Lo so che pensavi che avrei glissato quatto quatto sugli avvenimenti politici italiani delle ultime settimane. Perché da buon fedele seguace di Giorgia, immagini che io voglia girarmi dall’altra parte per non vedere le peripezie che il nostro Presidente del Consiglio sta attraversando. Ed invece eccomi qui a parlare dell’esito del referendum sulla riforma della giustizia. Già sapevo che andava a finire così, perché in Italia quando si tratta di mettere mano alla Costituzione, tutti subito a strapparsi i capelli che la “Costituzione non si tocca”. Come se i padri fondatori che l’hanno scritta fossero onniscienti e potessero prevedere quello che sarebbe successo ottant’anni dopo aver scritto quel documento. Ora, non sto dicendo che ogni settimana dovremmo rivedere questo o quel passaggio della nostra Carta, ma forse l’Assemblea Costituente avrebbe fatto bene ad aggiungere un meccanismo decennale o persino ventennale di revisione ed aggiornamento. Una bicamerale obbligatoria in cui maggioranza ed opposizione lavorano insieme per il bene del Paese (utopia, dici?). Leggi il resto di Rimpasto di governo
Archivio degli articoli in salotto
Come mai tutto sembra così normale?
L’altro giorno leggevo un articolo su un blog che ti avevo suggerito circa un anno e mezzo fa, Collasso 2050, un sito indipendente dedicato a temi di rischio sistemico e collasso globale, gestito da un’autrice anonima che si firma, ovviamente in tema con il blog, Sarah Connor. Ho chiesto all’intelligenza artificiale di tradurlo ed adattarlo in italiano, così da poter condividere quelle riflessioni con i lettori del mio blog. Perché a differenza della crisi del 2008 o più recentemente della pandemia (“ne usciremo tutti migliori”, si diceva all’epoca, eh già), stavolta si tratta di una crisi costruita a tavolino, in un mondo che si scopre fin troppo fragile, in cui il sistema finanziario non può nulla di fronte alla crisi delle infrastrutture internazionali, che l’occidente per decenni ha trascurato, visto che tanto c’era mamma USA a pensare a tutto. Leggi il resto di Come mai tutto sembra così normale?
Lascio parlare Marco Travaglio
Oramai il solo pensiero di parlare dell’Arancione mi fa venire l’orticaria. Tant’è che mi astengo dal guardare le notizie in TV o sul web, tanto sia FoxNews (l’equivalente della nostra Rete4 ai tempi d’oro di Emilio Fede) che la CNN, china a novanta gradi nei confronti del partito democratico, forniscono soltanto la propria versione dei fatti, con buona pace della teoria dell’agenda setting. Allora oggi ho deciso di condividere un recente intervento di Marco Travaglio (non certo un uomo di destra, ma cresciuto all’ombra del grande Indro Montanelli). Perché dice esattamente quello che penso da tempo, parola per parola. Si, anche la parte dove critica e prende in giro il governo Meloni. Emanuele, tu questo post puoi saltarlo, che sennò poi ti faccio arrabbiare. No, scherzi a parte, critiche alla Von Der Leyen a parte, è l’ipocrisia generale di tutti a farmi inc…re, come diceva Gioele Dix una volta. Leggi il resto di Lascio parlare Marco Travaglio
L’ultimo post che scriveremo
La notizia è circolata su alcuni giornali locali un paio di giorni fa (grazie a Trap ed al buon Nicola per la condivisione): Luca Conti ci ha lasciati, a soli cinquant’anni. L’assenza di nuovi post sul suo blog in queste settimane mi aveva fatto sospettare che la situazione stesse peggiorando, ma la verità è che non si è mai pronti a ricevere la ferale notizia. Specialmente quando ad andarsene è qualcuno con cui si è condiviso, seppur a tratti alterni, una ventina d’anni di blogosfera. Allora oggi vorrei approfittarne per parlare di un argomento che mi girava per la testa da qualche giorno, e che qualcuno potrebbe riassumere in quello che una volta, scherzando, io ed alcuni amici, avevamo battezzato il “plugin scongiuro”. Ovvero un pezzetto di codice che si attiva dopo una prolungata assenza di nuovi post, pubblicando un’ultima riflessione da lasciare ai posteri. Leggi il resto di L’ultimo post che scriveremo
