due chiacchiere

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Eliminare il superfluo e provare a scavare più a fondo

Un recente post di Andrea mi ha fatto riflettere su quello che apprezzo di ciò che è rimasto della blogosfera. A differenza dei social, oramai infestati dalla filosofia consumista che mira soltanto a sfilarci dal portafogli quei pochi denari faticosamente guadagnati, la blogosfera conserva quel sapore autentico e genuino che ci invoglia a voler conoscere i nostri vicini di casa virtuali giorno dopo giorno, riflessione dopo riflessione. Senza l’aggressività ed il disfattismo che ammorba i social: su quelle piattaforme o ti vogliono vendere qualcosa (non per forza un oggetto materiale), oppure è pieno di Bastian Contrari che qualsiasi cosa dici, troveranno sempre un modo per criticarla e sviscerarla. Leggi il resto di Eliminare il superfluo e provare a scavare più a fondo

Insalata di pasta alla camu

Ma possibile che in quasi 18 anni che questo blog è online, io non abbia mai pubblicato una ricetta per l’insalata di pasta? Questo mi chiedevo, mentre cercavo furiosamente un post in merito nell’archivio. L’unico che vi si avvicina di più è la ricetta dei miei amici trentini condivisa nel lontano 2006. Visto che la canicola estiva, quest’anno particolarmente pronunciata (da entrambi i lati dell’Atlantico, a quanto vedo), non ci lascia tregua, il mio repertorio culinario si adatta di conseguenza, riducendo il tempo davanti ai fornelli o peggio ancora vicino al forno (a meno che io non voglia la sauna gratis, quel giorno) e privilegiando piatti freschi che si preparano in poco tempo, e possono essere gustati anche il giorno dopo. Così oggi vorrei condividere la mia personalissima ricetta per una pasta fredda, che all’occorrenza, in base ai gusti, può tranquillamente diventare insalata di riso. Eh già, perché in America il CondiRiso non è così facile da trovare al supermercato, mannaggia a loro. Leggi il resto di Insalata di pasta alla camu

Lascia un commento direttamente dal feed

La scorsa settimana avevo scritto una piccola nota di servizio per annunciare un cambiamento al tema del blog, ed il buon Trap si è accorto di un’altra modifica che avevo apportato zitto zitto: rimuovere il link ai commenti dal sottotitolo, lasciando solamente la data e la categoria. Il motivo? Buona parte dei post non hanno commenti, e l’omino talebano del design minimalista che siede sulla mia spalla lo reputava esteticamente superfluo. Era anche un modo per invogliare chi giunge al blog a leggere prima il contenuto, e poi a dire la propria. Così gli avevo dato ascolto, e seguendo quello che sembra l’approccio di alcuni miei vicini di casa virtuali, avevo mandato quel piccolo link in pensione. Però poi Trap, appunto, mi ha fatto notare che lui legge il post sul suo lettore RSS, e poi usa quel link per saltare direttamente ai commenti, il che ha molto più senso di come la vedesse l’omino sulla spalla. Così, non solo ho ripristinato il link nel sottotitolo, ma ne ho anche aggiunto uno in calce al contenuto che ti mostra il tuo fido lettore RSS. Perché, in questo caso, è vero che two link is megl che one.

Un clima di tensione e malcontento

Non potevo non commentare i fatti che hanno animato il fine settimana americano. La notizia del tentativo maldestro di assassinare un ex presidente è divampata come il fuoco in un pagliaio. I complottisti da entrambe le parti già puntano il dito sugli avversari, ma la vera domanda secondo me è come sia potuto accadere che un tizio qualunque, con in mano un bel fucile, sia riuscito a salire indisturbato sul tetto di un piccolo edificio, abbia avuto tutto il tempo di sistemare l’attrezzatura, e persino sparare ben sette colpi (dicono), prima di essere individuato dai cecchini dei reparti speciali? Ho letto che la gente che stava assistendo al comizio dell’Abbronzato lo aveva segnalato alla polizia, e che questi ultimi hanno sottovalutato l’allarme, supponendo che si trattasse di uno dei cecchini addetti alla protezione dell’evento. Leggi il resto di Un clima di tensione e malcontento

