due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto

La foglia di fico è caduta

Non potevo ignorare i fatti del fine settimana che hanno visto protagonisti Americani ed Ebrei scontrarsi contro gli Iraniani ad un livello che non si vedeva da tanto tempo, e che temo possa aprire la porta a giustificazioni sempre più stravaganti per giustificare attacchi unilaterali da parte del Paese a stelle e strisce, senza alcuna approvazione preventiva da parte della Nato o di altri organi internazionali. Questi fatti mi hanno colpito emotivamente da vicino, perché lo sviluppatore che ha preso in mano le redini di Slimstat, abita e lavora in Iran, e con il tempo siamo diventati in qualche modo amici. Quindi sapere che quest’America che ho finito per odiare dal profondo del cuore negli ultimi paio d’anni, sta attaccando il suo Paese, mi fa stare davvero male. Ma voglio usare questo post anche per rispondere ad alcuni commenti lasciati da Emanuele in calce ad un mio recente post su Trump. Leggi il resto di La foglia di fico è caduta

Trump, il Venezuela e Palantir

Volevo scrivere questo post già l’anno scorso, quando l’opinione pubblica venne informata ad agosto di navi americane spedite verso il Venezuela. Perché sospettavo di intuire come sarebbe andata a finire, ed in effetti i fatti delle ultime settimane mi hanno dato pienamente ragione. La cosa più sconcertante, comunque, è stato il silenzio assordante da parte dei capi di stato occidentali, senza voler contare i piccoli mugugni di qualcuno. Mi sarei aspettato un atteggiamento più critico anche da parte della Meloni, se devo essere sincero. Ma se da un lato capisco questo senso di servilismo nei confronti dell’alleato a stelle e strisce (inimicarsi l’America potrebbe avere gravi conseguenze per l’economia, vedi dazi), dall’altro avrei gradito un po’ più di spina dorsale da un governo che si vanta di non piegarsi davanti a niente ed a nessuno. Leggi il resto di Trump, il Venezuela e Palantir

Qualche giorno al parco DisneyWorld

Qualche mese fa ti raccontavo di Campanellino, e della sua passione per il mondo Disney. Pare si chiamino proprio adulti Disney: persone che nonostante l’età, conservano quella scintilla che li fa tornare bambini non appena varcano la soglia di uno dei parchi di divertimento più famosi degli Stati Uniti. Non so se sia la stessa cosa per i parchi italiani tipo Gardaland o Mirabilandia, o persino il siciliano Etnaland, ma qui nel Paese a stelle e strisce fare una vacanza a Disney World (in Florida) o Disneyland (in California) è praticamente un rito di passaggio a cui la maggioranza delle famiglie americane si sottopongono almeno una volta nella vita. Se non sei mai stato, ti considerano quasi una persona di seconda categoria 😅. Un viaggio che mette a dura prova il bilancio familiare, visti i costi del biglietto, dell’albergo e della ristorazione locale. Ma allo stesso tempo un’esperienza che vale la pena provare, per poter dire… io c’ero. Leggi il resto di Qualche giorno al parco DisneyWorld

Il buddismo, un cambio radicale di prospettiva

Domani i cattolici festeggeranno, ancora una volta, il compleanno di Gesù, un uomo considerato il figlio di Dio per duemila anni. A parte la domanda se Gesù sia veramente esistito, per avere una risposta alla quale ti rimando a questo interessantissimo video pubblicato da Nova Lectio un annetto fa, quello di cui vorrei parlare oggi è l’approccio di fondo nelle religioni cristiane. Noi italiani cresciuti all’ombra del Vaticano, siamo da sempre abituati a concepire l’entità di un Dio al di sopra di tutto e tutti, che ha già deciso le sorti del mondo e dell’umanità. Noi non possiamo fare altro che chiedere continuamente perdono per la nostra natura peccaminosa, incline ad un continuo allontanamento dalla grazia di Dio. Così puoi immaginare il mio stupore nell’apprendere i dettagli della prospettiva buddista, della quale Campanellino è una seguace. Leggi il resto di Il buddismo, un cambio radicale di prospettiva

