due chiacchiere

Archivio degli articoli in salotto, pagina 3

La profezia di Margaret Atwood

L’intelligenza artificiale di Google di cui si parlava qualche mese fa, mi ha recentemente proposto nel feed di notizie che leggo sul cellulare, alcuni articoli quanto meno curiosi. Probabilmente il cervellone di Mountain View ha visto che da un lato mi piacciono le storie distopiche, e che sono un fan del Racconto dell’Ancella, e dall’altro che mi interesso di ecologia e cambiamento climatico. Così ha pensato bene di mettermi sotto il naso la notizia di uno studio europeo secondo cui i livelli di spermatozoi stanno crollando vertiginosamente, ed un’altra secondo cui la dimensione degli organi genitali maschili si sta riducendo per colpa dell’inquinamento. Due notizie che riecheggiano la premessa della storia distopica raccontata da Margaret Atwood, nella quale un gruppo di estremisti finisce per separarsi dagli Stati Uniti ed istituisce una nuova nazione teocratica per tentare di rimediare al problema dell’infertilità dilagante. Un ennesimo campanello d’allarme sul fatto che abbiamo già superato il punto di non ritorno?

Ma tu ti senti davvero europeo?

Da un recente scambio di battute in calce ad un post su kOoLiNuS, è riemerso il mio spirito anti-europeista. Nulla di nuovo sotto il sole: ne avevo già parlato nel 2008, poi di nuovo nel 2010, ed ancora nel 2012 quando Der Spiegel riassumeva il sentimento tedesco che accomunava tutti gli italiani dietro le gesta tristemente famose del codardo signor Schettino, per chi ancora se lo ricorda. Con buona pace di Emanuele, che probabilmente andrà su tutte le furie leggendo questo post, devo confessare che ad un decennio di distanza, la penso ancora allo stesso modo: l’Unione Europea ha fallito, anno dopo anno, molte delle prove importanti che le si sono presentate davanti, dalla gestione austera merkeliana della crisi del 2008, all’asse franco-tedesco che ha assicurato vantaggi solo a quei due stati, lasciando indietro il resto delle nazioni, dalla mancanza di diplomazia internazionale alla frammentazione di idee e sentimenti, anche ora di fronte all’implementazione di un tetto unico sul prezzo del gas. Per carità, il principio che l’unione faccia la forza è più che lodevole, però non è attuato in maniera efficace ed egalitaria tra tutti i membri, ed è questo il punto dolente che non riuscirò mai a digerire. Ma tu ti senti davvero europeo?: Leggi il resto »

Non parlerò di politica

La scorsa settimana ho infranto una delle poche regole di questo blog, come raramente era accaduto in sedici anni di onorato servizio: quella di non parlare di politica su queste pagine. Perché tanto si finisce per farsi il sangue amaro a prescindere dal partito o dall’ideologia che ci sta a cuore. E specialmente negli ultimi decenni, in cui la polarizzazione delle opinioni spinge la gente a scontrarsi in maniera più aggressiva, mentre lontani sono i tempi di Don Camillo e Peppone dove alla fine tutti si sedevano comunque intorno ad un tavolino a ridere e volersi bene. Oggi l’astio e la rabbia inacidita la fanno da padrone, complici i social che amplificano idee estreme, e che diffondono notizie poco affidabili che però colgono l’attenzione delle masse e rendono tutto più difficile da comprendere per la persona qualunque. Una guerra civile (quasi) invisibile, fomentata da chissà chi, combattuta non a colpi di fucile, ma a colpi sulle tastierine dei nostri cellulari. Una lenta ed inesorabile disintegrazione sociale amplificata da quel senso amaro di ineluttabilità che aleggia nell’aria. Non parlerò di politica: Leggi il resto »

Io ho votato Meloni

Il 25 settembre, ormai lo sappiamo, si voterà per rinnovare il Parlamento italiano. La legge elettorale che useremo si chiama Rosatellum, un sistema misto in vigore dal 2017, quando sostituì definitivamente il Porcellum, anche noto come Legge Calderoli. A parte il nome quanto mai discutibile e curioso, a me quell’impostazione piaceva principalmente per l’idea del premio di maggioranza, che assicurava un quorum stabile e solido alla coalizione vincente, cosa che il Rosatellum non fa, come s’è visto nel 2018. Il premio di maggioranz per me ci vorrebbe qui in America, dove quel rimbambito di Biden ad esempio ha esattamente 50 senatori su 100 totali, con i disagi per le azioni di governo che puoi facilmente immaginare. Digressioni a parte, mentre voi aspettate impazienti di recarvi alle urne, noi italiani all’estero abbiamo già ricevuto le due schede elettorali e le abbiamo rispedite al consolato per il conteggio finale della prossima settimana. Nei mesi scorsi, ho cercato di farmi una cultura sulle varie coalizioni, le loro idee, la coerenza del loro comportamento prima, durante e dopo Draghi (santo subito!), e via dicendo. E per la prima volta da moltissimi anni, ho esercitato un voto convinto, non con il “naso tappato” come ho fatto per Biden ad esempio. Io ho votato Meloni: Leggi il resto »

