due chiacchiere

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Ci mancavano solo le mosche

Il clima nel paesello dove mi sono trasferito è tipico di Marzo, direi. Un giorno ci sono 3 gradi risicati, un altro giorno ci sono 18 gradi e bisogna uscire a maniche corte. In tutto questo sali e scendi metereologico, a quanto pare un nido (si dice così?) di mosche che si nascondeva dentro qualche muro del mio appartamento, si deve essere risvegliato tutto d’un colpo, con grande gioia del sottoscritto, che rincasando un sabato dal supermercato, si è ritrovato un’allegra famigliola di questi simpatici insetti neri attaccati alla finestra della cucina a godersi un po’ di sole primaverile. Ho aperto la finestra e le ho lasciate libere di svolazzare e sperabilmente di farsi mangiare da qualche uccello di passaggio, ed ho sperato che fosse solo una cosa una tantum. Macché, la mattina dopo di mosche alla finestra ce n’erano il doppio. Leggi il resto di Ci mancavano solo le mosche

Un video per farsi una risata amara

Il video che ho trovato negli scorsi giorni su Reddit, apparentemente rilasciato nientepopodimeno che dalla stampa governativa iraniana, potrebbe essere classificato come uno stupendo pesce d’Aprile, e così ho pensato di proportelo in quest’occasione. L’umore generale non consente più quell’aria di divertimento spensierato che si respirava in America e nel mondo circa 20 anni fa, quando ancora Google non era il conglomerato tutto ingessato che conosciamo oggi, e si dilettava ad inventare nuovi servizi fasulli con cui strapparci un sorriso. Come sembrano lontani quei tempi, come sembra diverso il mondo in cui viviamo oggi.

Una piccola premessa prima di lasciarti alla visione: il video include violenza e parolacce (in inglese), quindi sarebbe da bollino rosso, con i canoni moderni. Come diceva Pozzetto, gallo avvisato, mezzo accoppato. Ah, per chi non lo riconoscesse, l’uomo nel video è il portavoce iraniano del CGRI (anche noti come Pasdaran) Khatam Al Anbiya. Leggi il resto di Un video per farsi una risata amara

Come mai tutto sembra così normale?

L’altro giorno leggevo un articolo su un blog che ti avevo suggerito circa un anno e mezzo fa, Collasso 2050, un sito indipendente dedicato a temi di rischio sistemico e collasso globale, gestito da un’autrice anonima che si firma, ovviamente in tema con il blog, Sarah Connor. Ho chiesto all’intelligenza artificiale di tradurlo ed adattarlo in italiano, così da poter condividere quelle riflessioni con i lettori del mio blog. Perché a differenza della crisi del 2008 o più recentemente della pandemia (“ne usciremo tutti migliori”, si diceva all’epoca, eh già), stavolta si tratta di una crisi costruita a tavolino, in un mondo che si scopre fin troppo fragile, in cui il sistema finanziario non può nulla di fronte alla crisi delle infrastrutture internazionali, che l’occidente per decenni ha trascurato, visto che tanto c’era mamma USA a pensare a tutto. Leggi il resto di Come mai tutto sembra così normale?

Duemilacinquecento articoli e… non m’annoio

Senza neppure accorgermene, qualche mese fa ho raggiunto il traguardo dei duemilacinquecento articoli pubblicati sul blog, parlandoti di intelligenza artificiale. Visto che correva l’estate del 2022 quando gli articoli erano duemila, direi che aver scritto cinquecento articoli in tre anni e mezzo non è poi così male. All’epoca riflettevo su possibili esperimenti da lanciare sul blog, tipo un podcast, ma dopo aver toccato con mano la quantità di lavoro necessaria per la post-produzione di quei frammenti audio, ho accantonato l’idea principalmente per mancanza di tempo. Comunque, di tanto in tanto ho pubblicato qualche audiopost, e conto di aggiungerne altri a breve, quindi questo progetto non è del tutto abbandonato, ha solo cambiato forma. Per il resto, questo blog rimane sempre un luogo dove sperimentare soluzioni tecniche, e dove condividere pensieri, anche quando a volte fanno storcere il naso a chi li legge. Leggi il resto di Duemilacinquecento articoli e… non m’annoio

Gli americani (e non solo) hanno copiato Doc

L’altra sera stavo spulciando l’offerta televisiva dei canali locali, quando vedo una serie TV che attira la mia attenzione: Doc. La cosa strana è che, invece del bel faccione di Luca Argentero, sulla scheda campeggiava la foto di una donna (Molly Parker) e di altri attori che non conosco. Cliccando per vedere i dettagli, mi ritrovo un po’ sorpreso nel notare che in effetti si tratta praticamente della stessa trama.

