Questa foto qui sotto risale a qualche mese fa, quando fui invitato ad una conferenza in un campus universitario qui della zona. Immortala un pacchetto di patatine di misura party (cioè, scusa, se ne compro uno di una misura diversa, non posso far festa?), con la scritta in fondo che annuncia fieramente che il contenuto è fatto con patate vere. La stessa cosa mi è capitata di vedere al supermercato, dove certi blocchi di formaggio dal colore quantomeno orripilante, e confezioni di margarina il cui nome del prodotto è proprio I can’t believe it’s not butter. Una mistura sospetta di oli vegetali, emulsificanti, coloranti vari e via dicendo. Tutto questo mi mette una tristezza infinita, perché la robaccia che mangiamo e facciamo mangiare ai nostri figli qui negli States è la prova che al governo, come alle multinazionali del settore, interessa soltanto il portafogli. Da questo punto di vista, tenetevi ben strette le regole alimentari europee (già, l’ho detto!). Leggi il resto di Fatto con patate vere
Articoli recenti
Il governo più longevo della storia d’Italia
Riprendo le trasmissioni dopo una lunga pausa dovuta ad una congiuntura di cose e, perché non ammetterlo, ad una mancanza diffusa di energia. Perché più mi guardo intorno in questo paese di matti, meno riesco a tollerare l’ignoranza, l’aggressività ed il falso senso di buonismo degli americani. Allora, per rincuorarmi un po’, volgo lo sguardo verso l’Italia. Certo, la visione che ho io del Belpaese non è quella di chi ci abita tutti i giorni, e sono consapevole della lotta quotidiana che ognuno di voi deve continuare a portare avanti contro la burocrazia, contro l’intolleranza, contro un sistema pieno di problemi che abbiamo ereditato dalla cosiddetta Prima Repubblica. Allo stesso tempo, quando vedo che il governo Meloni è il più longevo della storia italiana, non posso che avere speranza per il futuro. Leggi il resto di Il governo più longevo della storia d’Italia
Lavoretti di ferragosto
C’era una cosa che l’omino talebano mi chiedeva di sistemare da un pezzo sul blog. Senza scendere troppo nel tecnico, quando ho traslocato su SupportHost, preso dall’entusiasmo per l’avere a disposizione strumenti come Git e cron job, configurai il mio sito con DaSh, un semplice boilerplate (come li chiamano quelli che hanno studiato) per WordPress, creato dal sottoscritto quando lavoravo a New York, per gestire in maniera semplice ed organizzata tema, plugin e WordPress stesso tramite Git. Tutto buono e giusto, tranne il fatto che SupportHost ha un gestore di WordPress (WP Toolkit) nel pannello di controllo, che però non sembra essere compatibile con DaSh. Ora, l’omino talebano voleva che io rimuovessi il boilerplate, per poter usare tutte le funzionalità di WP Toolkit appunto, dai backup automatici all’aggiornamento con un click della baracca. Leggi il resto di Lavoretti di ferragosto
I post più gettonati di luglio 2026
Confesso che mi fa sempre piacere quando s’instaura una nuova tradizione. D’altro canto, come cantavano Elio e le Storie Tese tantissimo tempo fa, sono abitudinario (e veramente leggo la targhetta sopra l’ascensore per conoscerne la capienza). Non potrebbe essere diversamente per uno del segno della Vergine, sempre ben organizzato, sempre lì a piegarsi le magliette invece che tenerle in una montagna spaventosa come fanno le figlie adolescenti 🤐. Ti propongo allora la classifica dei dieci post più cliccati di luglio. Dato che alcuni erano una ripetizione rispetto al mese precedente, tipo La profezia di Celestino, ho deciso di ometterli nella lista qui sotto, per dare spazio a qualche new entry. Leggi il resto di I post più gettonati di luglio 2026
Galleria scorrevole e mongolfiere
