Hanno proprio ragione i microeconomisti (che non sono gli economisti di bassa statura, ma delle persone che studiano l’economia nella quotidianità) quando dicono che ogni azione delle nostra vita è una scelta tra fare una cosa o un’altra. E soprattuto che il prezzo da pagare nel fare ciò che abbiamo scelto, è ciò che non otterremo rinunciando all’altra cosa. Me ne rendo conto sempre di più in questi giorni: lavorare, scrivere articoli per questo spazietto, aggiustare il tema “scalcinato” che utilizzo, dare retta alla moglie, uscire a fare due passi al parco, studiare per i primi esami del master che si avvicinano. Tutte attività che continuano ad impormi di fare delle scelte: se scrivo queste parole, sto rinunciando a leggere un libro, oppure ad uscire a comprare la cena di stasera. Già, il mondo è proprio complicato!
Archivio degli articoli in salotto, pagina 65
Brevettare i programmi
Da un paio di mesi oramai è iniziata la mia frequenza di un master universitario a tema informatico (certo, dopo una laurea in informatica era duro seguire un master in lettere classiche). Uno dei corsi che ho trovato molto interessante affronta lo spinoso problema della brevettabilità del software, argomento oggi molto discusso ma del quale io per primo mi sono reso conto di sapere molto meno di quello che pensavo. Il professore, un saggio avvocato e docente universitario dall’esperienza concreta nel settore, sostiene che forse il brevetto sarebbe il male minore rispetto al pastrocchio che si prospetta, almeno in Europa. Sono d’accordo: se non ci svegliamo in tempo, arriveremo ancora una volta secondi rispetto ai pragmatici americani, che più che alla fuffa sono interessati alla ciccia. Leggi il resto di Brevettare i programmi
Pane, amore e…
A volte torno stressato dal lavoro, non tanto per la quantità di mansioni che mi tocca svolgere, quanto per la qualità (bassa) di quello che mi viene assegnato. E dire che sono un “laureato” che ha studiato, conosce tonnellate di teoria, e potrebbe fruttare molto di più, se messo all’opera in settori che invece sono lasciati completamente allo sbando. Ma si sa, gli informatici abbiamo questo destino, almeno nel Belpaese: sudare sette camicie per conseguire l’agognato titolo, avere tante belle speranze, e poi ritrovarsi ad essere stipendiati meno di mille euro al mese per fare lavori demotivanti e senza organizzazione. Ok, questo è uno sfogo personale, sono certo che molti riescono ad ottenere condizioni migliori delle mie, quindi non posso generalizzare sulla situazione dei poveri informatici sfruttati. Leggi il resto di Pane, amore e…
Non solo oggi
Va bene, oggi è la festa dedicata a tutte le donne del mondo. Il giorno in cui alberi interi di mimosa, ammesso che abbiano ancora i fiori gialli a dispetto delle strampalate condizioni climatiche, vengono decimati in onore di questa ricorrenza. Non fraintendermi, per me le donne vanno festeggiate ogni giorno, non solo oggi: come la festa degli innamorati, come la festa della repubblica, come la festa per la pace. Ma d’altro canto mi sta bene che ci sia un giorno in cui mi viene ricordato, appunto, che le donne meritano di essere apprezzate sempre, anche quando passano ore ed ore al centro commerciale alla caccia di una borsetta costosissima che non riusciranno mai a scegliere. Leggi il resto di Non solo oggi
Che palle la classifica
Non so quanto sarà apprezzato quello che sto per dire, ma da tempo volevo fare un intervento relativo alle varie classifiche sui blog che esistono in giro: non per criticare chi le gestisce, quanto chi ne usufruisce. Perché vedo che un sempre crescente numero di persone continua a lamentarsi, più o meno pubblicamente, del fatto che il proprio blog è molto visitato, molto ben curato, con contenuti aggiornati ogni cinque millisecondi, eppure non si trova in cima alla classifica. Quasi che questa corsa alla visibilità a tutti costi sia il vero motivo per cui certa gente mette in piedi un blog. Ma davvero abbiamo bisogno di questo riconoscimento “sociale” per sentirci in pace con noi stessi? Leggi il resto di Che palle la classifica
Come mai ci si gratta?
Se come cittadino ti sei presentato allo sportello dell’ufficio anagrafe del tuo comune, scommetto che avrai pensato con un pizzico di disprezzo a quanto “se la prendesse comoda” la signora dall’altra parte dello sportello per rilasciarti il certificato o la carta d’identità che avevi richiesto. Oppure sei andato alla posta a ritirare un pacco e sui dieci sportelli disponibili soltanto due erano aperti e servivano il pubblico con una lentezza quasi indicibile. Ma davvero la colpa è soltanto dell’impiegato, oppure è il sistema sopra di lui ad indurlo in questo stato di demotivazione e mancanza di voglia a far bene il proprio lavoro? Leggi il resto di Come mai ci si gratta?
San Valentino da Terni
Oggi è la festa degli innamorati. Per me e moglie (o come dice sempre un mio amico, con-sorte, appellandosi all’etimologia della parola stessa) è la prima da sposati, che però viviamo sempre con la stessa “frizzante” allegria e curiosità di scoprire il regalino dell’altro. Nulla di eccessivamente pomposo: non ci piace cedere alle tentazioni delle chimere che vogliono trasformare questa festa “per pochi intimi” nel solito evento commerciale, in cui i cioccolatini costano il doppio solo perché sono messi in una scatola a forma di cuore. Piuttosto, ti sei mai chiesto quale sia l’origine di questa ricorrenza? Chi è il santo che si festeggia oggi? Leggi il resto di San Valentino da Terni
La tempesta dei cervelli
In questi giorni al lavoro, complice la voglia di fare che ogni tanto ci salta addosso, quasi come un senso di ribellione all’aria soporifera che circola negli uffici, stiamo assaporando le gioie del brainstorming. No, non si tratta di un nuovo tipo di allucinogeno brevettato per far sballare gli impiegati facendoli sembrare sobri ed impegnati quando il capo gira per le stanze. Probabilmente ne avrai già sentito parlare: sono quelle riunioni, che nascono magari bevendo un caffè alla macchinetta, costruite intorno ad un’idea o da una frase. La tempesta di cervelli, per fare una traduzione letterale, vuol dire mettere nell’arena idee di getto e vedere come sanno svilupparsi e combattere. Leggi il resto di La tempesta dei cervelli