Domani i cattolici festeggeranno, ancora una volta, il compleanno di Gesù, un uomo considerato il figlio di Dio per duemila anni. A parte la domanda se Gesù sia veramente esistito, per avere una risposta alla quale ti rimando a questo interessantissimo video pubblicato da Nova Lectio un annetto fa, quello di cui vorrei parlare oggi è l’approccio di fondo nelle religioni cristiane. Noi italiani cresciuti all’ombra del Vaticano, siamo da sempre abituati a concepire l’entità di un Dio al di sopra di tutto e tutti, che ha già deciso le sorti del mondo e dell’umanità. Noi non possiamo fare altro che chiedere continuamente perdono per la nostra natura peccaminosa, incline ad un continuo allontanamento dalla grazia di Dio. Così puoi immaginare il mio stupore nell’apprendere i dettagli della prospettiva buddista, della quale Campanellino è una seguace.
Per i buddisti non esiste un’entità esterna in grado di fare il bello ed il cattivo tempo: Buddha è un maestro illuminato, non una divinità. La nostra felicità non dipende dal volere di chi abita al piano superiore, per intenderci, ma da noi stessi: attraverso la meditazione, le buone azioni, e l’amore per tutte le creature, possiamo raggiungere un equilibrio interiore (nirvana) imperturbabile. Secondo me è proprio questa la chiave di volta che rende, oggi più che mai, la religione cattolica sempre meno attraente per i giovani, che vedono Dio come un’entità distante, a volte capricciosa (perché dovrebbero esserci le guerre, nella visione di un Dio riconciliatore?), e dell’uomo come perennemente macchiato dall’onta del peccato originale, e quindi sempre in una posizione succube rispetto a Dio.
Senza contare tutta l’impalcatura costruita intorno ai Vangeli negli ultimi secoli: i cattolici proclamano santi quelli che fanno i miracoli, ma in genere, quando si attribuisce a persone viventi un miracolo o presunto tale, tendono a negare il fenomeno dei miracoli. Al contrario, i buddisti sostengono che i miracoli siano dappertutto, li vedono ovunque, e quando un uomo compie imprese straordinarie le ritengono assolutamente normali. A me questa cosa ha ricordato molto un mio vecchio cavallo di battaglia, La profezia di Celestino, un libro new age in cui si delineano i tratti di un nuovo credo religioso basato sulla consapevolezza di un’energia che pervade l’intero universo, e delle coincidenze che non sono altro che segnali di quest’universo ad ognuno di noi.
A me è sempre piaciuto esplorare le varie culture religiose. Sebbene negli ultimi anni sia diventato sempre più agnostico, ed io mi sia allontanato dalla religione cattolica, sempre più spesso usata per raggiungere certi scopi molto terreni e poco divini, sono curioso di scoprire gli aspetti morali portati avanti dalle varie denominazioni. Perché alla fine, tutti cerchiamo una risposta alla domanda più antica del mondo: qual è il senso della nostra vita? Per alcuni è la promessa della vita eterna al fianco di Gesù, per altri è la reincarnazione, per altri ancora è il senso della moralità e del rispetto altrui. Per me? Come sanno quelli che mi conoscono, il mio obiettivo è di lasciare questa Terra un po’ migliore di come l’ho trovata.
Buone feste.
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