due chiacchiere

Archivio degli articoli in riflessioni

La lotta contro i data center

Questa settimana ho parlato di guerre, intelligenza artificiale ed implicazioni etiche di un uso bellico di questi strumenti. Oggi vorrei concludere parlandoti di un argomento ricorrente all’interno delle comunità locali in cui vivo. Le aziende che sviluppano questi immensi prodotti hanno sempre più bisogno di spazio fisico dove mettere i server all’interno dei quali vivono ChatGPT e soci, ma non solo. Tutti i miliardi di video che produciamo ogni giorno su Instagram, TikTok e soci, devono essere fisicamente conservati da qualche parte, ed anche questo spinge la necessità di costruire nuovi data center dove infilare questa roba. Data center che, come ci dicono i dati, sono affamatissimi non solo di energia (per far funzionare e per raffreddare i sistemi), ma anche di acqua. Sistemi che producono molta più anidride carbonica di quello che pensiamo. Ecco allora il diffondersi di questo fenomeno in cui aziende chiedono il permesso di costruire nuovi centri vicino alle città, ed il fiorire di proteste ed interrogazioni al consiglio comunale per bloccarli. Leggi il resto di La lotta contro i data center

L’intelligenza artificiale e la guerra

Viviamo davvero in un mondo sempre più triste e governato dalla sete di potere e di denaro. Potremmo sfruttare l’intelligenza artificiale per risolvere i mali del mondo, curare malattie rare ed aiutare i medici che stanno in prima linea a formulare diagnosi più accurate. Ed invece? Il mio post su Palantir sembra averci visto giusto su quello che succede dietro le quinte, nelle sale dei bottoni dove si decidono i destini di intere popolazioni. Oggi ti propongo la traduzione di un post che ho trovato su Reddit, in cui l’autore si concentra sulle implicazioni etiche dell’uso di sistemi così potenti per motivi bellici. Come se il film WarGames non ci avesse insegnato nulla. Leggi il resto di L’intelligenza artificiale e la guerra

Iliad mi ha salvato anche in America

Non che serva ribadirlo, oramai mi sembra di essere un disco rotto, ma l’America continua a deludermi su tutti i fronti. Ho già accennato al colabrodo che è la rete di colonnine di ricarica, tant’è che sono stato costretto a disfarmi della mia Piccola Blu qualche settimana fa, ora che non avevo più un garage dove poterla mettere in carica la notte. Ma la tecnologia in genere lascia alquanto a desiderare. In Italia, le ultime volte che son venuto, non ho avuto problemi a pagare con il mio telefonino ovunque mi trovassi, dalla biglietteria alla stazione, al bar vicino al bed and breakfast quando ero a Roma. Qui? Al ristorante ancora ti chiedono la carta di credito, se la portano via alla cassa, la passano al lettore, e stampano lo scontrino. Di POS portatili neanche l’ombra, forse solo in alcuni ristoranti nelle grandi città. Ma oggi voglio parlare della mia esperienza con la mia compagnia di telefonia mobile. Leggi il resto di Iliad mi ha salvato anche in America

Jessica Lyschik vince la sfida su Gutenberg

Se usi WordPress per sviluppare i tuoi siti web, forse avrai letto la notizia circolata nelle scorse settimane, secondo cui Jessica Lyschik, una sviluppatrice che lavora per GREYD, ha vinto l’attesissima WordPress Speed ​​Build Challenge, sconfiggendo nientepopodimeno che il co-fondatore di WordPress Matt Mullenweg. E fin qua, non sembrerebbe poi una notizia così sensazionale. La sfida, ospitata da Jamie Marsland (capo del gruppo che si occupa di gestire la presenza su YouTube dei contenuti ufficiali legati a WordPress stesso), richiedeva ad entrambi i partecipanti di replicare il sito web di Bob Dylan entro 30 minuti utilizzando qualsiasi strumento o tecnica che i contendenti volessero usare. Jessica ha utilizzato il tema e il plugin GREYD, mentre Matt ha optato per il tema Twenty Twenty-Five e l’intelligenza artificiale. Requisito per entrambi: usare l’editor a blocchi disponibile in WordPress, Gutenberg. Leggi il resto di Jessica Lyschik vince la sfida su Gutenberg

