due chiacchiere

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Intanto in Germania zitti zitti…

La notizia sembra essere passata inosservata sui principali quotidiani italiani che consulto la mattina mentre faccio colazione: la Germania, messa alle strette da un inverno che si preannuncia alquanto freddo, ed in mancanza del gas russo da cui dipende più di noi (che possiamo facilmente importarlo dal mare), ha deciso di rispolverare alcuni impianti a carbone per produrre energia, dopo aver deciso di chiudere le centrali nucleari che aveva ancora in funzione. Tanto che persino Greta Thunberg s’è un po’ incavolata ed ha cercato di richiamare l’attenzione pubblica sulla questione, scontrandosi con l’apatia quasi generale della gente. Che, ancora una volta, pensa solo al portafogli, ed ora ha capito che per mettere in pratica quello che i Gretini vanno sbandierando a destra e manca, bisogna fare sacrifici, del tipo abbassare il riscaldamento d’inverno e non poter sperperare corrente elettrica 24 ore al giorno. Eh già, perché quelli che vanno in giro ad imbrattare le opere d’arte con le magliette con sopra scritto lo slogan “Basta petrolio!” (o in inglese, just stop oil), poi immagino tornino a casa la sera a godersi il calduccio nella loro casa in centro. Ed anche se non lo fanno, non capiscono che il vero problema è semplicemente che siamo in troppi: quando mi vieni a dire “basta petrolio”, mi spieghi come cavolo la mandiamo avanti la baracca che ci siamo costruiti? Intanto in Germania zitti zitti…: Leggi il resto »

Una navigazione mobile più elegante

Se accedi al mio blog dal cellulare, ti sarai probabilmente accorto di un cambiamento nell’interfaccia di navigazione avvenuto in questi giorni. Come avevo accennato, stavo lavorando dietro le quinte alla ristrutturazione del tema (il mio sport preferito da sempre, specialmente durante gli uggiosi fine settimana qui nel New Jersey). Grazie agli strumenti disponibili nel mio cPanel, ho creato un nuovo sottodominio “dev” (al momento protetto da password per evitare che Google lo indicizzi), ed con un paio di comandi al terminale ho installato una replica del sito vero e proprio, su cui poter mettermi al lavoro senza timore di pasticciare quello a cui ha accesso il resto del mondo. Dopo aver organizzato il mio ambiente di sviluppo, installando npm e gulp, ho aggiunto un’estensione al mio fido Visual Studio Code per modificare i file direttamente sul server, con buona pace di Filezilla che finalmente poteva godersi la sua meritata pensione. Ed ho cominciato a digitare come un forsennato. Una navigazione mobile più elegante: Leggi il resto »

Lo chiamavano Jeeg Robot

Mi piace quando un regista italiano prova a reinterpretare in chiave tricolore quei tipici film d’azione americani, pieni di pistole e capitomboli che neppure i ginnasti olimpici potrebbero mai effettuare con tanta disinvoltura. Il film Lo chiamavano Jeeg Robot è stato, in tal senso, una gradita sorpresa scovata grazie all’app di Mediaset qualche mese fa. Gabriele Mainetti e Claudio Santamaria sono riusciti a confezionare una storia che si segue con piacere e che convince lo spettatore. Tanto che persino su Rotten Tomatoes ha riscosso un meritato 77% come giudizio del pubblico, cosa che non capita spesso tra le produzioni straniere, a volte sottovalutate dagli spettatori americani che apprezzano solo i film sparatutto con i supereroi della Marvel (per carità, piacciono anche a me, ma ogni tanto è bello variare, no?). Solito avviso prima continuare: qui nel seguito parlerò della trama del film, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, puoi anche fermarti qui. Lo chiamavano Jeeg Robot: Leggi il resto »

Due chiacchiere con il mobiliere

Qualche mese fa avevo pubblicato una serie di articoli in cui esploravo le parole inglesi tipiche di alcuni mestieri comuni, come il meccanico, l’idraulico o il bibliotecario (grazie per il suggerimento, Trap). Oggi vorrei espandere questa collezione andando a curiosare tra i termini tecnici che bisogna conoscere quando si vuole comprare un divano. In America, come in molti altri settori, anche per i mobilifici esistono alcune catene della grande distribuzione presenti su tutto il territorio nazionale, come la famigerata Raymour and Flanigan, o Suburban, Ikea ed Ashley Furniture. Quest’ultimo nome introduce la prima parola di oggi, un quasi falso amico: furniture, ovvero i mobili. Che comprende dining tables (il tavolo della sala da pranzo), chairs, sofas ed i loro cugini meno formali couches. Per la camera da letto abbiamo ottomans, chests (cassettiere basse), dressers (cassettiere con specchio) e nightstands. Non esiste in genere l’armadio, sostituito da uno sgabuzzino nelle camere da letto in cui conservare scarpe, vestiti ed altre cianfrusaglie. Due chiacchiere con il mobiliere: Leggi il resto »

Cosa poter fare con le ceneri?

