due chiacchiere

Archivio degli articoli in biblioteca, pagina 2

Impariamo i tempi con la matematica

Oggi voglio proporti una lezione d’inglese leggera e divertente. Un insegnante africano s’è inventato un modo geniale per far ricordare ai suoi alunni come coniugare i complicati verbi irregolari americani sfruttando delle semplici operazioni algebriche, come mostrato nel video qui sotto. Ovviamente si tratta di una provocazione, perché la lingua a stelle e strisce è ben lontana dalla prevedibilità delle formule matematiche a cui siamo abituati. Ma bisogna ammettere che la sua spiegazione non fa una piega.

Sette brutte parole in inglese

L’altro giorno leggevo un articolo su un quotidiano italiano dove l’autore usava la parola “luculliano”, e così mi è venuta in mente l’idea per la curiosità d’inglese di oggi: rovistare tra l’elenco delle parole più strane della lingua a stelle e strisce. Già, perché mica solo in Italia gli zuzzurelloni si comportano in maniera pleonastica mentre s’avviano peripatetici a formulare uno sproloquio astruso 🙂 Dopo aver procrastinato per qualche giorno, ho intrapreso le mie scorribande virtuali a caccia di queste parole, ed ho racimolato un discreto bottino che adesso vorrei condividere con i miei piccoli lettori. Una nota per i più sensibili: alcune di queste parole sono letteralmente orripilanti, e fanno riferimento a concetti non adatti ai deboli di stomaco. Se quindi t’impressioni facilmente, ti suggerirei di fermarti qui per oggi. Non mi assumo la responsabilità di effetti collaterali causati dal resto di questo post. Sette brutte parole in inglese: Leggi il resto »

La barretta di cioccolato infinita

L’appuntamento con la lezione d’inglese di oggi prende spunto da un video curioso che mi è stato girato da un amico qualche settimana fa, in cui un ragazzo dal forte accento russo ci mostra il trucco che si nasconde dietro ad un’affascinante illusione ottica. In breve, spostando i pezzi di una barretta di cioccolato in un certo modo, sembrerebbe che si riesca ad estrarne un quadretto senza cambiare le dimensioni complessive della barretta stessa (da cui il titolo del post). Certo, non mi dispiacerebbe se una cosa analoga si potesse fare con qualche lingotto d’oro 😀 Ti riporto la trascrizione del monologo qui di seguito, così puoi provare a seguire (e capire) quello che dice senza troppa difficoltà. La barretta di cioccolato infinita: Leggi il resto »

Agli americani piace prendersi un calcio

Di certo non è la prima volta che parlo dei modi di dire più curiosi della lingua inglese. L’idea per il post di oggi mi è venuto mentre stavamo organizzando una sorpresa per il compleanno di mio cognato:  ho proposto di aggiungere un certo dettaglio al suo regalo, e la moglie sorride dicendo he’ll get a kick out of it. Che se letteralmente vuol dire “si prenderà un calcio da quello”, in realtà significa che quella cosa gli piacerà davvero, gli provocherà una gioia inattesa. Se invece chi ha avvolto il pacco con la carta regalo ha fatto un pessimo lavoro, allora è certo che someone was cutting corners. Da non intendersi letteralmente con l’azione di tagliare gli angoli della carta, ma in senso figurativo di quando si guida e si prende il marciapiede girando l’angolo. In altre parole: cutting corners vuol dire prendere una scorciatoia per finire prima e far meno lavoro, a discapito della qualità del risultato finale. Agli americani piace prendersi un calcio: Leggi il resto »

