Così anche ferragosto, che qui negli Stati Uniti non si festeggia 😭 (anzi, Trump vuole togliere un paio di feste e far lavorare la gente di più), per quest’anno ce lo siamo goduti. Io sono andato per qualche giorno in Florida, ospite di alcuni amici, a godermi l’aria tiepida che mi ricorda tanto la mia amata Sicilia. Spero che anche tu abbia avuto modo di riposarti dal logorio della vita moderna, ed anzi mi auguro che nel tuo caso le vacanze non siano ancora finite! Continuando con il tono “leggero” che in queste settimane ho deciso di adottare sul blog, ti propongo oggi una simpatica barzelletta scovata su Reddit qualche giorno fa. Perfetta per una risata tra amici e parenti sotto l’ombrellone. Leggi il resto di Un anziano ed il suo urologo
Archivio degli articoli in salotto, pagina 3
Costruire con i funghi in modo sostenibile
Chi l’avrebbe mai detto che i puffi erano avanti nel tempo, per quanto riguarda le tecnologie edilizie. Questo è il pensiero che mi veniva in mente l’altro giorno mentre guardavo un video su un canale YouTube, in cui l’autore Matt Ferrell parla di come il micelio, il mattoncino alla base della struttura dei funghi, venga studiato come materiale alternativo (ed ecologico!) per l’edilizia e non solo. Altre applicazioni vanno dal cibo (la pancetta fatta con il micelio sembra essere sorprendentemente gustosa) alla pelle sintetica, che andrebbe a sostituire quella fatta di plastica che tutti conosciamo. Quest’approccio, stando a quello che racconta Matt nel video, ha tanti vantaggi: non solo riduce l’uso di materiali inquinanti e dei relativi processi produttivi energivori (per fare il cemento, bisogna cuocere calcare ed argilla a temperature spaventose), ma consente di riciclare materiali di scarto (principalmente l’umido) che altrimenti finirebbero in discarica. Leggi il resto di Costruire con i funghi in modo sostenibile
La telefonata tra Trump e Putin
Oramai l’estate è arrivata con prepotenza, me ne accorgo anche dalle statistiche d’accesso al blog, che mostrano un calo fisiologico di visitatori. Così, giusto per distrarmi un attimo dalle deprimenti notizie che arrivano dall’Italia e dal mondo, oggi ti propongo un video simpatico che ho trovato in rete. Perché altrimenti dovrei parlare della notizia circolata negli scorsi giorni, in cui si vede Giorgia Meloni vestita da prima comunione, insieme al resto della truppa governativa, con una gigantesca bandiera americana sullo sfondo. Ma la tristezza che mi mette quella notizia è argomento per un altro post. E sebbene ancora non mi sia pentito di aver votato per Giorgia (anche perché, diciamocelo chiaramente, di alternative robuste non se ne vede neanche l’ombra), qualche crepa nella mia convinzione inizia a formarsi, come dicevo a proposito della cannabis light. Ed allora meglio distrarsi con Trump “doppiato” da Verdone. Buon fine settimana a tutti. Leggi il resto di La telefonata tra Trump e Putin
Il decreto sicurezza e la cannabis light
Sin dai tempi del liceo, devo ammetterlo, non sono mai stato un assiduo consumatore di spinelli e roba simile. Qualche canna ci potrà anche essere scappata, più per vedere l’effetto che fa, come cantava una volta Jannacci, ma nulla di serio. Il fumo non mi ha mai attratto più di tanto, e poi visti i costi delle sigarette, almeno qui in America, non proverei gusto a mandare letteralmente in fumo 15 dollari a pacchetto. Ma questo non vuol dire che io abbia il diritto di giudicare le scelte altrui in quest’ambito. Perché quando ci si infila nel tunnel delle critiche a questo o a quel vizio, non se ne esce mai vincitori. Ed è per questo che sono rimasto sorpreso dalla scelta del governo Meloni di inasprire le pene per la produzione e vendita della cosiddetta cannabis light, ovvero la canapa a basso contenuto di THC, l’ingrediente che fa “sballare” chi lo consuma. Leggi il resto di Il decreto sicurezza e la cannabis light
