due chiacchiere

Una guerra che ancora non capisco

Per oggi avevo pianificato un post leggero, per chiudere il fine settimana in bellezza, condividendo la ricetta di un cocktail portoricano da sorseggiare in compagnia di amici mentre si celebra spensieratamente il carnevale. Ma l’invasione dell’Ucraina da parte dei russi mi ha spinto a cambiare programma, ed a condividere i miei pensieri in merito. Iniziando dal fatto che mi sembra di essere sott’acqua in questi giorni: tutte le voci che parlano di questa guerra giungono alle mie orecchie come ovattate e rimbombanti, ed ho la sensazione di vivere in una realtà parallela, come quelle narrate dalle serie tv distopiche che mi piacciono tanto. È proprio una sensazione strana, difficile da descrivere, quasi surreale. Nulla pare avere senso, ed il mio cervello, che di neuroni ne ha persi parecchi in questi anni, non riesce a trovare una logica nelle immagini che mi scorrono davanti. All’epoca ho impiegato mesi a capire i motivi che avevano portato alla guerra in Siria, ed ora, come in un deja-vu, mi ritrovo a pormi la stessa domanda di fondo: perché? Io mica l’ho ancora capito cos’è che vuole Putin.

Di sicuro, una cosa che Vladimiro sta mettendo alla prova sono i principi fondamentali dell’Alleanza Nord-Atlantica, che sulla carta ha il potere militare di risolvere problemi come questo. Ma che al momento continua a sventolare solo lo spauracchio delle sanzioni economiche. Ma davvero credono che Putin sia così cretino? Che non avesse già messo in conto il fatto che gli avrebbero tagliato i viveri? Sono certo che il nostro amico si sia premurato di ammassare ingenti risorse naturali ed economiche chissà dove, prima di intraprendere quest’azione militare, e che con le sanzioni ci si pulisca le scarpe. Il problema è che l’America al momento non certo in ottima forma, con un Biden che (letteralmente) barcolla ad ogni passo, e che è già incasinato per i fatti suoi, mentre l’Europa è tenuta sotto controllo dal guinzaglio del gas russo, e non può rischiare un cataclisma economico ancora più pesante di quello che si ritrova attualmente per le mani. Insomma, non c’è dubbio che gli equilibri mondiali si stiano spostando, adesso anche più rapidamente grazie alle conseguenze del Covid su politica, economia e società. Non c’è dubbio oramai che l’America e l’occidente, proprio come l’impero romano, sono sulla via inesorabile del declino, accartocciate su se stesse a seguito della disgregazione sociale in atto. Il mondo del prossimo secolo parlerà Cinese senz’ombra di dubbio, grazie alle spallate della Russia.

Commenti

  1. Trap ha detto:

    Impero ottomano, impero francese di Napoleone I, Sacro romano impero, Impero di Alessandro il Grande, imperi cinesi delle varie dinastie e giapponesi, imperi azteco e inca, l’impero coloniale inglese…

    Tutti imperi che erano potenze dal punto di vista economico, politico, militare… e abbiamo visto che fine hanno fatto.

    L’impero coloniale inglese alla sua massima estensione aveva sotto il suo dominio ben un quarto della popolazione mondiale! Il detto “too big to fail” non vale, evidentemente…

    1. camu ha detto:

      Sono d’accordo. Cicli e ricicli della storia. Peccato che il cantonese sia così difficile da imparare!

  2. Fiordicactus ha detto:

    Dice di voler restaurare la Grande Madre Russia, ma senza chiedere se i paesi che dovrebbero tornare nell’abbraccio della Grande Madre Russia sono d’accordo!
    Il risultato che mi riguarda, sono i profughi e quelli che, sotto le bombe russe, vorrebbero poter diventare profughi in marcia, mentre restano nei vari “bunker” o sotterranei e, con poca elettricità e connessioni a Internet non riescono nemmeno a tranquillizzare i parenti all’estero!

    Che pessimo periodo . . .

    E proprio ieri, ho sentito dire: “che gli lascino prendere quello che vuole, così smette la guerra e si può andare avanti” . . . dimenticando Chamberlain e Hitler!
    La Storia non ha insegnato abbastanza?

    Per oggi è tutto! Gli impegni sono tanti e il mio blog langue!

    Ciao, Fior

    1. camu ha detto:

      Si, ho letto che alla fine ci potrebbero essere qualcosa come 10 milioni di profughi. Figuriamoci, con tutta la distruzione in atto, ci vorranno anni per ripristinare scuole, ospedali e via dicendo. E poi, anche se Putin ottiene quello che vuole, come si aspetta che la gente viva felice sotto il suo dominio, dopo aver avuto un assaggio della libertà… cose da pazzi.

Lascia un commento