due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 2

Nessuno può cacciarlo via a pedate nel deretano

Ci risiamo, Trump torna all’attacco di Giorgia Meloni sul suo esclusivissimo social network, suggerendo stavolta che ci vorrebbe una misura cautelare di allontanamento (di chi? perché? in seguito a cosa?), insieme ad una foto che ritrae l’uomo arancione e Giorgia quasi come se lei volesse flirtare con lui. Parto dall’angolo sessista: come mai Trump attacca l’unica donna Presidente del consiglio, e si guarda bene dal riservare lo stesso trattamento nei confronti che so, di Macron, Pedro Sanchez o Merz, giusto per nominarne alcuni? Mi ricorda quando Biden baciò Giorgia sulla testa, cosa che certo non si sarebbe mai permesso di fare con nessuno degli altri leader del Vecchio Continente. La cosa più irritante, comunque, è che proprio questi leader stiano zitti e guardino dall’altra parte, invece che rispondere a tono a Trump. Ho cercato in rete, e non ho trovato granché su prese di posizione per difendere l’Europa comune. Europa comune solo quando conviene a loro. Leggi il resto di Nessuno può cacciarlo via a pedate nel deretano

L’America e gli americani

Visto che le vacanze sono oramai alle porte per tanti, tra scuole chiuse e caldo asfissiante, oggi vado con un post leggero come la scorsa settimana. Ho trovato quest’immagine agrodolce su Reddit, e chiaramente mi ha subito colpito per la semplicità con cui esprime un concetto abbastanza più complesso. Andando in giro, vedo molte più macchine parcheggiate a Walmart, il supermercato “discount” dove si trova(va)no prodotti più economici per uso quotidiano. Eppure i centri commerciali sono pieni, la gente (specialmente i boomer) continua ad andare al ristorante e pagare 80 dollari per una pizza ed una cotoletta, e continua a riempire il serbatoio dei loro SUV a 5 dollari al gallone. C’è qualche timida protesta qua e la, ma nulla di davvero efficace come, che so, i manifestanti in Albania che il resort di Trump non lo vogliono proprio. Ed allora continuiamo a far finta di nulla, mentre la barca continua ad affondare. Leggi il resto di L’America e gli americani

Finalmente, Giorgia, finalmente

Non potevo non commentare gli screzi fra l’Arancione e Giorgia Meloni avvenuti negli scorsi giorni tramite social. Non bastava quello che è successo in Parlamento, quando quel raffinatissimo signore che è Francesco Silvestri, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, ha attaccato Giorgia sulla sua postura internazionale. “Lei non ha rialzato la schiena, lei ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda”, ha detto riferendosi ai rapporti con Trump e Netanyahu. Ma non eravamo tutti contro il patriarcato, contro i femminicidi, e per il rispetto delle donne e bla bla bla? Peccato che poi i fatti non sempre corrispondano alle parole. Ora ci s’è messo pure Trump, che in un post sul suo social Truth, afferma non solo che Meloni lo abbia implorato ripetutamente di fare una foto insieme, ma anche che Giorgia sta facendo un pessimo lavoro in Italia. Senti chi parla! Leggi il resto di Finalmente, Giorgia, finalmente

Il problema dei costi universitari in America

Quello che sto per scrivere è un post che diciotto anni fa, quando giunsi sul suolo americano, non avrei certo mai sognato di dire un giorno. Perché erano i tempi di Obama, delle riforme che promettevano di cominciare ad affrontare i problemi di un sistema sanitario costoso ed inefficiente, e tutto sommato si sentiva la speranza per un futuro migliore nell’aria. Per carità, Obama non è stato certo uno stinco di santo (Libia, anyone?) ma nulla al confronto della putrefazione sociale in cui viviamo adesso. Più mi guardo intorno, e più mi chiedo come la gente non voglia scapparsene a gambe levate da questo posto. No, non mi riferisco alle decisioni mercuriali dell’Arancione. Ma penso alla qualità della vita che questo sistema che s’illude di essere democratico offre ai suoi cittadini. Leggi il resto di Il problema dei costi universitari in America

