due chiacchiere

Archivio del giorno salotto

I contrabbandieri di armi ringraziano

Oramai la guerra in Ucraina non fa più notizia, i riflettori si sono spostati altrove, mentre milioni di persone continuano a soffrire dall’altra parte del confine della Nato. La diplomazia internazionale, grande assente in questo conflitto europeo, continua a voler seguire la strada degli armamenti, scaricando vagonate di ogni tipo di arsenale al confine con la Polonia, senza nessun interesse a voler perseguire un approccio diplomatico e a convincere il signor Zelensky che così non si può andare avanti. Quello che mi perplime però, in questa uggiosa giornata d’estate, è che nessuno si preoccupa di cosa ne sia delle carrettate di fucili ed artiglieria varia che stiamo regalando agli ucraini.

Sebbene sia giusto non fare di tutta l’erba un fascio, non dimentichiamo che questi signori non sono proprio dei santi, quando si tratta di raggranellare qualche spicciolo vendendo armi sotto banco a loschi compratori che poi finiscono per usarle in attentati in giro per il mondo. La Nato si lava la coscienza facendo quello che ritiene giusto, ma temo che le conseguenze di come i capoccioni del mondo stiano gestendo questo conflitto le pagheremo per molti anni, non solo a livello economico e finanziario. La situazione è molto più complessa di quello che ci lasciano intravedere le notizie dei giornali. Quando Conti e Salvini ci dicono che sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere prima di approvare decisioni in merito, non hanno tutti i torti. Poi che i pentastellati lo usino come un pretesto per far cadere il governo, quella è un’altra storia da discutere in separata sede.

Sistemi di trasporto urbano intelligenti

Tramite alcuni post che ho scritto in queste ultime settimane (dal litio alla plastica, da Greta all’ecologia digitale), ho cercato di delineare il mio punto di vista sull’argomento. Forse l’ho fatto in maniera un po’ confusa e frammentata, ma questo è il mio stile e non penso riuscirò mai a renderlo più lineare e diretto. In questi ultimi anni ho cercato di capire meglio la situazione ecologica in cui ci troviamo, leggendo articoli, guardando documentari, ascoltando podcast che affrontano l’argomento da vari punti di vista. L’altro giorno, as esempio, sono incappato in una relazione in cui il servizio di ricerca del Parlamento europeo fa un’analisi su dieci tecnologie che potrebbero cambiarci la vita. Così ho deciso di conservare uno dei capitoli tra le pagine del blog: magari fra qualche anno lo rileggerò sorridendo, pensando a quanto fossimo ingenui all’epoca. Sistemi di trasporto urbano intelligenti: Leggi il resto »

Il diritto all’aborto messo in discussione

Oggi qui si festeggia il giorno dell’indipendenza. Ma a dirla tutta, c’è poco da stare allegri: gli Stati Uniti non sono più quelli di Starsky e Hutch o A-Team che abbiamo imparato a conoscere nei ruggenti anni Ottanta. Il Paese di Beverly Hills 90210, pur con le sue contraddizioni, sembra essere definitivamente sulla via del declino e dell’implosione sociale. La colpa, dicono quelli che hanno studiato, è da attribuire al livello di contrapposizione ed ostruzione che i due partiti principali si fanno da un trentennio a questa parte. Se ai tempi di Bush padre ed in parte di Clinton ancora ancora si vedeva un briciolo di collaborazione tra Democratici e Repubblicani, da Bush figlio in poi, non fanno altro che mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda, e smontare e cambiare qualsiasi riforma messa in piedi dal governo precedente. L’ultima notizia, ne avrai sentito parlare anche in Italia, è legata al repentino cambio di direzione sull’aborto da parte della Corte Suprema. Ma dico io, in un Paese civilizzato che si ostina ad esportare la sua famigerata democrazia in giro per il mondo, siamo ancora a discutere dell’aborto? Il diritto all’aborto messo in discussione: Leggi il resto »

Quest’America ha perso la sua patina dorata

Il professor Paul Krugman è un docente di Economia che insegna all’università dove lavoravo fino alla scorsa settimana. Da anni il New York Times gli concede uno spazio dove scrivere editoriali sullo stato economico della nazione. Nel tempo ho scoperto di condividere molte delle opinioni espresse dal professor Krugman, e così ho deciso di tentare un esperimento sul blog, traducendo e condividendo alcuni dei suoi editoriali qui sul blog (con la speranza che la testata giornalistica non venga a farmi causa 😅), come spunto di riflessione per i miei piccoli lettori. Ad esempio, in un recente intervento, ha raccontato di essere andato in vacanza in Europa, e di aver notato come il Vecchio Continente si stia portando avanti in tante piccole cose quotidiane. Un paragone che non può che mettermi tristezza, perché ancora una volta sta confermando come io abbia giocato male le mie carte, e che la scommessa dell’emigrazione si sia rivelata meno fruttuosa del previsto. Quest’America ha perso la sua patina dorata: Leggi il resto »