Il riarmo mi fa venire il voltastomaco
L’altro giorno ero in macchina, andando in giro a sbrigare delle faccende, ed Alessandro Milan e Leonardo Manera mi tenevano compagnia con una puntata della loro trasmissione Uno, Nessuno, 100Milan. Messi da parte i toni evidentemente filo-americani del conduttore (sottolineati dalla selezione musicale spesso a stelle e strisce), a me piacciono i monologhi che il buon Manera prepara di tanto in tanto. Monologhi che portano gli ascoltatori a riflettere, a volte con un sorriso amaro, sui fatti a cui assistiamo in questi mesi. Quello che ho deciso di conservare oggi sul blog è stato particolarmente bello e profondo, e rispecchia esattamente quello che penso sulla questione del riarmo. Perché se da un lato si dice “si vis pacem, para bellum” per giustificare le ingenti spese occidentali in materia, poi non si può andare a bombardare l’Iran perché starebbe lavorando ad una presunta (ma mai verificata) bomba atomica da decenni. Ipocrisia a quintali. Leggi il resto di Il riarmo mi fa venire il voltastomaco
Il patto economico regionale asiatico
Mentre il mondo guarda TikTok, l’Asia riscrive le regole del commercio globale. Questo poteva essere il titolo del post che avevo in mente di scrivere da qualche settimana, ma per brevità ho deciso di usare quello che hai letto qui sopra. Tutti parlano di navi da guerra, intelligenza artificiale, bombe gettate a destra e manca come fossero caramelle, e soprattutto dazi. E mentre Trump getta il panico “daziando” l’occidente, dall’altra parte del mondo, senza che i nostri giornali dicessero molto a riguardo, nel 2022 è avvenuto il più grande riallineamento commerciale della storia moderna. Con buona pace di Trump, che è sempre convinto che qualsiasi cosa esca dalla sua mente sia più grande e più fantastica (big beautiful bill, sul serio?), e che tutto il resto, come cantava qualcuno una volta, sia noia. Leggi il resto di Il patto economico regionale asiatico
Tagli alle università americane
Una volta mi appassionavo a guardare telefilm distopici, giusto per divertirmi ad immaginare un futuro in cui nessuno di noi vorrebbe mai vivere. Beh, ora non c’è più gusto, visto che la realtà ha letteralmente superato la fantasia, sia nel Paese a stelle e strisce che in giro per il mondo. Mentre i potenti del mondo si sfidano per vedere chi ce l’ha più grosso (il missile), in pochi si stanno accorgendo di un lavoro più sotterraneo portato avanti dall’amministrazione Trump per sbriciolare quel poco di istruzione che ancora resiste in questa nazione. Io me ne sto accorgendo in prima persona, lavorando per un’università californiana: già a partire da luglio, quando si aprirà il nuovo anno accademico (anche dal punto di vista fiscale), dovremo stringere la cinghia, e rinunciare agli aumenti contrattuali previsti, perché Trump ha tagliato un sacco di fondi alla ricerca, che a quanto pare rappresentano una bella fetta degli introiti universitari, secondi solo alle rette pagate dagli studenti. Leggi il resto di Tagli alle università americane
Prove tecniche di guerra mondiale
Ho deciso di rompere il protocollo di pubblicazione a giorni alterni per dire la mia sui fatti delle ultime ore. Lo confesso, sono troppo amareggiato per come l’Arancione ci sta cacciando nei guai con il Medioriente. Lui che, tra le tante bugie, aveva detto di essere l’uomo della pace e che non avrebbe mai scatenato nuove guerre, non ci ha pensato due volte a premere il pulsante per bombardare uno Stato sovrano. Sulla base di cosa, poi? Delle tanto sbandierate armi atomiche che l’Iran sarebbe ad un passo dall’avere? (si, come l’antrace di Saddam). La cosa che mi sconforta di più di tutte? Che ancora sono passati solo sei mesi dall’insediamento, e di questo passo, altri tre anni e mezzo di Trump saranno davvero pesanti. Leggi il resto di Prove tecniche di guerra mondiale