Dato che oggi qui si festeggia Halloween, è l’occasione perfetta per parlare di un argomento lugubre e tenebroso. L’altro giorno si chiacchierava con alcuni parenti di questioni cimiteriali, visto l’avvicinarsi della ricorrenza di Tutti i Santi in cui andiamo a visitare i nostri cari che sono saliti in cielo. Tra una cosa e l’altra, il discorso è caduto sulle disposizioni finali in merito a cosa fare delle nostre salme, ed ho menzionato la mia esplicita volontà di essere cremato, quando arriverà il momento. A dirla tutta, mi ero interessato per donare il mio corpo alla scienza, ma si trattava di una trafila lunga e complessa, ed a quanto pare di corpi ne hanno già abbastanza, quindi ho lasciato perdere. Da anni oramai sono convinto che la tumulazione in un loculo, o peggio ancora l’inumazione a terra con tutto l’inquinamento che ne consegue, non facciano per me. Specialmente in quest’era in cui siamo tutti mobili, preferisco essere messo in un barattolino, così a prescindere da dove le mie figlie decideranno di vivere, potranno (se lo desiderano) portarmi con loro. Cosa poter fare con le ceneri?: Leggi il resto »

La metro londinese non teme confronti

Negli ultimi anni, lo stato di New York è stato governato da Andrew Cuomo, figlio del famoso italo-americano Mario Cuomo che tanti ancora oggi ricordano come colui che riuscì a risollevare le sorti dell’Empire State in un periodo difficile a metà degli anni Ottanta. Sfortunatamente, il figlio Andrew non ha ricevuto dal papà i geni della politica, ed il suo governatorato si è concluso bruscamente qualche mese fa con degli scandali legati alla sua gestione alquanto creativa della pandemia ed accuse di molestie sessuali ad alcune collaboratrici (eh già, qui Berlusconi non durerebbe cinque minuti, con il suo bunga bunga). Il suo modo di fare prepotente e il continuo desiderio di ficcare il naso in qualsiasi decisione dei suoi sottoposti ha fatto sì che parecchi dirigenti e pezzi grossi che facevano capo direttamente a lui, se ne siano andati pur di non doverlo più stare a sentire. Un caso eclatante fu, nell’ormai lontano 2020, Andy Byford, che prima di venire a gestire la metropolitana newyorkese, aveva trasformato e rivitalizzato quella londinese negli anni precedenti. La metro londinese non teme confronti: Leggi il resto »

Aggiungi GulpJS al tuo tema WordPress

Quando ho ricostruito il tema del blog da zero quasi un anno fa, ammetto di averlo fatto un po’ in fretta, per l’entusiasmo di tornare a trasmettere da questi schermi. Mi ero ripromesso di mettervi mano subito dopo il lancio, ma poi mi sono lasciato prendere dalle pulizie ai contenuti e così l’aspetto grafico è finito in secondo piano. Ovviamente l’omino seduto sulla mia spalla non mi lasciava in pace, specialmente ogni volta che aprivo il blog sul cellulare, ricordandomi di quanto brutta fosse la user experience associata alla navigazione. Tre righine appiccicate con un po’ di colla vinilica che, quando toccate, facevano comparire uno scarno menu che non dava neppure la possibilità di accedere alle sottocategorie in ogni stanza del sito. Poi il passaggio al nuovo hosting mi ha dato la motivazione per rimettermi al lavoro, e così ho cominciato a modificare i fogli di stile ed il codice Javascript per implementare un’interfaccia che facesse contento il mio alter ego. Ben presto mi sono accorto che minificare (mi si perdoni questo neologismo) quei file a mano ogni volta iniziava a diventare noioso. Era giunta l’ora di mettere in campo qualcosa per automatizzare quella funzione: GulpJS. Aggiungi GulpJS al tuo tema WordPress: Leggi il resto »

Le sembra che io stia un passo indietro?

Vabbè no scusate, sarò puerile con questo mini intervento di oggi, ma come si può non amare questa donna? I suoi modi schietti (e vabbè, ha dato del tu ad un deputato, e che sarà mai…), le sue risposte genuine e non affettate e farcite di politichese, la sua gestualità così spontanea… E vogliamo parlare di come ha messo a tacere quell’altra deputata che davvero si stava arrampicando sugli specchi con la sua critica del tutto campata in aria? La Meloni non solo non vuole che le donne non facciano un passo indietro, ma dall’elenco dei ministri su cui si è imposta nei confronti degli altri partiti della coalizione, ha già dal primo giorno mostrato di avere il coraggio di dire no ai masculi che la affiancano. Quindi, almeno oggi, non venite a rompermi i cabbasisi, perché più che mai mi sento orgoglioso di essere italiano 😍.

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