due chiacchiere

Archivio del giorno cucina

Cosa c’è nel tuo bicchiere di vino

Come forse saprai sono un fedele abbonato a Wired (ho rinnovato fino al 2015, approfittando di una promozione che offriva la sottoscrizione a 4 dollari all’anno). Ogni mese, la redazione indossa il camice del chimico ed analizza un prodotto d’uso comune. Questo mese hanno puntato il loro microscopio su un bicchiere di vino rosso. Dato che noi italiani qui in America siamo “famosi” per pasta, pizza e vino, non potevo esimermi dal tradurre l’articolo per i miei lettori amanti del nettare di Bacco. Tra le altre cose ho avuto modo di confermare la teoria del mio medico curante sul nesso tra il bicchiere di vino che ci facciamo col suocero ed il mal di testa che ogni tanto ne consegue: no, non è il post-sbornia, ma l’azione dei solfiti che i produttori aggiungono al vino. Tant’è che da qualche tempo sto comprando vini che ne dichiarano esplicitamente un basso contenuto, per… vedere l’effetto che fa! Cosa c’è nel tuo bicchiere di vino: Leggi il resto »

La colazione della domenica

In genere durante la settimana non faccio una “sana” colazione come prescrivono dietologi e promotori del vivere sano: mi accontento di un paio di barrette di cereali o una ciambella stile Homer Simpson. La domenica però comincia sempre con una bella colazione preparata con la calma tipica del fine settimana. Personalmente sono un amante delle pancake, una specie di frittella morbida cugina della crepes francese, mentre la moglie ogni tanto si prepare le classiche uova e pancetta, con fragole, succo di frutta e pane tostato con un filo di burro. E tu che colazione fai?

I biscotti di San Valentino

Ieri è stata una giornata abbastanza convulsa, non solo perché era Lunedì e quindi al lavoro c’era la solita sfilza di riunioni sullo stato dei vari progetti (un’autentica perdita di tempo), ma perché avevo appuntamento dal dentista per valutare la necessità di una cosiddetta “pulizia profonda” delle tasche che affliggono le mie gengive. Una procedura da effettuarsi sotto anestesia, dove il dentista dovrà “scavare” per andare a togliere i batteri negli angoli più remoti e nascosti della mia cavità orale. La copertura dentistica, nel mio caso, mi è offerta dal sindacato, ed è alquanto scarsa, se non altro perché mi tocca farmi quasi un’ora in macchina per raggiungere il più vicino dentista convenzionato. Alla fine di una giornataccia come questa, torno a casa e sul tavolo trovo un vassoio pieno di biscotti a forma di cuoricini. La moglie, dall’altra stanza dove sta sistemando i panni appena “sfornati” dall’asciugatrice, mi urla “buon san valentino!” e viene in cucina con il più bel sorriso del mondo. E come per magia, tutto lo stress s’è sciolto in un bacio. Cosa potrei volere di più dalla vita, un Lucano? I biscotti di San Valentino: Leggi il resto »

Niente male il tailandese

Era più di un anno che la moglie ed io non uscivamo a cena, vuoi per la perenne scarsità di fondi, vuoi per la poca fiducia nell’industria della ristorazione americana dopo quello che c’ha raccontato mio cognato da “dietro le quinte”, vuoi per mille altri motivi. L’altra settimana il mio capo c’aveva invitato a cena a casa sua, ma dato il meteo poco clemente ha dovuto disdire. Dato che noi comunque eravamo dell’umore di uscire, abbiamo deciso di provare il ristorante tailandese a cinque minuti da casa nostra. Anche sotto consiglio del capo sopra citato 🙂 Lui, incredibile ma vero, mangia questa roba praticamente ogni giorno a pranzo: è proprio un amante di tutto ciò che abbia una qualche affinità con il mondo asiatico, fidanzate comprese. Niente male il tailandese: Leggi il resto »

