due chiacchiere

Archivio degli articoli in biblioteca

I nomi dei cuccioli degli animali in inglese

Qualche settimana fa al lavoro abbiamo festeggiato una nostra collega che sta per diventare mamma. Qui questi eventi li chiamano baby shower, anche se nulla hanno a che fare con bagni e docce. In genere quando ci si riunisce, si organizzano giochi sempre in tema “nascituro”, come ad esempio Ok, il prezzo è giusto in versione oggetti che sarà necessario comprare per accudire la piccola creatura. Uno dei giochi proposti era quello di indovinare i nomi dei cuccioli degli animali più strani. Da lì ho preso l’idea per la lezione d’inglese di oggi. In italiano molti di questi cuccioli non hanno un nome specifico, ma sono semplicemente “piccolo” seguito dalla specie dell’animale, con alcune eccezioni come l’agnello, il puledro o il vitello, o quelli a cui si attribuisce un vezzeggiativo come micetto o cagnolino. In inglese, invece, a quanto pare le cose si complicano moltissimo. I nomi dei cuccioli degli animali in inglese: Leggi il resto »

Due chiacchiere con il giardiniere

Oramai ho riposto tutti gli attrezzi da giardino in garage, visto che non c’è più il prato inglese da tosare o foglie di aceri e querce da rastrellar via, e se ne riparlerà a fine aprile dell’anno prossimo. Però mentre raccoglievo quelle foglie qualche settimana fa, mi è venuta l’ispirazione per l’intervento di oggi. In particolare pensavo a come i nomi di molti degli attrezzi usati dal giardiniere seguono un’interessante regola grammaticale, in base alla quale si attacca la desinenza er all’azione che compiono. Ad esempio il tosaerba sarebbe il lawn mower, letteralmente il tosatore del prato, mentre il taglia bordi è l’edge trimmer, ovvero lo “spuntatore” del bordo. Poi se devi soffiare le foglie verso il bordo della strada, userai il leaf blower, ed infine per aerare il terreno e prepararlo all’inizio di stagione ti servirà il lawn aerator, possibilmente insieme al seed spreader per rinfoltire il pratino con nuovi semi. Come vedi, questa regola si applica in genere agli attrezzi motorizzati. Due chiacchiere con il giardiniere: Leggi il resto »

Gli scioglilingua americani

E così anche novembre se n’è andato. Mentre cominciamo lentamente a prepararci per le festività natalizie, ho pensato di chiudere questa settimana proponendoti alcuni scioglilingua inglesi a tema. Un modo come un altro per allenare l’inglese, e passare un po’ di tempo divertendosi. Vediamo se riesci a ripeterli cinque volte a voce alta senza inciampare (dirli a mente non vale).

  • If two witches were watching two watches which witch would watch which watch?
  • Santa stacked six singing snowmen in his sleigh.
  • Harry hung holly on the hearth for the holidays.
  • How many deer would a reindeer reign if a reindeer could reign deer?
  • Reindeers ride round and round around a round-a-bout repeatedly ready for a reactive lift off.

E tu, ne conosci qualcuno in italiano che ti ha sempre dato del filo da torcere?

Due chiacchiere con il mobiliere

Qualche mese fa avevo pubblicato una serie di articoli in cui esploravo le parole inglesi tipiche di alcuni mestieri comuni, come il meccanico, l’idraulico o il bibliotecario (grazie per il suggerimento, Trap). Oggi vorrei espandere questa collezione andando a curiosare tra i termini tecnici che bisogna conoscere quando si vuole comprare un divano. In America, come in molti altri settori, anche per i mobilifici esistono alcune catene della grande distribuzione presenti su tutto il territorio nazionale, come la famigerata Raymour and Flanigan, o Suburban, Ikea ed Ashley Furniture. Quest’ultimo nome introduce la prima parola di oggi, un quasi falso amico: furniture, ovvero i mobili. Che comprende dining tables (il tavolo della sala da pranzo), chairs, sofas ed i loro cugini meno formali couches. Per la camera da letto abbiamo ottomans, chests (cassettiere basse), dressers (cassettiere con specchio) e nightstands. Non esiste in genere l’armadio, sostituito da uno sgabuzzino nelle camere da letto in cui conservare scarpe, vestiti ed altre cianfrusaglie. Due chiacchiere con il mobiliere: Leggi il resto »

