due chiacchiere

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Il plurale di polpo in inglese

Oggi voglio proporti un post leggero, da gustare in questi giorni che passiamo aggrappati al ricordo del profumo di mare, sole ed allegria. Nel video qui di seguito, una delle redattrici del dizionario americano per antonomasia, il Merriam Webster, ci racconta la storia della parola octopus, polpo, e dei suoi vari plurali. Storia che ci ricorda la regola generale applicata alle parole straniere che entrano a far parte di una lingua. In italiano, ad esempio, le parole inglesi oramai fanno la parte del leone: killare, spoilerare, raidare, laggare, ecc, sono solo alcuni esempi di quello che sento dire a volte nei podcast tecnici italiani che ascolto, con buona pace delle mie budella che si contorcono ad ogni parola. Uso improprio a parte, killare dimostra proprio come la parola in questione venga assorbita all’interno della grammatica italiana e ne comincia a seguire le regole. Altro esempio? I plurali: se proprio devi dire che hai aggiunto delle feature alla tua applicazione, almeno abbi la decenza di non aggiungere la s finale, come si farebbe in inglese. Ascoltiamo dunque Corey e la sua lezione sui polpi. Il plurale di polpo in inglese: Leggi il resto »

Le auto più vendute alla fine dell’Ottocento

Con i prezzi della benzina sempre abbastanza salati, è normale chiedersi come mai il mondo non segua il modello norvegese, fortemente basato sull’uso di energie rinnovabili, e come mai ancora oggi l’umanità non riesca a liberarsi dagli idrocarburi come fonte di energia per i propri veicoli. Lo sapevi ad esempio che già più di centoventi anni fa in America l’auto più venduta era… elettrica? Io stentavo a crederci, quando ne hanno parlato in un episodio del mio podcast preferito, Freakonomics Radio. Così ho fatto un po’ di ricerca in materia, e sono inciampato in un lungo ma piacevole articolo del Guardian che ripercorreva le avventure della Electrobat, un’automobile ideata da Pedro Salom e Henry Morris, due scienziati appassionati della neonata elettricità in quel di Filadelfia (non il formaggio spalmabile). Eccoti qui di seguito la prima puntata di quest’intrigante storia. Le auto più vendute alla fine dell’Ottocento: Leggi il resto »

Un modulo dei commenti più… vicino

Da qualche giorno ho attivato una funzioncina che, quando pigi il tasto per rispondere ad un altro commento, ti mostra l’apposito modulo lì sul posto, invece che ricaricare la pagina (spreco di risorse!) e mandarti al modulo in fondo alla lista dei commenti. Era una cosa che volevo aggiustare da un po’, perché mi ero reso conto che la funzione originale inserita in WordPress non era proprio user-friendly, come direbbero gli americani. Lo so, potrei anche implementare la corrispondente interazione AJAX, così da non far ricaricare la pagina del tutto, ma questo vorrebbe dire gestire tutti gli errori (spam, filtri, ecc), ed al momento sono troppo pigro per fare tutto quel lavoro, quindi accontentati di quello che passa il convento 🙂 Non esitare a farmi sapere se noti dei problemi! Un modulo dei commenti più… vicino: Leggi il resto »

Non parlerò di politica

La scorsa settimana ho infranto una delle poche regole di questo blog, come raramente era accaduto in sedici anni di onorato servizio: quella di non parlare di politica su queste pagine. Perché tanto si finisce per farsi il sangue amaro a prescindere dal partito o dall’ideologia che ci sta a cuore. E specialmente negli ultimi decenni, in cui la polarizzazione delle opinioni spinge la gente a scontrarsi in maniera più aggressiva, mentre lontani sono i tempi di Don Camillo e Peppone dove alla fine tutti si sedevano comunque intorno ad un tavolino a ridere e volersi bene. Oggi l’astio e la rabbia inacidita la fanno da padrone, complici i social che amplificano idee estreme, e che diffondono notizie poco affidabili che però colgono l’attenzione delle masse e rendono tutto più difficile da comprendere per la persona qualunque. Una guerra civile (quasi) invisibile, fomentata da chissà chi, combattuta non a colpi di fucile, ma a colpi sulle tastierine dei nostri cellulari. Una lenta ed inesorabile disintegrazione sociale amplificata da quel senso amaro di ineluttabilità che aleggia nell’aria. Non parlerò di politica: Leggi il resto »