Formaggio e yoghurt fatti in casa

Qui dove lavoro, condivido l’ufficio con una ragazza indiana (da quando la russa se n’è andata). L’altro giorno, parlando del più e del meno, il discorso è caduto sull’argomento “cibo” e sulle cose fatte in casa. E così ho avuto modo di scoprire alcune cose che non sapevo sulla cultura dell’immenso continente asiatico. Prima di tutto che, probabilmente come conseguenza della lunga colonizzazione inglese, il the si beve generalmente con il latte. Tanto latte, non giusto una spruzzatina come usano fare gli aristocratici a palazzo. La preparazione consiste nel far bollire, ad esempio, un bicchiere d’acqua, aggiungendo poi un cucchiaio di the indiano, un cucchiaino di cardamomo ed almeno mezzo bicchiere di latte. Il tutto si fa “cuocere” a fuoco lento per almeno una mezz’ora, dando il tempo alle foglie ed alla spezia di amalgamarsi al latte. Poi si filtra tutto e si sorseggia standosene davanti alla tv spaparanzati sul divano. C’ha promesso che una mattina ce lo prepara (grazie al cielo il nostro piano ha una piccola cucina che usiamo all’occorrenza). Formaggio e yoghurt fatti in casa: Leggi il resto »

I ricostituenti di San Valentino

La festa degli innamorati che si celebra oggi, oramai lo sanno anche i sassi, è più che altro un espediente commerciale per vendere cioccolatini e qualsiasi-oggetto-ti-venga-in-mente a forma di cuore. Come in tutte queste occasioni (festa della donna, festa della mamma, ecc), chi si vuole davvero bene non lo fa certo un solo giorno all’anno. Anzi, sorprendere il proprio partner in un giorno qualunque ha un effetto ancora più speciale. E ti darà qualche chance extra di passare ore piacevoli con la persona che ami. Il titolo suggerisce già in parte lo scopo di questo articolo: “analizzare” i piatti della cena romantica dal punto di vista, oserei dire, strettamente chimico. Perché le portate afrodisiache esistono davvero, basta saperle scegliere e preparare. I ricostituenti di San Valentino: Leggi il resto »

I pomodori rossi di giulia

L’estate è nel suo pieno, e la voglia di cucinare scende ai minimi storici (un po’ come il cambio tra euro e dollaro in questi giorni, ma quella è un’altra storia). Allora raccolgo volentieri la proposta di Giulia, che mi ha mandato una ricetta per preparare dei pomodori ripieni senza l’uso del forno. Non ho ancora avuto modo di sperimentare personalmente quest’idea, ma a giudicare dal procedimento, pare proprio che il risultato sia particolarmente gustoso. Inoltre, mi dice Giulia, tengono anche bene: anche se avanzano in frigo per il giorno dopo, sono sempre gustosi. Di certo, qui in America, una cosa diversa dai soliti intrugli con le salsine che vanno tanto di moda. E che, lo ammetto, ogni tanto piacciono anche a me. I pomodori rossi di giulia: Leggi il resto »

Il mio lievito fatto in casa

L’altra settimana abbiamo fatto la pasta in casa, di cui ancora non pubblico la ricetta perché vorrei perfezionarla. Nelle prossime settimane ci cimenteremo invece con il pane: ma visto che comprare il lievito già pronto è fin troppo facile e “borghese” (ok, non sono uno con la puzza sotto il naso), ho pensato bene di produrmi il mio agente lievitante direttamente in casa. In rete esistono molte varianti, ognuna con un suggerimento diverso, su come ottenere il risultato migliore per la cosiddetta “pasta madre”, versione casalinga del lievito di birra. Tra l’altro qui in America è facilissimo trovare la farina di Manitoba, che in tanti suggeriscono di usare durante la lavorazione: nota con i nomi di bread flour, hard-wheat flour, strong flour, high-gluten flour, il suo alto contenuto in glutine la rende particolarmente adatta allo scopo. Una legenda metropolitana vuole che i panettieri italiani di New York da circa 100 anni usano la stessa pasta madre per fare quel pane buonissimo che si trova solo qui. Il mio lievito fatto in casa: Leggi il resto »