Nessuno vuole più insegnare in America

La notizia è di qualche settimana fa: in America c’è carenza di insegnanti un po’ ovunque. La cosa, a dire il vero, non mi stupisce più di tanto: tra salari da miseria, continue sparatorie, genitori che hanno in mano tutto il poter, e le scarse possibilità di carriera, chi si sognerebbe mai di impelagarsi in una professione che causa più acidità di stomaco che altro? Quegli eroi che resistono in trincea, come Sunshine, non lo fanno per la gloria o per la ricchezza: l’unico motivo che li spinge ad affrontare una trentina di scolari scalmanati ogni santo giorno è il desiderio di aiutare quelle piccole menti a costruirsi un futuro. Una missione sociale in cui, nonostante tutto, credono in maniera indefessa. Se poi aggiungiamo che in molte città americane, gli insegnati di colore sono ancora più difficili da trovare, causando quella dissonanza cognitiva tra gli studenti neri che non riescono a rapportarsi con un docente bianco, si capisce benissimo come la situazione sia più critica di quello che le notizie lasciano intravedere. Nessuno vuole più insegnare in America: Leggi il resto »

Due animali di cattivo umore

Il video che ti propongo oggi me l’ha girato un mio amico su WhatsApp qualche settimana fa, ed ogni volta che lo guardo non riesco a fare a meno di ridere. Non tanto per la freddura, che dopo un paio di volte è anche scontata, ma per come la racconta il ragazzo, che deve sforzarsi per non scoppiare a ridere prima del gran finale. In Italiano, la si potrebbe tradurre così: “Cosa ottieni se metti insieme una mucca ed una capra incazzate? Hai due animali di caaaaattivo (mimando il belare della capra) umoooore”. Lo so, non suona bene nella nostra lingua, ma rende l’idea. Per i non anglofoni, il ragazzo dice: “What do you get when you cross an angry sheep and an angry cow? Well, you get two animals that are in a baaaaad mooooood”. Geniale. Due animali di cattivo umore: Leggi il resto »

I bambini ed il falso senso di autostima

Per due bimbe che condividono un bel pezzo di DNA, le nostre figlie non potrebbero essere più differenti nel modo in cui si rapportano con il mondo che le circonda. Alla piccola, che ha compiuto 11 anni da poco, qualche mese fa la maestra ha assegnato un compito per casa abbastanza complesso, che richiedeva di effettuare una ricerca online sulla storia dei dinosauri. Dopo aver tentato di trovare alcune informazioni su Google, ha gettato la spugna disperata ed è venuta in cucina piangendo “non so fare nulla!” Al contrario la grande, che fra qualche mese avrà la veneranda età di 14 anni, si comporta come se la sua intelligenza superasse quella di Einstein. Ogni volta che le facciamo notare qualcosa, non è d’accordo per principio, dalle banalità tipo usare la forchetta in un certo modo, alle relazioni con le proprie compagne di classe (i drammi che si consumano tra quelle mura scolastiche sono peggio delle telenovele sudamericane). Mi ricorda il figlio grande di Elasti. A volte Sunshine ed io ci chiediamo se l’autostima dell’una sia troppo bassa e quella dell’altra troppo alta. Ma esiste davvero un giusto equilibrio? I bambini ed il falso senso di autostima: Leggi il resto »

Idee per una vacanza in Florida

Un paio di settimane fa l’allegra famiglia Camu ha deciso di prendersi qualche giorno di vacanza e volare verso lidi balneari dal clima più mite per potersi immergere in acque marine che superino la soglia dei 17 gradi in agosto. Già, perché mentre voi nel Belpaese vi godete l’acqua tiepida del Mediterraneo, qui le temperature dell’oceano Atlantico che bagna il New Jersey sono abbastanza frigide anche in piena estate, e ci tocca migrare verso il Golfo del Messico pur di poter rinfrescare le membra in acque meno gelide. Sunshine aveva il desiderio di visitare la zona intorno a Destin, in Florida, e così grazie all’aiuto dell’agenzia viaggi di Costco (eh già, questo marchio comprende molti servizi, non solo i famosi supermercati supersized) abbiamo prenotato un volo diretto da La Guardia ed un albergo a due passi dal mare. Volendo riassumere la nostra esperienza in poche parole, ci siamo divertiti un sacco: sia che tu voglia provare l’ebrezza del parapendio a traino, affittare un acquascooter, passare una giornata al locale parco acquatico o semplicemente crogiolarti al sole steso su una sabbia così bianca che sembra farina, Destin offre tutto questo e molto di più nel raggio di una decina di chilometri. Idee per una vacanza in Florida: Leggi il resto »

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