In difesa dell’eugenetica moderna

E così il primo corso del mio Master in gestione della disabilità (il titolo originale sarebbe Certificate in Disability Studies) si è concluso. Dopo trent’anni spesi a studiare informatica in lungo e largo, volevo allargare i miei orizzonti culturali esplorando una disciplina completamente diversa, ed estendere la mia passione (ossessione?) per l’accessibilità web ad altri settori. Il professore ci ha assegnato vari articoli da leggere durante il semestre, per darci modo di familiarizzare con gli argomenti che avrebbe trattato nella settimane successive. Uno di questi affrontava il tema dell’eugenetica in modo provocatorio e stimolante, suggerendo che forse è arrivato il momento di superare la concezione negativa che tutti abbiamo di quest’insieme di teorie (derivata dall’incubo dal nazismo), e di guardare piuttosto al progresso fatto in questi anni dalla scienza. Così ho deciso di condividerne alcuni passaggi sul blog. In difesa dell’eugenetica moderna: Leggi il resto »

Guardiamo oltre lo specchietto dell’inflazione

La notizia rimbalzata a titoli cubitali sulle principali testate giornalistiche americane negli scorsi giorni è stata che non vedevamo un’inflazione così alta dal 1981. Mentre in Europa state vivendo un’inflazione importata (cioè legata esclusivamente al costo delle materie prime e della distribuzione), qui quelli che hanno studiato ci dicono che si tratta di un’economia surriscaldata: la disoccupazione bassissima che spinge in alto i salari, la penuria di materie prime per via delle guerre, la catena di distribuzione ingolfata, l’impennata della domanda di beni di consumo dato che la gente ha più soldi e voglia di rimodernare la casa o cambiare l’automobile. Tutti fattori che contribuiscono a spingere i prezzi al consumo verso l’alto, che i politici americani non riescono ad arginare in nessun modo,  mentre quell’allocco di Biden continua a contare le mosche sul muro. La Banca centrale americana prova a gettare acqua sul fuoco con l’aumento dei tassi, ma quello che nessuno ci dice è che questa mossa potrebbe rivelarsi fatale per l’economia. Guardiamo oltre lo specchietto dell’inflazione: Leggi il resto »

Ecco perché gli americani vanno in bancarotta

Oggi vorrei raccontarti la storia del signor Flor, ricoverato in ospedale a Seattle per due mesi a causa del Covid, ritenuto dai medici in condizioni critiche, ed infine sopravvissuto per raccontare la sua testimonianza al resto del mondo. Ma non ti racconterò del miracolo che questo settantenne americano ha ricevuto all’epoca, piuttosto dell’astronomica fattura che gli è arrivata dall’ospedale dopo che l’uomo è stato dimesso: 1.1 milioni di dollari e centottanta pagine di spiegazioni dettagliate su tutti i servizi offerti durante la sua permanenza. In questo caso il signor Flor potrà dormire comunque sonni tranquilli: il servizio sanitario nazionale Medicare di cui usufruiscono tutti i pensionati a stelle e strisce, coprirà la maggior parte delle spese, specialmente essendo legate ad una degenza da Covid. Ma l’episodio ti fa già capire dove voglio andare a parare: stando ad una ricerca americana del prof. Himmelstein, due terzi delle persone che vanno in bancarotta, lo fanno per motivi legati alla salute, e si scopre che l’assicurazione medica a volte non rappresenta quel sicuro paracadute che pensiamo di avere. Ecco perché gli americani vanno in bancarotta: Leggi il resto »

Cos’è che fanno in Kansas?

Ero indeciso se archiviare questo post tra le lezioni d’inglese o come umorismo, ed alla fine ho pensato fosse meglio non rompere i cabbasisi ai miei piccoli lettori con un pippone lungo sulle curiosità della lingua a stelle e strisce. La foto che ti propongo mi è capitata tra le mani mentre scorrevo il mio feed su Reddit. Uno sfortunato refuso che fa sparire un paio di lettere all’equivamente inglese della parola annualmente. Una veloce ricerca indica che si tratta di una bufala, ma pur sempre ben architettata dai buontemponi di turno.

Un cartello in una vetrina con la scritta: Lo sapevi? Kansas City ospita analmente 25 milioni di visitatori