due chiacchiere

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La fine di una civilizzazione

In queste settimane ci sono un sacco di celebrazioni, a partire da questa domenica, quando gli americani festeggiano i papà a stelle e strisce (già, qui non è il 19 marzo come in Italia). Qualche giorno fa è stato il compleanno del nostro amatissimo e stimatissimo presidente, e si finirà il 4 luglio con le celebrazioni per il 250-esimo compleanno di questa nazione. Compleanni per i quali, non so se ne hai sentito parlare, hanno allestito una mega struttura molto pacchiana di fronte alla Casa Bianca. All’interno di questa struttura si è tenuto un incontro di lotta tra campioni raffinatissimi ed eruditissimi (uno sembra aver detto “Michelle Obama è un uomo”, durante l’intervista sul ring). Insomma, una cosa che neppure Carlo Vanzina con i suoi cinepanettoni avrebbe saputo fare di meglio. L’altro giorno ho visto su Reddit questa foto qui sotto, così ho deciso di conservarla sul blog. Per i non anglofoni, una traduzione non letterale è: Nulla definisce meglio una civiltà morente di gladiatori che si scontrano per il piacere dell’imperatore. Non hanno tutti i torti. Leggi il resto di La fine di una civilizzazione

In Cina i bambini imparano a cucinare a scuola

In Cina esiste una materia scolastica chiamata Lao-dong Ke, che si affianca a letteratura, matematica, scienze e quant’altro. Per almeno un’ora alla settimana, i bambini imparano a far cose pratiche, utili nella quotidianità: cucinare, pulire, coltivare la terra, usare strumenti, lavare i vestiti, fare volontariato. La domanda inevitabile è come mai per noi occidentali queste cose sembrano quasi secondarie? Conoscere la formula per calcolare il limite di una funzione oppure tradurre noiosissimi testi dal latino, o ancora disegnare un capitello corinzio a tratto penna senza neppure una sbavatura (ancora ho gli incubi della prof al liceo), può darci una cultura, ma serve anche la componente sociale per entrare a far parte della comunità in cui vivremo. Leggi il resto di In Cina i bambini imparano a cucinare a scuola

Il migliore dei mondi

Ogni tanto, quando davvero non c’è nulla da guardare sui canali americani, e voglio distrarmi dal logorio della vita moderna, apro RaiPlay per vedere cosa si dice da quelle parti. L’altro giorno, mentre mi accingevo ad affrontare la pila di camicie, pantaloni e magliette da stirare, un film che parla di assenza di tecnologia ha attirato la mia attenzione: Il migliore dei mondi. Ovvero come sarebbe il mondo oggi se il Millenium Bug (roba da vecchi bacucchi informatici) avesse causato un disastro, e di conseguenza il mondo avesse deciso di vietare il progresso tecnologico. Un’idea curiosa, una realtà in cui forse non mi dispiacerebbe vivere, visti i danni diretti ed indiretti che smartphone e soci hanno causato ad un’intera generazione. Prima di proseguire, il solito avviso ai naviganti: nel seguito svelerò dettagli della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, per oggi puoi fermarti qui. Leggi il resto di Il migliore dei mondi

Il problema dei costi universitari in America

Quello che sto per scrivere è un post che diciotto anni fa, quando giunsi sul suolo americano, non avrei certo mai sognato di dire un giorno. Perché erano i tempi di Obama, delle riforme che promettevano di cominciare ad affrontare i problemi di un sistema sanitario costoso ed inefficiente, e tutto sommato si sentiva la speranza per un futuro migliore nell’aria. Per carità, Obama non è stato certo uno stinco di santo (Libia, anyone?) ma nulla al confronto della putrefazione sociale in cui viviamo adesso. Più mi guardo intorno, e più mi chiedo come la gente non voglia scapparsene a gambe levate da questo posto. No, non mi riferisco alle decisioni mercuriali dell’Arancione. Ma penso alla qualità della vita che questo sistema che s’illude di essere democratico offre ai suoi cittadini. Leggi il resto di Il problema dei costi universitari in America

Compressione video casalinga

Qualche mese fa ti parlavo di un piccolo script che ChatGPT ed io abbiamo scritto a quattro mani, per generare i sottotitoli da aggiungere ai video che condivido sul blog. Di recente ho aggiunto un nuovo attrezzo alla mia piccola collezione, per comprimere quei video in modo da risparmiare spazio sui server di SupportHost, e per mantenere entro certi limiti la mia digital footprint, ovvero la quantità di ciarpame digitale che produco. Lo script utilizza il buon vecchio ffmpeg (Dio benedica i suoi sviluppatori Fabrice Bellard e Michael Niedermayer) ed opera in due passaggi: prima genera una mappatura delle scene, e poi usa quell’informazione per produrre il video compresso. Leggi il resto di Compressione video casalinga

Ho deciso, non riciclo più

Lo so, sono un pessimo esempio per la società. Ma diciamocelo chiaramente: mentre noi ci impegniamo a tenere il tappo attaccato alla bottiglia per non inquinare, i parrucconi e gli oligarchi in giro per il mondo, stanno comunque distruggendo il pianeta in mille modi diversi. Molte statistiche ci dicono che riciclare non basta più, perché la plastica è oramai ovunque. Qui in America a volte al supermercato vedo le patate sullo scaffale avvolte singolarmente nel cellophane, e non sai quanto la cosa mi dia ai matti. Di microplastiche avevo già parlato un paio d’anni fa, ma dati aggiornati al 2026 mostrano come il Paese a stelle e strisce rimanga cocciutamente indietro sull’argomento. Di belle parole e fiumi d’inchiostro su quello che si potrebbe fare, se ne sprecano a tonnellate, ma alla fine dei conti sembra cambiare poco e nulla, anno dopo anno. Leggi il resto di Ho deciso, non riciclo più

Quello che vedo quando giro in moto

Come forse ricorderai, un mesetto fa ho condiviso un video girato con la action camera montata sul paracolpi a fianco della mia Piccola Ribelle. Un modo simpatico, suppongo, per farti vedere il breve tragitto tra casa e la palestra dove vado a fare due salti (non in padella) la mattina prima di mettermi al lavoro. L’altro giorno, c’era in offerta su Amazon un aggeggio che si attacca alla parte frontale del casco, all’altezza del mento, che funge da supporto per la telecamerina. Una cosa che i passanti che mi vedono arrivare, penseranno che io sia uscito da un film tipo Blade Runner… molto cyborg 😅. Così l’ho messo subito alla prova, e non potevo certo non condividere il video qui sul blog non appena rientrato dal negozio dov’ero andato. A parte il parabrezza bagnato, quale visuale è migliore, secondo te? Leggi il resto di Quello che vedo quando giro in moto

Giaccotto di visone, giaccotto di visone

Ma solo a me viene da dire la frase del titolo, quando tiro fuori dall’armadio il mio giacchetto in pelle scamosciata invernale, che uso quando vado in moto? 😅 Sarà, ma certe scene dei film che mi hanno accompagnato durante l’adolescenza negli anni Ottanta, sono rimaste impresse in maniera indelebile nella mia memoria. Tralasciando per un attimo le pellicole cult come Il ragazzo di campagna (ma che Severino e Severino, io sono Margherita!) o le botte da orbi di Bud Spencer e Terence Hill, ancora adesso quando apro un barattolo di olive, non posso evitare di dire “eh, sò greche!”. Insomma, si vede che lavorare da casa, lentamente, mi sta portando ad una demenza precoce in cui ogni gesto viene adornato da una frase presa da qualche film dell’epoca. E tu, hai una tua scena preferita in assoluto?

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