Signore e signori, buonasera. Ci scusiamo per la prolungata interruzione delle trasmissioni, dovuta ad una cosiddetta tempesta perfetta che ha visto il nostro camu da un lato combattere un nuovo attacco influenzale, che l’ha privato di forze e tempo per dedicarsi al blog, e dall’altro ad un repentino incremento di mansioni lavorative dovute all’assenza del suo capo per due lunghissime settimane. Ci scusiamo per aver causato allarme nei lettori che si sono preoccupati per lo stato di salute del tenutario. Le trasmissioni riprenderanno adesso in maniera sperabilmente regolare. A tal proposito passiamo la parola a camu, al quale siete tanto mancati in queste settimane.
(Il pubblico esplode in un boato di applausi mentre camu entra in scena da un ingresso laterale) Ciao, ciao a tutti. Avrei voluto registrare un audio post per questo mio ritorno sugli schermi del mio blog, ma i tempi necessari alla post produzione e la voglia di riprendere il più presto possibile, mi hanno convinto ad accontentarmi di un semplice post. Ho tante cose da raccontare, tanti post da scrivere, perché sebbene io avessi interrotto la pubblicazione, ovviamente continuavo a raccogliere idee su cose da condividere con i miei lettori, opinioni da discutere, curiosità americane e quant’altro. Il problema è stata la mancanza di tempo, come ha spiegato qui sopra l’annunciatrice che mi ha preceduto.
Vorrei rassicurare in particolare Emanuele, visto che la mia assenza è coincisa con alcuni commenti che ha lasciato in calce ad un mio recente post su Trump e l’imperialismo americano. Non sono stati i tuoi commenti a spingermi al silenzio. Anzi, come i miei lettori di lunga data dovrebbero sapere benissimo, io sono ben contento quando qualcuno esprime un’opinione diversa dalla mia, e mi spinge a pensare da punti di vista diversi. Come dico sempre in merito all’inglese, ad esempio, se la gente si “vergogna” di dirmi quando sto pronunciando una parola in maniera sbagliata, o usando una forma grammaticale non corretta, come farò mai ad imparare ed a correggermi? Quindi ben vengano le critiche costruttive, specialmente quando sono fatte in maniera pacata e ragionevole. Non urlando ed aggredendosi come capita sui social e sulla tv spazzatura.
Scriverò alcuni post per rispondere a quei commenti, perché apprezzo il tempo che Emanuele ha voluto dedicarmi, e le sue riflessioni meritano una risposta più articolata di quella che si può mettere in un commento. E poi vorrei chiarire alcuni fraintendimenti: il mio professore d’Italiano me lo diceva sempre, che io ho difficoltà ad esprimere in maniera chiara quello che penso. Un problema non da poco, per un tenutario di blog 😅 Al momento dico solo che quel minchione di Trump mi sta più antipatico che mai, e l’America in cui vivo mi delude sempre di più ogni giorno che passa. Ma qui ho il mio lavoro, e non ho più trent’anni e non posso semplicemente fare la valigia e tornare in Italia.
La riflessione finale di questo post è legata al titolo che ho scelto. Capita a volte che non riusciamo a controllare il tempo a nostra disposizione, vuoi per un raffreddore che scombussola tutti i nostri piani, vuoi per cause esterne e scadenze lavorative. E se c’è una cosa che mi da fastidio, è la mancanza di controllo. Perché mi ricorda come fattori esterni possono sviare i miei piani senza che io possa farci nulla. Piano piano sto cercando di riacquistare il controllo: le scatole del trasloco sono finalmente tutte vuote, e l’appartamento inizia finalmente a non sembrare più un accampamento per sfollati. Per uno della vergine come me, non era facile vedere roba dappertutto 🙂
Insomma, ben trovati. E grazie a coloro che mi hanno scritto in privato per chiedermi se stavo bene. Mi siete mancati.
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