due chiacchiere

Archivio degli articoli in cucina

Affilare i coltelli con la pietra ad acqua

Quando mi cimento tra i fornelli, mi piace sentirmi per qualche minuto come quei grandi chef che in televisione spiegano come preparare manicaretti prelibati al loro pubblico. Non che le mie doti culinarie siano a quei livelli, ci mancherebbe, ma almeno nel tempo ho imparato ad usare strumenti di qualità. Ad esempio, tutte le padelle che abbiamo sono oramai di marca buona e d’acciaio inossidabile, e solo un paio sono antiaderenti al teflon per fare le frittate e due uova strapazzate la mattina. Anche con i coltelli ho cominciato ad apprezzare la soddisfazione di avere una lama sempre affilata, per tritare quelle cipolle per il soffritto con un gesto leggero e preciso (e senza lasciarci un dito). Peccato che con l’uso, tutti i coltelli, anche quelli giapponesi che costano fantastilioni di dollari, perdono un po’ il filo, e quindi bisogna ripristinare la loro funzione in qualche modo. Per anni ho usato un affilacoltelli di metallo comprato su Amazon per una quindicina di dollari, che faceva il suo mestiere senza infamia e senza gloria. Poi un giorno, ho guardato un video in cui uno chef spiegava come usare la pietra ad acqua, e la mia vita è cambiata per sempre. Affilare i coltelli con la pietra ad acqua: Leggi il resto »

La pizza si cuoce nel barbecue

Con questo caldo non c’è nulla di meglio che invitare una manciata di amici a passare una domenica pomeriggio in allegria, tra uno stuzzichino e qualche chiacchiera. E così mentre grigliavo qualche hamburger sul mio fido barbecue della Weber, dicevo quanto mi piacerebbe poter avere un forno a legna dove poter cuocere una pizza come si deve. Già, perché se c’è una cosa che mi manca dell’Italia è il sapore indescrivibile delle pizze cotte a legna. Qui la maggioranza delle pizzerie hanno il forno elettrico, e trovarne una che usi quello a legna è più difficile che trovare il proverbiale ago nel pagliaio. Così uno dei commensali mi ha fatto notare che esistono delle piastre che consentono di trasformare il barbecue in un (quasi) forno per pizze. L’ho ordinata il giorno dopo e l’abbiamo provata lo scorso fine settimana. Devo dire che siamo rimasti positivamente colpiti dal risultato finale (forse anche merito della mia ricetta collaudata?), e dalla semplicità d’uso. Finalmente una pizza come Dio comanda, fatta in casa. La pizza si cuoce nel barbecue: Leggi il resto »

Cosa mangiavano gli antichi romani?

Per l’appuntamento culinario di oggi vesto i panni di un piccolo aiutante di Piero Angela, per condividere alcune curiosità di cui leggevo qualche settimana fa sull’alimentazione dei nostri antenati. Grazie alle abbondanti testimonianze preservate in vari manoscritti e scoperte fatte dagli archeologi, oggi è abbastanza facile decifrare quale fosse la tipica dieta degli antichi romani. Nell’immaginario collettivo pensiamo sempre all’imperatore sdraiato sul suo lettino a fagocitare chicchi d’uva mentre davanti a lui giullari di ogni specie si cimentano in acrobazie varie, o regnanti provenienti da terre lontane portano doni suntuosi accerchiati da folti gruppi di seguaci e spettatori. Ma non bisogna dimenticare che l’impero durò per circa mille anni e che l’arco della storia romana abbracciò un’enorme gamma culinaria. Le descrizioni culinarie che leggiamo in opere come il Satiricon di Petronio ed i libri di Plinio il Vecchio sono supportate da prove tangibili associate ai resti di cibo rinvenuti e alle latrine scavate dagli archeologi. Ad Ercolano e Pompei, ad esempio, sono stati rinvenuti i reperti più attendibili, preservati quasi intatti dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, che ci aiutano anche a capire come riuscissero a conservare i loro alimenti quando ancora i frigoriferi non erano stati inventati. Cosa mangiavano gli antichi romani?: Leggi il resto »

Pasquale Sciarappa, un pugliese in America

Dato che ieri ti ho parlato di un italiano che ha fatto successo nel Paese a stelle e strisce, oggi vorrei segnalarne un altro che seguo con piacere. Nell’era dell’effimera notorietà che i giovani inseguono sulle piattaforme social come TikTok, che dura giusto il tempo di un breve balletto sculettante, fa piacere vedere che qualcuno riesce ancora a ritagliarsi il suo angolino di popolarità per la genuinità dei contenuti, piuttosto che per le fattezze fisiche messe in bella mostra. È il caso del signor Pasquale Sciarappa, uno chef pugliese emigrato tanti anni fa in un paesino del New Jersey, che ha saputo preservare il legame con la sua terra natia nelle tradizioni che continua a portare avanti in famiglia. Un vero e proprio personaggio come oramai, sfortunatamente, non se ne vedono tanti in giro, con il suo forte accento italiano, i suoi modi di fare semplici ed a tratti rustici, ma sempre veraci e divertenti. Il suo canale YouTube è pieno di ricette, che lui stesso presenta passo passo, dopo aver salutato i suoi spettatori con il suo inconfondibile Hello everybody! Pasquale Sciarappa, un pugliese in America: Leggi il resto »

