due chiacchiere

La cena si tinge di giallo

Da quando mi sono trasferito nel Paese a stelle e strisce c’era un’esperienza che non avevo mai avuto modo di provare, fino alla scorsa settimana: la cena con delitto. In breve, ci sono delle compagnie teatrali che organizzano cene in collaborazione con ristoranti ed alberghi, durante le quali i commensali devono risolvere un delitto che avviene sotto i loro occhi, tra uno spaghetto ed una cotoletta di pollo. Se hai mai visto il film Signori, il delitto è servito, puoi immaginare di cosa si tratta a grandi linee. Un’idea originale che unisce cena e teatro in un mix misterioso e divertente. Chissà se in Italia esistono eventi simili?

Campanellino ed io eravamo seduti al tavolo numero 7, in compagnia di una famiglia, ed un gruppo di tre ragazze venute da lontano per vivere quest’esperienza intrigante. Nessuno degli attori mimetizzati era seduto al nostro tavolo (per fortuna!), ma è stato bello scoprire come persone apparentemente normali che conversavano con i commensali al loro tavolo, alla fine si sono rivelati essere l’assassino ed uno dei complici. Certo, immagino che non debba essere facile recitare una parte in maniera così spontanea, senza lasciar trapelare nessun indizio fino alla fine della serata. Durante la cena, due investigatrici hanno intrattenuto gli invitati facendo loro domande per capire se potessero essere loro i colpevoli. Tra una domanda e l’altra, venivano forniti indizi, per dare al pubblico un’idea di chi guardarsi le spalle.

La storia di quella sera era che una giocatrice di bowling con il vizio del gioco d’azzardo, aveva accumulato ingenti debiti nei confronti di uno strozzino. Per togliersi dai guai, aveva truccato una delle partite di bowling, scommettendo contro se stessa grazie ad un prestanome. Incassata la vincita, aveva provveduto a ripagare lo strozzino. Ma un giornalista sportivo troppo zelante aveva sentito puzza di bruciato, ed aveva pubblicato un articolo gettando ombre sulla sconfitta patita dalla giocatrice. Peccato che qualche sera dopo la pubblicazione dell’articolo, il giornalista era stato trovato morto nella sua auto: un suicidio sospetto, stando al verbale della polizia.

Durante la cena, avevamo la possibilità di prendere appunti per collegare i vari indizi, e cercare di indovinare la soluzione. Campanellino c’era quasi arrivata, mentre io mi ero perso tra tutti i dettagli 😅 Comunque ci siamo divertiti molto. Un modo simpatico per rivivere la mia passione per i telefilm del Tenente Colombo e dell’Ispettore Derrick, che mia nonna guardava religiosamente ogni settimana.

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