due chiacchiere

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Ciao New Jersey

Correva il lontano febbraio 2008 quando, sorprendendo un po’ tutti, scrissi un post per annunciare urbi et orbi l’inizio della mia avventura da questa parte dell’oceano Atlantico. Dopo un lungo percorso burocratico, avevo finalmente ricevuto il permesso di soggiorno (altrimenti noto come green card) per venire ad abitare in America non più come turista, ma come residente vero e proprio. Con Sunshine andammo ad abitare a casa di suo papà (la mamma era venuta a mancare anni prima), che una quarantina d’anni prima aveva fatto la stessa cosa, scegliendo il New Jersey come lo stato in cui metter su famiglia. Ovviamente tantissime cose sono cambiate in questi 18 anni, ma finora il New Jersey era sempre rimasto il punto fermo in tutto ciò. Ma ora anche quest’ultimo baluardo è caduto, avendo io deciso di spostare la mia residenza di pochi chilometri, al di là del confine con la Pennsylvania, un paio di settimane fa. Leggi il resto di Ciao New Jersey

Qualche giorno al parco DisneyWorld

Qualche mese fa ti raccontavo di Campanellino, e della sua passione per il mondo Disney. Pare si chiamino proprio adulti Disney: persone che nonostante l’età, conservano quella scintilla che li fa tornare bambini non appena varcano la soglia di uno dei parchi di divertimento più famosi degli Stati Uniti. Non so se sia la stessa cosa per i parchi italiani tipo Gardaland o Mirabilandia, o persino il siciliano Etnaland, ma qui nel Paese a stelle e strisce fare una vacanza a Disney World (in Florida) o Disneyland (in California) è praticamente un rito di passaggio a cui la maggioranza delle famiglie americane si sottopongono almeno una volta nella vita. Se non sei mai stato, ti considerano quasi una persona di seconda categoria 😅. Un viaggio che mette a dura prova il bilancio familiare, visti i costi del biglietto, dell’albergo e della ristorazione locale. Ma allo stesso tempo un’esperienza che vale la pena provare, per poter dire… io c’ero. Leggi il resto di Qualche giorno al parco DisneyWorld

Pare parecchio Parigi

Da tempo non aprivo l’app RaiPlay sulla mia televisione intelligente, e così ho approfittato di questi giorni di vacanza per dare un’occhiata all’offerta cinematografica del Belpaese. E quando ho visto un nuovo film di Leonardo Pieraccioni, che ho sempre stimato sia come attore che come regista, non ho esitato a premere il tasto Play. Ispirandosi a una storia realmente accaduta nei dintorni di Firenze, l’attore toscano è tornato alla regia con Pare parecchio Parigi, una commedia divertente che ribadisce una visione tutta tricolore della famiglia, delle “tradizioni”, dei ruoli di uomini e donne in una società che a volte stenta ad adattarsi ai venti di cambiamento che arrivano dall’estero. Le recensioni che ho letto in giro sono state un po’ impietose secondo me, così ho deciso di scrivere la mia. Leggi il resto di Pare parecchio Parigi

Gli gnocchi di patate di Katia

Durante la mia recente parentesi in Italia, ho avuto modo di assaggiare alcune buonissime pietanze italiane, dalla polenta tra le valli di Arte Sella alla zuppa di lenticchie di Trap, dalla pizza di scarola di sua moglie Katia ai tonnarelli cacio e pepe a due passi dal Colosseo. Stare con i miei amici in Trentino è stato un vero e proprio massaggio per l’anima, sotto tutti i punti di vista. Un modo per assaporare quella vita semplice, in cui una passeggiata in paese a gustare un po’ di vin brulé mentre si compra uno scaldacollo e si fanno due chiacchiere sull’America con la commessa, diventa la cosa più bella del mondo. In quei giorni ho raccolto alcune ricette che nelle prossime settimane condividerò, con l’approvazione di Katia, su queste pagine. Per ricordare i sapori che hanno fatto da cornice a quei giorni trascorsi nel Belpaese. Leggi il resto di Gli gnocchi di patate di Katia

