Ma solo a me viene da dire la frase del titolo, quando tiro fuori dall’armadio il mio giacchetto in pelle scamosciata invernale, che uso quando vado in moto? 😅 Sarà, ma certe scene dei film che mi hanno accompagnato durante l’adolescenza negli anni Ottanta, sono rimaste impresse in maniera indelebile nella mia memoria. Tralasciando per un attimo le pellicole cult come Il ragazzo di campagna (ma che Severino e Severino, io sono Margherita!) o le botte da orbi di Bud Spencer e Terence Hill, ancora adesso quando apro un barattolo di olive, non posso evitare di dire “eh, sò greche!”. Insomma, si vede che lavorare da casa, lentamente, mi sta portando ad una demenza precoce in cui ogni gesto viene adornato da una frase presa da qualche film dell’epoca. E tu, hai una tua scena preferita in assoluto?
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Progetto Hail Mary, il film
Accidenti, è già passato un anno e mezzo da quando finii di ascoltare uno dei tanti audiolibri nella mia lista Audible (no, questo non è un post sponsorizzato, magari!): Progetto Hail Mary, che in italiano vuol dire Ave Maria, ovvero l’estrema speranza di realizzare qualcosa di molto difficile. Si vede che io sono stato uno dei pochi a cui il libro ha lasciato un sapore misto in bocca, se hanno deciso di produrre l’adattamento cinematografico per il grande schermo. E senza anticiparti nulla, devo confessare di avere avuto la stessa sensazione dopo aver finito di guardare il film. Ma in fondo si sa, il film dopo il libro è molto spesso una cattiva idea. Si vede che io sono maestro di cattive idee 😒. Al solito, non proseguire la lettura se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Progetto Hail Mary, il film
Gli americani (e non solo) hanno copiato Doc
L’altra sera stavo spulciando l’offerta televisiva dei canali locali, quando vedo una serie TV che attira la mia attenzione: Doc. La cosa strana è che, invece del bel faccione di Luca Argentero, sulla scheda campeggiava la foto di una donna (Molly Parker) e di altri attori che non conosco. Cliccando per vedere i dettagli, mi ritrovo un po’ sorpreso nel notare che in effetti si tratta praticamente della stessa trama.
Qui la protagonista perde gli ultimi otto anni della sua memoria a causa di un incidente stradale (immagino che ai lobbisti della sanità americana non piaceva l’idea di un padre che spara ad un medico), e proprio come il nostro Andrea Fanti, deve fare i conti con un mondo che non riconosce. Così, giusto per curiosità, sono andato a fare alcune ricerche, e mi sono reso conto che in realtà Doc è diventato popolare anche in Messico ed in Turchia. Beh, fa davvero piacere vedere che una volta tanto siamo noi ad esportare le nostre produzioni all’estero 🙂 Intanto ho guardato la prima puntata, e devo ammettere che si sono mantenuti fedeli all’originale. Chissà se lo porteranno in Italia.
