due chiacchiere

Ma quindi sto sciopero?

Oggi si doveva (il condizionale è d’obbligo) fare lo sciopero dei blog. Per protestare contro quella che tutti definiscono la legge bavaglio, altrimenti nota come Disegno di Legge Alfano. Probabilmente da quando me ne sto da quest’altra parte dell’oceano, non seguo più le vicende legislative del Belpaese come una volta. Ma non ho mica ben capito in che senso la legge metterebbe il “bavaglio” alla blogosfera. Tutti protestano, tutti aderiscono, tutti sparano filippiche estenuanti, ma nessuno che spieghi bene (almeno tra i blog che leggo) di cosa si tratta esattamente. Contro cosa dovrei protestare precisamente? Scommetto che in pochi sanno persino quale articolo del Lodo Alfano (ma perché si chiamano “lodo” poi? qui non c’è mica da elogiare nessuno) è quello incriminato. Sono stufo di questi blogger gregge che seguono ciecamente la massa.

Così sono andato a spulciare i (pochissimi) siti che dicono davvero come stanno le cose. L’articolo 15 del Disegno di Legge (quindi ancora una cosa che manco è in vigore, come ci ha insegnato il professore di Educazione Civica alle medie), recita testualmente

Per i siti informatici, le dichiarazioni o le  rettifiche  sono  pubblicate, entro quarantotto ore dalla  richiesta, con  le  stesse  caratteristiche grafiche,  la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa  visibilità  della  notizia  cui si riferiscono [..] Se non si adempie a questo c’è una sostanziosa pena pecuniaria.

In realtà, non c’è nulla di nuovo sotto il sole, Alfano non ha tirato fuori niente di inesistente dal suo cappello magico. Infatti vige già una legge in merito, la legge del 6 agosto 1990, n. 223, che definisce il “diritto di rettifica” come la facoltà di ognuno di chiedere che informazioni non esatte sul proprio conto vengano rimosse o corrette dai mezzi d’informazione. Ora, la prima cosa che mi lascia perplesso è come individuare il responsabile dei contenuti. Coincide automaticamente con l’intestatario del dominio? Come lo si contatta? E soprattutto: che senso ha rettificare su un mezzo che consente la modifica dei contenuti? Cioè, voglio dire, la legge va bene per la carta stampata, ma per un sito si può parlare di rettifica?

Che poi cosa c’è di male? Se il blog PincoPallo scrive che camu preferisce Joomla a WordPress e che sta escogitando una grande rivoluzione contro l’odiato sistema di Matt Mullenweg, avrò pure diritto di far rettificare quell’affermazione gratuita non supportata da alcuna prova, no? Io più che come un bavaglio, la vedo come una tutela nei miei confronti. Tutela della quale nessuno si era mai lamentato finché si applicava ai giornali stampati. In Italia è sempre così: finché una legge non ci tocca direttamente, tutto va bene, ma appena qualcuno mette piede nel nostro orticello, subito giù a far baldoria. Eppure su ApogeoOnline si legge:

L’articolo 8 della legge stampa a cui fa riferimento il DDL è quello che si occupa di disciplinare il diritto di rettifica e prevede espressamente quali siano i soggetti che debbono adempiere a tale obbligo. Si tratta del direttore o del vice direttore responsabile. È legittimo pensare che la disposizione del DDL, che non costituisce un articolo indipendente ma si limita a integrare una norma preesistente, si riferisca a una struttura editoriale complessa che ha, per previsione di legge, tali soggetti e che prevede in capo a loro specifici ed espressi obblighi di controllo. Se la pubblicazione avviene sul web, questo avviene nel caso di una testata telematica soggetta a registrazione; tutti gli altri “siti informatici” dovrebbero, pertanto, essere esclusi dal focus della nuova disposizione.