La foglia di fico è caduta
Non potevo ignorare i fatti del fine settimana che hanno visto protagonisti Americani ed Ebrei scontrarsi contro gli Iraniani ad un livello che non si vedeva da tanto tempo, e che temo possa aprire la porta a giustificazioni sempre più stravaganti per giustificare attacchi unilaterali da parte del Paese a stelle e strisce, senza alcuna approvazione preventiva da parte della Nato o di altri organi internazionali. Questi fatti mi hanno colpito emotivamente da vicino, perché lo sviluppatore che ha preso in mano le redini di Slimstat, abita e lavora in Iran, e con il tempo siamo diventati in qualche modo amici. Quindi sapere che quest’America che ho finito per odiare dal profondo del cuore negli ultimi paio d’anni, sta attaccando il suo Paese, mi fa stare davvero male. Ma voglio usare questo post anche per rispondere ad alcuni commenti lasciati da Emanuele in calce ad un mio recente post su Trump. Leggi il resto di La foglia di fico è caduta
Il valore del tempo ai giorni d’oggi
Signore e signori, buonasera. Ci scusiamo per la prolungata interruzione delle trasmissioni, dovuta ad una cosiddetta tempesta perfetta che ha visto il nostro camu da un lato combattere un nuovo attacco influenzale, che l’ha privato di forze e tempo per dedicarsi al blog, e dall’altro ad un repentino incremento di mansioni lavorative dovute all’assenza del suo capo per due lunghissime settimane. Ci scusiamo per aver causato allarme nei lettori che si sono preoccupati per lo stato di salute del tenutario. Le trasmissioni riprenderanno adesso in maniera sperabilmente regolare. A tal proposito passiamo la parola a camu, al quale siete tanto mancati in queste settimane. Leggi il resto di Il valore del tempo ai giorni d’oggi
Trump, il Venezuela e Palantir
Volevo scrivere questo post già l’anno scorso, quando l’opinione pubblica venne informata ad agosto di navi americane spedite verso il Venezuela. Perché sospettavo di intuire come sarebbe andata a finire, ed in effetti i fatti delle ultime settimane mi hanno dato pienamente ragione. La cosa più sconcertante, comunque, è stato il silenzio assordante da parte dei capi di stato occidentali, senza voler contare i piccoli mugugni di qualcuno. Mi sarei aspettato un atteggiamento più critico anche da parte della Meloni, se devo essere sincero. Ma se da un lato capisco questo senso di servilismo nei confronti dell’alleato a stelle e strisce (inimicarsi l’America potrebbe avere gravi conseguenze per l’economia, vedi dazi), dall’altro avrei gradito un po’ più di spina dorsale da un governo che si vanta di non piegarsi davanti a niente ed a nessuno. Leggi il resto di Trump, il Venezuela e Palantir
Qualche giorno al parco DisneyWorld
Qualche mese fa ti raccontavo di Campanellino, e della sua passione per il mondo Disney. Pare si chiamino proprio adulti Disney: persone che nonostante l’età, conservano quella scintilla che li fa tornare bambini non appena varcano la soglia di uno dei parchi di divertimento più famosi degli Stati Uniti. Non so se sia la stessa cosa per i parchi italiani tipo Gardaland o Mirabilandia, o persino il siciliano Etnaland, ma qui nel Paese a stelle e strisce fare una vacanza a Disney World (in Florida) o Disneyland (in California) è praticamente un rito di passaggio a cui la maggioranza delle famiglie americane si sottopongono almeno una volta nella vita. Se non sei mai stato, ti considerano quasi una persona di seconda categoria 😅. Un viaggio che mette a dura prova il bilancio familiare, visti i costi del biglietto, dell’albergo e della ristorazione locale. Ma allo stesso tempo un’esperienza che vale la pena provare, per poter dire… io c’ero. Leggi il resto di Qualche giorno al parco DisneyWorld