Pare parecchio Parigi
Da tempo non aprivo l’app RaiPlay sulla mia televisione intelligente, e così ho approfittato di questi giorni di vacanza per dare un’occhiata all’offerta cinematografica del Belpaese. E quando ho visto un nuovo film di Leonardo Pieraccioni, che ho sempre stimato sia come attore che come regista, non ho esitato a premere il tasto Play. Ispirandosi a una storia realmente accaduta nei dintorni di Firenze, l’attore toscano è tornato alla regia con Pare parecchio Parigi, una commedia divertente che ribadisce una visione tutta tricolore della famiglia, delle “tradizioni”, dei ruoli di uomini e donne in una società che a volte stenta ad adattarsi ai venti di cambiamento che arrivano dall’estero. Le recensioni che ho letto in giro sono state un po’ impietose secondo me, così ho deciso di scrivere la mia. Leggi il resto di Pare parecchio Parigi
La samurai dagli occhi blu
Del buon Nicola, quando si tratta di suggerimenti su cosa guardare in tv, posso sempre fidarmi, non c’è dubbio. Così, quando in un commento l’anno scorso mi ha suggerito Blue Eye Samurai, non ho perso tempo per andare a vedere di cosa si trattasse. Ed in effetti, ancora una volta, ha azzeccato in pieno i miei gusti in materia 🙂 Il fatto che abbia un gradimento del 97% su Rotten Tomatoes è poi la proverbiale ciliegina sulla torta. Stando ai bene informati, la seconda stagione, che proverà a spiegare alcune delle questioni rimaste in sospeso, uscirà l’anno prossimo. Nel frattempo, per i più curiosi, c’è anche un canale Reddit dove i fan discutono di questo o quel dettaglio della serie. Ma partiamo dall’inizio. Al centro della storia c’è Mizu, una spadaccina birazziale la cui anima è segnata da una missione di vendetta: rintracciare e uccidere uno dei quattro uomini occidentali presenti in Giappone al momento della sua nascita, colpevoli di averla resa “diversa” nella società Edo.
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Fiori di loto bianchi in Sicilia
Un amico siciliano mi parlava tempo fa di questa serie televisiva, The White Lotus, e della seconda stagione che hanno girato nientepopodimeno che dalle parti di Taormina. E così, un po’ per sano orgoglio nazionale di vedere la propria terra come palcoscenico di una produzione americana, un po’ per la curiosità di uscire dal canone delle serie distopiche che seguo spesso, in questi giorni ho fatto un po’ di binge watching mattutino (si potrà tradurre in italiano, questo modo di dire?) ed ho appena finito di guardare la seconda e la terza stagione. Forse sarò di parte, ma mentre quella ambientata in Sicilia mi è tutto sommato piaciuta per l’ironia tricolore che permea le varie storie, quella ambientata in Thailandia mi ha lasciato abbastanza deluso, per la narrazione lenta, le colonne sonore deprimenti, e le storie quasi scontate. Leggi il resto di Fiori di loto bianchi in Sicilia
La sostanza che ti ringiovanisce
Ricordo ancora quando, nel lontano 1992, uscì un film diretto dal leggendario Robert Zemeckis, La morte ti fa bella, con Meryl Streep, Goldie Hawn, Bruce Willis e la nostra Isabella Rossellini. Raccontava la storia di due donne ossessionate da impossibili canoni di bellezza, che finiscono sotto i ferri di un chirurgo estetico dalle dubbie competenze, che ha sviluppato un elisir di lunga vita in grado di far ringiovanire chiunque decida di usarlo. A quella pellicola pensavo quando, di recente, ho seguito il suggerimento della mia tv smart di guardare The Substance, con Demi Moore. Un film horror che oserei definire splatter, con tanto, ma proprio tanto sugo di pomodoro (altrimenti noto come sangue finto). Leggi il resto di La sostanza che ti ringiovanisce
Continua il gioco del calamaro coreano
Da qualche mese è disponibile su Netflix la seconda (e non ultima) stagione di Squid Game. Questa serie tv, di cui avevo parlato nientepopodimeno che quasi tre anni fa (ma che, davero davero?), all’epoca prese il mondo di sorpresa, con il suo format cinico e crudo come solo i coreani sanno mettere insieme (come dimenticare la passeggiata in treno verso Busan). La figlia piccola, che all’epoca era troppo piccola per poter guardare le scene intrise di sugo di pomodoro della prima stagione, ora si è appassionata alle avventure di Seong Gi-hun ed i suoi compagni di sventura. Dopo aver guardato qualche puntata insieme, ho deciso di scrivere una breve recensione in merito. Come sempre, gallo avvisato, mezzo accoppato: nel seguito citerò alcuni dettagli della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, per oggi puoi fermarti qui. Leggi il resto di Continua il gioco del calamaro coreano