Io quindi non ci vedo nulla di catastrofico: è una tutela del cittadino dire che egli ha facoltà di replicare ad un articolo che lo riguarda, garantendo che la rettifica o il suo punto di vista lo devono pubblicare entro 48 ore invece che tra 1 anno. Con questa legge il legislatore non ha fatto altro che colmare una lacuna che esisteva nel precedente diritto di replica. Ecco il motivo per il quale io non ho aderito a quest’inutile sciopero 😉 Che poi, diciamola tutta, credi davvero che in Parlamento un sciopero dei blog possa far cambiare idea ai governanti? O che qualcuno si metta a perseguire siti amatoriali a tutto spiano?

Commenti

  1. Sanghino ha detto:

    Ecco invece perchè non ho scioperato io, ho condiviso questa visione alternativa:

    http://14luglio2009.wordpress.com/

    Saluti a tutti

  2. camu ha detto:

    @Sanghino: lo leggerò con calma, grazie per la segnalazione. Sono contento di non essere solo in questa “controprotesta” 🙂

  3. Barbara ha detto:

    Nemmeno io ho scioperato 🙂

  4. (Lady).Chobin ha detto:

    Manco io ho scioperato, non sei il solo quindi 😀
    A dire il vero non ho nemmeno parlato della cosa sul Blog.

  5. camu ha detto:

    @(Lady).Chobin e Barbara: mi fa piacere che qualcuno non abbia aderito “ciecamente” a questa cosa inutile. Infatti, come si dice dalle mie parti, passata la festa… gabbato lo santo 🙂 Ovvero, tanto rumore (o non-rumore) per nulla!

  6. RondoneR ha detto:

    Più che altro questo ‘sciopero’ risulta ciò che nella dialettica viene considerato la classica aporìa. Sì insomma, se sciopero e ne scrivo e commento (o anche solo navigo fra blog), di fatto non sciopero. Altrimenti quale sarebbe il ‘lavoro’ del blogger?

    Tuttavia se la protesta è nella forma sbagliata, forse qualche verità la contiene. Non fosse altro che se non c’è nulla di nuovo, allora perché entrare nel merito legalmente?
    Io ho segnalato entrambe le posizioni, devo dire che pendo di più dalla tua (nostra, siamo diversi) per ora, ma quando vedo gli italici (e non solo, via!) addetti alla tutela della nostra presunta libertà, mi preoccupo sempre…un po’

    ciao

    bel blog

  7. camu ha detto:

    @RondoneR: beh, la modifica proposta da Alfano vuole semplicemente chiarire le tempistiche entro cui si deve ottenere risposta, a mio parere. Non sono un legale, ma avendo letto che in Senato si era già prima dello sciopero discusso di correggere la dicitura “siti internet” in qualcosa di più preciso, vuol dire che in fondo i nostri senatori (o almeno alcuni) così inaffidabili non sono. E che lo sciopero o come vuoi chiamarlo, è stato solo un fuoco di paglia. Già non ne parla più nessuno 😉

  8. Emanuele ha detto:

    “Scommetto che in pochi sanno persino quale articolo del Lodo Alfano”
    Quoto anch’io questa frase. Io non ho scioperato, ho visto dozzine di blogger farlo, incollare un banner in homepage e pensare di aver detto tutto.
    Ciao,
    Emanuele

  9. Massimo ha detto:

    Ciao a tutti, non sono un blogger, ma un giurista.
    La domanda è: stante il fatto di essere pienamente in accordo con l’autore del blog e quindi del primo post, siete tutti sicuri che la legge sulla stampa e quindi la modifica all’articolo 8 di detta legge, apportata dal disegno di legge di cui sopra, si applichi a TUTTI i blogger?
    No perchè se è così significa che TUTTI i blogger sono giornalisti e quindi iscritti in apposito albo e che il loro blog sia registrato come da normativa vigente (vedi sempre la legge sulla stampa art. 5).
    L’istinto non è polemico ovviamente, ma spinto dalla voglia “infomare meglio” e inserito su uno dei pochissimi blog dove ho trovato una chiara e lucida critica al disegno di legge e a chi ha scioperato.
    E poi diciamocela tutta: un blogger che non riesce a rettificare un articolo in 48 ore che blogger è, cosa deve aspettare, che si stampi il giornale? 😛
    Un saluto a tutti e buon lavoro
    Massimo