I fagioli freddi americani

Era da un pezzo che non pubblicavo un post sulle curiosità della lingua americana. Le recenti festività natalizie mi hanno dato l’occasione di fare due chiacchiere (e ti pareva!) con varie persone, e l’uso di locuzioni tipiche del Paese a stelle e strisce non è certo mancato. Si è parlato anche di pizza con il pollo, salsicce fatte con carne e broccoli o altre verdure (dentro la salsiccia, non come contorno), e cotechino, che qui ovviamente è una pietanza sconosciuta anche a molti italo-americani. Ma gli argomenti culinari verranno trattati in un post a parte, e possibilmente più lontano dalle feste, per non urtare la sensibilità degli italiani che lo leggeranno 😅 Oggi voglio condividere un breve elenco di locuzioni che ho collezionato in questi giorni. Leggi il resto di I fagioli freddi americani

La fabbrica del consenso

Correva l’anno 2023 quando un mio amico mi consigliò di leggere per la prima volta il libro La fabbrica del consenso: la politica ed i mass media, di Noam Chomsky. Un libro che avrei dovuto leggere vent’anni fa, quando iniziai a progettare la mia fuga verso gli Stati Uniti, poi concretizzatasi nel febbraio del 2008. Un libro che analizza, con dovizia di particolari, come il Paese a stelle e strisce abbia usato nei decenni del dopoguerra una subdola propaganda per giustificare le proprie azioni in giro per il mondo. Basta pensare ad esempio ai film d’azione che arrivano dagli States, e che sembrano politicamente neutri, solo divertimento, ma che in realtà trasmettono una visione del mondo coerente con i valori e gli interessi del sistema che li produce. Leggi il resto di La fabbrica del consenso

Farsi prendere la mano con le decorazioni natalizie

Le feste natalizie oramai volgono al termine anche in Italia, grazie alla Befana che, come ci ricorda il detto, se le porta tutte via. A proposito, Campanellino mi chiedeva l’altro giorno se sapessi da dove proviene la tradizione della vecchietta brutta che svolazza a cavallo di una scopa, e devo ammettere che mi ha colto alla sprovvista, non sapendo in effetti darle una risposta in merito. L’intelligenza artificiale ci ha spiegato che “la vecchietta rappresenta l’anno che finisce, mentre la scopa serve a spazzare via il passato, tramite il volo che richiama antichi riti di passaggio. Il carbone, spesso dolce, è invece un simbolo morale ma anche agricolo: ciò che resta dopo il raccolto.” Leggi il resto di Farsi prendere la mano con le decorazioni natalizie

Ciao piccola Blu, grazie per le avventure

Incredibile ma vero, sono già passati quasi tre anni da quando la figlia piccola mi convinse a prendere una Tesla Model 3 in leasing. Tre anni in cui mi sono divertito a provare la funzione Autopilot, in cui sono stato vittima di un atto di vandalismo, e durante i quali ho provato le colonnine di ricarica in giro per il New Jersey. Tutto molto bello, non c’è che dire. Peccato che questa nazione (come immagino molte nazioni occidentali), sia ancora molto arretrata per quanto riguarda la disponibilità di punti di ricarica in città e soprattutto nei sobborghi (ed i cinesi se la ridono sotto i baffi). Quando abitavo nella casa che abbiamo venduto l’anno scorso, avevo fatto installare nel garage un caricatore così che, un po’ come facciamo con i cellulari la sera, potessi avere la batteria piena la mattina dopo, senza troppi patemi. Ma ora che mi sono trasferito in un appartamento, ed in una zona più rurale dove le colonnine sono più uniche che rare, l’ansia da batteria stava iniziando a diventare un problema serio. Leggi il resto di Ciao piccola Blu, grazie per le avventure

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