Pasta con funghi, carciofi e spinaci

Gli americani le chiamano Wonderpot, ovvero ricette a base di pasta che sporcano una sola pentola. Già li vedo al di là dello schermo, i miei piccoli lettori pronti ad inveire contro di me per il sacrilegio di aver una sola pentola e pasta nella stessa frase. Sarà che dopo quindici anni sul suolo a stelle e strisce i miei gusti si sono per forza di cose adattati alla cucina locale, però a me il risultato finale è sembrato per lo meno accettabile, seppur partendo come tanti da un punto di vista scettico. I puristi in genere storcono il naso al pensiero che l’eccesso di amido renda la ricetta un ammasso colloso di ingredienti che meritano solo di finire dritti nel cesto della spazzatura, ma la composizione che ti propongo oggi sembra trasformare questo problema in una virtù, accompagnando la pasta con una crema (gravy, per gli americani) agli spinaci che neppure Olive Garden riuscirebbe a fare. Pasta con funghi, carciofi e spinaci: Leggi il resto »

I cartelli elettorali nei paesini americani

Dato che il post di ieri ha fatto terra bruciata intorno al mio blog, e visto che era un po’ che non parlavo di curiosità dal Paese a stelle e strisce, oggi vorrei cambiare tono e farti vedere cosa fanno i candidati per promuoversi qui nei suburbs. Le villette singole e la mancanza di cartelloni stradali riducono drasticamente la superficie fisica dove affiggere manifesti e volantini, come accade negli ambiti più urbani tipici del Belpaese. Al contrario, gli spazi verdi abbondano, e la soluzione è dunque di montare il manifesto plastificato su picchetti di metallo (una specie di telaio) ed infilzarlo nel prato inglese. Questo espediente è usato anche per promuovere eventi, come ad esempio una donazione di sangue organizzata dalla Croce Rossa, o che la casa è in vendita e chi contattare per avere maggiori informazioni. Qui nel New Jersey le primarie si fanno sempre a Giugno, e le elezioni sempre a Novembre in tutta la nazione. Quindi fra qualche settimana le vie del paesello dove abitiamo cominceranno a riempirsi di ogni genere di cartelli elettorali. I cartelli elettorali nei paesini americani: Leggi il resto »

Io ho votato Meloni

Il 25 settembre, ormai lo sappiamo, si voterà per rinnovare il Parlamento italiano. La legge elettorale che useremo si chiama Rosatellum, un sistema misto in vigore dal 2017, quando sostituì definitivamente il Porcellum, anche noto come Legge Calderoli. A parte il nome quanto mai discutibile e curioso, a me quell’impostazione piaceva principalmente per l’idea del premio di maggioranza, che assicurava un quorum stabile e solido alla coalizione vincente, cosa che il Rosatellum non fa, come s’è visto nel 2018. Il premio di maggioranz per me ci vorrebbe qui in America, dove quel rimbambito di Biden ad esempio ha esattamente 50 senatori su 100 totali, con i disagi per le azioni di governo che puoi facilmente immaginare. Digressioni a parte, mentre voi aspettate impazienti di recarvi alle urne, noi italiani all’estero abbiamo già ricevuto le due schede elettorali e le abbiamo rispedite al consolato per il conteggio finale della prossima settimana. Nei mesi scorsi, ho cercato di farmi una cultura sulle varie coalizioni, le loro idee, la coerenza del loro comportamento prima, durante e dopo Draghi (santo subito!), e via dicendo. E per la prima volta da moltissimi anni, ho esercitato un voto convinto, non con il “naso tappato” come ho fatto per Biden ad esempio. Io ho votato Meloni: Leggi il resto »

Creare un feed personalizzato in WordPress

Parafrasando quello che cantava Jovanotti secoli fa, sono un blogger fortunato. Perché i miei lettori ci tengono a condividere la loro sincera ed onesta opinione su come gestisco la baracca, aiutandomi a migliorare ogni giorno questo piccolo spazio sperduto nella rete. Come forse avevi notato, il feed di questo blog proponeva, oltre agli articoli freschi di stampa, anche altri “del giorno” tirati fuori dall’archivio (ne avevo parlato qui, per i più distratti). All’epoca avevo deciso di implementare quella funzione per rimpinguare le esili sembianze del feed, e per dare ai pochi lettori rimasti la possibilità di rinfrescarsi la memoria su quello che c’eravamo detti un decennio fa. Quando Emanuele mi ha detto di avere qualche dubbio su questa funzionalità, osservando che gonfiava il suo feed in maniera artificiale, non potevo certo ignorare il suo appello. Ho dato un’occhiata alle statistiche, ed in effetti ho notato che non portava più visitatori. Così mi sono messo al lavoro, ed ho deciso che la soluzione migliore era di lasciare in pace il feed principale, e di crearne uno a parte per l’archivio, per la gioia di grandi e piccini. Creare un feed personalizzato in WordPress: Leggi il resto »