due chiacchiere

Non parlerò di politica

La scorsa settimana ho infranto una delle poche regole di questo blog, come raramente era accaduto in sedici anni di onorato servizio: quella di non parlare di politica su queste pagine. Perché tanto si finisce per farsi il sangue amaro a prescindere dal partito o dall’ideologia che ci sta a cuore. E specialmente negli ultimi decenni, in cui la polarizzazione delle opinioni spinge la gente a scontrarsi in maniera più aggressiva, mentre lontani sono i tempi di Don Camillo e Peppone dove alla fine tutti si sedevano comunque intorno ad un tavolino a ridere e volersi bene. Oggi l’astio e la rabbia inacidita la fanno da padrone, complici i social che amplificano idee estreme, e che diffondono notizie poco affidabili che però colgono l’attenzione delle masse e rendono tutto più difficile da comprendere per la persona qualunque. Una guerra civile (quasi) invisibile, fomentata da chissà chi, combattuta non a colpi di fucile, ma a colpi sulle tastierine dei nostri cellulari. Una lenta ed inesorabile disintegrazione sociale amplificata da quel senso amaro di ineluttabilità che aleggia nell’aria. Non parlerò di politica: Leggi il resto »

Io ho votato Meloni

Il 25 settembre, ormai lo sappiamo, si voterà per rinnovare il Parlamento italiano. La legge elettorale che useremo si chiama Rosatellum, un sistema misto in vigore dal 2017, quando sostituì definitivamente il Porcellum, anche noto come Legge Calderoli. A parte il nome quanto mai discutibile e curioso, a me quell’impostazione piaceva principalmente per l’idea del premio di maggioranza, che assicurava un quorum stabile e solido alla coalizione vincente, cosa che il Rosatellum non fa, come s’è visto nel 2018. Il premio di maggioranz per me ci vorrebbe qui in America, dove quel rimbambito di Biden ad esempio ha esattamente 50 senatori su 100 totali, con i disagi per le azioni di governo che puoi facilmente immaginare. Digressioni a parte, mentre voi aspettate impazienti di recarvi alle urne, noi italiani all’estero abbiamo già ricevuto le due schede elettorali e le abbiamo rispedite al consolato per il conteggio finale della prossima settimana. Nei mesi scorsi, ho cercato di farmi una cultura sulle varie coalizioni, le loro idee, la coerenza del loro comportamento prima, durante e dopo Draghi (santo subito!), e via dicendo. E per la prima volta da moltissimi anni, ho esercitato un voto convinto, non con il “naso tappato” come ho fatto per Biden ad esempio. Io ho votato Meloni: Leggi il resto »

Nessuno vuole più insegnare in America

La notizia è di qualche settimana fa: in America c’è carenza di insegnanti un po’ ovunque. La cosa, a dire il vero, non mi stupisce più di tanto: tra salari da miseria, continue sparatorie, genitori che hanno in mano tutto il poter, e le scarse possibilità di carriera, chi si sognerebbe mai di impelagarsi in una professione che causa più acidità di stomaco che altro? Quegli eroi che resistono in trincea, come Sunshine, non lo fanno per la gloria o per la ricchezza: l’unico motivo che li spinge ad affrontare una trentina di scolari scalmanati ogni santo giorno è il desiderio di aiutare quelle piccole menti a costruirsi un futuro. Una missione sociale in cui, nonostante tutto, credono in maniera indefessa. Se poi aggiungiamo che in molte città americane, gli insegnati di colore sono ancora più difficili da trovare, causando quella dissonanza cognitiva tra gli studenti neri che non riescono a rapportarsi con un docente bianco, si capisce benissimo come la situazione sia più critica di quello che le notizie lasciano intravedere. Nessuno vuole più insegnare in America: Leggi il resto »

Due animali di cattivo umore

Il video che ti propongo oggi me l’ha girato un mio amico su WhatsApp qualche settimana fa, ed ogni volta che lo guardo non riesco a fare a meno di ridere. Non tanto per la freddura, che dopo un paio di volte è anche scontata, ma per come la racconta il ragazzo, che deve sforzarsi per non scoppiare a ridere prima del gran finale. In Italiano, la si potrebbe tradurre così: “Cosa ottieni se metti insieme una mucca ed una capra incazzate? Hai due animali di caaaaattivo (mimando il belare della capra) umoooore”. Lo so, non suona bene nella nostra lingua, ma rende l’idea. Per i non anglofoni, il ragazzo dice: “What do you get when you cross an angry sheep and an angry cow? Well, you get two animals that are in a baaaaad mooooood”. Geniale. Due animali di cattivo umore: Leggi il resto »