Il plurale di polpo in inglese

Oggi voglio proporti un post leggero, da gustare in questi giorni che passiamo aggrappati al ricordo del profumo di mare, sole ed allegria. Nel video qui di seguito, una delle redattrici del dizionario americano per antonomasia, il Merriam Webster, ci racconta la storia della parola octopus, polpo, e dei suoi vari plurali. Storia che ci ricorda la regola generale applicata alle parole straniere che entrano a far parte di una lingua. In italiano, ad esempio, le parole inglesi oramai fanno la parte del leone: killare, spoilerare, raidare, laggare, ecc, sono solo alcuni esempi di quello che sento dire a volte nei podcast tecnici italiani che ascolto, con buona pace delle mie budella che si contorcono ad ogni parola. Uso improprio a parte, killare dimostra proprio come la parola in questione venga assorbita all’interno della grammatica italiana e ne comincia a seguire le regole. Altro esempio? I plurali: se proprio devi dire che hai aggiunto delle feature alla tua applicazione, almeno abbi la decenza di non aggiungere la s finale, come si farebbe in inglese. Ascoltiamo dunque Corey e la sua lezione sui polpi. Il plurale di polpo in inglese: Leggi il resto »

Come si fanno le matite

Oramai le scuole stanno riaprendo un po’ ovunque (qui le nostre ragazze sono già sui banchi da fine Agosto). Tempo di fare una visita in cartolibreria per approvvigionarsi di tutto l’occorrente per cominciare l’anno nella maniera migliore. Data questa premessa, l’appuntamento di oggi con la lingua inglese è un video in cui l’azienda Faber Castell mostra come nascono le loro matite in fabbrica. Sin dai primi mesi in cui abitavo in America, mi ero appassionato ad un programma TV, How It’s Made, in cui una voce narrante fuori campo mostrava i vari processi industriali per fabbricare dalle canoe ai paracaduti, dai microscopi ai giradischi. Un programma che solleticava il piccolo ingegnere che c’è in me (e che tanti guai ha causato da bambino, quando mi divertivo a smontare gli oggetti in giro per la casa), che guardo ancora con piacere di tanto in tanto. Ed ecco che il video di oggi unisce l’utile al dilettevole 😉 Come si fanno le matite: Leggi il resto »

Il frigorifero degli anni Sessanta

Visto che finalmente l’opprimente calura estiva inizia ad allentare la presa, dandoci la possibilità di respirare da entrambi i lati dell’oceano Atlantico, ho pensato di proporti oggi questo video in cui sono inciampato durante le mie scorribande quotidiane nei vicoli meno raccomandabili della rete (meglio noti come Reddit 😅). La signora in questa pubblicità spiega con accuratezza le varie caratteristiche di questa “dispensa fredda” (cold pantry) di quei tempi, e mi ha stupito che il nostro frigo moderno non ha neppure la metà delle funzioni di questo prodigio della tecnologia. Le mensole di vetro del nostro non scorrono mica, e non ci sono tutti questi comodi scomparti che tengono le verdure idratate ed il burro fresco. Riporto qui di seguito la trascrizione del video, così puoi allenarti a capire cosa dice la giovane ragazza. Se hai qualche dubbio specifico su una parola o una frase che non capisci, non ti rimane che lasciare un commento qui di seguito. Il frigorifero degli anni Sessanta: Leggi il resto »

Pronunciare la g in inglese

Un mio collega in ufficio sta cercando di imparare l’italiano tramite Duolingo, e si lamenta sempre di quanto siano difficili i verbi nella nostra lingua, specialmente le coniugazioni dei vari tempi con le varie persone. D’altro canto, questo è un concetto a cui gli americani non sono abituati, dato che in genere il verbo rimane lo stesso a prescindere dalla persona che compie l’azione. Ha anche difficoltà a ricordarsi quali oggetti sono maschili e quali sono femminili, ma su questo non saprei proprio come aiutarlo. Allora l’altro giorno la discussione è cascata sulla pronuncia, specialmente della G gutturale e palatale, che in inglese si dice rispettivamente hard G and soft G. Il che mi ha dato lo spunto per il post di oggi, in cui ti propongo un video che spiega le differenze ed alcune regole su quale usare e quando. Ora capisco perché la gente qui mi chiama sempre Gherlando 😒. Pronunciare la g in inglese: Leggi il resto »

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