schizzata fino a valere 60.000 dollari: ancora oggi mi flagello come il buon Tafazzi ogni volta che penso a quello che avrei potuto fare con quei proventi 😖 Ma vabbè, quello che è fatto è fatto, inutile piangere sul proverbiale latte versato. Giusto per tentare la sorte un’altra volta, quando le criptovalute iniziarono a scendere a metà di quell’anno, decisi di mettere qualche spicciolo in una nuova azienda nata dalla mente dei fratelli Winklevoss, gli stessi che si erano lasciati turlupinare qualche anno prima da Mark Zuckerberg sulla questione di Facebook. In effetti, i proventi sbandierati da questa compagnia erano forse troppo belli per essere veri, ma la mia speranza era che questo settore si sviluppasse anche in concomitanza con gli effetti della pandemia sull’economia globale. Queste criptovalute non fanno per me: Leggi il resto »

Poche speranze di incontrare un alieno

C’è un canale YouTube che ogni tanto guardo in tv quando voglio soddisfare le mia curiosità astronomiche. In una recente puntata, la voce fuori campo si pone la fatidica domanda “che probabilità abbiamo di metterci in contatto con una civiltà aliena?”, ed introduce lo spettatore alla equazione di Drake, una formula studiata proprio per dare una risposta a questo mistero che ci attanaglia da sempre. A quanto pare, secondo il professore che l’ha inventata, le possibilità di fare una scampagnata con i nostri vicini di stella sono davvero poche. Sin da piccolo non ho mai dubitato del fatto che forme di vita diverse dalla nostra esistessero nella sconfinata dimensione dell’universo. Eppure ora ti confesso che comincio a riconsiderare la mia posizione, per vari motivi. Ad esempio, non siamo proprio diversi dai bifolchi medievali convinti che la Terra e l’uomo fossero al centro dell’universo, se crediamo che le forme di vita esistenti debbano essere simili alla nostra: l’uomo ha definito il significato di vita intelligente in base a quello che vede intorno a se, ma chi ha detto che la biologia o persino la meccanica debba essere la stessa lì fuori? Già sulla nostra palla volante abbiamo esempi di biodiversità, figuriamoci quando hai miliardi di galassie. La vera domanda, quindi, è cosa intendiamo noi per esseri viventi, quando andiamo alla ricerca di civiltà aliene? Poche speranze di incontrare un alieno: Leggi il resto »

Gli scioglilingua americani

E così anche novembre se n’è andato. Mentre cominciamo lentamente a prepararci per le festività natalizie, ho pensato di chiudere questa settimana proponendoti alcuni scioglilingua inglesi a tema. Un modo come un altro per allenare l’inglese, e passare un po’ di tempo divertendosi. Vediamo se riesci a ripeterli cinque volte a voce alta senza inciampare (dirli a mente non vale).

  • If two witches were watching two watches which witch would watch which watch?
  • Santa stacked six singing snowmen in his sleigh.
  • Harry hung holly on the hearth for the holidays.
  • How many deer would a reindeer reign if a reindeer could reign deer?
  • Reindeers ride round and round around a round-a-bout repeatedly ready for a reactive lift off.

E tu, ne conosci qualcuno in italiano che ti ha sempre dato del filo da torcere?

Affilare i coltelli con la pietra ad acqua

Quando mi cimento tra i fornelli, mi piace sentirmi per qualche minuto come quei grandi chef che in televisione spiegano come preparare manicaretti prelibati al loro pubblico. Non che le mie doti culinarie siano a quei livelli, ci mancherebbe, ma almeno nel tempo ho imparato ad usare strumenti di qualità. Ad esempio, tutte le padelle che abbiamo sono oramai di marca buona e d’acciaio inossidabile, e solo un paio sono antiaderenti al teflon per fare le frittate e due uova strapazzate la mattina. Anche con i coltelli ho cominciato ad apprezzare la soddisfazione di avere una lama sempre affilata, per tritare quelle cipolle per il soffritto con un gesto leggero e preciso (e senza lasciarci un dito). Peccato che con l’uso, tutti i coltelli, anche quelli giapponesi che costano fantastilioni di dollari, perdono un po’ il filo, e quindi bisogna ripristinare la loro funzione in qualche modo. Per anni ho usato un affilacoltelli di metallo comprato su Amazon per una quindicina di dollari, che faceva il suo mestiere senza infamia e senza gloria. Poi un giorno, ho guardato un video in cui uno chef spiegava come usare la pietra ad acqua, e la mia vita è cambiata per sempre. Affilare i coltelli con la pietra ad acqua: Leggi il resto »

Predicare bene e razzolare… bene

In questi ultimi mesi mi sono proprio divertito ad aggeggiare sotto il cofano del blog: dall’introduzione di SASS per gestire i fogli di stile in maniera modulare all’importazione dei font di Google all’interno del tema, dal sistema di caching casalingo delle pagine agli script che tengono un occhio sulle cartelle, non mi sono proprio fatto mancare nulla. Ora che queste novità hanno passato la fase di rodaggio e stanno funzionando a pieno regime, ero curioso di sapere se avessero contribuito nell’insieme a migliorare l’impronta ecologica di questa casetta virtuale. Lo scorso marzo avevo trovato un sito che calcola questo valore, secondo cui il mio blog era più ecologico del 94% dei siti vagliati dal loro servizio. Ebbene, dopo aver ripetuto quel test, pare che adesso questo sitarello scalcagnato si aggiudichi un rispettabile 97%, consumando in un anno l’equivalente energetico che consentirebbe ad un’auto elettrica di percorrere 58 chilometri. Predicare bene e razzolare… bene: Leggi il resto »

E se le aziende bruciassero i rifiuti?

Visto il post in cui condividevo l’incredibile storia della nascita dell’automobile alla fine dell’Ottocento, vorrei continuare sulla stessa falsariga ecologica. In questi mesi in cui la benzina ed il gas sono stati alle stelle, alcuni rispolverano una delle spine nel fianco del Belpaese: la carenza di termovalorizzatori, specialmente al sud. Stando a quanto riporta il Sole 24 Ore, l’Italia ha attualmente 37 impianti, per la maggior parte al nord, che smaltiscono circa 2.8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani all’anno, e producono complessivamente abbastanza energia per soddisfare il fabbisogno medio di circa un milione di famiglie. Dato che lo Stato arranca, non sarebbe bello se le aziende si organizzassero in consorzi per gestire i propri inceneritori e tenere lontano dalle discariche tutti gli scarti che producono ogni giorno? Oggi voglio parlarti di come Amazon, la Subaru ed una compagnia aerea americana bruciano i loro rifiuti commerciali per produrre energia. Chissà che qualche industria del Belpaese non decida di seguire questo esempio. E se le aziende bruciassero i rifiuti?: Leggi il resto »

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