Un recente articolo di Carlo Calati (aka massimolegnani) sulla diradazione della blogosfera, mi ha dato da riflettere in una di quelle notti insonni, gentile omaggio della sarcoidosi che mi fa sudare letteralmente sette camicie (o piuttosto magliette), per la gioia del sottoscritto. Mi è davvero piaciuta l’analogia del lampione, che dona un tocco noir a tutta la scena. Ma proprio il lampione è quello che non abbiamo più. Durante l’epoca d’oro della blogosfera, esistevano siti dove si poteva andare a scoprire chi erano i nostri vicini di casa virtuali. Una specie di elenchi telefonici d’altri tempi, in cui i blog erano organizzati per categoria ed altri fattori. Bastavano pochi click per entrare in questa o quell’altra comunità, e capire se fosse il posto giusto in cui passare un po’ di tempo. Leggi il resto di Ci vorrebbe una piattaforma di aggregazione
Articoli recenti
Nessuno può cacciarlo via a pedate nel deretano
Ci risiamo, Trump torna all’attacco di Giorgia Meloni sul suo esclusivissimo social network, suggerendo stavolta che ci vorrebbe una misura cautelare di allontanamento (di chi? perché? in seguito a cosa?), insieme ad una foto che ritrae l’uomo arancione e Giorgia quasi come se lei volesse flirtare con lui. Parto dall’angolo sessista: come mai Trump attacca l’unica donna Presidente del consiglio, e si guarda bene dal riservare lo stesso trattamento nei confronti che so, di Macron, Pedro Sanchez o Merz, giusto per nominarne alcuni? Mi ricorda quando Biden baciò Giorgia sulla testa, cosa che certo non si sarebbe mai permesso di fare con nessuno degli altri leader del Vecchio Continente. La cosa più irritante, comunque, è che proprio questi leader stiano zitti e guardino dall’altra parte, invece che rispondere a tono a Trump. Ho cercato in rete, e non ho trovato granché su prese di posizione per difendere l’Europa comune. Europa comune solo quando conviene a loro. Leggi il resto di Nessuno può cacciarlo via a pedate nel deretano
Un’insalata facile facile
Che barba, che noia, diceva una volta Sandra Mondaini al marito Raimondo, nella famosa sit-com che ci ha intrattenuti da ragazzi tanti anni fa. Ed è quello che dico anch’io ogni settimana quando devo decidere il menu per la settimana successiva. Perché alla fine, gira e rigira, si preparano sempre le stesse ricette, vuoi per pigrizia, vuoi perché io non sono mai stato un grande chef ai fornelli (chiedetelo alle mie figlie 😝) ed in genere non mi avventuro a preparare piatti troppo arzigogolati. Però capita ogni tanto che m’imbatta in una ricettina sfiziosa, ed allora la mia voglia di sperimentare in cucina prende il sopravvento sul conservativismo culinario. L’insalata-piatto unico che ti propongo oggi è stata proprio una di queste avventure, e devo ammettere che il risultato finale ha sorpreso anche me. Leggi il resto di Un’insalata facile facile
Il problema è la qualità del cibo, non la quantità
Questo fine settimana gli americani consumeranno quantità indicibili di hot dog ed hamburger, con buona pace di dieta, pancetta da spiaggia, e forma fisica invidiabile, a meno di non ricorrere a rimedi dell’ultima ora. Qualche mese fa ti parlavo del libro del Dr. Fung, Il codice del dimagrimento, in cui il nefrologo canadese suggerisce il digiuno intermittente come possibile metodo per perdere peso in maniera controllata e (se fatto correttamente) senza grandi controindicazioni per il proprio corpo. Io posso testimoniare personalmente che in effetti è un approccio che funziona, avendo perso circa 15 chili nel giro di 4 mesi, l’anno scorso. Ma il segreto non è soltanto di mangiare di meno, quanto piuttosto di scegliere la corretta qualità degli alimenti. Un problema più sentito qui in America, non c’è dubbio, visto che in Europa le linee guida alimentari sono più a favore della salute dei cittadini, che del portafoglio delle aziende. Leggi il resto di Il problema è la qualità del cibo, non la quantità
Le bugie americane sulle città fantasma cinesi
Ai tempi in cui il mio appartamento virtuale era situato all’interno del condominio di Tophost, mi divertivo a lasciare commenti sul loro forum pubblico, per prendere in giro quegli utenti che, pur avendo pagato soltanto 10 euro per il servizio di hosting, si lamentavano di come i servizi fossero a volte un po’ limitati. All’epoca ero solito dire che questa gente, che probabilmente aveva un Porsche Cayenne parcheggiato in garage, pretendeva di avere una Ferrari al costo di una Cinquecento. Ora che passo un po’ del mio tempo libero su Reddit, faccio lo stesso 🙈 su certi canali dove gli Americani si vantano ancora di vivere in una nazione libera e democratica, e devo ammettere che mi diverto molto a vedere le loro reazioni quando la realtà è diversa da quello che la propaganda ha infilato nel loro cervello. Leggi il resto di Le bugie americane sulle città fantasma cinesi
Pantheon: potremmo vivere all’interno di un computer?