Devo ammettere che l’omino talebano che siede sulla mia spalla da tempo immemore (forse un segno del mio disturbo dissociativo della personalità, ma quello è argomento da trattare a parte), ultimamente è stato molto tranquillo per quanto riguarda il blog. C’erano tempi in cui non la smetteva di richiedere questa o quella funzionalità, probabilmente vista da qualche altra parte. Ieri però, mentre scattavo qualche foto ad una fiera dell’agricoltura che si teneva in un paesello qui vicino, ed io già pensavo a quale scatto avrei aggiunto al sito, la sua vocina sibillina non ha perso l’occasione di sussurrarmi all’orecchio “e chi ha detto che ne devi scegliere per forza soltanto una?” Eh già, tra le righe, il mascalzoncello mi stava suggerendo di aggiungere una galleria scorrevole al mio blog. Leggi il resto di Galleria scorrevole e mongolfiere
Emma mi ricorda tanto Volunia
Se dovessi far leva sulla storica rivalità tra informatici (come il sottoscritto) ed ingegneri, direi che a progettare Emma deve essere stato un gruppo di ingegneri usciti dai peggiori bar di Caracas, come diceva una volta una pubblicità 😝 Mi riferisco alla notizia circolata recentemente sulle figuracce accumulate da Emma, la prima intelligenza artificiale tutta italiana, stando ad Egomnia (mamma mia, che sito brutto), la società che l’ha lanciata e praticamente chiusa dopo poche ore. Ma com’è possibile che questa gente non si assicuri che almeno per le domande di base, il sistema sia in grado di fornire risposte almeno decenti? Com’è possibile, che con tutti i laureati bravi che sforniamo ogni anno in Italia, poi il risultato finale sia questo, specialmente nel caso di un’azienda privata? Leggi il resto di Emma mi ricorda tanto Volunia
Fontanelle nei luoghi pubblici
Sebbene il mio sentimento nei confronti del Paese a stelle e strisce sia mutato notevolmente nell’arco di questi 18 anni di permanenza, ci sono ancora certe cose che salverei ed importerei in Italia. Una di queste è l’onnipresenza di fontanelle per bere in praticamente tutti gli edifici pubblici, dagli aeroporti agli ospedali, dalle palestre alle scuole. Una cosa che, devo ammettere, mi manca quando torno in Sicilia, specialmente d’estate quando ti viene un po’ d’arsura e non vuoi comprare una bottiglietta d’acqua al bar. Dove abitavo io in Sicilia, ricordo ancora quand’ero piccolo, c’era una serie di fontane pubbliche in un paesino limitrofo, e noi andavamo a riempire i bidoni, perché si diceva che quella era acqua buona, che veniva direttamente da una sorgente non molto distante. Era un luogo dove la comunità si ritrovava, scambiava due chiacchiere, e nascevano a volte nuove amicizie. A quanto mi dicono, però, adesso quelle fontane non funzionano più. Tanto abbiamo i filtri a osmosi inversa a casa. Peccato. Leggi il resto di Fontanelle nei luoghi pubblici
Mia, una storia adolescenziale bella e struggente
Un paio di settimane fa, sulla pagina principale di RaiPlay, tra i film suggeriti c’era quest’opera drammatica con Edoardo Leo, Mia. In genere cerco di evitare le storie drammatiche, perché di dramma ne ho già abbastanza nella mia vita quotidiana, ma in questo caso ho voluto fare un’eccezione, perché con due figlie che hanno gli stessi atteggiamenti della protagonista del film, volevo capire come gli sceneggiatori provavano a fornire una soluzione alle sfide di crescere figli nel contesto social dei tempi moderni. Come dicevo a Piero in calce ad un suo recente post, i nostri figli sono bravi ed educati perché fa parte del nostro DNA, e questo diventa un problema in una società oramai troppo aggressiva in cui tra i giovani non contano più le buone maniere. Leggi il resto di Mia, una storia adolescenziale bella e struggente