Qui la protagonista perde gli ultimi otto anni della sua memoria a causa di un incidente stradale (immagino che ai lobbisti della sanità americana non piaceva l’idea di un padre che spara ad un medico), e proprio come il nostro Andrea Fanti, deve fare i conti con un mondo che non riconosce. Così, giusto per curiosità, sono andato a fare alcune ricerche, e mi sono reso conto che in realtà Doc è diventato popolare anche in Messico ed in Turchia. Beh, fa davvero piacere vedere che una volta tanto siamo noi ad esportare le nostre produzioni all’estero 🙂 Intanto ho guardato la prima puntata, e devo ammettere che si sono mantenuti fedeli all’originale. Chissà se lo porteranno in Italia.

C’è un carrello più intelligente al supermercato

Dopo essermi trasferito nel nuovo appartamento in Pennsylvania, è cominciata la caccia al supermercato da usare per la spesa settimanale. Quello più vicino? Quello più economico? Quello più grande? I parametri per prendere una decisione erano tanti, ed in effetti alla fine sono riuscito ad individuarne due che fanno al caso mio: uno della catena newjerseyese Shoprite (immagino simile all’italiana Esselunga, da quello che ho avuto modo di vedere durante le mie ultime scorribande italiche), a circa 15 minuti da casa mia, e l’equivalente pennsylvanese (mamma mia, che neologismi brutti) Giant, a meno di 5 minuti da casa, quindi comodissimo quando manca qualcosa all’ultimo minuto. Lo Shoprite, in realtà, l’ho scelto perché è uno dei pochi ad aver introdotto i carrelli intelligenti. In Italia c’era una catena che ti consentiva di scansionare i prodotti con il lettore di codici a barre, ma questo carrello è dieci volte meglio. Leggi il resto di C’è un carrello più intelligente al supermercato

Biscotti fritti, una botta di vita

Concludo questa settimana con un argomento “leggero”, parlandoti di una ricetta di cui Campanellino mi raccontava qualche tempo fa: gli Oreo fritti. In Italia, all’epoca, esistevano i Ringo Pavesi, ma suppongo che gli Oreo oramai si trovino anche lì, comunque il concetto è lo stesso. Gli americani, si sa, friggono davvero di tutto, con buona pace del colesterolo e del giro vita. Ma quando ho scoperto che persino i biscotti non erano immuni da questo destino, non potevo non condividere questa curiosità culinaria con i miei lettori. Devo ammettere di non aver provato la ricetta personalmente, sennò chi lo sente poi il mio medico curante, ma uno di questi fine settimana provo a farla per vedere cosa ne pensano le mie figlie. Leggi il resto di Biscotti fritti, una botta di vita

Ora è più facile aggiungere link ai commenti

C’era un desiderio dell’omino talebano che siede sulla mia spalla in merito al tema del blog, che non avevo mai avuto modo di soddisfare: la possibilità di attivare un semplice editor visuale nel campo per lasciare un commento. Aveva visto questa funzione a casa dei vicini virtuali, ed era convinto che avrebbe reso la vita dei lettori più semplice. In realtà avevo cercato di trovare una soluzione al problema in un paio d’occasioni, prima usando librerie esterne (pesanti e piene di cianfrusaglie inutili), e poi usando l’editor che, pur con tutta la Gutemberghizzazione di WordPress degli ultimi anni, continua a vivere quieto quieto nella pancia del sistema proprio come il buon Geppetto nella pancia della balena. Anche l’aiuto dell’intelligenza artificiale per mettere insieme i pezzi, si era arenato più volte in vicoli ciechi. Allora io e lui ci siamo guardati negli occhi e gli ho detto: questa è l’ultima volta, se non funziona, non me ne parlare mai più. Leggi il resto di Ora è più facile aggiungere link ai commenti

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