    P.S.: ottimo blog e ottimo cervello soprattutto 🙂

  10. camu ha detto:

    @Massimo: parto dalla fine, ringraziandoti per i complimenti 🙂 Il mio cervello, anche a causa dell’età che avanza, inizia a funzionare sempre meno e sempre peggio, dovrò fargli fare un tagliando o una revisione prima o poi. Sono molto contento che sia intervenuto un esperto in materia a diradare ulteriori dubbi, e che in fondo il mio punto di vista “critico” sulla questione non sia poi così sbagliato! Peccato che oramai la massificazione dei mezzi di comunicazione, e soprattutto delle idee che circolano in rete ci fanno agire in maniera acritica, prendendo per buono tutto quello che piove dal cielo o da una qualche autorità riconosciuta. In questo caso era bastato un giornalista ed un articolo sul suo blog a far partire un gran baccano, che poi come sempre in Italia, s’è rivelato un semplice fuoco di paglia. Nessuno ne parla più, tutti adesso che lo “sciopero” s’è fatto, hanno fatto cadere la cosa nel dimenticatoio. Come giustamente dici tu, l’esigenza è quella di INFORMARE MEGLIO, perché altrimenti si finisce per dar ragione a chi diceva che i blogger italiani sono solo una massa di pecoroni.

  11. Massimo ha detto:

    Ciao:)
    Bè, non sono un esperto in materia, so solo che davanti ad un articolo di legge bisogna sempre leggere tutto i testo e le norme che eventualmente gravitano attorno ad essa.

    Purtroppo in Italia, così come credo dappertutto, la situazione degenera sempre.

    Riguardo ad esempio al “Lodo Alfano” ho sentito qualche parlamentare disquisire di legge che viola l’art.3 della Costituzione il quale sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge (verissimo!)…peccato che i parlamentari siano proprio quelli che da un punto di vista processuale sono intoccabili!

    E via i giornalisti a parlare di questa presunta (e vera a parer mio) incostituzionalità del lodo; ma nessuno si è mai permesso di dire che anche l’improcessabilità dei parlamentari urta contro l’art.3! eppure è un dato evidente e gli esempi di gente che prega in greco per un posto in parlamento che li salvi da un processo o solo da una indagine si sprecano a destra e a sinistra…

    Mi sorge un dubbio: ma se al governo ci fossero stati gli altri?

    I paradossi umani…all’ita(G)liana!

    Un saluto

    Massimo

  12. camu ha detto:

    @Massimo: la domanda che tu poni alla fine me la son fatta anche io, effettivamente! Personalmente non sono (almeno sul blog) per la destra o per la sinistra, mi piace solo mostrare i fatti senza “sporcarli” con le ideologie 😉 Interessante, comunque, la lettura della “protezione” riservata ai parlamentari. Secondo me se ne potrebbe discutere per ore senza arrivare ad una soluzione!

  13. massimo ha detto:

    Ciao 🙂
    No, non era un discorso ideologico e/o politicamente schierato, anzi, al contrario, un’analisi obiettiva: su quel punto, come sui loro stipendi, è incredibile quanto riescano ad essere bipartisan ma soprattutto sempre in accordo…quasi vanno a letto insieme!
    Per il resto c’è molto poco da discutere ma ci sarebbe tanto da fare…un illustre del passato disse che un popolo senza cibo fa la rivoluzione, ma dandogli un sol tozzo di pane non muoverà un dito…
    Noi abbiamo sempre tre tozzi di pane…oltre alle ricariche telefoniche e a 100milioni di sim ovviamente 😀

  14. camu ha detto:

    @massimo: vedo che la pensiamo in maniera molto simile su MOOOLTE cose 🙂

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