due chiacchiere

Il mito della principessa nella cultura americana

L’idea del macho americano, armato fino ai denti, che si arrampica a mani nude sul grattacielo per salvare i poveri ostaggi mentre fa piazza pulita dei cattivi di turno, è entrata nei decenni nell’immaginario collettivo occidentale grazie alla propaganda portata avanti subdolamente dal Paese a stelle e strisce, come ha spiegato fin troppo bene Noam Chomsky nel suo libro La fabbrica del consenso (su cui sto scrivendo un post a parte). Uno degli effetti collaterali di quest’approccio è lo sbilanciamento culturale tra quello che la società si aspetta da un uomo, rispetto a quello che invece sono chiamate a fare le donne.

A rifletterci bene, basta paragonare le commedie romantiche italiane e quelle americane, per rendersi conto di come queste ultime siano spesso l’ennesima variante di un copione trito e ritrito dove la biondina di turno, possibilmente squattrinata e con un figlio a carico, viene salvata dall’aitante uomo d’affari incontrato casualmente al bar mentre entrambi facevano colazione.

Vuoi mettere con la creatività e varieta di temi trattati invece nelle commedie romantiche del Belpaese? Dall’Ultimo bacio, con un bravissimo Stefano Accorsi, a Scusate se esisto con la Cortellesi, le dinamiche e la trama sono ben più complesse e profonde, vicine ad una realtà in cui uomini e donne hanno uno spessore sentimentale maggiore di un paio di millimetri.

I danni di questa cultura americana della principessa da salvare li pagano oggi gli uomini che si ritrovano intrappolati in uno stereotipo che non sentono loro, che non lascia spazio alla vulnerabilità. Ho trovato un video su Instagram l’altro giorno, in cui questa signora spiega il problema in maniera chiara e semplice (il video è dotato di sottotitoli in italiano), e fa un appello alle donne americane ad uscire dagli schemi, per capire che il rapporto di coppia è un’avventura a due, non una cosa a senso unico dove un partner dà e l’altra prende.

In Italia si parla spesso di patriarcato, e di come le donne si trovino a volte nella situazione opposta, diventando vittime di un uomo troppo possessivo, geloso e violento. Ma forse il cortocircuito nasce proprio da questo conflitto di valori tradizionali italiani con i venti di propaganda che arrivano dall’estero? Venti che ci fanno dimenticare come anche noi uomini abbiamo bisogno di essere compresi, di essere amati nella nostra vulnerabilità, di non sentirci soli quando stiamo attraversando un momento difficile. O sbaglio?

Commenti

  1. Trap ha scritto:

    Esatto, questa cosa si vedeva soprattutto nei film nell’epoca della guerra fredda, quando il cinema hollywoodiano veniva esportato (anche di nascosto) in tutto il mondo perché a quei tempi non “c’era di meglio”.

    Due fra tutti: Rambo III (americani alleati con i talebani contro i russi) e Rocky IV sempre un americano che sconfigge un russo, con la platea di politici russi (tra cui uno che imita Gorbaciov) che applaudono… Per non parlare del protagonista che è uno dei tanti modelli di “macho americano” di cui parla l’articolo.

    Risposte al commento di Trap

    1. camu ha scritto:

      Proprio di quel tema parlerò in un articolo che sto scrivendo, ispirato al libro di Noam Chomsky di cui dicevo qui sopra. Un fenomeno che ha influenzato le nostre vite per decenni, ed ha cambiato gli equilibri mondiali in punta di piedi.

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