La finale dei mondiali ed il trasporto pubblico

La notizia è finalmente stata resa ufficiale alcune settimane fa: la finale dei mondiali di calcio, che si terranno nel continente nordamericano fra un paio d’anni, sarà giocata a due passi da casa nostra, allo stadio Metlife del New Jersey, dove gioca la squadra di football americano Giants. Al momento non si hanno ancora notizie ufficiali sui biglietti, a parte un modulo da compilare sul sito della Fifa per mettersi in lista, ma c’è una mezza intenzione nella camufamiglia di andare a guardare se non la finale (alcuni dicono che i biglietti costeranno dai 500 dollari in su), almeno una delle altre partite. Pensavamo che sarebbe bello andarci in treno, per non doversi impelagare nel traffico infernale intorno allo stadio. Peccato che lo stato del sistema di trasporto pubblico del New Jersey sia da terzo mondo. Specialmente per quanto riguarda il sistema ferroviario, che per quasi quattordici anni ho usato ogni santa mattina per recarmi dall’interland in pieno centro a Manhattan. Una struttura martoriata da ritardi cronici, infrastrutture fatiscenti (molte stazioni minori non hanno neppure un impiegato a presidiarle) e treni che hanno visto il presidente Kennedy ancora in vita. Leggi il resto di La finale dei mondiali ed il trasporto pubblico

Gli immaturi non hanno un amico

E bravo Spotify che, analizzando la mia attuale selezione di podcast che ascolto quotidianamente, me ne propone di nuovi ed interessanti che riescono a stuzzicare la mia curiosità per il mondo che mi circonda. In questi fine settimana ho lavorato a rinfrescare la stanza della figlia grande: non solo tinteggiando le pareti, ma sostituendo le porte tutte graffiate vecchie di 40 anni, le mensole di truciolato all’interno della cabina armadio con più moderni scaffali a griglia metallica e via dicendo. I podcast mi tengono compagnia mentre eseguo con meticolosità maniacale (forse troppa) tutti questi lavori. Una delle funzioni che ho davvero imparato ad apprezzare in Spotify è che fa partire in automatico il podcast successivo, ordinandoli in base a quelli che ascolto più frequentemente (Uno, nessuno, 100Milan, Focus Economia, 2024), ed inserendo di tanto in tanto un podcast nuovo. Ed è così che ho scoperto quello di Luca Bizzarri: Non hanno un amico. Vorrei condividere un episodio in particolare, che mi trova pienamente d’accordo su vari punti. Leggi il resto di Gli immaturi non hanno un amico

Two font is (not) megl che one

Se hai superato la soglia degli ‘anta come me, probabilmente ricorderai una pubblicità tormentone del Maxibon che andava in onda negli anni 80, in cui un giovanissimo Stefano Accorsi cercava di approcciare, usando il suo inglese maccheronico, due pulzelle al bancone del lido, pensando che si trattasse di due straniere. La frase che tutti ricordiamo di quello spot è che two is megl che one. Tutto questo lungo preambolo per spiegarti a cosa stavo pensando quando ho deciso di apportare una piccola modifica al tema del blog. Quando ho riaperto i battenti, oramai due anni e mezzo fa, ho riscritto il tema di questo blog da zero, con l’intenzione di ereditare alcuni dei tratti della versione precedente. Uno dei quei tratti era l’uso di due caratteri diversi, uno per i titoli ed uno per il corpo dei post e tutto il resto. Leggi il resto di Two font is (not) megl che one

Siamo precipitati in un tempo malvagio

“La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell’autorità, non ha alcun rispetto degli anziani. I bambini di oggi sono dei tiranni, non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori. In una parola sono cattivi.” Questa frase sembra essere stata attribuita a Socrate, ma potrebbe benissimo appartenere a qualche nostro contemporaneo. Eh già, periodo storico che vai, lamentela che trovi, si potrebbe dire. In questo fine settimana in cui l’America celebra la propria indipendenza, vorrei fare alcune considerazioni sulla mia esperienza diretta con due figlie adolescenti in questi ultimi due anni. Lasciamo per un attimo da parte la maleducazione, in alcune occasioni persino violenta, che non riesco a capire da dove nasca: chi mi conosce, sa quanto io sia anzi uno che esagera con le buone maniere ed il rispetto di certe norme sociali. Parlo dell’apatia. Leggi il resto di Siamo precipitati in un tempo malvagio

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