due chiacchiere

Anniversario di matrimonio

Il tenutario qui, come si usa dire in giro, un anno fa di questi tempi si presentava (di sua spontanea volontà, ci mancherebbe) davanti a quattro testimoni ed un prete per chiedere davanti a Dio ed alla comunità la mano della sua fidanzata. Stranamente nessuno si è alzato al momento del “parli ora o taccia per sempre” pronunciato dal sacerdote, e la cerimonia, con una bella pioggerellina che rendeva tutto il sagrato marmoreo particolarmente scivoloso, si è conclusa nel migliore dei modi. Un anno è già passato, ed è tempo di primi bilanci su un rapporto maturato lentamente e costruito sulla sincerità e l’ottimismo.

Lo rifaremmo, anche meglio

Con il “senno di poi” è facile rendersi conto degli errori organizzativi che abbiamo commesso durante tutto il matrimonio: sia di carattere prettamente logistico (quel parente di qua devi metterlo là, è un diesel… cantava qualcuno) che più generalmente di “regia” dell’evento. Sia io che la moglie eravamo troppo rimbecilliti per poter dirigere tutto in maniera impeccabile, ma ci siamo tutti divertiti lo stesso: speriamo che altrettanto possano dire gli invitati.

Per quanto riguarda il significato del gesto, ad un anno di distanza, per dirla come Gerry Scotti, il sarebbe ancora la nostra risposta definitiva, e l’accendiamo. Certo, i momenti difficili sono arrivati, ma nella cornice del matrimonio impari ad affrontarli con uno spirito diverso: senti addosso una responsabilità “di coppia” che prima, da fidanzati, era quasi assente. Non è, come molti pensano, una gabbia nella quale sentirsi rinchiusi: se qualcosa non funziona, in un matrimonio, non è certo la firma nel registro comunale a cambiare le cose. Forse può solo contribuire ad accelerarle: e allora ben venga un periodo di convivenza prima del matrimonio, per condividere dallo spazzolino alla montagna di panni da stirare nel fine settimana.

Commenti

  1. Matteo ha detto:

    Ebbene posso dire la frase “Io c’ero!”
    E augurarvi sempre ogni bene ed ogni felicità
    🙂

  2. annagb ha detto:

    Auguri! 🙂
    Ma il sacerdote ha detto veramente la frase “parli ora o taccia per sempre” e anche “può baciare la sposa”?
    Al matrimonio a cui sono stata ieri non sono state pronunciate queste frasi e qualcuno mi ha detto che ci sono solo nei film…

  3. camu ha detto:

    Grazie ad entrambi. Anna, in effetti l’ho usata solo perché stava bene con il discorso, ma dall’ultima riforma non vengono più usate realmente, per lo meno in Italia, quelle due frasi. Però penso che in altri Paesi siano ancora diffuse, a seconda della tipologia di rito cristiano. Anche la frase “finché morte non vi separi” è stata sostituita da “per tutti i giorni della vostra vita”, sebbene dipenda dal prete, che può optare per il rito che gli è più congeniale.

  4. Matteo ha detto:

    Auguri a Camu e alla Camumoglie!

  5. camu ha detto:

    Grazie anche a te 🙂

  6. NIKJ ha detto:

    Domani ricorre il nostro anniversario di matrimonio… otto anni da quando ho giurato davanti a Dio… e a tutti i presenti… che lo avrei amato per sempre… 5 anni dalla firma di separazione… sono successe tante cose, ci siamo fatti schiacciare dal meccanismo del matrimonio, schiacciare, stritolare e allontanare. Tornassi indietro, lo risposerei altre mille volte… cercando però di non sbagliare più! Perché lui è davvero l’amore grande e il grande amore, per sempre. Anche da lontano.

  7. camu ha detto:

    Nikj, leggere questi pensieri fa sempre un po’ male. Perché fanno riflettere su come affrontiamo la vita oggi: sempre più egoisti, sempre più individualisti, sempre meno concentrati sui sentimenti. Nessun matrimonio è indenne da queste prove, anzi vanno superate proprio per rinforzarlo. Non tutti superano la prova: perché non ci si mette abbastanza impegno, per la noia, per mille ragioni. Ti consiglio la lettura di un mio intervento in merito, sappimi dire!

  8. graziella posa ha detto:

    Vorrei segnalare una bellissima esperienza esistente a livello mondiale: il tagliando del nostro matrimonio. Un weekend da dedicare ai coniugi per prendere in mano il proprio matrimonio e farne il tagliando! Noi l’abbiamo vissuto 20 anni fa ed ha prodotto molti frutti!
    Esiste anche un’esperienza chiamata RETROUVAILLE per le coppie separate che vogliono mettersi in discussione per ricostruire il loro matrimonio. Certo da queste esperienze non manca la sofferenza, nel dover ammettere i propri limiti e difetti, nel dover cambiare i nostri atteggiamenti e non far cambiare il partner, ma ne vale veramente la pena! scriveteci se vi interessa saperne di più. Esiste anche un fine settimana per fidanzati, per partire sposandosi con una marcia in più o per capire che è meglio lasciarsi, perché in troppe cose non c’è sintonia. Graziella e Piero Posa

  9. Pino ha detto:

    Che cos’è un WE?

  10. camu ha detto:

    Pino, ho corretto il commento di Graziella: un WE in genere è il diminutivo di weekend 🙂 Ovvero il buon vecchio fine settimana…
    Graziella, grazie per aver condiviso con tutti queste iniziative!

  11. Pino ha detto:

    Sarò passato per scemo, ma pensavo davvero che si trattasse di qualcosa di più, come dire, ufficiale, avendo scritto di averlo vissuto 20 anni fa.
    A questo punto direi che è arrivato il momento che ne faccia un altro di WE, no?

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