due chiacchiere

Ankle sprain, adesso so cosa significa

Per la serie, a volte le parole inglesi s’imparano in contesti di cui si farebbe volentieri a meno. Domenica scorsa, mentre scendevo le scale, non so come, non so perché, ho saltato un gradino ed ho preso una bella distorsione. Che, come dice il titolo, in inglese si chiama sprain 🙂 E sulla quale ho subito applicato degli impacchi di ghiaccio e l’equivalente del Lasonil che, ahime, negli Stati Uniti non è venduto. Ecco dunque spiegato uno dei motivi per cui ho scritto un po’ meno in questi giorni. L’altro è ovviamente la neve, che qui a New York non ci sta dando tregua e che sta mettendo a dura prova la mia schiena: ho già deciso di risparmiare un po’ e di comprarmi una di quelle macchinette “spala neve” per l’anno prossimo. Intanto, il fatto di non poter camminare m’ha fatto riflettere su quanto siano preziosi i nostri piedi 🙂

Commenti

  1. Emanuele ha detto:

    Da tutto ciò devo intendere che non hai scritto perché il tuo blog è scritto coi piedi? 😛
    Ciao,
    Emanuele

    1. camu ha detto:

      @Emanuele: l’aria milanés ti ha reso spiritoso vedo 😀 Beh, prova tu con un dolore “lancinante” al piede a sederti alla scrivania e concentrarti 😉

      1. Emanuele ha detto:

        A te l’America ti fa mollaccione! Alla faccia dei Bruce Wills che inondano lo schermo di forza bruta! 😛
        Cicchettino di Vodka, un coltello tra i denti e… scrivevi, tzé! 😀
        Ciao,
        Emanuele

        1. camu ha detto:

          @Emanuele: più che altro è il fatto di essere nato e cresciuto in Italia che m’ha reso così 😀 Un “whining baby” eheh… se fossi nato qui, avrei reagito proprio come il grande Bruce…

  2. Simona ha detto:

    ahahahhaha quindi ‘sprain’ è la volgare ‘storta’ XD

    1. camu ha detto:

      @Simona: yes, dear 😀

    2. CyberAngel ha detto:

      @Simona: volgarissima e per di più all’ankle!

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