Il rapporto del Censis per il 2025

Una consolidata tradizione natalizia di questo blog è l’annuale post per commentare il rapporto pubblicato di questi tempi dal Censis sulla situazione del Paese. Un’occasione per riflettere su come cambiano la società ed i costumi della nazione in cui sono nato. Spesso mi è stata posta la domanda “Ma a te che te ne frega? tu mica abiti in Italia?” quasi a dirmi che farei meglio a guardare ai problemi che abbiamo su questa sponda dell’Atlantico, anziché impicciarmi di quelli del Belpaese. Qui un lavoro simile lo svolge il Centro Ricerche Pew, con le sue analisi sociali, e non penso di sorprendere nessuno se dico che si tratta spesso di letture deprimenti, dallo stato del sistema educativo, fino alla percezione internazionale verso gli USA. Leggi il resto di Il rapporto del Censis per il 2025

I capoccioni europei fanno solo piangere

Non potevo non cogliere l’occasione per usare subito il nuovo CamuMeloni, quando ho letto che qualche giorno fa Zelensky ha incontrato a Londra quelli che io oserei definire i big boys, i ragazzi che si sentono chissà chi, per dirla con parole nostre. Alla fine dell’incontro, come sempre, tanto fumo e poco arrosto. Ma senza voler entrare nel dettaglio dei contenuti, è stata una delle immagini in calce all’articolo (vedi qui sotto) che mi ha fatto riflettere. Non sembra generata con l’intelligenza artificiale (ma di questi tempi, chi può mai saperlo per certo?) e mostra un linguaggio del corpo che la dice tutta sull’inettitudine di questi personaggi così pieni di sé che mandano avanti un carrozzone senza capire quali siano le vere priorità della gente. A parte la domanda spontanea su come mai non siano stati invitati gli altri capi di governo (e poi accusano la Meloni di volere le donne un passo indietro agli uomini, vabbè), quello che mi chiedo è per quanto ancora andrà avanti questa farsa? A me viene solo da piangere. Leggi il resto di I capoccioni europei fanno solo piangere

Un livello minimo di forza fisica

Le montagne russe a cui è stato sottoposto il mio ritmo quotidiano in questi ultimi mesi, mi hanno allontanato un po’ dalla lettura di quello che raccontano i miei vicini di casa virtuali sui propri blog. Così, quando l’altro giorno ho riaperto Feedly dopo una lunga assenza, ho trovato la bellezza di 170 post ad aspettarmi. Che in un’epoca in cui la blogosfera è oramai poco prolissa, sono davvero tanti. Così inizio a scorrere l’elenco, e l’occhio mi cade subito su Il momento della verità di Luca Conti. Ho cominciato a leggere i primi paragrafi, e già intuivo che c’era qualcosa che non andava. Iniziando a spulciare tra gli altri suoi post recenti, per recuperare il terreno perduto, faccio difficoltà ad accettare ed assimilare quello che Luca ci racconta tra quelle righe: non solo la comparsa di una malattia, ma la dolorosa introspezione che ne consegue. Ho avuto difficoltà a proseguire la lettura: sebbene non abbia mai incontrato Luca di persona, dopo 20 anni che frequento la blogosfera, è come se lo conoscessi da sempre. Leggi il resto di Un livello minimo di forza fisica

L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia

Qualcuno dei miei lettori probabilmente si sarà stupito della mancanza di post politici in questi giorni in cui mi trovo in Italia. Confesso che in effetti la mia permanenza romana, e la vicinanza fisica al nostro Presidente del Consiglio, mi avevano ispirato a scrivere due righe in merito. Lo spunto, in realtà, mi è venuto da un articolo apparso un paio di settimane fa non sul giornale di partito della Meloni, ma nientepopodimeno che sul Financial Times (il link aggira il paywall, ma non dirlo a nessuno 🤫). In cui si dice proprio quello che ho scritto nel titolo del post qui sopra, ovvero che l’Europa dovrebbe prendere esempio dall’Italia. Leggi il resto di L’Europa dovrebbe imparare dall’Italia

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