Il coquito portoricano per le feste

Sebbene oggi si celebri il Venerdì Santo, già la nostra mente è indaffarata con le preparazioni per le festività pasquali di domenica. In molti, grazie all’allentamento della morsa del Covid, si riuniranno in famiglia o con amici per mangiare le prelibatezze tipiche della zona. Che verranno innaffiate a fine pasto con un bicchierino di liquore. In Italia eravamo soliti assaggiare di questi tempi la crema di limoncello fatta in casa dal nostro amico Massimo, preparata soltanto con i migliori limoni calabresi. Io provai a farla qui quattro o cinque anni fa, ma ammetto che non mi è venuta buona come l’originale. Poi, un giorno in ufficio, era tempo di Natale, una collega di Portorico ci ha fatto assaggiare un liquore simile, il coquito, che mi ha riportato in mente una cascata di bei ricordi per le serate italiane passate a giocare a burraco. Gli americani hanno reinterpretato questa bevanda alcolica in quello che chiamano eggnog (che ricorda vagamente lo zabaione), ma la ricetta originale racchiude tutti i sapori tipici dell’isola tropicale dove è nata. Così ho deciso di condividerla qui, per darti uno spunto per sorprendere i tuoi commensali per il pranzo di Pasqua. Il coquito portoricano per le feste: Leggi il resto »

La dieta dei 30 giorni funziona davvero

Correva l’anno 2015 quando un mio collega al lavoro mi parlò di una nuova dieta chiamata Whole30, che lui e la moglie stavano sperimentando con l’obiettivo non solo di dimagrire, ma di ridurre l’infiammazione causata dalle varie tipologie di cibo che ingurgitiamo ogni giorno. La dieta è stata lanciata da due nutrizionisti americani, Melissa e Dallas Hartwig, che hanno anche deciso di monetizzare i loro sforzi pubblicando un libro in cui spiegano la filosofia alla base del loro approccio, e propongono una lunga carrellata di ricette per ogni occasione. L’idea di base è di invogliare la gente (specialmente nel Paese a stelle e strisce) ad alimentarsi in modo semplice, privilegiando le proteine, evitando i cibi confezionati e raffinati ed aggiungendo frutta e verdura. Tenendo lontani tutti gli alimenti che scatenano reazioni infiammatorie da parte dell’organismo, si contrastano sovrappeso e obesità, si eliminano le tossine e si riequilibra il sistema immunitario. La dieta dei 30 giorni funziona davvero: Leggi il resto »

Buon San Valentino con i biscotti

Anche quest’anno la moglie ha preparato i suoi biscotti di San Valentino, come da tradizione. Una piacevole sorpresa per il sottoscritto, dopo una giornataccia passata tra noiose riunioni di lavoro (ssssh, non dirlo al mio capo eheh) e treni della metro che non arrivano, con un condimento di pioggerellina noiosa per completare il bel quadretto. Come faccia sunshine a far tutto quello che fa ed infilarci pure il tempo per i biscotti per quell’odioso insopportabile di suo marito, per me rimarrà sempre un mistero. Buon San Valentino con i biscotti: Leggi il resto »

Un indovinello preso in prestito

Accipicchia, siamo già a metà gennaio ed io ancora ho tra le mie bozze un articolo sul Giorno del Ringraziamento, che come ogni anno vede l’intera camu-famiglia riunirsi intorno ad una gran tavolata e far festa ad un bel tacchino ripieno. Principalmente una scusa per rivedere amici e parenti, far due chiacchiere intorno ad un fuoco e passare qualche ora in allegria. Il tema principale della serata è stato l’uragano Sandy, che circa un mese prima aveva devastato l’intera zona. Il cognato elettricista mi ha spiegato come modificare l’impianto di casa per connettere il generatore che abbiamo acquistato per evitare di stare nuovamente al buio per 5 giorni.  Anche quest’anno la cena era innaffiata da un interessante assortimento di vini: gli intenditori potranno ammirare la raffinatezza dei commensali nel procurarsi bottiglie che qui vanno per circa 30 dollari ognuna 😉 Un indovinello preso in prestito: Leggi il resto »

Torna in cima alla pagina