Ho deciso, non riciclo più

Lo so, sono un pessimo esempio per la società. Ma diciamocelo chiaramente: mentre noi ci impegniamo a tenere il tappo attaccato alla bottiglia per non inquinare, i parrucconi e gli oligarchi in giro per il mondo, stanno comunque distruggendo il pianeta in mille modi diversi. Molte statistiche ci dicono che riciclare non basta più, perché la plastica è oramai ovunque. Qui in America a volte al supermercato vedo le patate sullo scaffale avvolte singolarmente nel cellophane, e non sai quanto la cosa mi dia ai matti. Di microplastiche avevo già parlato un paio d’anni fa, ma dati aggiornati al 2026 mostrano come il Paese a stelle e strisce rimanga cocciutamente indietro sull’argomento. Di belle parole e fiumi d’inchiostro su quello che si potrebbe fare, se ne sprecano a tonnellate, ma alla fine dei conti sembra cambiare poco e nulla, anno dopo anno. Leggi il resto di Ho deciso, non riciclo più

Quando mi chiedono come sto

In America, ovunque vai, la persona che ti troverai di fronte, al supermercato, al bar, sull’autobus, inevitabilmente comincerà la conversazione con il classico Hi, how are you doing?, ciao, come stai? Una domanda retoricissima a cui si risponde, con noncuranza, well, and you? bene, e tu? Un retaggio storico di britannica memoria, che però è stato completamente svuotato di ogni significato sincero. Quando la cassiera al centro commerciale mi chiede come sto, non vuole certo sapere la storia della mia vita, o che ogni giorno mi sveglio col patema d’animo e la preoccupazione per il mio stato di salute e per il costo della vita che continua a salire ed il mio stipendio che invece rimane sempre uguale. Vuole semplicemente sentirsi rispondere “bene, grazie”, mentre passa i vari prodotti al lettore di codici a barre. Leggi il resto di Quando mi chiedono come sto

Uno spaccato di America quotidiana

Campanellino ed i suoi figli hanno un rituale che si ripete più o meno costantemente ogni venerdì sera da ben prima che la conoscessi: andare a mangiare qualcosa al piccolo pub dietro casa. Un localino tranquillo, dove puoi ascoltare un po’ di musica country dal vivo, addentare un hamburger generalmente decente, e scambiare due chiacchiere in compagnia. Allora osservavo quelle persone che vivevano un momento di serenità e distacco dal logorio della vita moderna, e dalla pazzia di quello che succede là fuori. Perché l’America non possa essere semplicemente questo, mi chiedevo, un posto in cui la gente abbia la possibilità di vivere la vita serenamente, senza preoccuparsi della prossima malattia e delle fatture salate che ti manderà l’ospedale? La risposta è semplice: il capitalismo sfrenato che pensa solo al portafogli. Leggi il resto di Uno spaccato di America quotidiana

Rifarsi il letto la mattina

Da buon rappresentante del segno della vergine (non che io creda agli oroscopi), sono sempre stato una persona più o meno ordinata, a cui piace che le cose siano messe al proprio posto. Già dai tempi dell’università, quando abitavo per conto mio, ad esempio, ero solito rifarmi il letto prima di andare a lezione. Chi l’avrebbe mai detto che quell’abitudine mi avrebbe aiutato a dare un’impostazione più positiva alla mia vita, stando al video qui sotto, un passaggio del discorso di fine anno pronunciato nel lontano 2014 dall’ammiraglio McRaven all’Università di Austin in Texas. Certo, il mondo lì fuori sarà sempre caotico e sempre più popolato da matti scatenati che giocano con le nostre sorti come se nulla fosse, rendendoci più poveri, meno educati, e sempre più aggressivi gli uni nei confronti degli altri. Ma almeno quel piccolo senso di orgoglio di aver rifatto il letto, non può togliercelo nessuno. Leggi il resto di Rifarsi il letto la mattina

Torna in cima alla pagina