Stiamo vivendo l’epoca dei leader volubili

Se ancora qualcuno si stupisce come mai Giorgia Meloni abbia il 44% dei consensi (in salita rispetto a luglio), la risposta è molto semplice: il suo carattere pacato ed affidabile mentre affronta le questioni che le si parano davanti, rappresenta un rifugio sicuro in un mondo pieno di leader mercuriali e volubili. Oggi più che mai abbiamo bisogno di stabilità, di qualcuno con i piedi per terra, che non si comporti come un bambino capriccioso a cui hanno tolto le caramelle. E tutto si può dire di Giorgia, ma non che sia imprevedibile. Prendiamo ad esempio Donald Trump, che a seconda di quale lato del letto si svegliava la mattina quand’era Presidente, decideva quale politica adottare o quale persona insultare. Il clima creato da quest’uomo in America ha avvelenato il dibattito politico ed ha dato vita ad una polarizzazione che pagheremo amaramente per i decenni a venire, perché non t’illudere che dopo di lui verrà qualcuno più moderato e conciliante, anzi secondo me il bello deve ancora andare in scena, seppur in cuor mio spero proprio di sbagliarmi. Leggi il resto di Stiamo vivendo l’epoca dei leader volubili

Attacco informatico alla sanità americana

C’è stata una notizia che non sembra aver ricevuto molta attenzione nelle scorse settimane: sarà che con l’estate la gente vuole solo parlare di cose leggere che non richiedano nessuno sforzo mentale, sarà che siamo troppo distratti dalle mille altre notizie che competono per la nostra attenzione. La notizia riguarda uno dei più grossi attacchi hacker di sempre al sistema sanitario americano. In cui i malfattori sono riusciti a portarsi via dati medici di un terzo della popolazione americana, ovvero circa 100 milioni di persone. Il problema è che, a parte lo sdegno iniziale, sembra che gli interessati siano tornati a condurre le proprie mansioni come se nulla fosse. Ora, non so come funzioni il sistema sanitario nelle varie regioni italiane, ma qui in America, a dispetto di una spesa pro capite molto superiore al resto del mondo, la situazione è fortemente frammentata, e la tecnologia usata per la gestione dei dati del paziente è incredibilmente ancora basata sui fax. Almeno in Italia c’è il fascicolo sanitario unico, qui ce lo sogniamo. Leggi il resto di Attacco informatico alla sanità americana

La rivincita di Huawei

Vorrei proporti oggi la traduzione di alcune parti di un articolo apparso su The Economist in cui si analizza la recente storia di Huawei, azienda cinese che produce vari prodotti di elettronica di consumo, e dello scontro frontale con l’America che ha cercato di affossarla, senza peraltro riuscirci. Una lettura interessante per coloro che ancora sono convinti che la Cina sia il male assoluto, e che l’occidente capeggiato degli Stati Uniti sia invece la vittima da proteggere. Ma non aggiungo altro, perché vorrei che tu traessi le tue conclusioni dopo la lettura di quanto segue, anche nell’ottica dei recenti dazi sulle esportazioni delle case automobilistiche cinesi. Dico soltanto che persino Il Corriere inizia a scrivere articoli in cui l’atteggiamento nei confronti del Dragone Rosso sembra essere mutato. Leggi il resto di La rivincita di Huawei

La mela morsicata dovrà aprirsi

Non dimenticherò mai quando la gente si stracciava le vesti ogni volta che Microsoft proponeva un prodotto chiuso o proprietario. La casa di Redmond sembrava essere, stando ai manichei dell’epoca, la sorgente di tutti i mali. Per il semplice fatto di avere un modello di business costruito sulla vendita di software che miliardi di persone usavano e continuano ad usare ogni giorno. Poi però la stessa cosa la facevano i signori di Cupertino, e tutti a fischiettare voltandosi dall’altra parte e facendo finta di nulla. Pensavo a tutto ciò mentre leggevo questa notizia, secondo cui i cellulari della mela morsicata dovranno aprire il proprio hardware alla concorrenza per usare i pagamenti tramite NFC. In fondo è questo il motivo principale per cui sono sempre stato un androidiano: da buon informatico, ho sempre avuto la curiosità di sperimentare con la tecnologia che mi circonda, sin dai tempi del Nokia 3110 sul quale caricavo le suonerie personalizzate tramite un cavetto fatto apposta che lo collegava al computer di casa. I cellulari della Apple, blindati per poter offrire un’esperienza più pulita ed uniforme, non hanno mai fatto per me. Leggi il resto di La mela morsicata dovrà aprirsi

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