I bambini ed il falso senso di autostima

Per due bimbe che condividono un bel pezzo di DNA, le nostre figlie non potrebbero essere più differenti nel modo in cui si rapportano con il mondo che le circonda. Alla piccola, che ha compiuto 11 anni da poco, qualche mese fa la maestra ha assegnato un compito per casa abbastanza complesso, che richiedeva di effettuare una ricerca online sulla storia dei dinosauri. Dopo aver tentato di trovare alcune informazioni su Google, ha gettato la spugna disperata ed è venuta in cucina piangendo “non so fare nulla!” Al contrario la grande, che fra qualche mese avrà la veneranda età di 14 anni, si comporta come se la sua intelligenza superasse quella di Einstein. Ogni volta che le facciamo notare qualcosa, non è d’accordo per principio, dalle banalità tipo usare la forchetta in un certo modo, alle relazioni con le proprie compagne di classe (i drammi che si consumano tra quelle mura scolastiche sono peggio delle telenovele sudamericane). Mi ricorda il figlio grande di Elasti. A volte Sunshine ed io ci chiediamo se l’autostima dell’una sia troppo bassa e quella dell’altra troppo alta. Ma esiste davvero un giusto equilibrio? I bambini ed il falso senso di autostima: Leggi il resto »

Idee per una vacanza in Florida

Un paio di settimane fa l’allegra famiglia Camu ha deciso di prendersi qualche giorno di vacanza e volare verso lidi balneari dal clima più mite per potersi immergere in acque marine che superino la soglia dei 17 gradi in agosto. Già, perché mentre voi nel Belpaese vi godete l’acqua tiepida del Mediterraneo, qui le temperature dell’oceano Atlantico che bagna il New Jersey sono abbastanza frigide anche in piena estate, e ci tocca migrare verso il Golfo del Messico pur di poter rinfrescare le membra in acque meno gelide. Sunshine aveva il desiderio di visitare la zona intorno a Destin, in Florida, e così grazie all’aiuto dell’agenzia viaggi di Costco (eh già, questo marchio comprende molti servizi, non solo i famosi supermercati supersized) abbiamo prenotato un volo diretto da La Guardia ed un albergo a due passi dal mare. Volendo riassumere la nostra esperienza in poche parole, ci siamo divertiti un sacco: sia che tu voglia provare l’ebrezza del parapendio a traino, affittare un acquascooter, passare una giornata al locale parco acquatico o semplicemente crogiolarti al sole steso su una sabbia così bianca che sembra farina, Destin offre tutto questo e molto di più nel raggio di una decina di chilometri. Idee per una vacanza in Florida: Leggi il resto »

Perché preferisco le auto in leasing

Il mercato automobilistico americano è esploso l’anno scorso, quando la gente ha cominciato a capire di volersi spostare dalle metropoli verso l’interland (i cosiddetti suburbs), specialmente considerando che in tanti potevano finalmente lavorare da casa almeno parzialmente fino alla pensione. A New York, ad esempio, molti miei colleghi non hanno un’autovettura, abituati ad usare la fitta rete del trasporto pubblico cittadino anche per andare a fare la spesa: in questo modo risparmiano di assicurazione, bollo, parcheggio o garage, ed ovviamente manutenzione. Ma quando ti sposti nell’interland, la macchina diventa una necessità a cui non si può più fare a meno. Così l’impennata della domanda, collegata al taglio dell’offerta per via della penuria di microchip, ha spinto i prezzi del nuovo e dell’usato alle stelle. Una congiuntura di cui ho deciso di approfittare il mese scorso, anche considerando che volevamo cambiare il nostro SUV medio (un Hyundai Santa Fe) con qualcosa di più piccolo e più parsimonioso nei consumi. Perché preferisco le auto in leasing: Leggi il resto »

Riciclare la plastica non basta più

Da qualche settimana a questa parte lo stato del New Jersey dove abito ha messo al bando le buste di plastica: dal supermercato al negozio di abbigliamento, d’ora in poi dovrai portarti la tua borse riutilizzabile dove mettere i tuoi acquisti. Ovviamente c’è stato un gran dibattito sull’efficacia di questi interventi governativi, con buona parte della popolazione a favore di questo cambiamento, e qualche voce solitaria fuori dal coro (inclusa quella del sottoscritto) a far notare che, sebbene sia un passo nella giusta direzione, alla fine dei conti si tratta della proverbiale goccia nel mare, utile solo a creare un fastidio alla gente, e nulla di più. Perché questo cambiamento forse ci fa sentire con la coscienza a posto, ma la realtà è che dovremmo rivoluzionare la filiera di confezionamento dei prodotti. Per decenni ci hanno martellato di pubblicità progresso per insegnarci a riciclare, ed ora si scopre non solo che il riciclaggio della plastica non funziona, ma che alle azienda non interessa proprio fare la propria parte. Riciclare la plastica non basta più: Leggi il resto »