Un paio d’anni fa, decisi di fare un esperimento, dando in pasto a ChatGPT un racconto distopico che scrissi in “tempi non sospetti”, ovvero quando ancora di intelligenza artificiale non se ne parlava proprio, tipo 30 anni fa. Ne venne fuori una trama niente male, che affrontava l’eterno dilemma del voler vivere molto più a lungo, digitalizzando il proprio cervello, e salvandolo nella nuvola. Mi è sempre piaciuto questo tema, non a caso San Junipero è uno dei miei episodi preferiti della serie Black Mirror. Per questo motivo, un amico mi ha consigliato di guardare Pantheon, un anime (o cartone animato, come si diceva quand’ero piccolo) uscito nel 2022, che gioca con lo stesso concetto, inserendo nel mix l’onnipresente intelligenza artificiale. La serie si pone la domanda: cosa succederebbe se potessimo caricare tutti i dati del nostro cervello su un server e lavorare fianco a fianco con l’intelligenza artificiale? Leggi il resto di Pantheon: potremmo vivere all’interno di un computer?
L’America e gli americani
Visto che le vacanze sono oramai alle porte per tanti, tra scuole chiuse e caldo asfissiante, oggi vado con un post leggero come la scorsa settimana. Ho trovato quest’immagine agrodolce su Reddit, e chiaramente mi ha subito colpito per la semplicità con cui esprime un concetto abbastanza più complesso. Andando in giro, vedo molte più macchine parcheggiate a Walmart, il supermercato “discount” dove si trova(va)no prodotti più economici per uso quotidiano. Eppure i centri commerciali sono pieni, la gente (specialmente i boomer) continua ad andare al ristorante e pagare 80 dollari per una pizza ed una cotoletta, e continua a riempire il serbatoio dei loro SUV a 5 dollari al gallone. C’è qualche timida protesta qua e la, ma nulla di davvero efficace come, che so, i manifestanti in Albania che il resort di Trump non lo vogliono proprio. Ed allora continuiamo a far finta di nulla, mentre la barca continua ad affondare. Leggi il resto di L’America e gli americani
Una domenica a Brooklyn
Lo scorso fine settimana ho deciso di dedicare un po’ di tempo a me stesso, e sono andato ad un concerto degli Above and Beyond a Brooklyn, a circa un’ora e mezza da casa mia. Questi tre ragazzi hanno formato nel 2000 un gruppo musicale che produce musica unz unz, quando li scoprii tramite un podcast di Paul Vinitsky. Lo so, la gente potrebbe pensare che alla veneranda età di 51 anni (52 fra un paio di mesi) forse dovrei ascoltare qualcosa di più calmo e rilassante. In realtà i miei gusti musicali sono abbastanza variegati, e non disdegno di ascoltare un po’ di jazz quando sono al lavoro creando pagine web, cambiando configurazioni in AWS e quant’altro. Ma quando ho bisogno di un po’ di energia, non c’è nulla di meglio di un po’ di vocal trance per il sottoscritto. Leggi il resto di Una domenica a Brooklyn