Due chiacchiere con il bibliotecario americano

Il mio caro amico Trap mi aveva suggerito tempo fa un’idea per continuare questa mini serie in cui stiamo esplorando categorie di parole inglesi associate ai vari mestieri. Ed ecco accendersi la lampadina mentre con le bimbe andavamo alla biblioteca comunale per prendere alcuni libri che avevamo ordinato. La prima cosa che mi è venuta in mente pensando a come approcciare l’argomento, è stata la differenza tra library and bookstore or bookshop (in inglese britannico). Da notare lo sgambetto che il falso amico library cerca di tirarti: in italiano corrisponde alla biblioteca, non alla libreria! La differenza è che nella prima i libri si possono prendere in prestito, nella seconda si possono acquistare. Anche qui come nel Belpaese, ogni comune ha la sua biblioteca (public library, not public bookshop), all’interno della quale troverai alcuni banchetti con dei computer per effettuare le ricerche nel catalogo provinciale (online catalog). Qui nel New Jersey, le biblioteche sono collegate tra loro, quindi se cerchi un libro che hanno in un comune a cento chilometri da casa tua, puoi ordinarlo comodamente da casa e sarà disponibile alla tua biblioteca nel giro di qualche giorno. Due chiacchiere con il bibliotecario americano: Leggi il resto »

Due chiacchiere con il medico americano

Qualche settimana fa sono andato a trovare il mio medico di base (physician, or primary care doctor) per il solito controllo annuale (annual check up). Come forse saprai, la sanità americana è organizzata in maniera alquanto diversa rispetto alla sua controparte italiana. La differenza più evidente è legata al sistema di assicurazioni sanitarie (health insurances) pagate dal datore di lavoro, e non dallo stato. Ogni assicurazione ha il proprio network di medici, ed un medico può far parte di più di un gruppo. In genere, quando ti serve consultare uno specialista, ti colleghi al sito della compagnia che offre il servizio, ed effettui una ricerca in base alla provincia ed alla specialità richiesta. Capita a volte che qualcuno ti raccomandi un bravissimo dottore, ma che questo sia out of network per la tua assicurazione: in questo caso, un po’ come i medici non coperti dalla famigerata mutua, dovrai pagare il consulto di tasca tua. Se invece il medico is in network, pagherai soltanto il copay (l’equivalente del ticket italiano). Lo stesso vale per gli esami medici, dalle semplici ecografie (diagnostic ultrasound) alle risonanze magnetiche (MRI), passando per la gastroscopia (endoscopy). Controlla inoltre che il tuo sia un family plan, che copre tutti i membri della famiglia, e non soltanto l’impiegato. Due chiacchiere con il medico americano: Leggi il resto »

Due chiacchiere con la cameriera americana

Come forse ricorderai, qualche settimana fa siamo andati a passare qualche giorno di vacanza vicino a casa di Biden. Per darti un’idea della distanza in auto, è come andare da Bologna a Roma sull’Autosole. Una sera siamo andati a cena in un ristorantino ad Alexandria, una cittadina della Virginia subito fuori dal raccordo anulare che circonda la capitale. E mentre la cameriera ci chiedeva di dove eravamo (deve aver sentito il mio inconfondibile accento del New Jersey, che fa molto I Soprano, da quello che mi dicono), mi è venuta l’ispirazione per il post di oggi. Se stai programmando una vacanza nel Paese a stelle e strisce, prima o poi ti capiterà di sicuro di visitare un ristorante, e così ho pensato di darti qualche dritta, per non farti cogliere impreparata davanti alla persona che ti porterà da mangiare. Due chiacchiere con la cameriera americana: Leggi il resto »

Due chiacchiere con il muratore americano

Con l’arrivo della bella stagione, e considerando che alcuni pochi fortunati ancora usano la casa come luogo di lavoro, il desiderio di rimodernare (renovate) la propria abitazione è sempre dietro l’angolo. Noi ne abbiamo approfittato un paio d’anni fa per sistemare il pian terreno della nostra abitazione, togliere la vecchia moquette originale (carpet) e rimpiazzarla con dei bei pavimenti (tiles) italiani. In genere, quando si è pronti per iniziare qualsiasi tipo di lavori, ci si rivolge ad un capomastro (contractor) che poi assumerà i vari lavoratori a seconda di quello che serve (falegname, elettricista, idraulico, e via dicendo). Ora stiamo pensando di rimodernare la cucina, e mentre io e Sunshine ci confrontavamo sulle varie idee, ecco che mi si è accesa la lampadina per le curiosità sull’inglese che ti propongo oggi. Due chiacchiere con il muratore americano: Leggi il resto »

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